Mount & Blade 2: Bannerlord – Recensione

Recensito su Xbox Series X

Spade e lance, cariche e ruberie, castelli e cavalieri, nobili e popolani… le ultime uscite videoludiche sembrano non parlare d’altro. Chivarly II, Medieval Dynasty, A Plague Tale: Requiem già sul GamePass, Pentiment in dirittura d’arrivo, e ora anche Mount & Blade 2: BannerlordQuesto medioevo quest’anno è davvero sulla cresta dell’onda!

Mount & Blade 2: Bannerlord

Mount & Blade 2: Bannerlord, sviluppato da TaleWorlds, esce finalmente dell’Early Access e debutta, in versione completa, anche su Xbox Series X/S e PlayStation 5, oltre ovviamente che su PC. Nonostante il “2” nel titolo il gioco è un vero e proprio prequel di Mount & Blade: Warband, gioco uscito nell’ormai distante 2010, e ripropone il Continente dilaniato di Calradia ben 200 anni prima dei fatti narrati in Warband.

Calradia è un continente fittizio ma abitato da popoli e genti che, a conti fatti, sono la copia carbone di quelli realmente esistiti nel nostro medioevo: normanni, bizantini, vichinghi, arabi, celti, mongoli ecc… E, al pari del nostro medioevo, anche a Calradia regni e casate sono spesso in lotta tra di loro per il predominio. Praticamente, è Game of Thrones senza draghi e zombie di ghiaccio.

Mount & Blade 2: Bannerlord

Mount & Blade 2: Bannerlord è un titolo davvero interessante, che a mio parere mischia davvero bene RPG, strategia in tempo reale, gestione e, perché no, anche un po’ di azione. Sia che si affronti la campagna, sia che si decida di costruirsi un brillante futuro feudale nella modalità sandbox (localizzata in italiano come “mondo aperto”… eh, che volete che vi dica…) partiremo come dei perfetti nessuno, per far nascere tramite le nostre gesta un potente clan destinato a salire sul trono di un qualche stato. O anche no, perché potremmo invece scegliere di diventare disgustosamente ricchi in qualità di mercanti o, ancora, di organizzare una compagnia di ventura tanto potente e temuta che Giovanni dalle Bande Nere vai a lavarti nel pozzo, che te la sei fatta sotto.

Praticamente, potremo fare esattamente quello che ci pare. O meglio, quello che riusciremo a fare senza morire male.

Ruolisticamete parlando, i vari attributi del personaggio saranno inizialmente stabiliti dal tipo di vita che questi ha fatto in gioventù e dal suo ceto sociale di partenza. Ogni aspetto della sua vita precedente, compresa la cultura alla quale avremo deciso di farlo appartenere, influirà su quello che il nostro avatar saprà fare meglio… O meno peggio.

La crescita poi non è basata solamente sulla distribuzione di punti al passaggio di livello – che comunque sono sempre pochissimi – quanto più dal “fare cose e farle bene”. Viaggiando ed esplorando aumenteremo le nostre skills da giramondo, combattendo con determinate armi e tattiche guadagneremo esperienze utili nelle battaglie e nei duelli e via così. Praticamente, costruiremo la build del nostro alter ego in base a quello che ci piace di più fare.

Mount & Blade 2: Bannerlord

Con noi, oltre che alla nostra fidata soldataglia, potremo avere anche fidati compagni, mogli, mariti, amanti e figli. Partiremo ovviamente con due scappati di casa, per poi ingrandire via via clan, esercito e famiglia.

Il mondo di gioco è estremamente vasto e dettagliato oltre che liberamente esplorabile, a patto che si abbia tempo: niente fast travel, i luoghi distanti sono davvero lontani giorni di marcia. Potremo velocizzare la cosa ovviamente, ma con noi si velocizza anche tutto quanto ci accade intorno: se dovremo quindi arrivare a un dato appuntamento per una certa data, dovremo fare bene i conti di come, quando e dove muoverci.

Il mondo è in costante evoluzione: eserciti combattono, castelli e villaggi cadono o vengono rasi al suolo, alleanze si stringono, regni collassano e chi più ne ha più ne metta. In pratica, tutto andrà avanti anche senza di noi.

A tal proposito, trovo che sia particolarmente ben sviluppata la caratteristica per cui gli npc non siano sempre e comunque nei luoghi dove li avete incontrati: tutti i personaggi secondari vivono la loro vita, viaggiano, fanno cose e, a volte, ci lasciano anche le piume.

