Death Stranding – Recensione versione PC

Recensito su PC

Un tempo ci fu un’esplosione, uno scoppio che diede origine al tempo e allo spazio. Un tempo ci fu un’esplosione, uno scoppio che portò un pianeta a ruotare in quello spazio. Un tempo ci fu un’esplosione, uno scoppio che generò la vita così come la conosciamo. E poi arrivò un’altra esplosione…

Un’altra esplosione avvenne poco fa, all’interno della community di videogiocatori, quando Death Stranding venne annunciato anche per la gloriosa Master Race. Un’esplosone che era già nell’aria sin da prima l’uscita del titolo per PlayStation 4, ma che venne annunciato solo in seguito alla pubblicazione del gioco sulla piattaforma di Sony. Dopo otto mesi dal suo lancio, siamo qui a parlavi di nuovo di Death Stranding, l’ultima epopea del maestro Kojima che finalmente, per la gioia di molti, ma anche per la disperazione di altri, approda su PC; e oltre a Death Stranding, che si supponeva essere esclusiva Sony, sta per arrivare sugli store per PC, Horizon Zero Dawn. Questi due titoli hanno in comune una cosa, ovvero condividono lo stesso motore grafico, il Decima Engine sviluppato da Guerrilla Games. Che sia una svolta di apertura di Sony verso il mercato PC oppure due episodi isolati? Solo il tempo ci darà la risposta a questo quesito.

Ormai Death Stranding lo conosciamo a menadito, ma per chi non lo sapesse il titolo è ambientato in un futuro post apocalittico, in un’America ormai divisa e distrutta. Il Death Stranding, ovvero il fenomeno che devastò gli Stati Uniti d’America, ora chiamati United Cities of America, U.C.A., portò una connessione con la Spiaggia, un luogo mistico connesso con l’aldilà e le Creature Arenate, le temibili C.A.. Le U.C.A. sono ormai sconnesse tra di loro e gli ultimi superstiti se ne stanno rintanati al sicuro a casa perchè il mondo è diventato ormai un mondo ostile, complice oltre alle C.A., anche la crono pioggia che porterà a un rapido invecchiamento di tutto ciò che bagnerà. Gli unici temerari in grado di affrontare tutte le intemperie che questo mondo post apocalittico offre sono i corrieri e gli addetti allo smaltimento cadaveri.

Death Stranding

Noi vestiremo i panni di Sam Porter Bridges, un corriere estremamente noto per la sua affidabilità e celerità. Il nostro compito durante questa epopea sarà quello di ricollegare e riconnettere tutte le U.C.A. perché così facendo si potrà garantire la sopravvivenza del genere umano. Durante il nostro cammino saremo affiancato da B.B, un Bridges Baby, ovvero un feto estrapolato da una madre esanime in grado di vedere le C.A. e avvertirci della loro presenza. Le C.A. non saranno l’unico nemico presente all’interno di Death Stranding, infatti dovremo stare attenti ai MULI, ovvero un dei predatori che cercheranno di rubare in qualsiasi modo il bottino. Durante le prime fasi del gioco è bene starne alla larga, anche se all’interno dei loro accampamenti troveremo un sacco di merce e pacchi da consegnare.

Il gameplay lo conosciamo tutti e quindi troviamo inutile riperdevi le stesse cose che abbiamo scritto in fase di recensione per quanto riguarda la versione per PlayStation 4. Dovremo portare a termine diversi incarichi, che consistono nella consegna di pacchi, e riconnettere le U.C.A. attraversando tutto il territorio degli Stati Uniti d’America, dalla costa dell’Atlantico a quella del Pacifico. Per fronteggiare i nemici durante il corso del gioco ci verranno assegnate diverse armamenti, sia per allontanare le C.A., sia per neutralizzare i MULI. La scelta migliore per addentrarsi nel mondo di Death Stranding è quella di muoversi cautamente quando ci troveremo dinnanzi ai nemici e utilizzare l’armamento solo in caso di estrema necessità.

Death Stranding

La mappa di gioco, seppur vasta, è molto scarna di dettagli, scelta voluta per dare l’idea di un mondo post apocalittico. Nonostante ciò offre un ottimo level design, con una morfologia del terreno ben variegata e che spesso e volentieri rappresenterà un’enorme ostacolo per noi. Per superare le alture più ripide o per scendere giù per un burrone, avremo diversi accessori, come la corda o la scala. Per poter trasportare un carico ancora maggiore, durante il gioco ci verranno forniti diversi mezzi, anche se è più divertente e appagante affrontare il nostro cammino a piedi.

Il compito di Death Stranding è quello di connettere oltre alle U.C.A., anche i giocatori spari per il globo: durante il nostro viaggio possiamo lasciare dei cartelli in modo da informare gli altri giocatori di un pericolo imminente, oppure di un rifugio. Le corde e le scale che utilizzeremo potranno essere utilizzate anche da altri così da facilitarli nel viaggio e anche le nostre creazioni realizzate con la stampante Chirale potranno essere utilizzate da altri giocatori. Se durante la nostra avventura perderemo un pacco questo potrà essere raccolto da un’altro e portato a termine e noi possiamo fare lo stesso. Se trasportiamo troppo carico o non riusciamo a effettuare una consegna, possiamo affidarlo al primo centro postale in modo da lasciarlo a qualcun altro. Questo multiplayer atipico è decisamente una bella aggiunta al titolo perchè, nonostante non possiamo vedere gli altri giocatori, vedere, utilizzare e ampliare le loro costruzioni ci restituisce un forte senso di connessione all’interno di un modo devastato e ci fa sentire anche meno soli durante la nostra avventura. All’interno di Death Stranding, come tutti sappiamo, per valutare le attività degli altri giocatori è stato introdotto un sistema di like.

