TOP 99 dei migliori JRPG di sempre (fino al 2022)

Secondo me

Posizioni 99-91
Posizioni 90-81
Posizioni 80-71
Posizioni 70-61
Posizioni 60-51 (in arrivo)
Posizioni 50-41 (in arrivo)
Posizioni 40-31 (in arrivo)
Posizioni 30-21 (in arrivo)
Posizioni 20-11 (in arrivo)
Posizioni 10-1 (in arrivo)

top jrpg

Prima di cominciare, ci tengo troppo a specificare i criteri e le regole che mi sono dato per stilare la classifica, al fine di dare a tutti voi una migliore chiave di lettura per comprenderla e giustificarvela. A questo scopo, ho stilato questa FAQ con possibili domande e risposte su tutto ciò che concerne questa classifica:

  • Perchè hai deciso di fare una classifica del genere?
    Non c’è un motivo preciso, ricordo solo che è cominciato tutto con l’acquisto del libro “A guide to Japanese Role Playing Games”, una sorta di compendio edito da Bitmap e che racchiudeva quasi tutti i JRPG pubblicati fino al 2020/2021 (di cui consiglio assolutamente la lettura se siete amanti del genere). Nello sfogliare gli oltre 600 giochi presenti,  ho iniziato a fare una sorta di rassegna storica di tutto quello che ho giocato dal 97 a oggi e quindi mi sono detto: perchè non estrapolare e ordinare i miei preferiti, realizzando così una di quelle mega classifiche tanto discusse e criticate che si trovano sul web? E quindi, eccoci qua.
  • Sei soddisfatto dei vari ordinamenti e posizioni?
    Direi solo in parte, diciamo che mi sento fiducioso delle prime 20/30 posizioni, per il resto più la rileggo e più vorrei cambiarla di nuovo.
    Stilare una classifica, di qualsiasi tipo, non è quasi mai semplice e quando decidi di osare qualcosa come quella che andrete a leggere, le difficoltà raddoppiano.
    Ve lo dico con sincerità, essendo una TOP personale sui 99 sui migliori jrpg di sempre, va da sè che ogni posizione riguarda titoli che ho particolarmente amato, ergo ogni posizione è stato come rispondere ogni volta alla domanda “vuoi più bene a mamma o a papà?”.
  • Perchè una TOP 99 e non 100?
    Beh, se siete amanti del genere JRPG potete già immaginare la risposta, in caso contrario, oltre a volermi distaccare dal clichè della cifra tonda, ho pensato che il 99 era un numero perfetto per omaggiare il gdr giapponese, visto che in gran parte di questi giochi il level cap dei personaggi è proprio rappresentato da quel numero.
  • Ma io vedo solo tot posizioni, dove sono le altre? 
    Ogni giorno per 99 giorni a partire da oggi, primo gennaio, pubblicherò una nuova posizione. L’orario varierà di volta in volta.
  • Quali regole ti sei dato per stilare questa TOP?
    Ci saranno solo titoli che ho giocato e finito almeno una volta e ciascuno di questi saranno titoli usciti solo in occidente, ergo disponibili in inglese o in italiano attraverso localizzazioni ufficiali o meno. Sebbene abbia finito alcuni titoli in giapponese, non sarebbe stato corretto mettere titoli che non ho mai potuto comprendere in toto sia sul fronte narrativo che su quello di gameplay.
    Infine, mi sono dato un limite (indefinito) nel non occupare troppe posizioni della classifica con tanti titoli appartenenti alla stessa serie/saga. Potreste, inoltre, trovare dei casi in cui due o più giochi occupino una stessa posizione: questo viene fatto per casi specifici (e rari) in cui l’esperienza dell’opera è stata volutamente divisa in più titoli.
  • Quali sono i fattori che hanno impattato sulle posizioni o sull’inclusione/esclusione di determinati titoli?
    Cercherò di commentare e giustificare ogni posizione, ma essenzialmente i fattori sono questi:

La mia esperienza. Può sembrare banale e scontato, ma è sempre meglio specificarlo. Non sono uno di quelli che “la grafica nei jrpg non conta” o “la storia è l’elemento più importante”, io valuto sempre tutto nell’insieme e di cosa mi arriva nell’esperienza completa. Negli anni sicuramente ho imparato a prediligere la scrittura in combinazione ad un buon gameplay (sistema di combattimento e progresso dei personaggi), ma visto che partiamo dagli albori del 97, per alcuni titoli mi devo affidare alla memoria e alle sensazioni che mi ha lasciato.
L’importanza storica. Ci sono titoli la cui importanza e impatto che hanno avuto sul genere dei JRPG non si possono semplicemente ignorare. Sebbene dunque alcuni di questi non siano esattamente tra i miei preferiti, ho trovato corretto inserirli o posizionarli più in alto di quanto avrei fatto
Come è invecchiato il titolo nel tempo. Sebbene penso che il jrpg sia tra i pochi generi che invecchiano meno, ci sono alcuni titoli che rigiocandoli oggi (magari anche attraverso delle remaster), mostrino tutti i segni del tempo. Ammetto già una colpa: sono stato molto incoerente su questo aspetto. Perchè ci saranno giochi che chiaramente sono invecchiati male e che so per certo che se li rigiocassi oggi calerebbero a picco nella classifica, ma che per via dell’amore per quello specifico titolo, ho volutamente ignorato.
Memoria. Ho 37 anni e alcuni miei ricordi iniziano a essere sbiaditi. Molti dei giochi presenti in lista sono ancora vividi nella mia mente, ma altri ammetto che me li ricordo poco o nulla. Questi titoli sono presenti in funzione di quello che mi hanno lasciato a livello di sensazioni e reminiscenze.

