Destiny termina il viaggio: grazie di tutto!

Dopo 12 anni, Destiny termina l'esperienza. Riceverà un ultimo contenuto per poi rimanere on line.

Non avrei mai voluto scrivere una cosa del genere perché veramente non so nemmeno da dove iniziare. La notizia che Destiny 2 riceverà l‘ultimo aggiornamento mi ha rattristato. Non potrebbe essere altrimenti per chi come me ha iniziato a giocare dall’alpha del titolo nel lontano 2014. Un’altra epoca, praticamente: niente Twitch, niente TikTok. Si stava meglio forse, eppure già all’epoca c’era chi era sicuro che il gioco non avrebbe resistito un anno. Eppure dopo 12 anni Destiny termina il suo percorso e questo è difficile da accettare.

Da Borderlands a Destiny

Come ci sono arrivato su Destiny? Ho già parlato del forum ufficiale di PlayStation, dove gli utenti parlavano normalmente con community manager di PS. A gennaio 2014, tra i giochi dati con il Plus, c’era Borderlands 2 per PS3. Quel gioco divertiva sul forum e ci organizzavamo serate o pomeriggi in compagnia. Quando Destiny fu presentato per la primissima volta, qualcuno ebbe modo di dire: “È simile a Borderlands, ma fatto dai creatori di Halo”. Può sembrare una frase buttata lì, ma appena i membri del forum selezionati ricevettero i codici dell’alpha, l’entusiasmo era percettibile; non dovevamo solo giocare, dovevamo anche scrivere le nostre impressioni. Era una vera e propria raccolta di feedback. Nell’alpha, inizialmente, potevamo far poco, ma quello che si vedeva era di una qualità fuori scala per l’epoca. Abituati a Borderlands 2 su PS3, l’alpha di Destiny su PS4 era un altro mondo.

Destiny termina il viaggio. Grazie di tutto.
L’Alpha di Destiny

Volta e Crota

C’è stato un momento in cui saltavo letteralmente da un party all’altro per aiutare a fare la Volta di Vetro o Crota. Usavo due personaggi perché con il terzo avevo il check in tutti e due i raid. Una cosa fuori di testa che, però, mi ha permesso di conoscere tanta gente, di divertirmi, ma anche di scoprire quanto fossero assurdi i drop di Destiny. Se con Crota avevo tutto il set, della Volta di Vetro non ho mai trovato Sorte Fatale (cannone portatile). La trovarono tutti i membri dei clan che hanno giocato con me tranne il sottoscritto. In compenso, ci pensava Atheon a dare soddisfazioni. A dare una svolta a Destiny fu l’introduzione delle Prove di Osiride: contenuto PVP diverso da tutti gli altri presenti in game.

Destiny termina il viaggio. Grazie di tutto.
Atheon (a me) dava soddisfazioni. Questo era il secondo Mitoclasta.

All’inizio sembrava funzionare

Quando è uscito il gioco PlayStation supportava in ogni modo possibile la nuova creatura di Bungie. Grazie alle instancabili Ilaria e Alessia, venivano organizzate piccole sfide, contest: non mancava nulla. Tante squadre provavano ad organizzarsi per far l’incursione, poi, di colpo, s’è fermato tutto. Con l’uscita della prima delle due espansioni, c’è stato un calo di attività. I giocatori hanno iniziato ad organizzarsi da soli.

Siamo nel 2015 e in tanti hanno già un account Twitch e portano in live Destiny. Ci sono già i primi content creator italiani su YouTube (Lorenzo Divus, Stone Gaming, ElitGaming, AlienExMachina) PS Italia fa due live: una contiene un po’ di storia del Casato dei Lupi, l’altra una Prigione degli Anziani. Mai Volta di Vetro, mai La Fine di Crota, nessun Cala la Notte, e soprattutto, zero Prove di Osiride. Il Re dei Corrotti nemmeno a parlarne. L’utenza chiedeva che ci fosse una persona che si occupasse di Destiny, perché quel gioco lo stavano giocando praticamente tutti. Inoltre PlayStation aveva piccole esclusive ai tempi. Ma niente da fare, PS rimase della sua sbagliata ma legittima idea. Un errore strategico.

