System Shock – Recensione

Recensito su Steam Deck

System Shock

Un punto fisso nella storia dei videogame è stato dato da Doom. Il primo FPS della storia ad aver coinvolto il grande pubblico e appassionato i fan al punto da renderlo un prodotto vendibile ancora oggi. Inoltre al titolo viene dato anche il merito di aver generato una serie di titoli dalla chiara deriva di cui System Shock è un’esponente.

Sviluppato dalla Looking Glass Technologies e pubblicato da Origin Systems nel 94 vede la luce un titolo veramente accattivante e che riceve un plauso dalla critica senza però mai segnare qualche particolare record di vendite. Oggi grazie a una campagna Kickstarter e al lavoro di da Nightdive Studios e Prime Matter ho finalmente potuto mettere le mani sul remake di System Shock.

System Shock: metà Blade Runner e metà Cyberpunk

A chi non ha potuto godere di System Shock nel ’94 vengo subito in aiuto. Immagina un atmosfera alla Blade Runner: una megalopoli fumosa e cupa in cui il sole fatica ad arrivare con un traffico di veicoli volanti che corrono su carreggiate invisibili a più livelli.

La sensazione di pioggia acida e inquinamento accentuate dai bagliori al neon che provengono da qualunque direzione ti mette addosso un senso di angoscia che non sai neanche definire ma che percepisci chiaramente.

A questo devi aggiungere un tipo losco, tu, che cerca di procurarsi impianti bionici che lo potenzino e lo rendano in grado di hackerare qualsiasi cosa. Nessuno ti dice che sei un mezzo delinquente ma è chiaro e quindi, come sempre in questi casi, finirai presto per cacciarti in qualche guaio, qualcosa più grosso di te.

System Shock

Una storia già vista…

In quattro e quattr’otto quindi vieni ingaggiato dalla multinazionale di turno che ti chiede una lavoretto semplice semplice per un hacker del tuo livello, e soprattutto ben pagato. Forse faresti bene a chiederti dov’è la fregature, ma non lo fai.

In cambio del pacchetto completo di protesi e impianti che volevi montato da un chirurgo come si deve e non dal solito ciarlatano dei bassifondi dei solo aggirare la protezione di un IA e togliere questi fastidiosi scrupoli etici che di default sono stati inseriti nella programmazione.

… ma non per questo meno efficace

Tutto fila liscio come l’olio: in uno stile tipicamente anni ’90 dopo aver pestato a caso sulla tastiera compare un menù messo apposta lì per te che grazie a dei toggle ti permette di aggirare le sicurezze in un lampo. Lavoro concluso quindi e ti tocca solo più essere pagato e così via, sotto i ferri.

L’operazione riesce perfettamente ma malauguratamente la degenza è più lunga del previsto e dopo mesi di sonno criostatico rigenerativo ti svegli… in un mondo dominato dall’IA che tu hai creato e che ha ucciso o assoggettato tutti gli esseri viventi, creando un pianeta di cyborg e zombie. Indovina a chi tocca mettere tutto a posto?

Gameplay semplice ma valido

Se System Shock alle origini era più FPS e avventura oggi la sua natura prende un accezione quasi roguelike. In uno scenario dove la mappa è sempre la stessa infatti il tuo procedere sarà cadenzato dalle tue morti e dalla tua capacità di fare del trial and error il tuo stile di vita.

Ti risvegli e procedi in questo fino labirinto alla Doom o Wolfenstein dove, stanza dopo stanza, porta dopo porta dovrai affrontare nemici e reperire armi e materiali. Non ti fare ingannare, il fatto che la mappa non vari non significa che sia semplice avanzare.

Poche armi e tanti oggetti

Il combat system è ridotto all’osso come si addice a un FPS anni ’90. Possiedi un arma per il combattimento ravvicinato, e puoi trovare diverse bocche da fuoco quasi sempre limitate nel quantitativo di munizioni disponibili.

Gli oggetti invece abbondano e mentre molti sono utili al tuo gameplay altri vanno raccolto solo per essere riciclati in cambio di valuta corrente da spendere nei distributori automatici di munizioni o cibo.

Hacker si nasce

Ad arricchire il titolo troverai poi diversi puzzle che servono per procedere nella mappa con una difficoltà crescente e che richiederanno il tuo ingegno per essere superati. Troverai inoltre sezioni di hacker in salsa cyberpunk con colori neon e grafica pixellata.

Quando gli anni ’90 dettano legge

System Shock è estremamente ridotto all’osso ma non per questo scarno. La grafica retro e la colonna sono cliché ma lo svecchiamento è venuto davvero bene e vuoi anche grazie alla leggerezza in termini di GB del titolo tutto funziona alla grande. Non ti sarà facile stancarti di System Shock e grazie ai caricamenti veloci ogni run ti porterà un po’ più in là, fino al completamento dell’avventura.

Anche il combat system oltre alla grafica è davvero efficace risultando talmente intuitivo da rendere superfluo qualsiasi tutorial. Purtroppo non è tutto oro quello che luccica e anche System Shock ha dei difetti che a mio avviso potevano essere evitati.

System Shock

Gli errori che potevano essere evitati

Prima di tutto la gestione dei sotto menù è un tantino farraginosa soprattutto in virtù del fatto che se stai usando un Pad di colpo l’analogico sinistro diventa un mouse per muoversi tra i menu: la scelta è incomprensibile dato che qui si parla di un mero lavoro di ottimizzazione dei comandi.

In secondo luogo va bene che si può interagire con tutto o quasi ma data la moltitudine di oggetti si sente presto la necessità che questi ultimi vengano evidenziati in automatico. Infine ma non per importanza si sarebbe dovuto dare più longevità al titolo che in modalità normale, se sai cosa fare e dove andare, può essere terminato in circa 6 ore.

L’esperienza su Steam Deck

System Shock non ha ancora il bollino verde di Steam per la sua portatile ma andando a sbirciare su ProtonDB, cosa che dovrebbe fare chiunque possegga una Steam Deck lo troviamo compatibile e scopriamo come settare al meglio tutto.

Riassumendo vi posso dire di settare tutti i dettagli su Medio – Alti e godervi i 60 FPS stabili praticamente sempre. Non avendo però un ottimizzazione specifica se volete risparmiare batteria mettete il monitora 40 Hz e gli FPS a 40. L’esperienza in portabilità di System shock tra l’altro è un valore aggiunto da tenere in considerazione.


Concludendo posso asserire che il milione di dollari guadagnato su Kickstarter al fine di portare a termine e commercializzare il prodotto System Shock sia stato ben speso. La sua atmosfera retro futuristica unita al gameplay FPS che ha fatto scuola confeziona un videogame appagante e divertente. C’è solo da sperare che il supporto del team di sviluppo rimedi a quei pochi difetti e supporti nel tempo il titolo.

7.1
System Shock e il remake di uno dei primi FPS direttamente dagli anni '90

Pro

  • Grafica retrò ben rimasterizzata
  • Gameplay veloce e divertente
  • Atmosfera datata ma sempre affascinante

Contro

  • Forse un po' troppo corto
  • Qualche sbavatura sui menu e sugli oggetti poteva essere evitata.
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