Carrion – Recensione

Recensito su Xbox One

Devolver Digital è nota per i toni spesso eccentrici e dissacranti dei titoli a cui scegliere di fare da publisher e Carrion, videogioco sviluppato da Phobia Game Studio, ha tutto il diritto di essere racchiuso tra questi. Il metroidvania ideato dallo studio polacco ha catturato fin da subito le attenzioni degli appassionati del genere ed è stato inserito nella nostra lista degli indie da tenere d’occhio in questo 2020.

Carrion riuscì a stupire tutti per alcune sue caratteristiche: dal cambio di prospettiva alla grafica in pixel art e al citazionismo nei confronti del cinema horror fantascientifico.

La fase iniziale di Carrion si apre senza spiegazioni; basta una nostra azione ed ecco che la creatura da noi controllata inizierà ad agitarsi, fino a uscire dalla “teca” in cui era rinchiusa. Il gioco non fornisce alcuna informazione in grado di chiarire il motivo per cui il mostro si trovi lì, ma sono le sue stesse azioni a dare al giocatore qualche indicazione sulla vicenda. Il primo contatto che abbiamo con la creatura è proprio nel momento della sua liberazione, a cui seguiranno i primi passi e le prime uccisioni nella struttura.

Iniziando a muoversi nella prima area del gioco, ci si rende immediatamente conto di quanto sia inusuale avere il controllo del predatore e non della preda, specialmente se si tratta di un essere strisciante, appiccicoso e in grado di passare da qualsiasi pertugio. Ciò ha permesso al team di sviluppo di sfruttare le meccaniche dei classici metroidvania e di declinarle in un contesto quasi mai toccato da altri videogiochi.

Carrion recensione

Uno dei molti aspetti positivi di Carrion è proprio il ribaltamento di prospettiva, che è stato gestito sapientemente da Phobia Game Studio. La presa di controllo sul mostro, un agglomerato di sangue e tentacoli, decisamente privo di una forma che riesca a definirlo, è totale e viene enfatizzata dall’ottimo lavoro svolto sotto il punto di vista delle animazioni. La creatura può infatti attaccarsi a tutte le superfici e può persino rimanere sospesa grazie ai tentacoli di cui è composta.

Ciò apre alla possibilità di interagire con l’ambiente circostante e, se nella maggior parte dei videogiochi il mostro non risulta quasi mai particolarmente intelligente, in Carrion l’unione tra le abilità della creatura e le nostre intuizioni possono regalare momenti di assoluta soddisfazione.

Carrion recensione

Si tratta però di un appagamento dovuto soprattutto all’interazione con l’ambiente, che permette di accedere a zone altrimenti inaccessibili e sbloccare nuove aree, accompagnando la “cosa” nella sua sanguinosa ricerca della libertà. Se da un lato è vero che il mostro è di gran lunga superiore rispetto alle armi dei suoi nemici, anche a causa dell’intelligenza artificiale che non sempre è reattiva, dall’altro occorre tenere presente che la struttura è a dir poco labirintica. Il nemico principale sembra essere, infatti, proprio il mondo di gioco, costruito con cura e reso veramente opprimente, grazie alla fitta rete di condotti e strade in cui dovremo intrufolarci. Ogni “stanza” è, inoltre, ricca di oggetti che potremo afferrare e scagliare contro i nemici grazie al tentacolo prensile, aspetto che aggiunge varietà ai modi in cui potremo eliminare i nemici e che permette di interagire con leve e maniglie.

Il sistema di controllo della creatura è ciò che potrebbe impensierire soprattutto all’inizio del gioco, ma si rivela incredibilmente funzionale e ben pensato. Il controllo del giocatore sull’essere strisciante è pressoché totale e, soprattutto nelle fasi più avanzate del titolo, è possibile scorgere la cura riposta in questo aspetto dal team di sviluppo. Gli sviluppatori di Carrion , infatti, hanno deciso di posizionare in alcune zone della mappa delle capsule di vetro che, una volta rotte, permettono alla creatura di ottenere nuove abilità. Ognuna di esse è abbinata a uno specifico tasto del joypad, ma ci sono dei limiti che impediscono di raggiungere l’onnipotenza.