  • Che tipo di JRPG ci saranno?
    Di base tutti: turni, action, tattici, ibridi e pure un paio che esulano dal canone dell’immaginario classico del genere. Troverete addirittura un JRPG che tanto “J” non è.
  • La tua classifica mi piace/non mi piace. Dove posso criticarla/discuterla con te?
    Sarà assolutamente naturale che questa classifica non incontri il gusto di tutti, quindi sono aperto a tutte le critiche e discussioni in merito. Questa TOP 99 nasce proprio per generare dibattito (sano, si spera) con altri appassionati del genere. Potete farlo qui sotto nei commenti, nei miei social, di persona o dove vi pare e piace. Fatelo anche sui vostri social (youtube, tiktok, instagram o facebook) se pensate possa essere un contenuto valido. Cercate giusto di rendermelo noto per poter aver possibilità di replica. Risponderò a tutti con piacere, a patto non siano solo insulti e imprecazioni fini a se stesse (che comunque, vi anticipo, non hanno effetti su di me).
  • Perchè non hai messo questo? Perchè non hai messo quello? Perchè questo sta più in basso di quello? Perchè quello sta più in alto di questo?
    La risposta dovrebbe già trovarsi all’interno di queste FAQ, ma in ogni caso ho già in mente di rispondere a queste specifiche domande in questo stesso articolo, ma solo dopo che tutte le posizioni verranno svelate.

top jrpg neptuniaPOSIZIONE 99: HYPERDIMENSION NEPTUNIA (PS3)

Lo so, non vi piacerà, ma lasciate che cominci con un guilty pleasure nonchè un gioco simbolo del mio periodo in cui la mia fame da JRPG mi faceva giocare la qualunque, soprattutto quelli di Nis America. Ho scelto Hyperdimension Neptunia (il primo originale su PS3, non la riedizione su PS Vita), perchè fu un gioco che per quanto tecnicamente fosse tremendo, per l’epoca aveva un sistema di combattimento tutto sommato interessante, ma soprattutto vantava di una scrittura demenziale dei dialoghi che mi piegava dal ridere. Neptunia raccontava il mondo dell’industria dei videogiochi in maniera pungente e sopraffina. Bellissimo il lavoro sull’antropomorfizzazione di Nintendo, Sony e Microsoft in giovani ragazze caratterizzate perfettamente per rispecchiare il loro comportamento reale nel mercato che veniva percepito dal pubblico. Nei capitoli successivi questa cosa si è un po’ persa ed è stato il motivo per cui negli anni l’ho abbandonata.

 

POSIZIONE 98: CHAOS RING (iOS, Android)

Per questa posizione ci tenevo a mettere almeno un esclusiva mobile, che non fosse un gatcha. Molti si potrebbero chiedere perchè allora non ci sia Fantasian, l’ultimo gioco di Sakaguchi sviluppato in esclusiva per Apple Arcade, ma la realtà dei fatti è che quel gioco non mi è piaciuto per niente. Chaos Ring, invece, fu il primo gioco che acquistai ad occhi chiusi quando presi il mio primo iPad e fu un’esperienza bellissima. Tecnicamente e artisticamente erano al tempo molto validi, il gameplay era semplice e funzionale alla sua natura portatile, mentre i personaggi e la trama erano davvero interessanti.
Giocai anche Omega (il prequel) e il 2, che sicuramente miglioravano gran parte delle problematiche del primo, ma perdevano della freschezza e dell’originalità del primo, motivo per cui ho scelto di metterlo in classifica.
Mi hanno parlato gran bene del 3, chissà se riuscirò mai a recuperarlo.

POSIZIONE 97: PROJECT X ZONE (3DS)

Uno dei miei punti deboli sono i crossover e la serie Project X Zone raccoglie tra i personaggi più iconici dei giochi Bandai Namco, Sega e Capcom. Tutti riuniti in un mix di jrpg tattico con combattimenti simili a quelli di Valkyrie Profile, dove ogni personaggio è associato a un tasto e può fare combo diverse a seconda del tasto direzionale con cui si eseguono. Chiariamoci, la trama è stupida e banale, un mero pretesto per radunare tanti personaggi da universi diversi e farli combattere insieme, ma va benissimo così. In realtà di giochi crossover migliori di Project X Zone ce ne sono (alcuni esistono solo in giapponese), ma ho preferito mettere questo in classifica perchè è quello che riunisce il maggior numero di personaggi provenienti dalle mie serie preferite.

