The King of Fighters XIV – Recensione

Tra combattenti da strada e kombattimenti mortali nel corso degli anni sono state tantissime le serie di picchiaduro che più o meno prepotentemente si sono fatte strada nel mondo videoludico. Purtroppo altrettante si sono perse nel tempo per i motivi più disparati: fallimenti, meccaniche snaturate e problemi di copyright, nulla è impossibile in questo settore. In questa giungla potremmo immaginare SNK come un vecchio e rugoso Tarzan, che nonostante l’età e gli evidenti problemi di budget è riuscita a partorire un nuovo capitolo di The King of Fighters ringiovanito ma che comunque contiene tutta l’esperienza dei suoi ventidue anni.

The King of Fighters XIV

Un vecchietto arzillo

Presentato durante l’E3 2016 The King of Fighters XIV ha subito diviso il pubblico a metà: era chiaro infatti fin dalle prime fasi che il brand aveva abbandonato il suo stile grafico 2D abbracciando dei modelli 3D di dubbia qualità. Tra il timore di trovare il gameplay rallentato da questa nuova veste grafica e la curiosità di vedere un nuovo capitolo della serie i fan del brand hanno rabbrividito e esultato sin dalle prime immagini. Anche se noi stessi inizialmente abbiamo dubitato del potenziale di questo titolo  ma dobbiamo ammettere che SNK ci ha sorpresi di nuovo.

Come abbiamo anticipato nell’introduzione questo nuovo capitolo della serie è piombato sulle nostre console in una veste estremamente giovane e che non sente per nulla sulle spalle il peso degli anni. Ciò è in parte è dovuto dal nuovo stile grafico che seppur appena sufficiente ringiovanisce moltissimo il titolo e in parte alle semplificazioni che sono state apportate al gameplay. Nonostante ciò però gli sviluppatori sono riusciti a non snaturare per nulla il gioco.

La base del titolo è rimasta invariata dal suo precedente capitolo: ci troviamo di fronte a un picchiaduro 2D a squadre, dove però i combattenti di uno stesso team non collaboreranno attivamente tra di loro (come accade in BlazBlue o Marvel vs Capcom per intenderci) ma lotteranno fino a che non consumeranno le loro energie o non avranno fatto fuori tutti i membri della squadra avversaria. Ogni volta che un combattente avrà sconfitto il suo rivale passerà al round seguente contro il successivo membro del team avversario, recuperando però un po’ di punti vita. Il primo giocatore che vede sconfitti tutti e tre i suoi combattenti ha perso.

The King of Fighters XIV

Le possibilità che il titolo offre sono le medesime a cui siamo stati abituati finora, con 4 input principali: calcio debole, calcio forte, pugno debole e pugno forte; il tutto condito da tante abilità speciali e super mosse che possono essere concatenate tra di loro per combo sempre più potenti. La profondità è rimasta quindi invariata ma al contempo fornisce delle semplificazioni per i nuovi giocatori che potranno per esempio eseguire un paio di combo basilari ma molto forti semplicemente premendo a ripetizione il tasto legato al pugno debole.

Tri is megl che one

Le modalità di gioco non sono molte ma tutto sommato sufficienti per un picchiaduro. Oltre al lato tecnico ciò che forse ha risentito di più del basso budget è stata la campagna principale che risulta alquanto striminzita. Come sempre all’inizio della modalità storia dovremmo scegliere tre combattenti e il titolo ci narrerà le vicende di questi tre lottatori da noi scelti. La scelta dei lottatori sarà ovviamente libera ma non tutti si conoscono o hanno una storia da raccontare, per questo ci sono dei team così detti “canonici” composti da personaggi che collaborano anche all’interno della trama. Scegliendo queste squadre potrete vivere la loro storia visionando anche le loro cinematiche, purtroppo però anche agendo così la trama risulta molto banale e insapore.

Durante la storia sarà possibile anche assistere a dei dialoghi tra i vari personaggi, che se avranno un background in comune inizieranno una conversazione. In un roster di 50 personaggi ciò non accadrà raramente ma la varietà e la profondità dei dialoghi è altamente discutibile.
La regola inversa invece vale per i personaggi in sé: come il brand ci ha sempre abituati i lottatori sono estremamente diversificati tra di loro e ognuno abbraccia uno stile di combattimento diverso. Questa differenza viene accentuata anche da un egregia realizzazione delle mosse super che riescono  diversificare anche quei personaggi che si assomigliano molto nelle special.

The King of Fighters XIV

Un applauso va per forza fatto alle restanti modalità (tralasciando il classico e “scontato” versus): Sfida/Allenamento e Missioni. Durante le sfide e l’allenamento avrete l’occasione per imparare tutte le meccaniche di gioco e tantissime combo con cui potrete divertirvi per ore anche contro giocatori esperti, completare le sfide per ogni personaggio non è affatto facile ma ne vale la pena.
Le missioni sono invece divise in tre categorie: Prova, dove vi verrà richiesto di mettere a segno delle combo molto avanzate con il personaggio selezionato; Sfida a tempo, dove dovrete affrontare 10 incontri nel minor tempo possibile; e Survival, modalità nel quale dovrete sopravvivere al maggior numero di combattimenti di fila.

3D preciso

Il comparto grafico del titolo non ci ha convinti. Una realizzazione tecnica dei modelli discutibile unita a delle animazioni spesso non convincenti intaccano il colpo d’occhio, ma fortunatamente non sporcano il gameplay. Anche se a prima vista il tutto potrebbe sembrare meno preciso del passato, dove venivano utilizzati sprite 2D, dobbiamo ammettere di esser rimasti sorpresi dalla precisione delle hitbox del titolo. Queste ultime sono precise e non hanno per nulla risentito del passaggio alla tridimensionalità.

Una nota di merito va sicuramente alla colonna sonora del titolo che presenta dei brani esclusivi, ripresi in parte dai vecchi capitoli, per ogni team canonico. Le musiche accompagneranno sempre al massimo le vostre combo chilometriche e vi faranno godere ancora di più questa perla che sembra venire direttamente dal passato.

The King of Fighters XIV

In conclusione

Se dovessimo racchiudere l’intero titolo in una parola, questa sarebbe: giovane. The King of Fighters XIV sembra il primo capitolo della serie, non risente minimamente della sua età ed è incredibilmente fresco nonostante sia l’ultimo arrivato di un brand ormai più che ventennale. Rappresenta inoltre il perfetto punto di inizio per qualsiasi neofita che volesse avvicinarsi alla serie, poiché le semplificazioni apportate al gameplay lo rendono estremamente accessibile. I giocatori più hardcore troveranno comunque pane per i loro denti in quanto il titolo non ha perso minimamente di profondità, rimanendo in tutto e per tutto il caro e vecchio The King of Fighters.

8

Pro

  • Semplice ma profondo
  • Tecnicamente perfetto
  • Colonna sonora da urlo

Contro

  • Comparto grafico insufficiente
  • Storia deludente
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