Back in Time – Darkstalkers Resurrection

La scorsa settimana Back in Time, prendendo le mosse dalla pubblicazione del Capcom Beat ‘Em Up Bundle, vi aveva proposto una retrospettiva su un’altra compilation Capcom di picchiaduro a scorrimento, cioè Dungeons & Dragons: Chronicles of Mystara. Questa settimana ci spostiamo di poco: sempre Capcom, sempre compilation, sempre picchiaduro, ma non a scorrimento.

Quest’oggi torniamo su Darkstalkers con una raccolta uscita nel 2013 su PlayStation 3 e Xbox 360, chiamata Darkstalkers Resurrection. Purtroppo il nome non è stato di buon auspicio, visto che alla compilation non è seguito l’annuncio di Darkstalkers 4, che, a questo punto, forse non verrà mai ad esistenza.

Darkstalkers Resurrection
Capcom ha riproposto la formula utilizzata per le precedenti riedizioni in HD di altri titoli, in particolare quella di Marvel vs. Capcom Origins: anche questa volta due giochi al prezzo di una quindicina di euro. Non male, soprattutto se pensiamo che JoJo’s Bizarre Adventure HD Ver. erCapcomapcomDarkstalkers Resurrectiona stato proposto a € 19,99. A occuparsi della conversione sono stati ancora una volta i ragazzi di Iron Galaxy Studios, gli stessi dietro a Street Fighter III 3rd Strike Online Edition e a Marvel Vs. Capcom Origins.

I due titoli che compongono Darkstalkers Resurrection sono Night Warriors (1995) e Darkstalkers 3 (1997), gli ultimi episodi originali all’interno della serie. Sicuramente non ci troviamo innanzi alla raccolta più completa, dal momento che, anche a voler tacere di Darkstalkers Chronicle: The Chaos Tower, nel 2005 uscì in Giappone Vampire: Darkstalkers Collection, contenente tutti i e cinque i giochi usciti dal 1994 al 1997, includendo quindi anche le due versioni alternative di Darkstalkers 3. Ad ogni modo, le aggiunte apportate da Iron Galaxy Studios rendono Resurrection la scelta migliore ad oggi, probabilmente.

Ma prima di dedicarci ad esse dobbiamo levarci un ultimo sassolino dalla scarpa, notando come gli apporti delle versioni casalinghe che si sono succedute negli anni non siano stati inclusi. Le assenze più pesanti affliggono il roster di Darkstalkers 3, che conta solo i quindici combattenti della versione arcade, più Dark Talbain e Oboro Bishamon.

Darkstalkers Resurrection

Passiamo ora ad illustrare le novità di questa riedizione. La meno rilevante è l’upgrade grafico: i nuovi filtri e opzioni non cambiano certo la vita, tanto che se avete un televisore piccolo potreste non notare vere e proprie differenze. Ciò che balza all’occhio ovviamente è la modalità di visualizzazione: noi vi consigliamo quella normale, che mantiene i rapporti d’aspetto originali, ma è possibile optare anche per quelle allungate o sperimentare quelle un po’ particolari che simulano il cabinato. Ce n’è pure una che propone la prospettiva di quello che starebbe in coda dietro al giocatore, se fosse in una sala giochi.

Sul piano dei contenuti, è stata approntata una corposa galleria di extra, costituiti in sostanza da bozzetti e filmati (i vari finali legati ai combattenti, perlopiù) e sbloccabili spendendo punti che si accumulano raggiungendo vari obiettivi e salendo così di livello. Tali obiettivi fanno il verso al sistema di Achievements/Trofei (che, non a caso, sono proprio legati ad essi), prevedendo prove di abilità (ad esempio, vincere l’arcade senza usare continue) o l’esecuzione reiterata di certe azioni (finisci tot incontri, vinci tot round, esegui tot prese).

Darkstalkers Resurrection

I ragazzi di Iron Galaxy Studios hanno ben pensato anche di venire incontro ai novizi, includendo una guida sulle nozioni fondamentali e, soprattutto, sfide/tutorial (il nome cambia a seconda del gioco scelto) legate ad ogni personaggio, in modo da familiarizzare con le strategie basilari econ i vari move-set, sempre visualizzabili dal menu di pausa. Anche l’allenamento è molto utile e ricco di opzioni, come in ogni picchiaduro che si rispetti. D’altro canto, non vorrete scendere nell’arena mondiale del tutto indifesi!

Il multiplayer online è l’aggiunta più corposa, ma ne parliamo solo per dovere di cronaca, visto che ormai anche la raccolta è divenuta vetusta. Gli incontri scorrono via bene, grazie al GGPO, recente middle-ware che sta prendendo piede nel settore; volendo, poi, si può selezionare il tetto massimo di ping tollerato. Come in Jojo’s Bizarre Adventure HD Ver. è possibile creare tornei fino ad otto giocatori in una lobby. Sono stati introdotti anche degli utili strumenti di studio e condivisione, come la Spectator Mode, i Replay, gli upload su YouTube e le immancabili classifiche. Nulla di inedito, probabilmente, ma sicuramente un’offerta completa.

Darkstalkers Resurrection

Ciò detto, passiamo ai giochi. Night Warriors e Darkstalkers 3 sono due picchiaduro piuttosto apprezzati dai retrogamer, grazie ad uno stile unico e ad un gameplay invecchiato piuttosto bene. Rispetto all’altra grande serie di Capcom, l’immortale Street Fighter, Darkstalkers vanta un’ispirazione fantasy, ma con una rilettura davvero sopra le righe, come dimostra un roster carismatico ed eterogeneo, che annovera personaggi in grado di sopravvivere anche all’oblio in cui era caduta la serie stessa (pensiamo a Morrigan e Felicia, apparse in diversi crossover più o meno recenti). Carismatico e vario, dicevamo, anche sul versante ludico: è pur vero che i combattenti non sono tantissimi (una quindicina per gioco), ma nessuno di essi è simile all’altro, non ci sono mimic, ciascun personaggio va studiato, anche grazie ai nuovi tutorial.

Il ritmo di gioco è piuttosto elevato grazie all’enfasi posta sui dash, ed è ulteriormente aumentabile smanettando con le opzioni del Turbo; ciò, unitamente ad un numero non esagerato di mosse a disposizione, potrebbe suggerire un gameplay relativamente poco tecnico e chiassoso, ma considerazioni di questo tipo non rendono giustizia a giochi che vantavano, fra i primi, un buon numero di meccaniche che sono ancora alla base dei picchiaduro moderni, come le chain combo e le air block. Come diciamo più o meno sempre, ci si diverte di più con un buon arcade stick, trattandosi proprio di due classici picchiaduro da sala, con combinazioni (le più complesse, si intende) abbastanza difficili da riprodurre sul pad (soprattutto quello della console di Microsoft) e un battle system basato sull’utilizzo di sei pulsanti, secondo la lezione di Street Fighter II.

Darkstalkers Resurrection


Darkstalkers Resurrection è un’ottima raccolta, magari non completissima, ma in grado di far conoscere una gloriosa serie del passato alle nuove leve, che forse avrebbero apprezzato un update tecnico più sostanzioso, ma che alla fine si divertiranno lo stesso. Le funzionalità aggiunte da Iron Galaxy Studios sono abbastanza classiche, ma ciò non significa che debbano esser date per scontate, quindi ci rallegriamo della loro felice implementazione, che rappresenta sicuramente un valore aggiunto.

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