STRAY – Recensione

Recensito su PlayStation 5

Come sarebbe vivere in una città cibernetica? La domanda potrebbe avere infinite risposte, ma se foste dei gatti? Riuscireste a trovare la strada di casa? Perché non lo scoprite anche voi giocando a Stray? Finalmente disponibile per PlayStation 4, PlayStation 5 e PC, il titolo indie è stato creato da BlueTwelve Studio, un piccolo studio francese e pubblicato da Annapurna Interactive.

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Il gioco indipendente è stato presentato per la prima volta nel 2020 all’evento PlayStation future of gaming per poi ricevere una data di rilascio solo un anno dopo, nel 2021, sempre in un evento Sony. Anche se l’uscita iniziale era prevista per ottobre 2021, è stata poi spostata a inizio 2022 venendo successivamente annunciata per il 19 luglio di quest’anno.

Se anche voi avete avuto dubbi su che tipo di gioco fosse STRAY, siete nel posto giusto!

Vorrei avvertirvi soltanto che questo gioco, pur essendo presente nella lingua italiana, non è stato doppiato. Soprattutto perché gli esseri che vivono nella città cibernetica non parlano la nostra lingua, ma emettono solo strani rumori o melodie, quindi se non siete avvezzi alla lettura (anche se in italiano), questo gioco probabilmente non fa per voi.

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Il titolo inizia con il nostro protagonista gatto e quella che sembra la sua famiglia mentre si riparano dalla pioggia giocando tra di loro e dormendo. Non appena il temporale smette, la famiglia si rimette in viaggio, tra attività intriganti come il farsi le unghie su un tronco, al bere l’acqua piovana e lentamente vengono introdotte le meccaniche iniziali. Il primo capitolo, o meglio forse dire il prologo, è sicuramente molto lineare e non permette alcuna esplorazione, ma in fondo il nostro piccolo protagonista peloso ha appena iniziato a comprendere il mondo che lo circonda, non possiamo aspettarci troppo. Purtroppo, nell’attraversare un burrone, il tubo sul quale il micio dovrà saltare cederà sotto alle sue zampe, catapultandolo in un mondo sotterraneo a lui completamente estraneo.

Dopo essersi ripreso dalla caduta, Stray si ritroverà in una città completamente abbandonata e piena di strane creature che tenteranno di mangiarlo, ma almeno non sarà solo. Infatti sembra che qualcuno gli stia chiedendo aiuto, seguendo i cartelli e gli schermi che si illuminano, gli verrà indicata la strada. Piccola chicca, provate a far miagolare Stray davanti a una telecamera, la risposta sarà molto tenera.

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Arrivati in una delle tante case abbandonate il nostro protagonista si troverà davanti a una porta chiusa e le sue piccole zampe questa volta non potranno fare molto. Risolvendo un paio di puzzle qui e lì, Stray troverà finalmente il suo amico e compagno d’avventura B-12. Purtroppo però sembra che nemmeno lui abbia molte informazioni riguardanti il mondo che li circonda in quanto ha perso la memoria. Per fortuna trovando determinati oggetti sembra riuscire a riacquistare parte dei ricordi persi. Questa diventa quindi la loro nuova missione, dato che gli amici non si abbandonano, ma sopratutto essendo lui l’unico a poter aprire le porte e comprendere la lingua dei robot, risulta essere una risorsa fondamentale per continuare. B-12 regala al micio uno zainetto e come tutti i migliori felini, non appena lo indossa, Stray cade e non vuole più rialzarsi. Ma con un po’ d’incoraggiamento l’avventura continua e finalmente con un compagno di viaggio.

La trama è sicuramente il punto focale del gioco, facendo passare in secondo piano l’esplorazione, che è si importante per scoprire nei minimi dettagli i misteri di questa strana città, ma non essenziale. Il gioco si può tranquillamente completare senza aver raccolto tutti i ricordi di B-12, anche se completandoli potrete avere una visione più ampia della vita del vostro compagno oltre che ottenere un piccolo regalo.

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Per quanto riguarda l’esplorazione, va detto che purtroppo è più lineare di quanto sembri. Le zone sono perlopiù corridoi, a parte nelle città che permettono di girare in modo più libero, sfruttando la verticalità come fattore primario. Va infatti ricordato che il personaggio principale è un gatto, quindi l’arrampicarvi in posti ad altri irraggiungibili è la core feature del gioco. Se siete dei completisti non sarà troppo complesso riuscire a trovare tutti i ricordi di B-12: alcuni saranno molto semplici da scovare, basterà percorrere tutte le vie che il gioco vi metterà a disposizione, mentre altri saranno time sensitive, quindi si sbloccheranno solo dopo che avrete completato determinate situazioni o puzzle.