POSIZIONE 96: FINAL FANTASY (Nes, Msx, Wonderswan Color, GBA, iOS, Android, PS1, PSP)

Sebbene recuperato a posteriori, nel 2003, attraverso il bundle Final Fantasy Origins, il primo Final Fantasy ha sempre avuto su di me un fascino irresistibile. E’ stato il gioco che mi ha invogliato a recuperare tutti i capitoli della serie, aspetto che poi mi ha caratterizzato anche per tutte quelle opere con numerose iterazioni alle spalle.
Il primo Final Fantasy ha una magia che ancora oggi non so spiegare, un senso di avventura tanto semplice e lineare, quanto coinvolgente e appassionante, grazie anche a una storia non così banale come può sembrare, se lo contestualizziamo al 1987.
Inoltre, lasciatemelo dire, le musiche di Final Fantasy I sono incredibili e vi basta riascoltare oggi le tracce riarrangiate delle varie riedizioni per confermarlo voi stessi. A dimostrazione di quanto fosse sensazionale il talento di Nobuo Uematsu, compositore della serie, già all’epoca con dei semplici brani midi.
Final Fantasy è la serie che più mi ha formato come individuo e come videogiocatore; per quanto i miei capitoli preferiti siano ben altri (come vedrete più avanti nelle future posizioni di questa classifica), non posso non mostrare rispetto al titolo che ha dato origine a tutto, motivo per cui trovate FF1 in questa classifica.

POSIZIONE 95: POKEMON BLU/ROSSO (GameBoy)

Acchiappali tutti, scambiali, portali a livello 99, cerca di catturare Mew dietro il camion. In un momento particolare della mia vita in cui tutto è stato capovolto, Pokemon, a sua volta, me l’ha anch’esso scombinata. E’ stato il gioco della condivisione, del confronto, della ricerca di segreti e delle leggende, quando ancora internet non esisteva nel mio quotidiano.
Sebbene il mio interesse per il brand si sia perso relativamente presto con la terza generazione, non posso negare l’importanza che ha avuto Pokemon per me, al punto che ancora oggi ricordo a memoria i nomi delle 151 creature di Game Freak.

POSIZIONE 94: PROJECT .HACK e HACK//G.U. (PS2)

Una delle prime serie a nascere come progetto multimediale, accompagnando i videogiochi che lo componevano a tutta una serie di OAV, anime, manga e romanzi che andavano a costruire una storia incredibile. Il primo tentativo di emulare l’esperienza di un MMORPG all’interno di un gioco single player, con tanto di desktop, applicazioni e addirittura un forum. Era sicuramente una serie sperimentale su tanti fronti, ma ottenne i risultati sperati. Al netto di tutti i difetti derivati dalla ripetitività dei dungeon e della poca varietà nel sistema di combattimento, i primi 4 giochi della serie .Hack furono un’epifania per me, al punto che volli recuperare tutto di questa serie per apprendere tutti su quell’universo narrativo, che ho sempre trovato incredibilmente affascinante (ancora oggi).

POSIZIONE 93: ARC THE LAD COLLECTION (PS1)

La collection di Arc The Lad è composta da tre giochi usciti separatamente in Giappone e arrivate in occidente in un unico grande pacchetto, con tanto di Making of di quelli belli che si facevano una volta.
Una bella grafica, un bel character design, storia super intrigante e un gameplay tattico assolutamente non banale, per quanto mancasse un po’ di personalizzazione dei personaggi (difetto che comunque era compensato con il poter cambiare equipaggiamento in ogni turno per sfruttarlo al meglio). Inoltre, era una delle prime serie che permetteva di portare il tuo salvataggio da un capitolo all’altro, per mantenere i livelli dei personaggi.

POSIZIONE 92: PHANTASY STAR UNIVERSE (XBOX 360, PC, PS2)

Ho diversi buchi più o meno importanti nella mia esperienza con i JRPG e tra questi c’è di sicuro la serie di Phantasy Star. Ci ho provato a recuperarli, ma con scarsi risultati. L’unico titolo che sono riuscito a portare a termine e anche con un certo grado di coinvolgimento è stato Phantasy Star Universe, che in realtà è più legato al filone dell’MMORPG che alla serie dei titoli principali. Non a caso, la modalità storia in singolo di Phantasy Star Universe è solo una parentesi di quella che era l’offerta della componente online.
Data l’importanza del brand, e del fatto che il gioco nel complesso mi era particolarmente piaciuto, ho deciso di metterlo in questa classifica. Magari le cose cambieranno se e quando avrò modo di recuperare almeno i 4 giochi principali.

POSIZIONE 91: LEGEND OF LEGAIA (PS1)

Se avete letto le FAQ, ho specificato che alcuni dei titoli che avrei inserito in questa classifica li ricordo poco o nulla, ma sono presenti in virtù delle sensazioni lasciate attraverso alcune reminiscenze. Legend Of Legaia è sicuramente uno di quei casi. Ho bene a fuoco il sistema di combattimento in cui attraverso una combinazioni di pulsanti era possibile eseguire delle combo che mi piaceva tantissimo, rammento vagamente i tre protagonisti, ma il resto è tutto annebbiato.
Probabilmente a mente più lucida poteva essere posizionato pure più in alto in classifica perchè di sicuro era un titolo che mi prese tantissimo quando lo giocai, a differenza del sequel che abbandonai dopo una decina di ore. Mi fido di me, spero facciate altrettanto.


