Stupid Never Dies: First Bite Demo – Un action RPG dalla crescita rapida
Un primo giro di prova prima dell'uscita definitiva di Stupid Never Dies, in arrivo su PlayStation 5 e PC il 21 ottobre.
L’ultimo State of Play incentrato sui titoli provenienti dal Giappone e dall’Asia non ha convinto del tutto i giocatori che, com’era prevedibile, si aspettavano l’annuncio di qualche nuova grande produzione dei PlayStation Studios. Per quanto mi riguarda, ho apprezzato molto l’evento di settembre di Sony, anche grazie alla presenza del tanto chiacchierato Stupid Never Dies.
Il titolo di debutto dello studio GPTRACK50, capitanato dal veterano ex-Capcom Hiroyuki Kobayashi, è stato uno dei principali protagonisti della diretta, sorprendendo tutti con l’annuncio della First Bite Demo. Dopo una lunga sessione di prova, sono finalmente pronto a parlarti di questo folle action RPG roguelite dalla “crescita rapida” in arrivo su PlayStation 5 e PC il 21 ottobre 2026.
Il romantico non-morto alla riscossa
Considerando quanto poco si fosse visto del gioco negli scorsi trailer, non mi sarei mai aspettato di provare una demo così longeva rilasciata a poco più di un mese dall’uscita. La buona notizia è che i dati salvati nella versione demo potranno essere trasferiti alla versione completa del gioco, facendoci saltare il tutorial iniziale, che ho trovato un po’ prolisso.
Sebbene alcune funzionalità siano limitate o ancora in fase di ottimizzazione, Stupid Never Dies: First Bite Demo offre una panoramica a 360 gradi sull’esperienza di gioco, a partire dalla storia. Con una premessa narrativa che pare uscita direttamente da un titolo di Suda51, la trama ci catapulta in un mondo post-apocalittico dove l’umanità è stata quasi del tutto spazzata via e la Terra è ora popolata da bestie e non-morti.
Mentre i demoni più forti si sono insediati nell’entroterra, fondando dei veri e propri regni, gli zombie, considerati creature inutili e deboli, sono stati abbandonati in superficie. Tra questi c’è il nostro protagonista Davy, lo zombie più debole e sfigato del mondo dei mostri, che vaga costantemente alla ricerca di cibo. Durante uno dei suoi soliti giri all’interno di un centro commerciale, s’imbatte in una ragazza umana ibernata di nome Julia e se ne innamora all’istante.

Deciso a salvarla, Davy divora, per puro caso, un uovo di fenice che gli conferisce l’abilità di assorbire i poteri degli altri mostri. Notando le sue nuove capacità, lo scienziato Dott. Frank chiede a Davy di sconfiggere KOM, il “Re dei Mostri”, per salvare l’umanità e riportare finalmente in vita Julia.
Ad affiancarlo in questa impresa troviamo un cast di personaggi altrettanto bizzarri che si nascondono all’interno del centro commerciale. I personaggi di Stupid Never Dies mi hanno ricordato molto quelli di Let It Die (me lo ricordo solo io ‘sto gioco?!): un mix di follia, estetica underground e quell’umorismo pungente, anche se un po’ bambinesco. I dialoghi non brillano per originalità, ma la personalità dei personaggi riesce comunque a regalare un buon ritmo narrativo.
Il centro commerciale funge da hub principale, interamente esplorabile a piedi – a passo di zombie, ovviamente – o a bordo di un robot aspirapolvere modificato sbloccabile proseguendo nella trama. Tra una vetrina e l’altra, le vecchie attività commerciali sono state riconvertite in stazioni di potenziamento dove poter customizzare il nostro personaggio. Troviamo il laboratorio del Dott. Frank, dove poter visionare le mosse di Davy e delle sue trasformazioni bestiali; l’angolo di Acelino, dove poter sviluppare parti e armi da equipaggiare; e anche il Bessie Burger, ideale per sbloccare le abilità di zombie innate di Davy.

Ci sono anche altri spazi dedicati ai collezionabili, che sembrano essere molti e di vario genere. Carina anche l’idea di poter far visita a Julia all’interno della cella frigo, poterci parlare e farle addirittura dei regali per potenziarci. Vedremo se all’uscita del gioco ci saranno ulteriori negozi da visitare.
Esplosione Arcade
Dopo l’ultimo trailer, quello incentrato sulla boss fight contro Wyvern, il gameplay di Stupid Never Dies non mi aveva convinto del tutto. Ho trovato affascinante l’idea di potersi trasformare in diversi mostri in stile Altered Beast (quello per PS2), ma il sistema di combattimento vero e proprio mi è sembrato generico e poco profondo al primo impatto.

Pad alla mano, chiaramente, la musica è ben diversa. C’è una stratificazione nel sistema di combattimento che si basa sulla continua crescita di Davy e sulle sue abilità sbloccabili. La mappatura dei comandi è chiara e concisa: salto, attacco normale, speciale, morso (utile per ripristinare una porzione di HP), abilità istantanea e parata. Alle frecce è relegato il compito delle trasformazioni, limitate per ogni dungeon. Esiste anche una rage mode, l’impulso di Davy, che si attiva premendo contemporaneamente R3+L3.
Stupid Never Dies è di fatto un action RPG con meccaniche roguelite e strutturato a dungeon. I dungeon sono composti da diversi livelli, ciascuno dei quali ospita nemici pericolosi. Più si scende in profondità, più i nemici diventano forti e minacciosi. Nei dungeon il tempo a disposizione è limitato a circa 15 minuti. Quando il tempo termina, Davy si indebolisce infliggendo meno danni e diventando estremamente vulnerabile. Il tempo può essere prolungato raggiungendo una certa profondità, oppure eseguendo determinate mosse, come la parata stupida, un parry che respinge gli attacchi avversari.

Come ovvio che sia, alla fine di ogni dungeon troviamo un boss unico da sconfiggere. Trattandosi alla base di un roguelite, i boss sono ripetibili anche dopo averli sconfitti una volta, così da ottenere materiali da utilizzare poi nell’hub principale per potenziare Davy. Questo significa dover ripetere più volte il medesimo dungeon, e magari anche lo stesso percorso, per sbloccare le abilità del nostro caro Davy. C’è il rischio di ripetitività? Potrebbe.
Stupid Never Dies: Un primo assaggio interessante ma con riserva
Nonostante qualche piccola incertezza nella gestione della telecamera nelle fasi più concitate, complice anche la totale assenza del lock sui nemici, e un bilanciamento dei danni ancora da rifinire, quella di Stupid Never Dies è un’identità forte e dal grande potenziale.
L’unica mia perplessità riguarda la ripetitività sul lungo periodo, ma trattandosi di una demo è chiaro che alcune meccaniche, ambientazioni e nemici non siano presenti. Spero solo che il gioco completo sia molto più variegato da questo punto di vista. Per il momento, però, questa demo di Stupid Never Dies mi ha lasciato una prima impressione positiva, anche se con qualche riserva.