Dragon Ball e il futuro della saga nei videogiochi
Dragon Ball si prepara a una nuova fase nei videogiochi tra FighterZ, Sparking! ZERO e il debutto di Xenoverse 3.
Il Dragon Ball Games Battle Hour 2026 si è rivelato uno degli appuntamenti più importanti degli ultimi anni per il futuro videoludico del franchise creato da Akira Toriyama.
L’evento di Los Angeles non è stato soltanto una celebrazione della community e della scena competitiva, ma soprattutto una finestra sul futuro della saga nei videogiochi.
Tra aggiornamenti massicci, la conclusione di una delle esperienze online più longeve del franchise e l’annuncio di un nuovo capitolo destinato a raccoglierne l’eredità, il panel dedicato ai videogiochi ha mostrato con chiarezza la strategia di Bandai Namco per gli anni a venire.
Tre titoli in particolare hanno catalizzato l’attenzione del pubblico: Dragon Ball FighterZ, Dragon Ball: Sparking! ZERO e Dragon Ball Xenoverse 3, senza dimenticare il ruolo cruciale che Dragon Ball Xenoverse 2 continua a ricoprire anche dopo quasi dieci anni dalla sua uscita.

Dragon Ball FighterZ e il Daima Pack: una nuova incarnazione del Super Saiyan 4
Nonostante siano passati diversi anni dalla sua pubblicazione, Dragon Ball FighterZ continua a dimostrare una vitalità sorprendente. Durante le finali del torneo del gioco al Battle Hour è stato infatti presentato ufficialmente il nuovo Daima Pack, un DLC che introduce una versione giocabile completamente inedita di Super Saiyan 4 Son Goku, ispirata alla recente serie Dragon Ball Daima.
Il personaggio non rappresenta una semplice variazione cosmetica. Nel roster di FighterZ esiste già Son Goku (GT), introdotto nel 2019 con il FighterZ Pass 2. In quel caso, tuttavia, la trasformazione in Super Saiyan 4 compariva solo all’interno della Dragon Fist Meteor Attack. Il nuovo Goku invece è progettato come combattente indipendente, con mosse, animazioni e identità proprie.
Il trailer mostrato durante l’evento ha sottolineato questa distinzione mettendo il personaggio faccia a faccia con Gogeta Super Saiyan 4, già presente nel gioco. Lo scontro tra le due incarnazioni della trasformazione è stato uno dei momenti più spettacolari del panel, quasi un dialogo simbolico tra le diverse anime del franchise.
Il Daima Pack, previsto per il 22 aprile 2026, includerà anche diversi contenuti collaterali come Z-Stamps dedicati a Goku, Doo e Koo, nuovi avatar per la lobby — tra cui Super Saiyan 4 Goku, Super Saiyan 3 Vegeta e Panzy — oltre a dodici varianti cromatiche per il nuovo personaggio. Il prezzo non è stato ancora annunciato, ma la presenza del DLC dimostra come FighterZ continui a essere una presenza costante nella scena competitiva e nel supporto post-lancio della serie.

Sparking! ZERO: il DLC Super Limit-Breaking NEO espande l’eredità Tenkaichi
Se FighterZ rappresenta la continuità della scena competitiva, Dragon Ball: Sparking! ZERO è invece il simbolo del ritorno di una formula amatissima (dai un’occhiata alla recensione). Il gioco sviluppato da Spike Chunsoft, erede diretto della saga Budokai Tenkaichi, riceverà nell’estate 2026 un importante aggiornamento chiamato Super Limit-Breaking NEO.
Il nome non è casuale. È un richiamo diretto alla tradizione della serie Sparking! su PlayStation 2, dove i capitoli successivi al primo portavano i sottotitoli NEO e METEOR. Un dettaglio che non parla solo di nostalgia, ma che suggerisce anche l’ambizione di trasformare Sparking! ZERO in un progetto duraturo, capace di espandersi nel tempo proprio come accadeva con i capitoli storici.

Il trailer mostrato al Battle Hour ha anticipato un’espansione enorme del roster (qui la notizia dei nomi). Personaggi provenienti da epoche diverse della saga — da Dragon Ball classico a Dragon Ball GT fino all’universo di Super — si preparano a entrare nell’arena. Secondo le informazioni pubblicate sul sito ufficiale di Bandai Namco, sono già 27 i personaggi confermati, ma la comunicazione del Season Pass parla di “30+ personaggi”, lasciando intendere che il numero finale potrebbe essere ancora più alto.
Curiosamente, alcuni dettagli hanno già alimentato il dibattito tra i fan. Akkuman, ad esempio, appare nei trailer ma non è ancora presente nella lista ufficiale dei combattenti. Altri personaggi sembrano invece destinati a comparire solo come parte di animazioni speciali: è il caso di Lemo, che dovrebbe apparire esclusivamente nell’Ultimate di Cheelai.
Alcune presenze ipotizzate come nuovi combattenti si sono rivelate invece varianti estetiche: 18 di Dragon Ball GT dovrebbe essere un costume alternativo, mentre Great Saiyaman 2 potrebbe essere una nuova skin per Videl.