POSIZIONE 90: EARTHBOUND (SNES, 3DS, GBA, Wii U, Switch)

Avessi giocato o rigiocato Earthbound (e più in generale tutta la serie Mother) in tempi diversi o più recenti, probabilmente si troverebbe in una posizione più alta.
Il mio problema con la serie è averla giocata troppo presto, superficialmente, solo perchè al tempo se ne parlava bene sui forum in cui si discuteva di JRPG. La mia colpa è stato giocarlo e finirlo solo per metterlo nella checklist dei giochi da giocare.
Earthbound è un prodotto sperimentale ed eccentrico, una sorta di Dragon Quest ambientato nell’epoca “moderna” (anni 90) che si racconta con ironia e volontà di parodizzare il genere dei JRPG. Dovrò dargli una seconda chance se mai ne troverò il tempo.

POSIZIONE 89: SUPER MARIO RPG: LEGEND OF THE SEVEN STARS (SNES)

Dovete sapere che io e Mario abbiamo litigato con l’avvento di Mario 64. L’avvento del 3D ci ha separato completamente e da allora non ho mai più giocato ad un gioco con protagonista l’idraulico, ad eccezione di quello che state leggendo in questa posizione. Super Mario RPG: Legend of the Seven Stars è stato uno dei tanti recuperi che ho fatto diversi anni dopo la sua uscita originale su SNES, in uno dei momenti della mia vita in cui cercavo di recuperare e finire buona parte dei JRPG che mi ero perso nella mia fanciullezza, soprattutto quelli dell’era 16 bit.
Super Mario RPG non vanta certo di una trama memorabile (e infatti non me la ricordo proprio), ma ricordo benissimo il sistema di combattimento, la varietà delle situazioni, la commistione dell’elemento RPG con il mondo di Mario e di tutto ciò che lo caratterizzava. Semplicemente fantastico.

POSIZIONE 88: RIVIERA: THE PROMISE LAND (GBA, PSP, Wonderswand Color)

Questo titolo rappresenta perfettamente il mio periodo di scoperta dei JRPG su Game Boy Advance. Ne iniziavo e abbandonavo tanti, ma Riviera: The Promise Land è stato uno di quelli ricordo di aver finito con estremo piacere. Ambientazione norrena, Ragnarok e Yggdrasil in salsa anime giapponese, tanto testo, scelte multiple e finali diversi. A tal proposito, è stato anche uno dei primi JRPG che ho giocato con una componente Dating Sim e che mi permetteva di scegliere una “waifu”, quanto basta per metterlo in classifica. Ovviamente, lo rigiocassi oggi (magari nella sua versione PSP), potrebbe calare a picco nella classifica o addirittura farlo sparire, ma questo fortunatamente non succederà mai.

POSIZIONE 87: TERRANIGMA (SNES)

Ogni tanto ci penso e non mi spiego come un gioco come Terranigma sia rimasto sconosciuto ai più, mentre altri titoli del genere (mi viene in mente uno Sword of Mana) abbiano avuto ben altra attenzione, meritata o meno. Qualcuno dice che sia per alcune tematiche e simbologie religiose abbastanza controverse che hanno avuto un impatto sulla release occidentale, ma in genere questi sono elementi che rafforzano la popolarità di un gioco, soprattutto sul lungo termine.
Terranigma è un action adventure che non si inventa nulla sul fronte del gameplay, ma a livello di ambientazioni, atmosfera, storia e personaggi è veramente una perla rara.

POSIZIONE 86: FRONT MISSION 3 (PS1)

Se ci metti dei robottoni, al 90% mi hai già conquistato. Front Mission 3 è stato il primo e unico capitolo della serie con cui mi sono interfacciato, non sono mai riuscito a trovare il tempo e la voglia di recuperare il resto.  Adoravo la personalizzazione dei Wanzers (il nome dei robot), che era l’aspetto principale che mi aveva avvicinato al gioco oltre a quello estetico. C’era addirittura la possibilità di vivere la storia attraverso due campagne diverse e avere così due punti di vista degli eventi che la caratterizzavano.
Quello che mi fece letteralmente impazzire, però, fu la scoperta di poter espellere il pilota e poter andare a controllare un altra macchina trovata nel campo di battaglia. Mi esaltavo con poco, lo so.

POSIZIONE 85: VALKYRIE CHRONICLES (PS3, PS4, Switch)

La direzione artistica e il character design sono state sicuramente gli aspetti principali che mi spinsero ad approcciarmi al primo capitolo di Valkyrie Chronicles, sebbene poi non sia mai stato spronato a continuarla. Successivamente, rimasi anche affascinato dal combat system, grazie a queste enormi mappe con cui gestire le numerose unità per sopraffare i nemici. Non era semplice trovare infatti JRPG tattici che giocavano su quella scala di grandezza, perchè spesso nelle produzioni giapponesi si concentrava su aree più piccole e contenute, ma soprattutto meno interagibili. Già solo potersi nascondere e abbassare, aggiungeva un livello di tatticismo abbastanza importante.

Fire Emblem AwakeningPOSIZIONE 84: FIRE EMBLEM AWAKENING (3DS)

Ho un rapporto un po’ strano con Fire Emblem, perchè l’ho conosciuto tardi e ho recuperato solo parzialmente tutti i capitoli della serie. Molti gli ho trovati eccezionali, altri un po’ meno, ma di base sempre piacevoli da giocare. Awakening è stato il secondo capitolo che ho finito dopo un paio di mordi e fuggi tra capitoli per GBA e Wii. Oltre alla nuova estetica del gioco che da subito mi ha conquistato, la meccanica “waifu” e la possibilità di generare prole con esse è stato sicuramente uno degli elementi che più mi hanno acchiappato, ragionando per giorni su chi avrei dovuto investire il mio futuro non solo per in termini di gusti, ma anche di efficienza del party. Ovviamente, la componente tattica rimane quella fantastica a cui la serie ci ha abituato, con qualche primo accenno di quality of life che adoro sempre, soprattutto in ottica di grind.