Parlando invece di ambientazioni, come viste nei vari trailer e immagini rilasciate, sono sicuramente d’impatto. L’illuminazione la fa da maestro e la decadenza della città è presente dal più grande al più piccolo dettaglio. Dalle piante che crescono ormai liberamente, i cartelli e poster deteriorati e la spazzatura che è disseminata ovunque vi permetteranno di comprendere al meglio il mistero che circonda questa città cibernetica. Le prestazioni non risentono della presenza di tutti questi oggetti e NPC, a parte forse in due zone specifiche nella quale potreste riscontrare qualche scatto, forse dovuto alle troppe interazioni che si sovrappongono.

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Sono stati riscontrati purtroppo piccoli bug visivi, come alcune compenetrazioni di oggetti o vestiario, ma nessuno tale da compromettere la run o l’eventuale risoluzione di puzzle. Va ammesso che anche se le animazioni sono state fatte con cura e per ricreare al meglio un vero gatto, purtroppo ogni tanto presentano qualche imperfezione e possono risultare strane o scattose, sopratutto inizialmente con le interazioni tra gatti.

Parlando invece delle meccaniche, non aspettatevi un picchiaduro. STRAY rimane perlopiù un gioco d’avventura, puzzle, quindi la meccanica principale è quella di arrampicarvi in giro per esplorare il più possibile. Dal menu delle opzioni potete decidere se mantenere a schermo o no le icone che vi segnaleranno dove saltare o interagire con gli oggetti. Vi consigliamo di mantenerle visibili data la presenza di appigli molto vicini l’uni con gli altri e rimuovendo il segnalatore potreste avere difficoltà a proseguire sul percorso da voi scelto. L’implementazione di meccaniche feline – come per esempio il farsi le unghie o miagolare – possono sembrare irrilevanti, ma non ignoratele così facilmente, saranno fondamentali per proseguire nel gioco. Come anche il buttare giù oggetti per creare scompiglio e dormire su ogni superficie comoda.

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Se decidete di giocare questo titolo su PlayStation 5, troverete molto interessante l’utilizzo da parte del team delle nuove funzionalità del pad. Infatti non avrete nessun riscontro di vibrazione per i passi del gatto, ma per ogni altra azione. Nel farsi le unghie i grilletti adattivi saranno i vostri nemici, durante un pisolino il pad inizierà a vibrare mentre il gatto farà le fusa e se proverete a miagolare lo sentirete tramite gli altoparlanti esterni. Insomma, il pad sarà il vostro compagno per diventare dei veri e propri gatti.

Sicuramente STRAY è un titolo che va giocato più come un’esperienza, con sole cinque ore per una run completa senza rushare, e otto per il platino, è un titolo che va assaporato lentamente, ma non troppo. Ultima nota interessante, il gioco permette più di un salvataggio oltre alla selezione dei capitoli. Questo si rivelerà una grande comodità per coloro che vorranno ottenere il platino, anche se potrebbe essere più lungo del previsto, data l’impossibilità di saltare i dialoghi o le cinematic. Purtroppo questo titolo non si adatta all’idea di rigiocabilità, data la staticità degli eventi e puzzle, ma predilige e aiuta coloro che ambiscono al completismo.


Tirando quindi le somme, STRAY si è rivelata un’avventura intrigante e inaspettata. Nonostante le meccaniche siano semplici e prese singolarmente irrilevanti, il risultato finale è tutt’altro che insignificante. Grazie ad un ambientazione d’impatto ed un level design ben studiato il nuovo titolo della BlueTwelve Studio promette un’esperienza fluida e immersiva. La libertà d’esplorazione, anche se molto ristretta non limita affatto il giocatore che può osservare il mondo da punti di vista diversi. Il finale potrebbe non essere apprezzato da tutti e forse venir reputato un po’ banale e safe, ma in fondo che cosa ci si poteva aspettare da un gatto?

8.5

Pro

  • Ambientazione d'impatto
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Ottimo level design
  • Perfetto simulatore di gatto

Contro

  • Potrebbe risultare troppo breve
  • Non adatto a chi non ama leggere
Vai alla scheda di Stray
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