Devil May Cry 3: Dante’s Awakening – Recensione Devil May Cry 3: Dante’s Awakening

E il diavolo pianse

Faceva un caldo infernale, il 12 Luglio 2001: il clima adatto per l’uscita di un gioco del calibro di Devil May Cry. Progettato per essere il quarto episodio della serie Resident Evil, questa gemma grezza del panorama videoludico uscì invece come gioco a sè stante, poichè il signor Mikami stesso si accorse che si discostava troppo dai canoni della serie. Oggi, possiamo dire di essere contenti della sua scelta, che ha dato vita alla serie di giochi d’azione preferita dall’utenza PS2. Il protagonista storico della saga è Dante, biancocrinito eroe che gestisce una ditta di "acchiappafantasmi" denominata appunto Devil May Cry; il primo avversario per cui Dante richiedeva il nostro aiuto era Mundus, re dei demoni, che doveva essere fermato prima di poter attuare l’invasione del pianeta. Con un susseguirsi di colpi di scena, la trama si dipanava fino alla battaglia finale con l’arcidemone, offrendoci meccaniche action allora senza precedenti su PS2. Fu subito un grande successo, che la Capcom cercò di bissare facendo uscire due anni più tardi un seguito, stroncato dalla critica di settore, ma comunque piacevole da giocare e vedere. Cercando di capire dove avevano "sbagliato", i membri dello staff della Capcom produssero un terzo capitolo, che ora vado a recensire. 

Tutti i poligoni del diavolo

Rispetto al primo o al secondo capitolo, i passi avanti compiuti sono molti: le animazioni sono più fluide (anche se ancora un po’ legnose), le azioni sono più rapide e in generale le texture sono più dettagliate. Gli ambienti, inoltre, sono ampissimi e ben costruiti, grazie a un motore grafico di una certa qualità. Motore che, tra l’altro, non ha alcuna difficoltà nel sopportare grandi quantità di nemici su schermo, così che il gioco non soffre di alcun rallentamento. Certo, quest’aspetto del gioco non è esente da difetti; per citarne uno: quando Dante cammina tenendo la spada nel fodero sulla schiena, è possibile vedere come essa "scompaia" nel corpo dell’eroe. Si tratta però di imperfezioni veramente microscopiche, che certo non impediscono al giocatore di divertirsi eliminando demoni superbamente modellati. Una menzione speciale va fatta anche per i filmati d’intermezzo, che, seppur realizzati con il motore grafico del gioco, offrono momenti d’azione ad alto tasso adrenalinico, grazie ad una superba recitazione da parte degli attori che hanno offerto il loro corpo per il motion capture. 

La colonna sonora dell’Inferno

Questo è decisamente IL punto forte del gioco. Sebbene nel primo DMC le musiche fossero assenti nei momenti di gioco, la Capcom ha rimediato alla grande inserendo anche in essi degli eccellenti pezzi metal, che si fondono perfettamente col ritmo di gioco. Sono tutti performati da Shaun McPherson, che fra le altre cose ha prodotto anche la bellissima Devils never cry, tema principale del gioco. Anche gli effetti sonori si fanno sentire: è possibile sentire i colpi di spada affondare nelle carni dei nemici, o sentire le loro ossa maciullate dai potenti colpi dei guantoni Beowulf. Anche il doppiaggio dei personaggi è eccellente: i doppiatori, unici per la versione PAL e NTSC, hanno sempre un tono convincente e una voce adatta al loro ruolo e alle varie situazioni (lotta, dialogo..).

Era una torre buia e tempestosa…

Dante ha appena aperto il suo negozio, di cui non ha ancora deciso il nome, quando alla sua porta si fa avanti un misterioso e spaventoso individuo, Arkham, che lo "invita" a raggiungere il fratello Vergil nella torre Temen-ni-gru, che in quel momento emerge dal suolo devastando la città del nostro eroe. Dante lo fa, neanche troppo suo malgrado, e, giunto dal suo unico parente ancora vivo, scopre che quest’ultimo intende aprire la porta al Regno Demoniaco, sigillata 2000 anni prima da loro padre Sparda, per ottenere lo spaventoso potere del demoniaco genitore. Ma ha fatto i conti senza l’oste: nei panni di Dante dovremo infatti combatterlo 3 volte per impedirgli di attuare il suo bieco piano. Intanto, oscure figure tramano nell’ombra…
La trama, seppur tipica di un gioco action, è senza dubbio ben raccontata. Nella Special Edition è possibile giocare dal punto di vista di Vergil, e teoricamente la storia dovrebbe essere diversa da quella di Dante, ma purtroppo la Capcom non ha fatto lo sforzo di inserire filmati diversi per i due personaggi. Questo, nonostante sia sempre divertente giocare come Vergil, è senza dubbio un punto a sfavore di questa edizione deluxe.

