Pro Evolution Soccer 2011 3D – Recensione Pro Evolution Soccer 2011

Rieccoci come di consuetudine, puntuali come le tasse, a discutere e dibattere ancora su chi quest’anno sia risultato vincitore nell’eterna sfida tra Pes e Fifa. Lo sappiamo tutti fin troppo bene come il calcio in Italia sia una vera e propria religione, e quindi quella tra i titoli di Konami ed EA appare essere una  una vera e propria lotta senza quartiere e senza esclusione di colpi; una faida che coinvolge puntualmente migliaia di appassionati e li divide in due veri e propri eserciti contrapposti. Il brand di Fifa in questi ultimi anni è riuscito a recuperare nettamente il gap che lo distanziava dal titolo del Sol Levante tanto da averlo addirittura superato in qualità nelle recenti edizioni.
 

Non manca proprio nulla

La nostra analisi vuole iniziare subito con la disamina dalle modalità disponibili che, come nel caso dell’edizione 2010, sono ricche e complete di tutto punto. Navigando in un menù elegante come non mai potremo scoprire infatti la possibilità di iniziare una lega oppure creare un nostro torneo con le caratteristiche che più ci aggradano. Potremo anche affrontare le modalità ufficiali della Champions League e della Copa Libertadores, ossia la controparte sudamericana della Coppa dei Campioni. Purtroppo, anche quest’anno troveremo numerosi club privi di licenza ufficiale. Un vero peccato. La Copa Libertadores è la vera novità di quest’anno e impressiona notevolmente per la dovizia di particolari con cui è stata riprodotta nel gioco. Vi ritroverete infatti, durante ogni partita, al centro di quel clima indiavolato da bolgia che solo i sudamericani possono ricreare. L’effetto delle coreografie di coriandoli e carta igienica è pressoché identico alla realtà, così come i tipici cori da stadio, le musiche d’ingresso dei team o le varie cerimonie di apertura. Sono disponibili inoltre le modalità Master League e Professionista, in cui dovremo riuscire, partendo praticamente da zero, a conquistare le vette del calcio mondiale con il nostro team o il nostro calciatore. In questo capitolo 2011 va ad aggiungersi a tutta questa schiera di modalità anche la Master League Online. Durante dei tornei prefissati di partite di varia difficoltà con cadenza mensile, settimanale o anche quotidiana, potremo conquistarci i nostri pezzi da novanta della nostra squadra dei sogni. Purtroppo gli scambi o gli acquisti di calciomercato non potranno mai essere effettuati tra giocatori ma solo tra giocatore e computer. Interessante mettere in evidenza come i prezzi dei giocatori non rispecchino la realtà bensì come si basino sull’utilizzo effettivo o sugli scambi reali all’interno del gioco. Il denaro inoltre in questa modalità va gestito in maniera molto oculata anche per quanto riguarda la partecipazione alle singole partite, perché, di volta in volta, vi verrà chiesto un prezzo d’ingresso. La gestione della Master League Online richiede perciò un minimo di pianificazione perché tentare di comprare tutti e subito o cimentarvi nei match più difficili senza la preparazione necessaria vi porterà al fallimento con una rapidità disarmante.
 


Sul campo

Konami in questa edizione 2011 ha voluto regalare agli appassionati un’esperienza molto più libera rispetto al passato: infatti, potremo finalmente indirizzare i nostri passaggi quasi completamente a 360 gradi, senza la guida del computer. C’è da dire che la modalità di esecuzione è un po’ farraginosa e perciò è ancora consigliabile, soprattutto nelle azioni più concitate, farsi dare una mano dalla CPU. Purtroppo, sempre in tema di passaggi si registrano ancora le scelte sbagliate del computer negli scambi tra giocatori, e molto spesso infatti vi capiterà di servire il compagno non desiderato o troppo lontano, o, viceversa, troppo vicino. La velocità di gioco è settabile da -2 fino a 2. Nel caso in cui si giochi più lentamente dovremo ragionare in maniera molto più realistica per gestire la nostra manovra, e perciò sono assolutamente sconsigliati assalti arrembanti verso l’area avversaria. In questo caso la libertà totale di passaggio risulta essere molto utile. Anche il peso dei giocatori è stato ripensato completamente, dando in ogni momento la sensazione di grande stabilità e concretezza. Questo è evidente soprattutto nei contrasti così come nel gioco aereo, reso in maniera magistrale dai ragazzi di Konami. Di convesso questo senso di lentezza in favore del realismo porta in sé necessariamente una bassa reattività dei giocatori e un comportamento anomalo del pallone, reso incredibilmente pesante. In tutto questo i puristi potranno notare ancora qualche legnosità nelle animazioni dei giocatori in campo. I programmatori hanno implementato la possibilità di realizzare finte con pochi semplici tocchi di stick. I difensori comunque in questo capitolo saranno molto coriacei, grazie ad un’elevatissima intelligenza artificiale che li contraddistingue. Tutti i movimenti dei giocatori controllati dal computer, sia in fase difensiva che in fase offensiva, sono realizzati a regola d’arte. Purtroppo, da questa realizzazione magistrale sono ancora una volta esclusi i portieri, sempre più spesso segnati da papere clamorose. Altra caratteristica molto interessante di questo capitolo è lo spessore tattico nella gestione del nostro club: potremo gestire le nostre forze in campo in lassi di quindici minuti ciascuno, sfiorando quasi la profondità manageriale. Potremo per esempio ordinare ai nostri terzini di essere più offensivi all’inizio della partita per poi invece farli riposare con uno schema molto più catenacciaro.

Quante belle facce

La grafica rispetto all’anno passato è stata ulteriormente migliorata. Per rendersene conto basta dare un occhio ai modelli poligonali dei volti dei giocatori, a nostro parere i migliori in circolazione. Peccato per la animazioni, che in molti casi, come già detto, risultano ancora un po’ legnose. Questo si verifica anche perché, per il senso di realismo che si è voluto conferire a questo capitolo, sono venute meno in massima parte la fluidità e il frenatismo del passato; de gustibus non disputandum est dicevano i Latini. Gli stadi e la texturese invece sono a dir poco eccellenti, soprattutto ciò che riguarda il comparto illuminazione durante le partite in notturna. Anche il sonoro è di tutto rispetto, con campionamenti delle varie tifoserie con i rispettivi cori e un comportamento assolutamente adeguato e pertinente per tutto ciò che accade in campo. La telecronaca è stata affidata invece all’accoppiata Pierluigi Pardo e Josè Altafini, caratterizzata da commenti sempre molto vari, pertinenti e ricchi di curiosità.
 

Un buon trampolino

Da quanto visto fino ad ora questo capitolo 2011 ci è apparso un ottimo trampolino di lancio per le edizioni future. I programmatori hanno compiuto scelte coraggiose come la libertà di passaggio o l’abbassamento della velocità in favore di un maggiore realismo. Un ottimo titolo ancora una volta, che, se superati i difetti legati in particolar modo alle animazioni in campo e ai comportamenti sconclusionati dei portieri, in un futuro molto prossimo potrà certamente riconquistare i fasti del passato e lo scettro di migliore gioco di calcio dell’anno.

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