Graveyard Keeper 2 - immagine della recensione
Il gioco Graveyard Keeper II Xbox Series X, Nintendo Switch 2, PCUscito il 22 Set 2026 8−
In questo articolo
  1. Graveyard Keeper 2 Recensione - Un mondo in pericolo
  2. Un cimitero da custodire
  3. Un titolo più accessibile
  4. Conclusione

L’uscita del primo Graveyard Keeper, nell’ormai lontano 2018, fu una boccata d’aria fresca per un genere che iniziava a risultare eccessivamente derivativo.

Nonostante gli indubbi difetti infatti, il titolo di Lazy Bear Games, autori anche di Bloomtown: A Different Story (qui la recensione), riusciva a distinguersi non solo per ambientazione e personaggi cinici e talvolta grotteschi, ma anche per una progressione criptica e complessa.

Mettiamo dunque alla prova le novità e le migliorie apportate dal sequel, nella nostra recensione di Graveyard Keeper 2!

Graveyard Keeper 2 - immagine 1 della recensione
Gli NPC di Graveyard Keeper 2 hanno personalità ben definite.

Graveyard Keeper 2 Recensione – Un mondo in pericolo

Partiamo da una premessa: Graveyard Keeper 2 riserva una cura particolare alla componente narrativa, specialmente se rapportata agli standard del genere.

Tale scelta risulta immediatamente chiara fin dai primi minuti di gioco, che vedono il protagonista risvegliarsi incatenato in un luogo misterioso, in compagnia di un teschio parlante che risulterà subito familiare ai giocatori del primo Graveyard Keeper, di cui la nuova fatica di Lazy Bear Games si pone come sequel diretto.

Vista appunto la maggior rilevanza dell’aspetto narrativo, che mantiene un riuscito tono sarcastico e a tratti satirico per tutta la durata dell’avventura, ci limiteremo a circoscrivere l’analisi agli avvenimenti direttamente correlati a meccaniche di gameplay.

Come suggerisce il titolo, Graveyard Keeper 2 ci mette nuovamente nei panni del custode di un cimitero, improvvisamente calato in un ruolo e contesto a lui sconosciuti.

A differenza del primo capitolo però, la prospettiva è più ampia; gli obiettivi del protagonista non sono più personali e finalizzati al ritorno a casa, ma addirittura alla salvezza del mondo, sconvolto da un’apocalisse zombie, ruolo che si ritroverà a coprire dopo essere diventato per sbaglio Grande Inquisitore.

Si tratta di un cambiamento reso ben evidente non solo dalle nuove meccaniche di gameplay, ma anche dalle modifiche apportate a quelle preesistenti, con risultati variabili. Vediamole più nel dettaglio.

Graveyard Keeper 2 - immagine 2 della recensione
In Graveyard Keeper 2 gestiremo anche una chiesa.
Dal canale YouTube di GameSource

Xbox nel caos: chiusure di studi e Game Pass a rischio [Sourcecast s26: e13]

Iscriviti al canale →

Un cimitero da custodire

La gestione del cimitero rimane ovviamente centrale nell’avventura; come nel primo capitolo riceveremo regolarmente corpi da seppellire o cremare, ottenendo in cambio certificati di sepoltura che potremo scambiare per denaro.

È stato però eliminato il livello di qualità del cadavere, che costringeva a seppellirlo il più in fretta possibile e quindi interrompere qualsiasi altra azione per tornare al cimitero, una delle piccole modifiche che analizzeremo più avanti.

Potremo inoltre coltivare un orto, gestire frutteti, vigneti, ma anche pescare, lavorare in miniera, e insomma, il pacchetto completo di un normale farming sim.

Il focus dell’esperienza però, in linea con la visione più ampia sul mondo di gioco, è l’utilizzo di zombie per l’automazione della produzione. Perché sì, possiamo resuscitare e schiavizzare i corpi che dovremmo seppellire, a patto di non aver estratto loro troppi organi da usare per altri fini produttivi. Il cinismo è certamente di casa.

Non solo: in quella che è forse la maggiore novità a livello di gameplay potremo anche armare gli zombie e utilizzarli in battaglia per liberare, quartiere dopo quartiere, la città dai loro colleghi, città che spetterà a noi ricostruire proprio con l’apporto della nostra manodopera nonmorta a costo zero.