POSIZIONE 83: TRIANGLE STRATEGY (PC, Switch)

Vi assicuro che questo gioco sarebbe molto, ma molto, più in alto se avesse osato di più. Triangle Strategy è un JRPG tattico veramente ben realizzato e confezionato, grazie soprattutto a quello splendido HD-2D che sta caratterizzando alcune recenti opere di Square Enix.
Le grandi produzioni dei JRPG tattici sono sempre più rare, quindi sono contento che Triangle Strategy abbia riportato in auge questo sottogenere, ma ho provato sincera rabbia nel vedere che a livello narrativo che di meccaniche di gioco non sia stato in grado neanche di avvicinarsi ai grandi classici come Final Fantasy Tactics e Tactics Ogre.
La base però è solida e Triangle Strategy resta un prodotto soddisfacente per ogni amante del genere, con la confidenza che in futuro si possa ambire a ben altro.

POSIZIONE 82: DARK CLOUD (PS2)

Probabilmente, se avessi mai finito Dark Cloud Chronicles (aka Dark Cloud 2) ci sarebbe lui in questa posizione, ma visto che non è mai accaduto…
Tra le prime demo che spolpai all’inverosimile su Playstation 2, c’era sicuramente quella di Dark Cloud e fu inevitabile quindi quando usci lo divorai come poche cose al mondo. La cosa bella è che non era scontato che il gioco mi piacesse così tanto, perchè la meccanica delle armi che si rompono (per quanto rara, fortunatamente) è una roba che aborro con tutto me stesso. Quello che mi teneva incollato al gioco era sicuramente la componente legata al Diorama, ovvero alla ricostruzione di città e villaggi. Nelle future iterazioni, questo aspetto tornava preponderante in alcuni dei giochi Level 5 (anche nella modalità online di White Knight Chronicles, che cito qua perchè, spoiler, non lo troverete altrove), ma solo quella del primo Dark Cloud mi prese in maniera così ossessiva. 

POSIZIONE 81: YS VIII: LACRIMOSA OF DANA (PS5, PS4, PS Vita, Switch, PC)

Ho giocato diversi capitoli di YS e, devo essere sincero, ho fatto fatica a scegliere quale mettere in classifica visto che li trovo tutti più o meno validi senza che nessuno titolo in particolare spicchi rispetto agli altri. Alla fine ho scelto YS VIII perchè è stato quello più “avventuroso” di tutti, quello che forse mi ha appassionato di più, sia sul fronte narrativo (per quanto sia abbastanza semplice e lineare) che su quello di gameplay. Di Ys adoro soprattutto il flow del gameplay, veloce e snello. Permette di esplorare e combattere in maniera fluida senza sbavature così da permettere anche delle brevi sessioni di gioco se si ha poco tempo. Completare il gioco in ogni suo aspetto, è stato davvero divertente.


POSIZIONE 80: GOLDEN SUN 1 & 2 (GBA)

Io non so che magia hanno fatto gli sviluppatori di Golden Sun, ma bastarono letteralmente pochi minuti per conquistarmi e ammaliarmi completamente. Nonostante i limiti di una console portatile come il Game Boy Advance, l’esplosione di colori e l’estetica dei combattimenti lo rendevano ai miei occhi tra le cose più belle che giocai in quel periodo. Ma poi che belli gli effetti delle mosse e delle magie, per non parlare delle evocazioni. E quanto fighi erano gli enigmi e la loro risoluzione usando i poteri Psinergici? A mani basse, i JRPG (originale) più bello per il GBA.

POSIZIONE 79: ROGUE GALAXY (PS2)

Quello che al tempo doveva essere il terzo capitolo della serie Dark Cloud, Rogue Galaxy è riuscito a conquistare un’identità tutta sua capace di ammaliare milioni di giocatori in tutto il mondo, compreso il sottoscritto. Al tempo doveva competere con Final Fantasy XII, un’impresa tutt’altro che semplice, e ricordo abbastanza bene la faida sui forum tra questi due colossi e qualcuno potrebbe immaginare che il gioco di Level 5 abbia prevalso su quello di Square Enix, ma in realtà è che per attenermi alle regole che io stesso mi sono imposto, ho preferito scegliere Rogue Galaxy al fine di darà più varietà alla classifica. Intendiamoci, il gioco meritava comunque la presenza in classifica a prescindere, visto la vasta mole di contenuti, il bellissimo colpo d’occhio e il senso di avventura proposto in quest’opera.

