Twelve Minutes

Twelve Minutes – Recensione

Recensito su Xbox Series X
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Come sarebbe rivivere la stessa giornata, compiendo le stesse azioni e sostenendo le stesse conversazioni, imprigionati in un loop temporale senza via d’uscita? Ne sanno qualcosa gli attori Bill Murray e Tom Cruise, che in due distinte pellicole (Ricomincio da capo e Edge of Tomorrow – Senza domani), diversissime tra loro come concept, si sono ritrovati in questa medesima situazione. E ne sa qualcosa anche il protagonista di Twelve Minutes, titolo partorito dalla mente del creativo Luís António ed edito da Annapurna Interactive, publisher indipendente legato strettamente all’ambiente cinematografico in quanto società controllata da Annapurna Pictures.

Twelve Minutes

Non stupisce dunque che all’interno del progetto Twelve Minutes siano state coinvolte personalità attoriali del calibro di James McAvoy, Daisy Ridley e Willem Dafoe, che hanno prestato le loro voci e le loro interpretazioni a questa avventura grafica atipica dal gusto retrò per le meccaniche di gioco da punta e clicca vecchia scuola. Il titolo, fin dalla sua prima comparsa durante un evento Xbox Games Showcase, ha destato l’interesse dei giocatori e degli addetti ai lavori del settore videoludico, e non è certamente passato inosservato anche dopo la sua uscita, come dimostrato dal recente interessamento e apprezzamento pubblico di una personalità importante per l’industria del gaming come Hideo Kojima. 12 Minuti saranno sufficienti per risolvere il rompicapo pensato da Luís António e convincere il giocatore sulla bontà del suo titolo?

Twelve Minutes

Rispondiamo subito alla seconda domanda: in appena 12 minuti il giocatore di Twelve Minutes viene coinvolto in una vicenda misteriosa, affascinante e tragica in maniera convincente e avvincente. Andremo quindi a scoprire come una normale vita di coppia possa essere sconvolta da una visita inaspettata, in grado di gettare ombre all’interno di un quadretto familiare apparentemente solido e felice.

L’incipit è al tempo stesso semplice quanto geniale: un uomo, di rientro da una faticosa giornata lavorativa, viene accolto da una moglie premurosa che ha preparato una sorpresa per lui. L’occasione è delle più felici ma, proprio durante i momenti più conviviali e intimi della vicenda, uno sconosciuto bussa con insistenza alla porta dell’abitazione, presentandosi come poliziotto, e va a sconvolgere l’esistenza dei due fino a un tragico epilogo.

L’inaspettato risveglio del protagonista da quello che sembra essere stato un semplice incubo svela in realtà un parodosso temporale in cui l’uomo sarà costretto a rivivere la stessa giornata, o meglio gli stessi 12 minuti, in eterno e dovrà cercare in qualche modo di cambiare il corso degli eventi.

Twelve Minutes

Caratterizzato da una visuale dall’alto, decisamente inusuale per la nostra epoca videoludica, 12 Minutes si gioca benissimo con mouse e tastiera vista la sua impostazione da punta e clicca vecchia scuola, mentre su console, col pad, sarà necessario qualche istante per prendere dimestichezza con i pochi e inusuali, comandi. Sarà infatti necessario utilizzare un puntatore per indirizzare il personaggio nonché per interagire con le componenti essenziali che arredano il piccolo appartamento della coppia. Per il resto, il titolo di Luís António si configura con un gameplay improntato sulla possibilità di risposte multiple durante i dialoghi e interazione con i vari oggetti recuperati in casa.

Twelve Minutes

La vera forza di Twelve Minutes risiede nel fatto che spinge il giocatore a ragionare, pensare, inventare e scoprire come uscire da questo loop infinito senza scorciatoie o mezze vie (ed è un po’, per citare l’esperienza che ha provato Kojima, ciò che accadeva nelle produzioni dei primi anni Novanta –ndr).

Soprattutto nelle fasi iniziali del titolo si respira una libertà d’azione davvero inaspettata che va poi via via scemando per lasciare spazio ad azioni scriptate e necessarie per il proseguo della trama, come nella più classica delle avventure grafiche. Certamente l’entusiasmo iniziale in parte diminuisce quando ci si renderà conto che, per raggiungere l’obiettivo finale del titolo, sarà necessario compiere determinate azioni o scegliere determinati dialoghi, andando a perdere quella componente di stupore e libertà che caratterizza la prima fase di gameplay.

Twelve Minutes

Twelve Minutes presenta diversi finali e, senza dimenticare che la vicenda narra 12 minuti della vita di tre persone, l’epilogo potrebbe lasciare interdetti per una apparente frettolosità, seppur sia chiaro l’intento di spingere il giocatore al ragionamento e all’ipotizzare una spiegazione, anche se illogica, come nel più classico dei film basati su loop e paradossi temporali. Proprio il taglio cinematografico del titolo edito da Annapurna Interactive è tra i più apprezzabili: la costruzione della trama, le prove di recitazione dei tre attori e un sonoro ridotto all’osso – ma efficace – rendono l’esperienza di Twelve Minutes positiva all’interno di una storia che può essere risolta in una manciata di ore, estendibili qualora si decida di esplorare i vari finali disponibili e sbloccare i, non a caso, 12 obiettivi del gioco.

Va da sé che un titolo del genere non soddisferà tutti i palati ma incontrerà sicuramente il favore di coloro che prediligono una buona narrazione a una giocabilità elaborata e variopinta. In tal senso, Twelve Minutes non è scevro da difetti, a partire da una voluta limitatezza di un gameplay che, caratterizzato da comandi non comodissimi su console, tende a illudere il giocatore di poter liberamente influenzare le situazioni possibili che si andranno a verificare nei 12 minuti del loop. Non è così, ma la sensazione generale è quella di affrontare una sfida nuova e interessante, e questo sicuramente non è da poco.


Twelve Minutes si è presentato al pubblico dopo una manciata di intriganti filmati e pochissimi dettagli, generando molta curiosità e al contempo tante aspettative: avrà deluso le aspettative? La risposta non è scontata, in quanto ci troviamo di fronte a un’avventura grafica punta e clicca atipica e in parte innovativa, con il lavoro narrativo e concettuale di Luís António amplificato e arricchito da tre attori, importanti e abili, in grado di rendere una situazione improbabile, come quella del loop temporale, più credibile di quanto ci si possa aspettare. La libertà d’azione iniziale è qualcosa di meravigliosamente stupefacente, seppur vada poi a trasformarsi in una sorta di specchietto per le allodole. In questo, bisogna però essere oggettivi: è sostanzialmente impossibile svelare la trama di un’avventura grafica, improntata sulla narrazione, senza compiere necessariamente delle azioni scriptate o affrontare determinate scelte nei dialoghi. La verità dunque sta nel mezzo: 12 Minutes porta letteralmente indietro nel tempo il giocatore lasciandolo spiazzato di fronte a una vicenda in cui, soprattutto nelle prime fasi, si troverà a essere uno spettatore passivo che andrà poi a muoversi alla cieca, in cerca di un indizio o un input risolutivo. Il finale potrebbe non convincere tutti per via di una risoluzione sì inaspettata quanto frettolosa ma, in generale, il titolo Annapurna Interactive merita più di una possibilità.

8

Pro

  • Trama e concept molto interessanti
  • Gameplay old school
  • Cast semplicemente superbo

Contro

  • Il finale sembra troppo frettoloso
  • Non per tutti i palati
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