Nascondiamo infatti nel seminterrato un’intera fabbrica, che dovremo costruire da zero, completa di strutture produttive, magazzini, nastri trasportatori per i materiali e generatori energetici, mossa unicamente dagli zombie che riusciremo a creare nel corso del tempo.

Graveyard Keeper 2 - immagine 3 della recensione
Graveyard Keeper 2 include anche sezioni di combattimento strategico

Un titolo più accessibile

Fin qui, e a dire il vero fino alla fine, Graveyard Keeper 2 funziona; il suo più grande difetto è, paradossalmente, ciò che più lo distingue dal primo capitolo e che vorrebbe aprirlo ad un pubblico più ampio: l’accessibilità.

Il primo Graveyard Keeper era brutale, sotto certi aspetti, specialmente per quanto riguarda la gestione del tempo; i vari NPC che assegnavano missioni necessarie a proseguire nella storia e sbloccare nuove funzioni erano nascosti in angoli della mappa, spesso presenti solo un determinato giorno della settimana o orario del giorno, informazioni che spettava a noi ricordare.

Ciò includeva ad esempio il mercante che acquistava i nostri ortaggi e vendeva i semi necessari al raccolto della settimana successiva, di fatto azzoppando la produzione settimanale qualora ci fossimo dimenticati di recarci al villaggio quel giorno.

L’asino parlante che traina il carretto che porta nuovi corpi scopriva il comunismo, e minacciava di scioperare senza un costante rifornimento di carote fresche da parte nostra, carote che, di nuovo, dipendono dall’acquisto di semi dal mercante.

Insomma, Graveyard Keeper si basava su una continua pressione sul giocatore, che doveva gestire il tempo a disposizione prima di tutto per restare a galla e poi per provare a crescere e mandare avanti la storia nei ritagli di tempo libero che riusciva a crearsi.

Graveyard Keeper 2 mantiene il sistema di base, con NPC e attività disponibili solo in certi giorni della settimana, ma semplifica fortemente il tutto; il mercante ad esempio è sempre disponibile, ma comunque la sola coltivazione di ortaggi fornisce generalmente più semi di quelli che consuma, rendendolo quasi irrilevante dopo le prime ore di gioco. L’asino non chiede più carote, e come accennavamo, i corpi non si deteriorano se lasciati in mezzo alla strada.

Di fatto in Graveyard Keeper 2 non si rimane mai con l’acqua alla gola, principalmente per la pressoché totale assenza di costi ripetuti da sostenere. Questo rende l’esperienza molto più rilassante, al punto che, dopo esserci allontanati dal gioco per un paio d’ore durante la prova del titolo e aver fatto passare intere settimane, la situazione risultava praticamente inalterata, al di fuori di un piccolo malus legato al numero totale di zombie attivi, immediatamente risolvibile.

Conclusione

Sarebbe ingiusto incolpare Graveyard Keeper 2 di eccessiva accessibilità, quando il primo capitolo era stato criticato per essere fin troppo frustrante; è però indubbio che, pur con tutte le sue aggiunte e migliorie che lo rendono un ottimo farming sim, abbia perso qualcosa che lo rendeva un’esperienza pressoché unica nel suo genere.

Graveyard Keeper 2 è disponibile per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series S|X, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2 e PC. Se sei interessato all’acquisto del gioco, puoi farlo seguendo questo link su Steam!

8−Buono
Il voto di GameSource

Un sequel più ampio e accessibile

Pro
  • Meccaniche più numerose e meglio rifinite
  • Sicuramente più accessibile del primo capitolo...
Contro
  • ...ma proprio per questo perde un po' della sua magia
  • A tratti confusionario
Recensito su PlayStation 5 Scheda di Graveyard Keeper II →
Condividi l'articolo
WhatsApp
L'autore

Videogiocatore incallito da prima di imparare a leggere, collezionista di scatole in plastica e appassionato di cultura giapponese, nel gioco non cerco un passatempo ma l'emozione in ogni sua forma.

Prossimo articolo

Forever Ago – Recensione

Leggi →
Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Lascia un commento