L’immobilismo di PS ha favorito il proliferare di tante community su Facebook, una in particolare è diventata il punto di riferimento per gli appassionati di Destiny. Si chiama Destiny Italia e, con il gruppo all’interno The Tower Destiny Italia, conta 35000 iscritti. Ci hanno lavorato in tanti; in quella community andrebbero ringraziati uno per uno. Soprattutto Marco Cremona. Io son soltanto l’ultimo arrivato.

Quando un gioco ti prende così tanto, capita di pensare a cosa poter fare per migliorare la situazione. Non avrei mai pensato che ne avrei avuta l’opportunità. Senza girarci attorno son stato il primo Ninjia italiano di Bungie (potete trovare l’annuncio qua), successivamente ne è arrivato un secondo. Cos’è un Ninjia? Un moderatore volontario del forum Bungie.net. L’ho fatto dal 2017 al 2019 e conservo dei ricordi bellissimi di quel periodo. Quella Bungie così organizzata e meticolosa, era senz’altro un’azienda a posto. C’è anche un italiano che lavora in quello studio, con cui ho avuto la fortuna di aver sempre avuto un ottimo rapporto e che mi ha sempre dato piena collaborazione.

“Si chiama Gary o Guido, qualcosa con la G!”

Tacciato dalla community di essere solo un DLC dei Cabal, Destiny 2, in realtà, riscriveva le regole per molti e, almeno inizialmente era confusionario. Basti vedere quante volte son stati cambiati i trofei: non si riusciva a vedere una direzione chiara. Se per il primo capitolo dovevi fare un’incursione senza morire (i più temerari c’erano riusciti con la Volta), qua inizialmente c’era un trofeo legato alle Prove dei Nove. Una variante peggiore delle Prove di Osiride che certi giocatori del primo titolo nemmeno sapevano cosa fossero. Ancora più assurdo il meta della modalità: l’arma che comandava era una vecchia conoscenza di Destiny: il Mida. Se già lo avevi, eri a buon punto; in caso contrario, erano guai. In seguito, furono rimosse le Prove dei Nove e quel trofeo cambiò.

Espansioni stupende ma troppi ritorni

Dopo un inizio tutt’altro che entusiasmante, son arrivate una serie di correttivi in corsa che hanno reso il secondo capitolo decisamente più interessante e tutta una serie di espansioni decisamente convincenti. Inoltre Destiny 2 è approdato su PC, piattaforma dove si esalta maggiormente. Purtroppo, però, a fronte di tutto questo, sono state fatte scelte che, personalmente, mi hanno lasciato un po’ perplesso. Perchè riportare indietro Volta di Vetro, Crota, Oryx e vecchi assalti riadattati? Perché riproporre vecchie armi e armature se all’annuncio di Destiny 2 ci è stato detto che le nuove armi sarebbero state migliori del primo capitolo?

L’acquisizione, una scelta infelice

Non si tratta di parlare adesso: ci sono cose che o le vedi o non le sai. Che PlayStation non fosse in grado di tenere in piedi lo stesso metodo di lavoro di Bungie, lo si vede dalle piccole cose. Ho rinunciato al mio ruolo di Ninjia per motivi famigliari, ma nessuno dei miei colleghi mi ha tolto da X/Twitter, perché, anche se proveniamo da Paesi diversi, ciascuno di noi ha dato il suo contributo. Non vale solo per me, lo stesso discorso va fatto per altre persone che se ne sono andate. Tutti quei licenziamenti, hanno scavato, inevitabilmente, un solco profondo. Certe scelte prese dal team non sarebbero mai state sposate dalla Bungie che ha dato i natali al primo Destiny.

In un luogo serio come il Blog di PlayStation, certe cose non dovrebbero succedere. Invece, purtroppo, accadono; basta leggere che cosa scrissero qui. Ancora oggi mi chiedo quali siano gli attrezzi specializzati, poiché di saldatori, cacciaviti e chiavi inglesi non ce ne stanno in Destiny 2. Fino a che c’è stata Activision, alcune cose si potevano fare. Quando il secondo capitolo fu messo sul PlayStation Plus, io scrissi una guida per i neofiti. Activision approvò l’idea e PlayStation Italia la pubblicizzò sui canali social.

