The Outlast Trials – Recensione

Recensito su PC

The Outlast Trials

Quando uscì il primo Outlast, il genere degli horror in prima persona viveva probabilmente una letterale golden age, con tante produzioni indie e tanti titoli doppia A che approdavano sul mercato riuscendo in diverse occasioni ad accaparrarsi il favore del pubblico. Pochi sono riusciti però ad inserirsi tra i titoli più memorabili del genere e il team di Red Barrels ci era riuscito.

Il primo Outlast, ma se vogliamo anche Outlast: Whistleblower (il DLC che si svolgeva poco prima, durante e poco dopo gli eventi del primo capitolo) riuscivano a mescolare perfettamente ansia, terrore e curiosità mentre si impugnava la fidata videocamera che ha ripreso ore ed ore di filmati altamente sensibili.

Il secondo capitolo è stato meno incisivo rispetto al predecessore, proponendo la medesima formula senza alcuna variazione sul tema, ad eccezione naturalmente del comparto narrativo (comunque abbastanza debole). Ma cosa succede se si prende la formula di Outlast e la si rende non più un’esperienza singleplayer ma cooperativa?

Non è uno scherzo e anzi, bisogna guardare con particolare attenzione questa scommessa sul lungo termine del team di Red Barrels perché The Outlast Trials non è soltanto “Outlast online ma nasconde molto di più, ed è tempo di svelare tutti i segreti in questa recensione.

The Outlast Trials: l’horror perfetto in compagnia?

Partiamo dal principio. La Murkoff Corporation, l’azienda dietro ai malvagi esperimenti avvenuti nei precedenti capitoli, è alla ricerca di nuove cavie da laboratorio. Noi siamo dei senza dimora attirati dalla promessa di una lauda ricompensa economica dopo aver preso parte a degli innocui test scientifici.

Peccato però che di innocuo ci sarà ben poco perché ci risveglieremo in un luogo misterioso con un visore ad infrarossi impiantato nella testa. Una voce ci guiderà lungo le prime fasi di gioco, dove però getteremo per sempre ogni nostra documentazione personale, abbandonando ciò che eravamo per entrare in un vero e proprio centro di ricerca (o di indottrinamento per esser più precisi) della Murkoff.

Non saremo i soli, tanti altri individui sono finiti in questo luogo e saranno utili compagni durante i vari test da affrontare per raggiungere la tanto desiderata promozione (sarà veramente la libertà?). Se c’è un elemento che The Outlast Trials non vuole nascondere è la crudezza.

The Outlast Trials

Sappiatelo, se siete facilmente impressionabili e il gore non è un genere che guardate, potreste rimanere colpiti dalle viscerali situazioni che si presenteranno nei diversi test che il gioco propone… fino ad ora. Già, perché The Outlast Trials per il momento è ancora in accesso anticipato, quindi non è del tutto la versione definitiva del gioco e molto potrebbe cambiare nel corso dei prossimi mesi.

Anche i contenuti, in teoria stagionali, devono ancora effettivamente mostrarsi nella loro interezza dato che per ora abbiamo solamente quattro scenari disponibili (di cui uno fa parte del tutorial iniziale). C’è però da dire che sì, si può finire The Outlast Trials, anche se non è dato sapere per il momento se ci saranno cambiamenti o più finali dopo che verranno aggiunte nuove mappe.

Un elemento peculiare di The Outlast è sicuramente l’hub di gioco. Una zona perfettamente collegata alle varie prove con degli ascensori tubolari che collegano i dormitori ai treni in partenza verso le camere di test e viceversa. Ci saranno pochi caricamenti ma molti di questi saranno sempre ben mascherati, creando così un gradevole effetto di coesione del mondo di gioco.

The Outlast Trials

Sempre nello spazio comune sarà possibile dilettarsi in sfide a braccio di ferro con gli altri giocatori o divertirsi nel spendere i propri denari nel personalizzare la propria camera da letto (che è più una cella, ma non vogliamo essere pessimisti). Infine, ad ogni prova compiuta, oltre che una valutazione in gradi si riceveranno dei token che potranno essere spesi in abilità da acquistare da due NPC presenti nell’hub di gioco.

Le abilità non rivoluzionano troppo gli esiti delle partite ma rappresentano delle piccole comodità, come magari sfondare una porta se si correrà direttamente verso la sua direzione o scivolare in corsa. Altresì, diventano importanti le abilità uniche che rappresentano una sorta di “classe” del gioco.

Si potrà infatti scegliere se essere il tank del gruppo, con una abilità in grado di stordire per maggior tempo i nemici, essere un curatore, accecare temporaneamente i nemici o avere la visione x-ray per diversi secondi al fine di identificare i nemici anche al buio o attraverso le pareti.

