Trails in the Sky 2nd Chapter – Provato

La lunghissima demo mi ha dato possibilità di iniziare la seconda parte dell'avventura di Estelle Bright e non vedo l'ora di continuare.

Trails in the Sky 2nd Chapter – Provato animazioni

A occhio e croce, saranno ormai 5 anni che mi occupo di recensire la serie di The Legend of Heroes, meglio conosciuta come Trails. In questo tempo ho recuperato tutti i titoli della saga e sono sempre stato piuttosto positivo, con l’unica eccezione di Daybreak 2 che promuovo solo a metà.

Avvicinarmi alla saga tramite le recensioni, per poi sviluppare una passione tale da portarmi a recuperare i titoli in giapponese, mi ha portato a una piccola deformazione. Pur avendo giocato l’intera Cold Steel saga, la Crossbell Saga e quanto disponibile della saga di Calvard, non ho mai completato la Liberl saga. Ho iniziato Sky First Chapter, senza finirlo fino all’uscita di 1st.

Questa demo rappresenta quindi il mio primo impatto con la storia di Second Chapter, ora rinominato Trails in the Sky 2nd Chapter e l’impatto, devo dire, è ottimo, per quanto familiare.

Trails in the Sky 2nd Chapter – Provato

Trails in the Sky 2nd riprende il mattino successivo al finale di 1st. Dopo il cliffhanger crudelissimo del primo capitolo, Estelle si risveglia nel castello reale senza Joshua e si mette subito a cercarlo. A livello di scrittura, il prologo è una continuazione talmente diretta dal risultare quasi più un epilogo di 1st piuttosto che l’avvio di 2nd.

Tuttavia, apprezzo la scelta di aver adattato la reazione di Estelle agli eventi della sera prima come un avvio piuttosto che una conclusione. Sia perché questo permette a 1st di finire con uno dei momenti più memorabili della saga, sia perché il team di sceneggiatori capitanato da Toshihiro Kondo ha avuto il tempo di dare alla protagonista una reazione perfettamente in linea col suo carattere e nel mentre presentare anche Kevin Graham, un altro dei migliori personaggi della serie (di cui vi ho già parlato nella recensione di Trails Beyond the Horizon).

La storia segue Estelle, alla ricerca di Joshua e alla caccia del misterioso gruppo Ouroboros, veri responsabili dietro all’insurrezione militare avvenuta qualche mese prima. Del gruppo di antagonisti si vedrà poco durante la demo, ma quelle poche scene presente rendono subito l’idea del team eterogeneo e dissonante che andrà a caratterizzare gran parte dei Trails successivi.

Se uno dei potenziali difetti di Trails in the Sky 1st è la lentezza con la quale si arriva all’incipit vero e proprio, presentato solo dopo quasi 10 ore di introduzione, Trails in the Sky 2nd mette subito in chiaro di cosa parla, dandoti un amo perfetto per voler scoprire il prosieguo.

Trails in the Sky 2nd Chapter – Provato ti amo Olivier
Incredibile come Olivier migliori ogni scena in cui è presente, eppure il mio Trails preferito è uno dei pochi in cui non compare.

Il ritmo poi rallenta nel corso del capitolo 1, dando il tempo al giocatore di ri-acclimatarsi al mondo di gioco e introducendo i personaggi del party gradualmente, ma comunque con una maggiore rapidità rispetto al primo atto. A fine demo, si avrà già un party completo e permanente, cosa che rende subito l’idea dell’evoluzione del gameplay rispetto al predecessore, dove si arriva ad avere un gruppo stabile solo alla fine.

Questo significa che poter giocare sia prologo, sia capitolo 1, permette di avere una panoramica piuttosto completa dell’esperienza di gioco. C’è quasi tutto in mostra. Si parte dalla scrittura dei personaggi di altissimo livello, con dei momenti molto belli per Estelle (con Kevin a supporto) nel prologo e per Khloe nel capitolo 1.

Si passa per il sistema di combattimento, già ben presentato in tutte le sue meccaniche (o perlomeno, tutte quelle presenti in 1st) e e al nuovo sistema di potenziamento dei personaggi, ove sarà possibile ottenere dei quarzi rari da equipaggiare potenziando gli slot, tutti disponibili sin dall’inizio.

Infine, si finisce su grafica e sonoro, molto rilevanti in un progetto di remake di questo tipo. Se già Trails in the Sky 1st mi aveva stupito con la sua bellezza (considerando come Falcom sia uno studio fondato su progetti molto low budget), 2nd migliora in alcuni ambiti, tenendo costante gli altri.

Trails in the Sky 2nd Chapter – Provato Ciao Renne
Ciao personaggio secondario, chissà se ti rivedremo mai.

Le animazioni delle skill sono molto migliorate, tanto da mostrare una differenza netta tra le nuove abilità e le vecchie (già molto espressive). Kevin è il principale beneficiario di questo miglioramento, il suo moveset è portato in vita con un amore evidente, ogni suo movimento animato benissimo, in netto miglioramento con la sua versione più anziana presente in Trails Beyond the Horizon.

L’estetica e la fedeltà grafica sono rimaste identiche, gradevoli all’occhio ma senza far gridare al miracolo, complice il fatto che Trails in the Sky 2nd è un sequel che ri-usa tantissimi asset dal predecessore, cosa che gli permette di essere enorme e far contare ogni nuovo dungeon.

Non per niente la demo mi è durata ben nove ore, potenzialmente più lunghe per giocatori dalla lettura più lenta o meno abituati al sistema di combattimento. L’esperienza si annuncia come molto lunga, specie considerando la quantità di personaggi anticipati nella opening, tutti da presentare e sviluppare. 

La musica è ottima, per ora mi sento di sottoscrivere a pieno le stesse sensazioni che ho avuto recensendo il primo gioco: composizioni buone, in grado di creare un’ottima atmosfera, ma per ora un po’ lacunose nell’accompagnare le parti più intense.

Trails in the Sky 2nd Chapter – Provato eh si
Di cosa parla Kevin? Curiosi? Tranquilli, la risposta arriva tra appena 11 giochi. Dodici se consideriamo 2nd.

Le mie aspettative per Trails in the Sky 2nd Chapter non sono alte, di più. Il primo capitolo è stato ottimo e l’inizio del secondo atto di Sky evita di commettere gli errori che han limitato altri “parte 2” della serie, come Cold Steel 2 che banalizza troppo il precedente cliffhanger o Daybreak 2 che la prende talmente alla larga da sembrare un dlc annacquato più che un sequel. Se siete fan del genere JRPG, questo è il candidato principale per essere il gioco dell’anno. So solo frammenti di quanto accadrà da qua alla fine, se le mie aspettative saranno rispettate, rischiamo di parlare di un dieci.

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