La cosa più bella di questi dodici anni di Destiny, non è tanto il mio periodo di Ninjia, sono soprattutto gli amici. Mi è capitato di trovarmi in una situazione quasi da barzelletta: eravamo tre italiani e tre argentini a cercar di terminare la Volta di Vetro. Uno di noi faceva da traduttore. Il problema arrivò al Templare, quando c’era da utilizzare lo scudo: un problema di accento. Anziché “Purifica” venne detto altro. Ridemmo fino alle lacrime. Man mano che Destiny si arricchiva di novità, iniziammo a dar soprannomi ai nemici. In particolare, le nostre vittime preferite erano quelli di Furia Meccanica: dal socio, al polacco (Vosik), fino a Omingul (ribattezzata Omnitel). Ikora fu ribattezzata Ricola, Lord Saladin divenne Lord Salamino e, come dimenticare, il ferro da stiro in Torre (l’Oratore). Xur e il Criptarca erano gli unici a non averne uno fisso.

Destiny termina il viaggio. Grazie di tutto.
Ho ancora la clip del templare con gli argentini! Non avevo ancora il titano a vuoto purtroppo.

“Facciamo Crota che finiamo subito”, tra Incursioni e Cala La Notte

La seconda incursione disponibile su Destiny passò alla storia come un assalto allungato a sei giocatori:  bastava avere uno dei due lanciarazzi giusti. I primi tempi, però, aveva “qualche problema”. Un weekend ci fece veramente impazzire. Allo step finale accadde di tutto. Prima l’Impugnaspade non esce; poi arriva, ma non lascia la spada. Una volta sistemato questo, iniziarono i problemi con i missili del Gjallarhorn, che non seguivano.

Finita? Neanche per idea.

Crota che si alzava di colpo neanche un secondo dopo che gli avevamo tolto lo scudo; successivamente ha iniziato ad andarsene e a muoversi come se niente fosse. All’ennesimo tentativo sembrava che andasse tutto liscio: gli orchi non escono. Dopo due minuti, escono in faccia a due dei nostri che non avevano più munizioni. Tutto da capo. Rifacciamo per l’ennesima volta e finalmente completiamo. In tre vanno a dormire; io e altri due andiamo a fare un Cala la Notte e chi troviamo? Omniugl con danno ad Arco. Finiamo alle 4:00 di mattina.

Destiny termina il viaggio. Grazie di tutto.
Il primo Crota in Hard Mode o ad Eroico se preferite.

Le prigioni degli anziani non erano chissà cosa (Skolas a parte), ma l’unico motivo per farle erano i dialoghi di Variks. Personaggio doppiato egregiamente come molti altri ed in grado di strapparti una risata. Tra l’altro, nel primo capitolo, introduce anche l’assalto che ci porta ad affrontare Taniks, che, come dice Variks, “Non ha casato, non ha stendardi, non s’inchina davanti a Kell. Assassino dalle doti sopraffine”.

Furia Meccanica, quarta incursione di Destiny: durante uno degli step, non ricordo cosa accadde di preciso, uno dei membri del clan coniò una frase che entrò nella storia: “Nel dubbio è sempre colpa di Batti” (Batti derivava dal nickname di uno dei miei amici). Puntualmente, ogni sera che c’erano le Prove di Osiride, un Cala la Notte, un altro raid con lui tra i giocatori, quella frase saltava sempre fuori. A volte capitava che stavo solo in party perché alla banda si univa un “soggetto” che ti rendeva impossibile giocare per quanto faceva ridere. Il Cuma (non è il suo nick, quindi non cercatelo) era un personaggio che ti rallegrava la serata, anche se non ne avevi voglia. Ti faceva letteralmente cadere il pad dalle mani (a me è successo) dalle risate. Un party tranquillo con discorsi “seri” diventava una comica e ne parlavamo per settimane. Rido ancora adesso.

Alle Prove di Osiride ho avuto la “meravigliosa” idea di aprire la live di un mio amico qualche minuto dopo l’uscita delle Prove. Era appena arrivato su Mercurio e mi ha aperto il forziere in faccia e ha trovato il Gioiello d’Osiride. Altro cannone portatile di Destiny 1 che non ho mai avuto assieme al Sorte Fatale. Mannaggia a te Christian. In compenso, però, gli ho soffiato due volte il Mitoclasta dal caro Atheon.