Affetta, corri, raccogli sfere, affetta, corri…

Arriviamo così alla giocabilità di DMC3, senza dubbio la più tecnica e complessa mai vista in un gioco d’azione per PS2. Certo, in un picchiaduro a scorrimento non si può variare molto dal classico schema ricordato nel titolo di questo blocco, ma questo gioco, nella sua ignoranza, apporta delle piccole innovazioni che saranno senza dubbio imitate nei futuri giochi d’azione. Innanzitutto, gli Stili; ne sono presenti 4, più 2 addizionali conquistabili nel corso del gioco: Trickster, che consente di prodursi in elaborate evoluzioni per evitare gli attacchi nemici; Gunslinger, che vi porterà a sfondare il tasto Quadrato a forza di sparare ai demoni (ovviamente perchè privilegia l’uso delle pistole); Swordmaster, che renderà Dante uno spadaccino provetto e gli fornirà potenti mosse nel corpo-a-corpo; Royal Guard, che consente di parare gli attacchi nemici e contrattaccare con eguale potenza; e gli Stili segreti: Quicksilver, che consente di rallentare il tempo per massacrare i nemici in tutta calma; e Doppelganger, che permette di creare un proprio doppione che aiuta nell’impresa di raggiungere la cima di Temen-ni-gru, almeno finchè dura l’indicatore di Forza Demoniaca; quest’ultimo, oltre alla barra della Salute e il contatore delle Sfere Rosse, rappresenta praticamente la sola interfaccia presente nel gioco, che grazie alla sua semplicità e facilità d’uso, permette di tuffarsi nell’azione più ignorante senza stare a scervellarsi. La varietà d’azione è comunque assicurata non solo dalla presenza dei vari Stili (che comunque richiederanno un po’ di tempo per essere portati al massimo livello), ma anche dalla vasta gamma di armi che Dante acquisirà nel corso del gioco; esse sono divise in armi da lotta fisica (spade, guantoni e persino una chitarra elettrica) e armi da fuoco, che vi aiuteranno molto se siete tipi a cui piace mantenere le distanze. Vergil, fratello di Dante e personaggio giocabile della Special Edition, può godere solamente di 3 armi (di cui nessuna da fuoco) e uno Stile, Dark Slayer. Non è comunque noioso giocare nei suoi panni, grazie al gran numero di combo per ogni sua arma e al suo carisma come personaggio.

Temen-ni-gru è alta, ma soprattutto lunga..

La longevità di DMC3 si attesta attorno alle 15 ore, 10 se siete degli hardcore gamer. E’ più che sufficiente per un gioco d’azione, ma non aspettatevi 15 ore di passeggiata! La grande difficoltà del gioco vi porterà a dover rifare interi livelli e, una volta completato il gioco, è possibile ricominciarlo in 4 difficoltà diverse e una modalità speciale: Facile, se proprio non riuscite a stare dietro al ritmo della Normale; Normale, la difficoltà standard, ben bilanciata e alla portata più o meno di tutti; Hard, che offre un grado di sfida maggiore rispetto alla normale; e l’impossibile Dante Must Die, la difficoltà massima che il gioco può offrire, un autentico inferno che vi frustrerà per l’altissima difficoltà incontrata se deciderete di affrontare questa modalità. Rigiocare ognuna di queste modalità è un piacere, come scoprire quanto si è bravi affettando demoni nelle 2 difficoltà più alte. Inoltre, se si vuole potenziare al massimo le proprie armi o raccogliere tutte le Sfere Blu, è necessario completare il gioco più di una volta. Lo stesso discorso vale se si intende sbloccare degli extra, che principalmente consistono in immagini ad alta definizione e filmati che mostrano il "making of" del gioco. L’edizione speciale aggiunge altri motivi per rigiocare il tutto, come altri costumi e un’altra modalità, il Bloody Palace, fatta apposta per chi vuole solamente combattere. Insomma, per questa volta la vostra permanenza all’inferno non sarà infinita, ma durerà sicuramente un bel po’.

Un Inferno in cui vale la pena finire

Tirando le somme, DMC3 e/o la sua edizione speciale sono certamente giochi da possedere se siete dei fan dell’azione senza tanti complimenti. Le sue meccaniche vi terranno incollati allo schermo per ore e ore, e non mancheranno di appassionarvi. Se, però, non ve la sentite di affrontare un gioco difficile più della media, optate per la Special Edition, in cui la difficoltà è stata abbassata. Se comprate questo gioco, non rimpiangerete i soldi spesi.

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