Parasol Superstars – Recensione

Recensito su PlayStation 5

Editoria & Trasparenza

Codice digitale fornito gratuitamente dal produttore/editore per fini editoriali.

Parasol superstars recensione spica adventure

Il sodalizio tra ININ Games e TAITO tornano alla carica con il pacchetto Parasol Superstars che ha riportato sui nostri schermi Spica Adventure e Parasol Stars. Entrambi i giochi sono disponibili dal 14 aprile 2026 su Nintendo Switch, PlayStation 5 e Xbox.

Per quanto riguarda Parasol Stars: The Story of Bubble Bobble III, dal titolo si può facilmente intuire che si tratta del sequel della mitica saga di Bubble Bobble, i due draghetti spara bolle più conosciuti del mondo arcade. Con Spica Adventure, invece, ci troviamo di fronte a un titolo che fino ad oggi non era mai uscito ufficialmente dai confini giapponesi, segnando così il suo esordio fuori dalla madrepatria.

Ho avuto la possibilità di giocare a questi due titoli su PlayStation 5 e, tornare su queste vecchie glorie, è sempre come fare un tuffo nel passato. Ricorda i tempi in cui, armati di monetine, si andava in sala giochi carichi di aspettative nell’affrontare il cabinato di turno, con la ferma intenzione di completarlo, per poi tornare a casa un po’ sconfitti ma pronti a tornare alla carica il giorno dopo.

Specifichiamo una cosa che potrebbe creare un po’ di confusione: i due giochi sono arrivati sullo store con due opzioni d’acquisto diverse. La prima è il pacchetto unico Parasol Superstars al prezzo di 29,99€; in alternativa, i due titoli possono essere acquistati singolarmente: Spica Adventure a 19,99€ e Parasol Stars a 12,99€.

Parasol Superstars: Recensione Spica Adventure

Mentre le sale giochi vanno via via sparendo, fortunatamente qualcuno — come in questo caso ININ Games — si è preso l’impegno di non far svanire nel nulla le tracce della nostra infanzia. Lo sta facendo un capitolo alla volta, riproponendo alle nuove generazioni parte del catalogo di TAITO (e non solo), azienda attiva fin dai primi anni ’70, sebbene pubblichi parte dei suoi titoli esclusivamente in Giappone.

Procediamo un passo alla volta e iniziamo il nostro percorso da Spica Adventure. Questo titolo fa il suo esordio nel 2003 come gioco per cellulari; solo due anni dopo, nel 2005, viene convertito in una versione per cabinato arcade, ma in entrambi i casi l’opera non ha mai lasciato il Giappone.

La protagonista è Nico, una ragazza decisamente capricciosa che perde il controllo della sua astronave, finendo per precipitare sul pianeta Spica. Qui, armata del suo ombrello, dovrà farsi strada attraverso 32 livelli per un’avventura in 2D piena di colori sfavillanti.

A rendere Spica Adventure un platform unico è proprio l’uso dell’ombrello, che funge sia da chiave per l’esplorazione sia da arma contro i nemici. Utilizzandolo per planare o incastrandolo su pareti e pavimenti per darsi lo slancio, l’esplorazione dei livelli diventa estremamente dinamica, sviluppandosi sia in verticale che in orizzontale.

Ad arricchire questo parco mosse vi è anche la possibilità di attaccare frontalmente o con una picchiata dall’alto, ampliando di molto le opzioni tattiche davanti a ogni ostacolo. Spica Adventure è un gioco ricco di colori e di effetti parecchio appariscenti: fa parte di una generazione di arcade più recente e sfrutta appieno l’esperienza del passato per offrire un gameplay fresco e divertente.

Il titolo può essere affrontato sia nella sua versione Arcade originale, sia in una modalità moderna pensata appositamente per console. Bisogna specificare che non è presente la funzione di save state e manca la possibilità di riavvolgere il tempo; tuttavia, si può accedere ai quadri più avanzati utilizzando i codici sbloccabili giocando tramite un comodo menu di selezione del livello.