Nuove meccaniche e modalità: tra Chain Blast e il ritorno della Sim Drago
Uno degli aspetti più interessanti dell’espansione riguarda il sistema di combattimento. Il DLC introdurrà infatti due nuove meccaniche chiamate Chain Blast e Sparking! Boost.
La prima richiama da vicino il sistema di assist visto in FighterZ, ma con una differenza significativa: il personaggio chiamato in supporto entra realmente in campo attraverso uno switch completo. Questo dettaglio potrebbe cambiare profondamente il ritmo degli scontri, introducendo nuove strategie e combinazioni tra i combattenti.
Sparking! Boost resta invece più misteriosa. Dalle prime impressioni sembra essere una versione evoluta della classica Sparking Mode, storicamente associata ai momenti più spettacolari dei combattimenti nella serie Tenkaichi.
Accanto alle novità del combat system arriva anche una nuova modalità single player che ha immediatamente acceso la nostalgia tra i fan. La struttura mostrata durante il panel ricorda infatti molto da vicino la Sim Drago di Dragon Ball Z: Budōkai Tenkaichi 3, una delle modalità più amate di quel capitolo.
L’idea è quella di seguire il percorso di crescita di un personaggio attraversando una mappa, affrontando eventi o combattimenti e migliorando progressivamente le proprie abilità. Un approccio che punta molto sulla progressione e sull’allenamento, rievocando perfettamente lo spirito di Dragon Ball.

Non tutte le notizie sono però state accolte con entusiasmo. È stato infatti confermato che il DLC non introdurrà nuovi stage, una scelta che ha lasciato perplessa una parte della community. Alcune arene presenti solo nella modalità storia — come la versione distrutta dei Cell Games o l’inizio del Torneo del Potere — avrebbero potuto facilmente essere rese disponibili anche nelle altre modalità. Inoltre, molti fan continuano a sottolineare l’assenza di scenari dedicati a Dragon Ball GT o alle prime saghe del manga originale.
Dragon Ball Xenoverse 2: la conclusione di una lunga era
Nel corso del panel è arrivato anche un annuncio dal forte valore simbolico: Dragon Ball Xenoverse 2, pubblicato nel 2016, riceverà nell’estate 2026 l’ultimo capitolo della Future Saga, segnando la conclusione definitiva del supporto post-lancio del gioco.
È difficile trovare altri titoli del franchise con una longevità simile. Xenoverse 2 è rimasto attivo per quasi un decennio grazie a espansioni costanti, eventi online e un sistema di avatar personalizzati che ha trasformato il gioco in un vero spazio sociale per la community.
Non è quindi solo la fine di una serie di DLC, ma la chiusura di un ciclo che ha accompagnato un’intera generazione di giocatori.

Rivelato il vero nome di “Project Age 1000”: Dragon Ball Xenoverse 3
Ed è proprio quando un capitolo storico si chiude che se ne apre un altro.
Durante il Battle Hour è stato infatti confermato che il progetto precedentemente noto con il nome in codice AGE 1000 è ufficialmente Dragon Ball Xenoverse 3. Il gioco arriverà nel 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.

Il trailer mostrato all’evento ha offerto soltanto un assaggio di ciò che ci aspetta, ma è bastato per accendere immediatamente la curiosità dei fan. Il sistema di avatar personalizzabili tornerà con nuove opzioni, tra cui la possibilità di scegliere tra protagonista maschile e femminile. Sono stati inoltre mostrati nuovi design per personaggi come Bulma e un misterioso individuo chiamato Brett, destinato a ricoprire un ruolo importante nella storia.
Altri personaggi intravisti nel trailer non sono stati ancora identificati ufficialmente, ma uno di questi è Gamma 1, figura introdotta nel film Dragon Ball Super: Super Hero, questo conferma che Xenoverse 3 potrebbe intrecciare elementi provenienti dalle produzioni più recenti della saga.
Ancora più interessante è il coinvolgimento creativo di Akira Toriyama. Durante un’intervista preregistrata trasmessa al panel, il producer Masayuki Hirano e l’executive producer Akio Iyoku hanno rivelato che il creatore di Dragon Ball ha contribuito alla visione del mondo e al design di diversi nuovi personaggi. Iyoku ha sottolineato che l’influenza di Toriyama riguarda molti aspetti del progetto, suggerendo che Xenoverse 3 potrebbe introdurre elementi narrativi completamente inediti.
Ed è proprio qui che l’entusiasmo lascia spazio alla curiosità. Xenoverse è sempre stato una sorta di laboratorio creativo per Dragon Ball, un universo parallelo dove le linee temporali si incrociano e le possibilità narrative diventano infinite. Con Xenoverse 3 quella libertà potrebbe espandersi ancora di più, aprendo scenari che vanno ben oltre il semplice fan service.

La prospettiva è affascinante: una nuova epoca della storia di Dragon Ball, nuovi personaggi disegnati sotto la supervisione di Toriyama e nuove anomalie temporali pronte a cambiare il corso degli eventi.
Se Xenoverse 2 è stato il capitolo che ha unito milioni di giocatori online, Xenoverse 3 potrebbe essere quello che ridefinirà il modo in cui Dragon Ball racconta nuove storie nei videogiochi.
Ed è forse proprio questa sensazione — un mix di mistero, entusiasmo e aspettativa — a rendere il futuro videoludico della saga più intrigante che ma