Terapia di gruppo

Sebbene sia possibile effettuare le prove in solitaria, il gioco pone le sue fondamenta nel gioco cooperativo. The Outlast Trials necessita di un gran lavoro di squadra dato che bisognerà continuamente interfacciarsi con gli altri membri del team per comprendere se qualcuno dovrà sacrificarsi per distrarre i nemici di pattuglia o rompere insieme a noi delle porte resistenti o anche semplicemente tirarci su in caso dovessimo finire a terra.

L’esperienza di gioco rimane comunque vicina ai precedenti capitoli della serie. Bisognerà fare attenzione ai nemici disseminati lungo gli scenari di gioco, evitandoli o facendo perdere le nostre tracce in caso dovessimo essere scoperti.

Fortunatamente per i giocatori ci sono alcune novità. In primo luogo si potranno usare alcuni oggetti sparsi per la mappa tra cui bottiglie e mattoni da poter lanciare contro i nemici per stordirli temporaneamente. Immancabili anche le batterie per il nostro visore per permetterci di vedere al buio ma anche convenzionali farmaci capaci di curare le nostre ferite.

The Outlast Trials

In The Outlast Trials la vita del giocatore, così come la salute mentale saranno sempre ben visibili con degli specifici indicatori. Naturalmente, essere feriti o avere la propria salute mentale ridotta causerà al giocatore alcuni effetti collaterali, come ad esempio la visione distorta del mondo di gioco o sporadici jumpscares che non faranno di certo bene, specialmente nelle situazioni più concitate.

Il ritmo di gioco è infatti contraddistinto da alcuni momenti chiave: il primo è solitamente di ricerca di oggetti chiave e/o interruttori, mentre il secondo attinge pienamente dal DNA di Outlast, ovvero: scappare. La paura di dover fuggire da esseri umani ormai privi della loro umanità o gigantesche aberrazioni capaci di mandarci al tappeto in pochi colpi sono solo alcune delle minacce che si troveranno in The Outlast Trials.

Rimangono naturalmente i dubbi su quanta varietà potrà essere aggiunta sul lungo periodo, perché sarebbe un peccato vedere ragnatele in un titolo oggettivamente ben fatto sul fronte tecnico (di cui parleremo tra poco) e che riesce a spingere correttamente tutti i pulsanti della macchina mostruosa dell’immaginario di Outlast.

Del resto c’è tutto: blasfemia, nudità, violenza e psicologia di una misteriosa multinazionale di cui le sue tracce e azioni saranno centellinate in alcuni documenti reperibili durante le partite in gioco, così da aggiungere una lieve seppur percettibile trama di gioco capace di tenerci motivati fino alla prova finale.

Comparto tecnico

Il comparto tecnico di The Outlast Trials funziona egregiamente. Le animazioni sono ben fatte, fluide e piacevoli da vedere, in particolar modo considerando che stiamo parlando di un gioco online. Si è in perfetta continuità con i primi due capitoli della serie ma con qualche piacevole aggiunta tecnica che rende The Outlast Trials veramente bello da vedere e con un ottimo colpo d’occhio.

Ottime l’illuminazione globale e l’implementazione del Ray Tracing che favorisce degli ottimi giochi di luce e ombra negli scenari di gioco. Inoltre, nella versione provata su PC (unica piattaforma disponibile al momento) il titolo è ben ottimizzato. Abbiamo giocato con la seguente configurazione:

  • CPU: Ryzen 7 5800x
  • GPU: NVIDIA GeForce RTX 4060Ti
  • RAM: 32GB DDR4 3200Mhz

registrando 144 frame al secondo stabili con tutte le impostazioni al massimo in risoluzione 2K. Un ottimo lavoro che si spera faciliterà l’esportazione di The Outlast Trials su console, quando presumibilmente terminerà la fase di accesso anticipato.

The Outlast Trials

In Conclusione

The Outlast Trials è un ottimo esperimento. Sebbene il suo stato di accesso anticipato precluda ancora una chiarezza totale del progetto, è chiaro che il loop di gioco sia comunque divertente e perfettamente coerente con quanto fatto con i precedenti capitoli della serie. Chi è alla ricerca di un titolo fortemente narrativo non troverà però pane per i suoi denti, sì, ci sono documenti sparsi e c’è persino un finale di trama ma è bene ricordare che The Outlast Trials è, prima di ogni altra cosa, un titolo cooperativo, online. Una cooperativa che funziona, diverte ma che soprattutto… spaventa.

7
Un capitolo di Outlast... online: senza infamia e senza lode.

Pro

  • Divertente in co-op
  • Difficoltà scalabile adatta a tutti i tipi di giocatori
  • Gameplay loop interessante...

Contro

  • ...ma durerà nei prossimi mesi?
  • Da soli l'esperienza non è ancora bilanciata
Vai alla scheda di The Outlast Trials
Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento