Destiny 2, parla una ex dev Bungie: “Senza Sony avremmo chiuso le porte ben prima!”
Rimandare l'inevitabile è costato parecchio, al colosso giapponese.
Sono giusto di qualche ora fa i rumor che vedrebbero circa il 50% dello staff di Bungie in prossimità di essere licenziato, per i vari problemi dello studio, gli scarsi risultati ottenuti da Marathon e una gestione non ottimale di Destiny 2.
Proprio Destiny 2 ci ha salutato qualche giorno fa, con un video commovente e che mi ha fatto ripensare alle 3000 ore passate su Destiny e Destiny 2, alle amicizie fatte, a quelle perse, e a quanto difficile è stato staccarmene, qualche anno fa (ne parla anche Giorgio in un suo editoriale). Proprio una grossa fetta di fan di Destiny si è espressa sui social, maledicendo Sony per aver lasciato che il franchise morisse.
È quindi intervenuta l’ex community manager di Bungie, Liana Ruppert, per raccontare un paio di elementi della vera storia, dietro l’ultimo periodo di Bungie.
“Non è stata colpa di Sony, a dire il vero. La lotta è avvenuta prima dell’acquisizione. Bungie era in perdita ben prima dell’acquisizione, e se lo studio non fosse stato comprato proprio in quel momento, Bungie avrebbe chiuso i battenti su Destiny persino prima. È stata un’acquisizione dettata dall’emergenza.”
Un’ulteriore verità sui problemi del developer di Destiny 2 sono venuti a galla quando, nei report fiscali più recenti, Sony ha rivelato di aver subito una perdita economica di 765 milioni di dollari, dovuta sia alla fatica che Destiny 2 stava facendo, sia all’altrettanta frizione che si stava ritrovando davanti il franchise di Bungie più recente, Marathon.
Quello che ci rimane in mano è la quasi totale certezza che di Destiny 2 abbiamo visto la fine, e un terzo capitolo molto probabilmente non vedrà mai la luce, ma noi da Guardiani come siamo attenderemo, con l’Asso di Cuori puntata, a proteggere la Torre dall’ennesimo assalto, e se dovremo precipitare con essa, lo faremo. Eyes up, Guardian!