“Una pazza giornata di vacanza” – Recensione Blu-ray
Un film che non mostra troppo la sua età, se non per la leggerezza - e, quando vuole, la profondità - con la quale affronta una trama che in altre mani sarebbe risultata banale
Copia retail (fisica) fornita gratuitamente dal produttore/editore.
La vita va veloce. Se non ti guardi un po’ in giro, te la perdi.
“Una pazza giornata di vacanza” è uno di quei film che non ha bisogno di presentazioni, ma che merita comunque di essere guardato con attenzione – e il nuovo Blu-ray, mandatomi per la recensione, offre l’occasione giusta per farlo, o per rifarlo, con la qualità che si merita.
La trama, come nella migliore tradizione di John Hughes, è di una semplicità disarmante: Ferris Bueller decide di marinare la scuola per l’ultima volta prima di diventare adulto, trascinando con sé il riluttante Cameron e la fidanzata Sloane. Eppure, ed è qui il punto, la semplicità narrativa non si traduce minimamente in povertà di situazioni. Hughes non ha bisogno di una trama complicata perché sa esattamente cosa fare con i suoi personaggi.
Ferris, Cameron, Sloane: una chimica perfetta
Ferris Bueller è, fondamentalmente, un cazzaro in un mondo di idioti. Matthew Broderick è a suo agio nel ruolo, anche se si intuisce una certa impacciaggine, quasi certamente una delle sue prime interpretazioni, che paradossalmente non guasta: Ferris è sbruffone ma non è mai distante, e il parlare direttamente alla telecamera, rompendo la quarta parete, è qualcosa di genuinamente innovativo per il tempo.

Attorno a lui gravitano il povero Cameron, davvero malato, davvero indeciso se affrontare la giornata, e Sloane, salvata dalla scuola grazie a uno dei tanti piani improbabili di Ferris. È interessante notare come, nelle scene in cui Broderick è solo con Cameron, la recitazione si slacci un po’, diventi più naturale. Con l’arrivo di Sloane, l’equilibrio chimico fra i tre si sblocca definitivamente, e il film si libera anche di quella poca frizione rimasta. Da quel momento, non resta che portare i personaggi in situazioni sempre più assurde, e lo script ci riesce con piacevole leggerezza.
Vale la pena spendere due parole anche sui personaggi secondari: Hughes ha la capacità, a tratti, di non aver bisogno di Ferris per tenere in piedi una scena. Che si tratti della segretaria del preside Grace, capace di strappare una sonora risata senza aprire bocca, solo con il linguaggio del corpo, in quell’umorismo fisico che o invecchia bene o risulta anacronistico e qui, per fortuna, funziona ancora benissimo; o dei personaggi più periferici, tutti sono un po’ monocorde nel carattere, ma proprio per questo risultano piacevoli nella loro relativa prevedibilità.
La regia di Hughes: semplicità che sembra magia
C’è qualcosa di magico nella semplicità con cui John Hughes dirige. Campo largo, primo piano su un personaggio, primo piano sull’altro, campo largo: una grammatica visiva elementare che, nelle mani giuste, funziona meglio di mille virtuosismi. La regia non cerca mai di stupire, e forse è proprio per questo che stupisce.

Il ritmo del film è volutamente rilassato, quasi pigro, uno specchio della calma con cui Ferris e compagnia affrontano la giornata, quella che potrebbe essere l’ultima vera opportunità di bruciare scuola prima di dover fare i conti con l’età adulta. La musica accompagna tutto questo con una presenza quasi costante, quasi onnipresente, che scandisce i momenti senza mai sopraffarli.
Il momento più bello, quello che rimane impresso, è la scena del carro durante la parata: piena di vita, di colore, di energia genuina. C’è qualcosa, in quella sequenza, che i film di oggi faticano a mettere a schermo, un po’ per il cinismo che permea Hollywood, un po’ per le mille costrizioni e restrizioni che il cinema contemporaneo si porta addosso. È piacevolmente nostalgico, e al tempo stesso il messaggio che veicola è di una semplicità quasi brutale: la vita va veloce, e se non ti guardi un po’ in giro, te la perdi.
Extra
Io che mi lamento sempre della presenza di extra, beh, qui, con questa edizione di “Una pazza giornata di vacanza”, non ho davvero nulla da dire. La naturalezza degli intervistati, con pezzi presi sia al tempo dell’uscita delle sale, sia successivamente (ma nulla di recente), regala ai tanti dietro le quinte un mood che sa proprio di un pomeriggio con gli amici, ironicamente.

Dietro le quinte sul personaggio di Bueller, e altri sulla peculiarità di alcuni dei personaggi secondari e persino terziari, sono perfetti ricami su un edizione e un film che esito a non definire memorabili e indimenticabili.
Comparto tecnico
Il nuovo Blu-ray fa un ottimo lavoro nel restituire questa giornata di vacanza nella sua versione migliore. Il negativo originale Super 35 (aspect ratio 2.39:1) è stato scansionato e rimasterizzato in 4K, con grading HDR10 e Dolby Vision applicati. Il risultato è visibile: la resa dei colori è splendida, con tutto leggermente sovrasaturato in modo che sembra intenzionale — il rosso della Ferrari, il verde dei prati, il giallo delle divise durante l’ora di ginnastica. È una saturazione che non grida, ma che dà al film un calore visivo che si addice perfettamente al suo tono.
Sul fronte audio, una nuova traccia Dolby Atmos a otto canali accompagna la visione: non siamo davanti a un film d’azione che ha bisogno di far tremare il subwoofer, ma la colonna sonora, così presente, così fondamentale per l’esperienza, guadagna chiaramente da questa riedizione.

“Una pazza giornata di vacanza” – Conclusioni
“Una pazza giornata di vacanza” non è invecchiato: è maturato. Rivederlo in questa edizione Blu-ray rimasterizzata è un piacere doppio — quello di ritrovare un film che sa ancora divertire e commuovere, e quello di farlo con una qualità tecnica che ne rispetta finalmente le ambizioni visive. Hughes sapeva quello che faceva, e questo film lo dimostra. L’edizione non fa che esaltare una qualità implicita che già c’era.
Un acquisto obbligato per chi apprezza il film, per chi sente la mancanza della leggerezza dei film “di una volta”, o anche solo per chi vuole in casa un pezzettino della storia del cinema, di quella che vale.
Un pezzo della storia del cinema, di quelli che valgono
Pro
- Bueller personaggio carismatico all'inverosimile
- Chimica fra i 3 comprimari percepibile e inspiegabile
- Leggerezza dei contenuti, dovuta maturità dei toni (a volte)
- Extra godibilissimi
Contro
- Nessun osservazione meritevole di essere considerata un contro