Mount & Blade 2: Bannerlord

Per farvi un esempio, mi è capitato di fare una quest per un signorotto che volevo ingraziarmi, sostanzialmente procurargli dei cavalli. Tempo per farlo, 20 giorni. Dopo un paio di settimane in game, recupero una mandria e mi dirigo al suo castello. Peccato che lui non ci sia, la moglie mi dice che è partito con i suoi uomini in direzione sud. In direzione sud! Allora vado a sud e chiedo nel primo villaggio che incontro: il tizio è passato di lì due giorni prima e si è diretto a ovest! A farla in breve, lo cerco per un po’, sempre con occhio al tempo che passa, per poi trovarlo sulla via di casa, per pura coincidenza, dopo aver fatto visita a un alleato! Missione compiuta, ricompensa e fama intascata e rapporti cementati. Chissà, magari gli sposo pure la figlia.

Tutta questa storiella per spiegarvi quanto sia dinamico e libero il gameplay di Mount & Blade 2: Bannerlord, compreso il fatto che, come era normale nel medioevo, non avremo quasi mai riferimenti precisi su dove andare, ma roba come “è andato di là tre giorni fa” o “lo hanno visto la settimana scorsa nei pressi di tale villaggio”. All’inizio un tale approccio potrebbe risultare disorientante ma, una volta fatta l’abitudine, vi assicuro che garantisce un’immersività davvero enorme!

Quando invece saremo costretti a menare le mani, il gioco ci butterà direttamente sul campo . Noi controlleremo solo il nostro personaggio il quale, molto realisticamente, dovrà dare ordini a voce alle truppe o – quando si parla di vere e proprie battaglie campali, assedi o scontri veramente di massa – tramite i propri comandanti. Sperando che capiscano e non facciano di testa loro.

La differenza sostanziale tra la modalità campagna e quella Mondo Aperto è che nella prima saremo tenuti a seguire una trama piuttosto banale e uguale per tutti, quale che sia la civiltà o il background del vostro personaggio, mentre nella modalità libera potrete decidere voi tutto, compresa l’età di partenza del vostro alter ego. Cosa non di poco conto perché, se doveste scegliere di partire come giovanissimo, avrete zero esperienza da allocare subito, ma un radioso futuro davanti. A rovescio, se voleste partire più attempati, avrete a disposizione molta più esperienza per la vostra build, ma anche dei malus come la difficoltà di poter aver eredi e quella di… morire, non (solo) sul campo di battaglia, ma proprio di vecchiaia o malattia. È il medioevo, baby!

A livello tecnico, Mount & Blade 2: Bannerlord si presenta come un buon prodotto, non da mascella slogata, ma con grafica e sonoro che fanno benissimo il loro dovere. Molto belle e dettagliate le location esplorabili: castelli, villaggi, città e taverne sono pieni di gente e di cose da fare.

Un pelo meno belli invece i comandi per dare gli ordini in battaglia, soprattutto se a grosse formazioni. Nulla di invalidante, ma li ho trovati un po’ troppo intricati. Ok, abbiamo davvero moltissime opzioni disponibili, ma avrebbero potuto essere meglio mappate nel sistema di controllo. C’è anche da tenere conto che sto parlando della versione console, giocata quindi con il pad Xbox. Con mouse e tastiera, come sempre accade con titoli di questo calibro, la mappatura comandi probabilmente risulterà più comoda e intuitiva.


Quindi, lo promuoviamo questo Mount & Blade 2: Bannerlord? Assolutamente si! Al netto delle piccole sbavature, il gioco offre una libertà incredibile di poter costruire, o proseguire in caso si voglia giocare la campagna, la propria storia in completa libertà. Va detto però che non è un gioco proprio per tutti: lo sviluppo del proprio personaggio potrebbe procedere anche molto lentamente, soprattutto nelle primissime fasi, cosa che quindi potrebbe scoraggiare qualche giocatore. Per chi invece vuole conquistarsi la gloria sul campo di battaglia (ma anche non necessariamente li), Mount & Blade 2: Bannerlord è da provare assolutamente! Alla pugna, compagni!

9

Pro

  • Libertà praticamente assoluta
  • Molto valido sia dal lato action che strategico/RPG
  • Mondo di gioco enorme e in perenne evoluzione

Contro

  • I controlli su console non sono proprio user friendly
Vai alla scheda di Mount & Blade II: Bannerlord
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