Death Stranding

Il sistema di comandi, ottimamente implementato sul pad di PS4, è altrettanto ben implementato su PC. I comandi di movimento sono i classici WASD, mentre i pulsanti del mouse sono relegati all’equilibrio del nostro alter ego, mentre se abbiamo un mouse con i tasti laterali, questi saranno utilizzati per gli attacchi con le armi altrimenti dovremo ricorre al tasto posto sulla tastiera. Death Stranding è compatibile con i Pad, ma non vi allarmate se vi ritroverete sull’interfaccia i pulsanti tipici di PlayStation. Se utilizziamo un Dualshock 4, così come su PlayStation, possiamo utilizzare il controller per far riprodurre i suoni emessi da BB.

La domanda che tutti vi ponete è una, ma come si comporta questo porting su PC? Ci teniamo a precisare che abbiamo provato Death Stranding su di un PC di fascia alta composto da una CPU AMD Ryzen 9 3950X, nvidia geforce RTX 2080 Ti, 32 GB di RAM DDR4 e un SSD Nvme top di gamma. Ovviamente abbiamo giocato Death Stranding a risoluzione 4K con il massimo dettaglio grafico disponibile e senza gli ultimi driver Nvidia ottimizzati per il suddetto titolo. Ci siamo ritrovati un gioco estremamente definito con un’ottima pulizia dell’immagine e con un frame rate medio di circa 93 FPS.

Death Stranding

La versione PlayStation 4 offre delle texture di alto livello, e qua le ritroviamo ancora più belle che mai. I modelli poligonali dei personaggi sono davvero impressionanti e durante le cutscene spesso ci dimentichiamo di stare dinnanzi a un gioco.

Come vi abbiamo già detto durante l’anteprima, la versione PC di Death Stranding offre un frame rate sbloccato in grado di raggiungere un massimo di 240 FPS così da avere una fluidità pazzesca che la versione PlayStation 4 si sogna. Abbiamo il supporto non solo ai monitor con aspect ratio 16:9, ma anche a quelli 21:9 così da avere una maggior immersività durante le fasi di consegna dei nostri pacchi.

Death Stranding

Death Stranding risulta essere ben ottimizzato, estremamente fluido e in grado di adattarsi a molti PC. Complice di questo è anche la mappa di gioco, che contiene una vegetazione assai scarna, ma che riesce allo stesso tempo a essere estremamente suggestiva, specialmente quando accompagnata dall’ispirata colonna sonora in sottofondo.

A seconda della scheda video che avremo installato sul nostro PC il gioco ci offrirà diverse migliorie sia a livello visivo che a livello prestazionale. Con GPU Nvidia della famiglia RTX potremo abilitare il DLSS 2.0, invece con una scheda video AMD Radeon potremo abilitare il Contrast Adaptive Sharpening (CAS) e l’Upsampling di FidelityFX.

Death Stranding

DLSS 2.0 (Deep Learning Super Sampling) è una tecnologia di rendering basata sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale che ci permetterà di avere una maggior fluidità senza rinunciare alla qualità visiva. Per utilizzarlo dovremo obbligatoriamente avere a bordo una GPU della famiglia RTX perché DLSS utilizzerà i tensor core che normalmente si utilizzano per il Ray Tracing.

Contrast Adaptive Sharpening e Upsampling di FidelityFX sono invece due tecnologie di AMD in grado di aumentare il dettaglio visivo delle texture e aumentare i contrasti, così da rendere la qualità dell’immagine ancora più bella da vedere. Come già detto qualche riga più in su, Death Stranding è un titolo estremamente fluido, in grado di raggiungere un frame rate medio da capogiro in risoluzione 4K. Questo è tutto merito del DLSS 2.0 di Nvidia, senza di esso gli FPS scendono a circa 75, un risultato comunque ottimo e strabiliante.

Death Stranding


Death Stranding, ultima fatica di Kojima finalmente sbarca su PC con un risultato grafico davvero strabiliante e con una fluidità pazzesca. Abbiamo tra le mani un porting davvero eccezionale, in grado di girare su tantissimi PC. Un porting praticamente privo di difetti, bello da vedere, bello da ascoltare, bello da giocare e con una configurazione dei tasti di default ben congegnata. Gli unici difetti da imputare al titolo sono gli stessi che abbiamo riscontrato sulla versione PS4, ovvero una guida dei mezzi poco convincente.

Death Stranding rappresenta un viaggio che almeno una volta nella vita va affrontato. Se non lo avete ancora fatto, potete giocare con la sua versione definitiva su PC.

9

Pro

  • Porting eccelso
  • Estremamente fluido
  • Graficamente wow
  • DLSS 2.0 implementato a dovere
  • Supporto ai monitor 21:9

Contro

  • Le stesse della controparte PS4
Vai alla scheda di Death Stranding
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