Recensione: Parasol Stars

Torniamo indietro di altri dieci anni, esattamente nel 1991. Il successo di Bubble Bobble fa sì che la saga si dirami in diverse direzioni, dando il via a quelli che oggi chiamiamo comunemente sequel e spin-off. Facciamo un po’ di chiarezza.

Parasol Stars: The Story of Bubble Bobble III è il terzo capitolo ufficiale e porta avanti la serie iniziata con Rainbow Islands. Sebbene i due protagonisti siano umani, non bisogna farsi ingannare dalle apparenze: questi non sono altro che le forme autentiche di Bub e Bob.

Per chi non lo sapesse, infatti, i due giovani protagonisti non sono sempre stati dei draghetti. All’inizio del primo Bubble Bobble vengono privati della loro forma umana e trasformati dal malvagio Baron Von Blubba, per ordine di Grumple Grommit. Solo alla fine del gioco riotterranno le loro sembianze originali, perdendo però il potere di sparare bolle e dando così il via alla nuova saga di Rainbow Islands.

Adesso i due eroi sono richiamati ad affrontare una nuova avventura: dovranno salvare i sette pianeti vicini al loro universo dall’invasione del malvagio Chaostikahn. Per farlo useranno degli ombrelli magici, in un viaggio che porterà Bub e Bob a esplorare nuovi mondi prima di tornare alle Rainbow Islands per la battaglia finale.

Parasol superstars parasol stars
Aiuta Bob e Bub a salvare tutti i pianeti

A differenza del capitolo precedente, che cambiava totalmente il gameplay della serie, con questo titolo TAITO ripropone un’esperienza molto simile a quella del capostipite. Ci troviamo di fronte a stage fissi (alcuni leggermente più larghi dello schermo, con un accenno di scorrimento laterale) dove, invece di sparare bolle, useremo l’ombrello. Questo permette sia di raccogliere gocce d’acqua da scagliare contro i nemici (accumulandone diverse per potenziare l’attacco), sia di afferrare e lanciare i nemici stessi.

È possibile giocare al titolo sia nella versione inglese che in quella giapponese. Sono inoltre presenti comode funzioni moderne come il save state, il riavvolgimento del tempo e la possibilità di velocizzare il gioco semplicemente tenendo premuto il grilletto del controller.

In definitiva…

Ancora una volta il lavoro svolto da ININ Games ha portato a ottimi risultati (potrebbe interessarti anche il lavoro svolto su Simon the Sorcerer Origins come editor). Sia il comparto grafico che quello sonoro sono stati rivisti e svecchiati, pur mantenendo uno stile del tutto fedele a quello classico, regalando così un’esperienza il più vicina possibile a quella arcade originale.

Si tratta di un’ottima opportunità per recuperare due giochi di vecchia generazione che hanno come minimo comune denominatore l’uso dell’ombrello come focus del gameplay — un elemento centrale in Spica Adventure e reinterpretato in Parasol Stars. Entrambi i titoli, acquistabili sia in blocco che separatamente, integrano le opzioni tipiche dei porting moderni (come la selezione dei livelli o, dove possibile, save state e riavvolgimento).

Consiglierei di giocarli? Sicuramente sì, sia per studiare e affrontare un pezzo di storia del mondo dei videogiochi, sia per provare qualcosa di diverso rispetto al gaming moderno. Mentre Spica Adventure spicca per originalità, Parasol Stars risulta un po’ più dimenticabile, non avendo moltissimo da offrire in più rispetto al primo, intramontabile Bubble Bobble.

7
Parasol Superstar riporta ai giorni nostri due titoli con un porting moderno e quanto più fedele possibile all'esperienza arcade originale. Entrambi i titoli offrono un'ottima opportunità di recuperare un pezzo di storia videoludica.

Pro

  • Buono il comparto grafico e sonoro
  • Buona l'esperienza arcade

Contro

  • Parasol Stars non è particolarmente interessante
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