POSIZIONE 78: TACTICS OGRE (SNES, SATURN, PSP, PS4, PS5, PC)

Se esiste un maestro dei JRPG tattici che è stato capace di fare scuola a tutti gli altri, questo è sicuramente Tactics Ogre. Quello che hanno costruito Yasumi Matsuno e il suo team con questo capolavoro del ’95 detta ancora legge oggi, specie dopo la recente pubblicazione di Reborn, l’ultima riedizione di Reborn basata sulla remaster per PSP, Let Us Cling Together.
Storia matura e varia attraverso le varie route che si percorrono, personaggi caratterizzati e ben delineati, una totale personalizzazione del party attraverso unità da reclutare e classi da assegnare. Se lo trovate a questa posizione e non più in alto è solo perchè i tattici sono il mio sottogenere meno preferito dei JRPG e soprattutto, perchè ne esiste ancora un altro che ho preferito per motivi che spiegherò a tempo debito.

Chrono Cross: The Radical Dreamers EditionPOSIZIONE 77: CHRONO CROSS (PS1, PS4, Xbox, Switch, PC)

Qualcuno probabilmente se lo aspettava più in alto in classifica, ma ho avuto due particolari problemi con Chrono Cross: il primo è di aspettative non rispettate, in quanto al tempo avrei pensato di ritrovarmi tra le mani un Chrono Trigger 2 e invece è stato qualcos’altro. Il secondo, più recente, è dovuto dal fatto che la remaster, per quanto ci abbia provato a renderlo più snello e moderno, in realtà ha esaltato quanto male sia invecchiato questo gioco ai miei occhi. E non mi riferisco assolutamente all’aspetto tecnico, o meglio non solo. Detto questo, per essere stato collocato qui, i suoi pregi ancora li conserva e meritano di essere elogiati. Chrono Cross è un’avventura poetica, con una storia ricca di colpi di scena e una colonna sonora semplicemente da brividi.

Dragon Quest XI mount PS4 1POSIZIONE 76: DRAGON QUEST XI (PS4, Xbox One, Switch, PC)

Se oggi qualcuno mi chiedesse con quale titolo cominciare per introdurlo nel mondo dei JRPG, Dragon Quest XI sarebbe forse quello che consiglierei senza pensarci troppo. Non solo perchè, in generale, la serie Dragon Quest è quella che ha messo le basi del genere per come lo conosciamo oggi, ma soprattutto perchè quelle basi sono vive e presenti ancora adesso, iterazione dopo iterazione, anche in Dragon Quest XI che è attualmente l’ultimo disponibile.
Certo, la serie è cambiata ed evoluta a modo suo, ma rimanendo sempre ancorata al concetto di JRPG classico, soprattutto nei combattimenti, nei contenuti secondari e nel sistema di crescita del party. Per assurdo, è proprio per questo che trovate Dragon Quest XI così relativamente in basso in questa classifica, in quanto gli ho preferito nettamente altri capitoli che scoprirete più avanti che hanno provato ad osare di più. Una precisazione importante: la versione S è in assoluto quella che consiglio a tutti qualora si desiderasse recuperare questo capitolo, in quanto introduce delle migliorie importanti rispetto la versione base, tra cui la possibilità di giocarlo tutto in 2D per un glorioso tuffo nel passato.

POSIZIONE 75:  TALES OF PHANTASIA (PS1, SNES, GBA)

Non solo parliamo del primo capitolo della longeva serie di Bandai Namco, ma parliamo anche del capitolo con cui ho scoperto Tales of, sebbene mi ci sia approcciato diversi anni dopo la sua uscita. Phantasia è un titolo che è stato capace di ammaliarmi in pochi minuti, non solo per la sua estetica (che regge botta ancora oggi nonostante si parli di un titolo per SNES), ma anche per il suo prologo che mette in atto una strage di massa che sconvolge la vita del protagonista. Non così scontato per un gioco del 95. Tales of rappresenta inoltre una realtà netta per chi crede che il jrpg classico debba essere rigorosamente a turni: mi spiace, ma no. Tales of Phantasia è una bellissima avventura e super divertente da giocare. Il sistema di combattimento oggi è forse un po’ anacronistico, ma resta ancora valido nella sua visione bidimensionale.

POSIZIONE 74: SILVER STAR STORY COMPLETE (PS1, SATURN, GBA, PSP, PC)

Perso tra le molteplici edizioni in cui è possibile trovare questa opera, lo giocai e finii per comodità su Gameboy Advance (Lunar Legend), salvo poi scoprire che era probabilmente una delle versioni peggiori. Chiariamoci, Lunar Legend a me piacque tantissimo, ma è chiaro che comparato a ben altre versioni, lo stacco si percepisce. Recuperato quindi poi su PS1, con la Silver Star Story Complete, riscoprii la bellezza di questa storia coinvolgente, con la sua affascinante estetica e le sue meccaniche semplici ma efficaci.

POSIZIONE 73: FIRE EMBLEM THE BLAZING BLADE (GBA)

In assoluto il mio primo Fire Emblem e, forse, per questo ancora il mio preferito. Trovo che The Blazing Blade sia il simbolo dell’apice che la serie Fire Emblem abbia mai raggiunto in termini di maturità narrativa e di gameplay, dove il permadeath delle unità non è qualcosa che potevi scegliere e che ti rendeva responsabile di ogni azione compiuta nel campo di battaglia. Chiariamoci, non condanno ciò che è diventato Fire Emblem oggi (in realtà in parte si, ma non è argomento da affrontare in questo contesto), ma è chiaro che prima ci si prendeva un po’ più sul serio e gli autori si fidavano un po’ di più delle capacità del giocatore nell’accettare la “realtà” di una guerra e quello che comporta se si fanno scelte sbagliate. Scusate se questo può suonare un po’ da boomer.

