Balatro RECENSIONE, aka “L’imprevedibilità delle convenzioni distrutte”

Recensito su PC

Balatro RECENSIONE 150 Joker con 5 varianti ognuno
150 Joker con 5 varianti ognuno

C’è una regola espressa più e più volte nei corsi di game design, e quello che in sintesi racconta è che c’è sempre modo di reinventare uno dei tanti “giochi” che hanno resistito, e che ancora fanno parte anche solo di riflesso della nostra quotidianità, dalla loro nascita ad oggi: scacchi (India, VII secolo), dama (Spagna, XVI secolo), backgammon (forse nato in Mesopotamia circa 500 anni fa), fino ad arrivare ai giochi di carte, un po’ più recenti.

Scegli uno dei giochi che ho nominato, ma anche altri che in totale autonomia si piazzano automaticamente nella lista dei giochi “antichi e intoccabili”, e capirai che nei secoli hanno subito iterazioni che non è difficile trovare sconvolgenti, soprattutto tracciando una linea di confronto rispetto alla complessità (o complicatezza) iniziale e la relativa semplicità (da non confondere con immediatezza) di quello che abbiamo fra le mani ora. Un esempio? I pezzi degli scacchi sono stati standardizzati solo a metà del 1800.

Balatro RECENSIONE Le carte Pianeta potenziano il valore delle nostre mani
Le carte Pianeta potenziano il valore delle nostre mani

Balatro RECENSIONE | Alcune regole sono lì per essere messe in discussione

Quando Balatro è inavvertitamente inciampato nella mia zona d’interesse, arrivato a 100k download su PC in pochi giorni, con milioni di ore di gioco accumulate in davvero pochissimo tempo, è stata proprio la curiosità verso la rottura delle convenzioni che propone a farmi cliccare “Gioca”. Sì, si parla di convenzioni infrante perché se ancora non avessi incrociato il cammino di questo gioco di LocalThunk (edito da Playstack) tramite altri canali, Balatro “osa” trasformare il “caro vecchio” Poker in un roguelike.

Avresti mai pensato di leggere queste parole, nella tua vita? Io, onestamente, no.

All in a carte coperte

Non ci mette molto, Balatro, a entrarti sotto pelle. Le regole del Poker, in fondo, è relativamente difficile non conoscerle, e quindi l’interesse e l’attenzione di chi gioca, soprattutto con la viscida lente da game designer che io indosso quando ho a che fare con prodotti meno “canonici”, volgono l’attenzioen verso le cose che sono “diverse” dal canonico.

Provo a spiegarti il loop di gioco. Le regole del poker rimangono più o meno le stesse, quindi rimane valida la necessità di cercare di raggiungere una mano decente da giocare (le solite, quindi Coppia, Tris, Doppia Coppia, ecc.), ma già in questo c’è una regola che viene rotta, ossia il numero di carte che ti vengono date, almeno 8. Dopo ti spiego l’ “almeno”.

Oltre alla possibilità di giocare le nostre mani, avremmo anche un numero relativamente buono di scarti da poter utilizzare, sempre per un massimo di 5 carte (di solito si parte con 3 “azioni mano da giocare” e 3 “azioni scarto”).

Balatro RECENSIONE Uno dei tanti esempi dei debuff che i Boss ci lanciano contro
Uno dei tanti esempi dei debuff che i Boss ci lanciano contro

Lo scopo di ogni match (3 match per ogni livello, con 8 livelli totali da cercare di battere) è quello di raggiungere un determinato punteggio, che il più delle volte scala con quanto avanti siamo nella partita, e per farlo dovremmo utilizzare le nostre, appunto, mani e i vari punti che ognuna garantisce: non valgono infatti solo i punti delle singole carte (11 per le figure e l’asso, il valore espresso dalla carta stessa per tutte le altre carte) ma conta anche il valore delle singole mani, che man mano (pun not intended) possiamo alzare con l’utilizzo di specifiche carte (carte pianeta, una per ogni tipo di mano realizzabile).

Wait, what?

Lo so, è un sistema complesso, ma ci vogliono davvero solo un paio di partite per capirne le basi. In generale ti basti sapere che Balatro assume più le caratteristiche, in questo e questo soltanto, di una sovrastruttura al poker come già lo conosci ma poi il gioco aggiunge qualche… Joker. Letteralmente.

Il ruolo dei Joker in Balatro, infatti, non è quello che conosci, ma funzionano come carte “con poteri,” capaci ad esempio di aumentare il moltiplicatore di punti delle tue mani, darti punti aggiuntivi se rispetti determinate regole, o creare carte potenziamento utilizzabili sul tuo mazzo.

