King Arthur: Knight’s Tale – Recensione

Recensito su Steam

Non so voi ma ho sempre avuto un debole per il ciclo arturiano per via della mia passione per il fantasy, i cavalieri e le armature e se stai leggendo queste righe è possibile che anche tu la abbia. Forse da bambino, come me, eri innamorato de La spada nella roccia della Disney o magari ti eri appassionato ad un film decisamente più maturo, uscito nel 1981 e diretto da John Boorman, come Excalibur.

Questa è la premessa che ha portato il sottoscritto, non appena visto l’annuncio, a interessarsi a King Arthur: Knight’s Tale. Non lo nascondo: in me si sono riaccese vecchie passioni da tempo sopite verso un mito che non è mai stato sfruttato a dovere in ambito videoludico. È vero, ci sono stati titoli ambientati nel mondo di Artù o che si basavano sui suoi misteri, vedi Tomb Raider: Legend, ma per trovare un gioco sviluppato interamente sui cavalieri della Tavola Rotonda devo tornare con la memoria agli anni Novanta, senza peraltro che la cosa mi dispiaccia, ricordando il beat’em up Knights of the Round sviluppato da Capcom per Super Nintendo nel 1991.

Senza andare a rivangare troppo nel passato (per quello abbiamo la nostra rubrica Floppy Disk di cui ti consiglio l’ascolto dei podcast e la lettura degli articoli), diciamo che sono passati circa 30 anni e i giochi su Re Artù, Merlino, Ginevra e i Cavalieri della Tavola Rotonda si contano sulle dita di una mano.

Ecco allora che sono giunti in nostro soccorso gli ungheresi di NeocoreGames che, tramite una campagna kickstarter di successo, hanno plasmato con King Arthur: Knight’s Tale un gioco di ruolo strategico a turni che, sfruttando il ciclo bretone, compie un’operazione di mescolamento delle carte e trasforma il classico cappa e spada in un dark fantasy che presenta diversi spunti interessanti e originali.

King Arthur Knight's Tale

Parto col dirti che l’incipit è davvero intrigante: come da tradizione letteraria Mordred e Artù si sono uccisi a vicenda in una battaglia sanguinosa, eppure non è stata la fine. Perché? Per il semplice motivo che in King Arthur: Knight’s Tale il sovrano morto è tornato in vita, spinto da una forza malvagia e così la misteriosa Dama del Lago, dalla sua Avalon, risveglia la nemesi Mordred con l’incarico di portare a compimento definitivamente l’eliminazione del famigerato re.

Uno scenario decisamente inconsueto, considerato che ti parlo della stessa Dama del Lago che diede Excalibur ad Artù, consegnandogli il trono di Camelot e creando il mito dei suoi cavalieri.

King Arthur Knight's Tale

Se come me apprezzi il ribaltamento dei ruoli e hai un debole per il “bad guy” sappi che in King Arthur: Knight’s Tale impersoneremo proprio Mordred nella sua quest finale per sconfiggere e dare il sonno eterno ad Artù.

Al contempo ci sarà da ricostruire Camelot, riunire i Cavalieri della Tavola Rotonda e garantire un nuovo inizio al regno di Britannia. Da estimatore del genere mi sono subito immerso in un sistema di gioco immediato ma al contempo strutturato in modo tale da garantire un’ampia varietà di azioni e tattiche. Il funzionamento del sistema ideato da NeocoreGames per il loro titolo è molto semplice: partirai con un solo eroe, Mordred, per poi avere a disposizione tutta una serie di seguaci e comporre un party di quattro personaggi.

King Arthur Knight's Tale

Le classi saranno il cavaliere leggero o pesante, arcieri, maghi e così via mentre la componente ruolistica con cui andrai a confrontarti sarà quella del classico albero delle skill, in cui spendere i punti conquistati al passaggio di livello e sbloccare nuove abilità da utilizzare in battaglia attivamente o passivamente. In King Arthur: Knight’s Tale potrai inoltre migliorare le peculiarità dei tuoi eroi tramite pozioni speciali e personalizzare l’equipaggiamento.