POSIZIONE 72: SHIN MEGAMI TENSEI DEVIL SUMMONER RAIDOU KUZUNOHA VS. THE SOULLESS ARMY (PS2)

Probabilmente il gioco con il nome più lungo di questa classifica. Questo capitolo della serie Devil Summoner è stato il primo grande esperimento di Atlus nel provare a tradurre il gameplay caratteristico della serie in una formula action. E se lo vedete in questa classifica, possiamo tranquillamente dire che si tratta di un esperimento riuscito, non a caso venne sviluppato un seguito (che purtroppo non arrivò mai in Europa).
L’adattamento in tempo reale delle battaglie di Shin Megami Tensei risulta efficace, sia per l’importanza che viene data allo sfruttamento dei punti deboli dei nemici, che dalle possibilità offerte dall’evocazione dei demoni che combattono a fianco del protagonista. Qui inoltre, per enfatizzare il combattimento all’arma bianca, hanno aggiunto la possibilità di fondere i demoni, oltre che tra di loro, nelle spade. Dando così ancora più opportunità sul fronte delle build e della capacità di affrontare tutti i tipi di situazioni. Il fascino poi di vivere una storia di “Shin Megami Tensei” in un Giappone del passato (poco dopo la fine dell’era Meji) è del tutto inedita ed è indiscutibilmente un valore aggiunto per questo titolo.

The Last Remnant Remastered battlePOSIZIONE 71: THE LAST REMNANT (PC, PS3, PS4, Xbox 360, Switch)

Devo essere sincero, non fosse stata per la Remastered di The Last Remnant non credo neanche che questo gioco sarebbe finito in classifica. La mia prima run su Xbox 360 mi lasciò piuttosto deluso su diversi fronti, il principale era quello legato alle battaglie e alla gestione del party. Le feature introdotte nella remaster (che in parte riprendevano quelle della versione PC, più altre completamente inedite), hanno ribaltato completamente la situazione rivalutando l’opera in toto. Sebbene non particolarmente memorabile a livello narrativo, a livello estetico, la messa in scena delle battaglie campali e alcune idee fresche sul fronte del sistema di combattimento rendono The Last Remnant un titolo meritevole di attenzione.


POSIZIONE 70: MAGNA CARTA 2 (Xbox 360)

Il primo JRPG di questa classifica a non essere proprio “J” visto che parliamo di un gioco sviluppato in Corea. La serie Magna Carta non è mai stata fortunata in occidente, visto anche l’atipica distribuzione che vede il primo gioco su PC, il secondo su PS2 e questo terzo su Xbox 360. Avevo giocato il primo su PS2, ma non mi piacque tantissimo, al punto che lo abbandonai, ma provai a dare una chance a questo seguito e in effetti lo trovai decisamente molto più interessante.
Di Magna Carta 2 apprezzo particolarmente il design dei personaggi e il sistema di combattimento, mentre a livello narrativo ricordo che non lo trovai particolarmente originale, ma faceva il suo lavoro in termini di intrattenimento.

POSIZIONE 69: ENCHANTED ARMS (XBOX 360, PS3)

Il mio primo JRPG su Xbox 360 nonchè il mio primo gioco di FromSoftware, prima che salisse al trono con Demon’s Souls e Dark Souls. Enchanted Arms è stato il mio salto generazionale da PS2 e GameCube sul fronte dei giochi di ruolo giapponese e forse questo è uno dei motivi per cui lo ricordo con tanto amore e affetto. Adoravo i personaggi eccentrici, la storia tutto sommato aveva un bell’appeal, e mi piaceva tantissimo il mood iniziale da Final Fantasy VIII, con il mix di scuola e magia. Anche il sistema di combattimento non era affatto male e lo ricordo con grande piacere.

POSIZIONE 68: RESONANCE OF FATE (PC, PS3, PS4, Xbox 360)

Se penso al mio approccio con Resonance of Fate, ricordo non che non fu uno dei migliori e il motivo principale è che il gioco non si prendeva mai sul serio e la scrittura dei dialoghi nelle prime battute mi faceva venire l’orticaria. Non a caso, in un primo momento, lo abbandonai, per poi riprenderlo in un secondo momento.
Quello che mi conquistò veramente di questo titolo è stato in assoluto il combat system, perchè a memoria non esiste e non esisteva qualcosa di simile nel contesto dei JRPG. La possibilità di scegliere la traiettoria dei personaggi e fargli compiere delle azioni nel mentre la percorrevano era incredibile, se poi consideriamo che i protagonisti sono tutti dei pistoleri che eseguono evoluzioni pazzesche.  Scivolate, salti, scavalcamenti, coperture, tutto in unica area di combattimento che rendeva gli scontri sempre diversi e unici. Inoltre le manovre applicabili come gli accerchiamenti e le tenaglie erano davvero a volte l’unica tattica vincente per superare gli scontri, non si poteva semplicemente stare fermi ad attaccare. Ci vorrebbero più giochi con quella freschezza nel combattimento.