Il mio clan è diverso

Non ho mai avuto un clan fisso, vuoi perché alcuni si scioglievano come neve al sole oppure perché dopo un po’ mi piaceva cambiare. Però mi piace ricordarne alcuni: Red Ribbon Italy, Lupi Alpha e, poi c’è quello a cui son più affezionato: Gli Acchiappamaliarde. Ce ne sono altri quattro. Uno è il clan ufficiale dei Ninjia, che non nomino per evitare che qualcuno mandi inutilmente la richiesta. Dei tre restanti, uno si è sciolto; dall’altro me ne son andato e nell’ultimo ci son ancora dentro.

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Il Prelato Arconte è il mio assalto preferito. Qui sono in compagnia della fondatrice del clan Gli Acchiappamaliarde. La nostra amicizia va avanti dal 2014.

Non finirà mai finchè non canto vittoria…e io non canto mai!

Nel secondo capitolo ho passato più tempo a far crogiolo che incursioni o assalti; infatti, ho preso subito il Gladio di Redrix, Asceta, Ululato alla Luna e il Per Non Dimenticare. Appena usciti erano devastanti e per molti la loro impresa era un ostacolo quasi proibitivo da superare. Non so come, ma ne ho attivate un paio e, completata la prima (il Gladio), le altre mi son sembrate più facili. Giocavo la storia, facevo le imprese, qualche assalto, e me ne tornavo a fare Competitiva. Tornate le Prove di Osiride, ho iniziato a farle con lo scopo di collezionare armi (tipo il Messaggero) e armature, non certo per ottenere il Faro. Esattamente come per la Volta di Vetro che, appena tornata, l’ho iniziata solo per cercare e (finalmente) trovare Sorte Fatale. Fatto questo ho mollato tutto.

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Sorte Fatale di Destiny 2

Le migliori voci su una saga

Sopra parlavo di Variks, ma come non menzionare Shaxx, Eris, Cayde-6, Mara Sov, Lord Saladin o le due voci dello spettro (la prima fu di Gaetano Varcasia), il Ramingo, Saint 14, Osiride e Ikora. Erika Ishii, che avete avuto modo di conoscere in Ghost of Yotei, ha dato voce anche ad Ana Bray in Destiny 2. Poi c’è quella persona meravigliosa che ogni tanto mi capitava di incrociare nella mia timeline di Twitter. Lui era Destiny in persona: non era solo la voce di Zavala. Giocava spesso e la sua voce era perfetta per il personaggio; su Twitter/X ci sono ancora i suoi video. Non ti dimenticheremo mai, Lance Reddick.

Destiny termina, o… Destiny 3?

Forse è giusto così: Marathon o meno, era ora di fermare qualcosa che per 12 anni ha continuato a sfornare contenuti su contenuti e, magari, forse chi quei contenuti non li ha mai goduti appieno ne avrà la possibilità. Penso alle migliaia di persone che non hanno mai fatto alcuni dei raid presenti su Destiny 2. Oppure, se preferite, è giusto guardare l’altro lato della medaglia: chi vive solo del titolo Bungie magari scoprirà altri giochi.

Sta girando sul web una petizione per terzo capitolo di Destiny. Con tutto il rispetto, ma non è una petizione fatta sull’onda dell’emozione che si crea un nuovo capitolo di una saga così impegnativa come Destiny. Ci vuole un team che lavori lontano dalle influenze e soprattutto in tranquillità, perché il rischio di combinare pasticci in questi casi è altissimo. È la stessa cosa di The Last of Us Parte 3, leggete petizioni in giro? Capisco che ormai con i social siamo abituati a metter bocca su tutto, ma questo non è proprio il caso. Inoltre, con GTA VI in arrivo e chissà quali altri giochi, chi giocherebbe ad un nuovo Destiny?


Destiny termina il suo viaggio ed è passato troppo tempo dalla mia ultima partita. Da quando scrivo, non mai recensito nulla sulla saga per mia volontà. Organizzerò comunque un last dance con chi ho giocato di più, sarà un modo per ricordare i bei momenti e, soprattutto, le persone che purtroppo non ci sono più. In fondo, Destiny ha unito e unirà sempre le persone.

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