Milanoir – Provato

La malavita italiana è stata al centro di molti film che hanno caratterizzato gli anni ’70. Proprio questi film sono stati la fonte d’ispirazione del gioco che abbiamo potuto provare in anteprima: Milanoir, titolo in uscita nel primo quarto del 2018 per PlayStation 4, PC Steam, Xbox One e Nintendo Switch in versione digitale.

Milanoir

Sviluppato dalla nostrana Italo Games, il gioco si presenta come un action game in 2D, caratterizzato da una coloratissima pixel art, che miscela alcuni elementi run ‘n’ gun con altri stealth. Nella suggestiva Milano degli anni ’70 seguiremo le vicende di Piero, tra inseguimenti spericolati e numerose sparatorie per le vie della città. Valore aggiunto alla trama, su cui il gioco punta molto, è sicuramente la città che nei sui luoghi più iconici (il Duomo, la Torre Velasca, Parco Lambro, i Navigli) saprà strappare più di un sorriso a chi la conosce.

Rimanendo sul lato artistico vi è da sottolineare come proprio questo sia la parte meglio riuscita della produzione: i livelli propongono ambientazioni variegate, uniche tra loro, le quali sicuramente non doneranno nessuna sensazione di “già visto”.

Milanoir

In tutti gli altri lati, invece, il gioco si mantiene tra alti e bassi in un equilibrio stabile; ma andiamo con ordine. Milanoir, vista la grande quantità di nemici, permetterà al giocatore di mirare a 360 gradi attraverso il controllo di un puntatore affidato alla levetta destra o al movimento del mouse. Oltre alla mira e al movimento, i controlli consisteranno in un tasto per sparare, un tasto per abbassarsi e rotolare, un tasto per la ricarica e un tasto per l’utilizzo di consumabili quali molotov o granate. Se i controlli non sono complessi da imparare, ciò che richiederà parecchio tempo per essere assimilato sono le meccaniche del gioco; la difficoltà (normale, difficile o estrema) è davvero punitiva, per cui lanciarsi allo sbaraglio pensando di uccidere tutti subito è pressoché impossibile. Il gioco necessita di essere fruito in modo ragionato: utilizzando le coperture, ricaricando il più possibile e individuando subito i nemici più pericolosi. Tutto ciò, sommato alla possibilità di usare solo una pistola per un terzo del gioco con l’aggiunta di poche molotov per stage, potrebbe far risultare Milanoir difficile da fruire per un casual gamer.

Il punto che ci ha colpito di meno è proprio la trama: la scelta di utilizzare la pixel art (molto abusata in questo periodo) in un gioco così deve necessariamente essere supportata da una narrazione avvincente, arricchita di dialoghi incalzanti e personaggi caratterizzati anche al limite del grottesco. I film a cui si ispira il gioco erano proprio basati sull’idea di rendere i personaggi e le vicende memorabili, al fine di supportare una regia non eccelsa. In questo Milanoir mostra un po’ il fianco, proponendo sì personaggi diversificati tra loro, ma che solo in sporadici casi offrono spunti interessanti.

Milanoir

Milanoir ci è sembrato come “L’adorazione dei Magi” di Leonardo da Vinci: un’opera bella e interessante, che però non esprime al meglio il suo potenziale, lasciando negli spettatori quella sensazione di “cosa sarebbe potuto essere se…” 

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