I joker disponibili sono 150, e di ognuno ci sono 5 potenziali varianti: questi si ottengono con la prevedibile fermata al negozio dopo ogni match, nel quale spenderemo gli eventuali soldi guadagnati fino a quel momento per comprare, appunto, dei Joker, dei booster (modificatori attivi per il resto della nostra run), delle carte Pianeta (potenziamenti della mani giocabili), o altri tipi di pacchetti (alcuni sono Tarocchi che ci forniscono potenziamenti una tantum, altre sono carte che entrano ufficialmente a far parte del nostro mazzo).

Balatro RECENSIONE Niente valore per i fiori in questa partita
Niente valore per i fiori in questa partita

Una rincorsa senza inciampi

Ulteriore twist nella struttura della run è la possibilità di saltare i 2 match prima del boss, cosa che chiaramente ci darà meno soldi e un mazzo potenzialmente meno potente, ma che subito ripaga con dei vantaggi tangibili, ad esempio: per la tua prossima fermata alla shop, tutto è gratis. Anche in questo Balatro mostra il giusto livello di arroganza e consapevolezza nel bilanciare rischi e benefici, un gioco di pesi che non è mai facile da ingranare e poi perfezionare.

Insomma, il mazzo è più o meno quello che conosci (se per un attimo dimentichiamo che ci sono 15 diversi mazzi, ognuno con modificatori diversi e sbloccabili eseguendo specifiche azioni), ci sono Joker e carte potenziamenti, ma… i Boss? I Boss introducono un altro elemento di variabilità, perché ognuno di essi mette in gioco un debuff che, il più delle volte, mette i bastoni fra le tante ruote dei nostri piani per sconfiggerli: dal boss che diminuisce le carte nella nostra mano a 5, a quello che depotenzia ogni mano che giochiamo, ce n’è davvero per tutti i (malsani) gusti.

Veniamo al “Cosa ne penso”

Ora, spiegata la struttura di gioco c’è bisogno di tirare le fila del mio giudizio. Balatro è di pieno diritto un roguelike che perfettamente capisce e itera sulla struttura del genere di gioco, con il giusto livello di variabilità per ogni run. Joker, modificatori, booster e ogni altro elemento giocano in perfetta sinergia, creando un titolo che non solo si fa giocare con piacere, ma che ci spinge, un po’ come una traslazione pokeriana di Vampire Survivors, a volerne giocare “solo un’altra” per poi trovarci ancora attaccati allo schermo dopo 2 ore e mezza.

Balatro RECENSIONE Un esempio dei punteggi delle varie mani
Un esempio dei punteggi delle varie mani

Ecco, se mi permetti di continuare a tracciare il parallelo con Vampire Survivors, Balatro riesce forse meno, rispetto al titolo appena citato ma anche altri rappresentanti del genere, ad esprimere un senso di progressione complessivo, ossia dissociato dalle singole run. Se in Dead Cells tanto viene lasciato alla nostra abilità, Balatro sembra più volersi dissociare dalla dipendenza della skill del giocatore, per abbracciare un po’ più intensamente di quanto vorrei la natura relativamente randomica del “vero” Poker, che sì si schianta con le abilità di chi gioca ma che sempre tanto dipende da, letteralmente, le carte che ti trovi in mano.

In Balatro non abbiamo avversari da interpretare o strategie da sviscerare, ma dobbiamo fare del nostro meglio con le carte che il gioco ci consegna, e questo a volte rende un po’ troppo evidente quanto non tutti i paradigmi del genere roguelike siano traducibili in ogni altro ambito videoludico.

Non cito grafica e sonoro perché sono elementi che, pur curati nella loro semplicità, non hanno un vero ruolo nella struttura ludica di Balatro, tanto che non mi vergogno di ammettere che questo titolo è entrato di cattiveria nella lista dei miei giochi podcast, ossia quei titoli che posso giocare mentre ascolto uno dei miei soliti 273 podcast.


Balatro è un quasi ottimo esempio di quanto mani capaci possano, senza troppo sforzo apparente, applicare una struttura di gioco, quella roguelike in questo caso, a generi diversi a quelli che fanno del combattimento il proprio pilastro. L’introduzione di elementi di variabilità è sempre interessante e, anche se con qualche limite dovuto proprio alla natura “di fortuna” del Poker stesso, l’opera di LocalThunk è sempre e costantemente piacevole da affrontare, perfettamente a tono con il DNA “just one more” di altri roguelike. Non un gioco da rushare, quello di sicuro, ma uno con il quale deliziare piccoli ritagli di tempo delle nostre giornate e vite, sempre alla ricerca di una mano migliore di quella appena giocata.

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8
Una delizia roguelike che ben gioca con i dogmi del genere

Pro

  • Praticamente Vampire Survivors se fosse un gioco di carte
  • Gli elementi di variabilità sono ben equilibrati e ottimamente gestiti
  • Le sinergie di gioco sono l'eccezionale c(u)ore dell'esperienza

Contro

  • Più naturale su mouse e tastiera, ma più immediato su controller
  • A volte ci ricorda quanto randomica sia la fortuna a Poker
Vai alla scheda di Balatro
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