POSIZIONE 67: SHIN MEGAMI TENSEI STRANGE JOURNEY (DS, 3DS)

Il primo di svariati Shin Megami Tensei che troverete in classifica. Strange Journey è stata tra le esperienze più hardcore in assoluto sia tra i colleghi appartenenti alla stessa serie, ma soprattutto tra tutti i JRPG che ho giocato e finito. Il gioco richiede un’esplorazione attenta e maniacale, esaltata da un eccellente utilizzo del secondo schermo sulle console portatili Nintendo. Oltre a questo, i combattimenti casuali (frequenti e tosti) non lasciano un attimo di respiro e non devono essere mai presi sottogamba. Tutto questo, inserito in un contesto brutale e quasi horror in cui si viene catapultati. La soddisfazione che si prova nel progredire in un gioco come Strange Journey si potrebbe paragonare quasi a quella che i giocatori dei Souls provano ogni volta che superano un punto difficile o un boss particolarmente tosto.

POSIZIONE 66: BLUE DRAGON (Xbox 360)

Uno dei giochi simboli dell’età d’oro di Xbox 360 sul fronte nipponico. Il gioco di Mistwalker è stato da quasi ogni punto di vista una vera perla per gli amanti del gioco di ruolo giapponese. Gli unici punti deboli sono da individuare sulla storia e i personaggi, sicuramente godibile per un pubblico giovane, un po’ meno per quello adulto.  Tecnicamente infatti era fantastico, le musiche incredibili e il gameplay omaggiava il Job System di Final Fantasy dando un sacco di opzioni e personalizzazioni nell’approccio al combattimento. Inoltre, c’era una feature legata agli incontri che si incontravano sulla mappa che permetteva di adescare più nemici contemporaneamente e creare una combo di battaglie con tanto di bonus. Se i mostri erano deboli, addirittura era possibile sconfiggerli e guadagnare punti esperienza senza entrare in battaglia.
Blue Dragon tra le altre cose porta le firme di alcuni talenti dell’industria e non solo, visto che abbiamo Sakaguchi  alla direzione, Uematsu alla musica e Akira Toriyama come character design.

the last storyPOSIZIONE 65: THE LAST STORY (Wii)

Neanche a farlo apposta, due giochi Mistwalker di fila. The Last Story, quasi in maniera provocatoria più che citazionistica, cerca di provare a fare lo smacco a Final Fantasy con una storia di cavalieri e principesse in un classico scenario medievaleggiante. Devo essere sincero, se c’è uno aspetto che di The Last Story non mi è proprio piaciuto, è la storia, troppo banale e scontata. Non mi dispiacevano i personaggi, ma avrei preferito un maggior lavoro di caratterizzazione e un lavoro più certosino sui dialoghi.
Dove The Last Story però brilla per davvero è il suo gameplay. Il gioco è un tattico in tempo reale con elementi stealth che è assolutamente ancora unico nel panorama dei JRPG. L’interazione con l’ambiente era incredibile e permetteva un sacco di approcci diversi, con trappole e strategie pazzesche. Anche sul fronte tecnico il gioco mostrava i muscoli per quanto si vedeva che faticava molto a girare su una console come Wii.

POSIZIONE 64: DRAGON QUEST V LA SPOSA DEL DESTINO (SNES, PS2, DS)

Quando penso al trittico di Dragon Quest su SNES non faccio troppa fatica a puntare il dito su Dragon Quest V come il migliore. In primis perchè il 6 non l’ho mai finito, mentre il 4 per quanto adori la struttura narrativa e alcune idee di design del gioco, non mi ha mai davvero coinvolto come ha fatto Dragon Quest V. Sicuramente a influenzare la mia scelta c’è una storia più interessante, la possibilità di scegliere tra due mogli (tre con la versione DS) e di generare la propria prole, roba che vedremo solo in futuro con Fire Emblem. La ciliegina sulla torta poi era la meccanica di cattura dei mostri e la possibilità di usarli in party come normali membri della squadra, aspetto che poi vedremo tornare in parte in altri capitoli come DQVIII.

POSIZIONE 63: PARASITE EVE 2 (PS1)

Parasite Eve 2 è forse tra i sequel che più ho atteso in vita mia in quanto. Il primo capitolo è stato uno dei JRPG più sconvolgenti della mia vita. Unire due generi che amo, l’horror e il jrpg, ha rappresentato per me la formula perfetta che purtroppo si è ripresentata in pochissimi altri casi e che fortunatamente avrete modo di scoprire scalando questa classifica.
L’aver messo Parasite Eve 2 in questa posizione, però, significa che, per quanto abbia adorato questo capitolo, non lo ritengo all’altezza del suo predecessore. I fattori sono principalmente da imputare alla nuova estetica del gioco e delle sue ambientazioni, ma in realtà non mi ritengo soddisfatto nemmeno dai personaggi, i nemici e dalla direzione intrapresa della trama. Chiariamoci, Parasite Eve 2 come gioco a se funziona e pure bene, ma il passo indietro è lapalissiano e per questo ho dovuto metterlo così indietro.

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musashi1978

Ovviamente son super curioso di questa classifica. uno dei miei generi preferiti

Tiziano Guarnera

Grandissimo (e faticossisimo probabilmente) contenuto fatto da uno dei più grandi esperti dei JRPG, non vedo l’ora di scoprire le altre posizioni!

Tiziano Guarnera

Dai che ad oggi ne mancano solo 86! 😀