Ma veniamo al fulcro dell’azione: quando sarai impegnato nelle numerose missioni principali o secondarie potrai esplorare liberamente la mappa in stile hack’n’slash con una visuale isometrica che ricorda i vecchi Diablo. Una volta raggiunti i punti di interesse o determinate zone della mappa, verrai introdotto alla battaglia vera e propria da una cut scene panoramica dei nemici e della mappa. Posizionati i propri personaggi sarà il momento di spendere gli AP (Action Points) per muovere, attaccare, attivare abilità o lanciare incantesimi, per poi passare la palla al nemico come nel più classico degli strategici a turni.

King Arthur Knight's Tale

La parte migliore  dei combattimenti sarà quella di poter adottare diversi approcci e tattiche raffinate per prevalere sui nemici, le cui fila saranno sempre più numerose delle tue. Una nota dolente qui riguarda la varietà dei nemici, in quanto non andrai ad affrontare chissà quante tipologie appartenenti a umani, non morti, bestiali e magici come i Seelie e gli Unseelie. Tra le loro fila troverai classici sgherri di bassa lega ma anche colossi che metteranno alla prova i nervi più saldi, perché le mazzate arriveranno copiose e a più riprese. Infatti il livello di difficoltà risulta altalenante e non dovrai stupirti se alcune quest secondarie risulteranno più complesse e ostiche delle principali.

Va da sé che il livello di sfida rimane un buon incentivo per affrontare un titolo come King Arthur: Knight’s Tale ma è innegabile che potrebbe frenare un certo tipo di giocatori.

King Arthur Knight's Tale

Sul comparto tecnico non mi soffermerò troppo, l’aspetto visivo risulta curato, piacevole ed è caratterizzato da un’effettistica intrigante grazie a nebbie, giochi di luce e altre peripezie pirotecniche. Troverai sicuramente appaganti i filmati disponibili dopo il completamento di ogni missione principale e che mi hanno ricordato certi pregievoli lavori Blizzard. Purtroppo però non ho trovato personaggi che mi restituissero lo stesso feeling di quei capolavori ma, nonostante ciò, le battute sagaci e le provocazioni continue da sbruffone di Mordred ti faranno divertire a più riprese, durante le interazioni con gli NPC presenti nelle varie mappe.

E poi c’è Camelot. La ricostruzione della storica magione di Artù, ora controllata da Morded, non sarà puramente di contorno e ti garantirà vari ampliamenti in cui sorgeranno un’ospedale per curare gli eroi, il mercante per l’acquisto di equipaggiamento, il centro addestramento dove parcheggiare gli eroi inutilizzati e così via. Ciascuna sezione sarà espandibile ulteriormente grazie alla raccolta di oro e punti costruzione, ottenibili nelle missioni o tramite editti, e permetteranno di sbloccare migliorie ma anche modificatori per le caratteristiche dei personaggi. Infine non dimenticare di fare un salto nelle cripte per tributare coloro che hanno dato la vita per la tua causa: King Arthur: Knight’s Tale ti farà infatti capire quanto siano preziosi certi alleati perché la loro dipartita in battaglia sarà permanente, salvo resuscitarli con rari incantesimi consumabili.

King Arthur Knight's Tale


Insomma cosa aspetti? Io ho lucidato a dovere la mia Excalibur e sono partito in una melanconica caccia a un personaggio da sempre venerato come Artù, e mi sono imbattuto in un mondo di fantasia diverso da come lo ricordavo ma al tempo stesso familiare. Il titolo NeocoreGames non è esente da difetti, soprattutto in certe missioni frustranti e un po’ simili tra loro o per via di una narrazione non incalzante come le premesse lasciavano sperare, eppure è molto divertente da giocare grazie a una semplicità mascherata con meccaniche di gioco tutte da scoprire e affinare.

8

Pro

  • Interessante rimescolamento del ciclo arturiano
  • Mordred è un bad guy di tutto rispetto
  • Tante missioni ed eroi da cui attingere
  • Difficile e impegnativo

Contro

  • La trama non decolla del tutto
  • Missioni secondarie a volte ripetitive o troppo ostiche
  • Poca varietà di nemici
Vai alla scheda di King Arthur: Knight’s Tale
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