Carrion recensione

Il sistema di progressione è dunque basato sulla voracità della creatura e sulla ricerca delle capsule vitree posizionate in alcuni punti specifici del laboratorio. Una volta acquisita una nuova abilità, tuttavia, ci si accorgerà di come questa sia legata allo stato del mostro. Mano a mano che si avanza nelle mappe, divorando umani, le dimensioni della creatura si accrescono, permettendo di utilizzare abilità offensive. Può essere utile, però, anche tornare ad avere dimensioni più contenute ed è proprio per questo motivo che la struttura è disseminata di conche d’acqua, in cui potremo depositare una parte della nostra biomassa. Occorre considerare che questa possibilità non va sottovalutata, perché i nemici – a meno che non troviate la morte prima di avere effettuato un salvataggio – non rinasceranno mai. Depositare parte del vostro materiale biologico è quindi un’azione tutt’altro che inutile e sembra che sia incoraggiata dallo stesso level design dei vari livelli della struttura, tant’è che diventa quasi impossibile progredire nel gioco senza mai tornare allo stadio più piccolo.

Tale è incredibilmente funzionale, poiché il vostro mostro crescerà divorando umani, ma la crescita non gli assicurerà di aver salvi i tentacoli. Ogni proiettile subito vi indebolirà e vedrete la vostra stazza venire sensibilmente ridotta. Questo particolare è di elevata importanza, poiché consente di riequilibrare il dislivello tra la vostra possanza e i nemici, che non brillano né per intelligenza né per equipaggiamento. I combattimenti, tuttavia, riescono comunque a divertire e a essere belli da vedere, soprattutto grazie allo splendido lavoro fatto dal team di sviluppo sotto il punto di vista delle animazioni. Sia i vostri tentacoli sia i nemici si muovono infatti senza intoppi all’interno di mappe che non sono certo considerabili come spazi ampi.

Carrion recensione

A rendere particolarmente interessante Carrion non sono solo la prospettiva ribaltata o le galvanizzanti uccisioni che riuscirete a compiere attraverso le diverse abilità disponibili, ma anche il modo in cui è stata concepita la morte. Abbiamo visto, infatti, che la creatura si rimpicciolisce quando viene colpita e la morte di un simile essere, notevolmente superiore rispetto agli umani, è giustificata da un piccolo particolare. I danni subiti non uccidono, ma provocano la separazione di tanti piccoli tentacoli, che abbandoneranno la “cosa” per fuggire verso gli ammassi di biomassa negli altri punti della struttura, dove ci si reca per salvare la partita.

L’esperienza dell’utente viene poi arricchita dalla presenza di una colonna sonora che, sebbene presenti toni abbastanza ripetuti, riesce a essere la cornice ideale per le inquietanti azioni a cui diamo vita sullo schermo. La musica minimale scelta dagli sviluppatori di Carrion ricorda proprio le note tipiche dei film horror a sfondo fantascientifico, andando a meglio definire un titolo che fa delle citazioni cinematografiche uno dei suoi elementi distintivi.

Carrion


Carrion è un gioco che riprende le meccaniche classiche dei Metroidvania e le utilizza per dare vita a dinamiche quasi mai sperimentate all’interno del genere, dimostrando come il mercato degli indie sia ancora oggi fonte primaria di progetti unici e degni di interesse. Il gioco di Phobia Game Studio è un titolo che, se si tralasciano la mancanza di varietà e l’intelligenza artificiale poco reattiva, ha tutti gli elementi per essere considerato uno dei videogiochi indipendenti più interessanti dell’intero anno.

8.8

Pro

  • Ottima realizzazione della grafica in pixel art
  • Animazioni fluide e belle da osservare
  • Buona caratterizzazione delle varie aree del titolo
  • Sistema di progressione equilibrato

Contro

  • Intelligenza artificiale poco reattiva in alcune situazioni
  • Lievemente carente sotto il punto di vista della varietà degli ambienti
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