Ultimate Ghosts ‘n Goblins – Recensione Ultimate Ghosts ‘n Goblins

"IL MIO NOME E’ SIR ARTHUR…" ED HO UN DIAVOLO PER CAPELLO!

"Il mio nome è Sir Arthur,porgo le mie umili parole su questa pergamena ingiallita,per raccontarvi la mia triste storia.
In una mattina di primavera i miei occhi furono folgorati dalla bellezza e dolcezza di una giovane fanciulla. Subito me ne innamorai e le feci la corte.
Insieme passavamo intere giornate correndo per i prati, rotolandoci nell’erba e contemplando il nostro acerbo ma consolidato amore. Eravamo felici, il mondo ci sorrideva, tutta la felicità era nostra. Tutte le cose belle sono destinate a finire. Venne il giorno in cui le forze del male scesero sulla terra, lottando aspramente con quelle del bene.
Ci furono tante vittime, molte persone furono trasformate in esseri orribili che camminavano sulla terra oramai trasformata in una landa di morti vagabondi.
A capo di tutto ciò, c’era lui, il male in persona: Lucifero. La mia dolce fanciulla fu fatta prigioniera da questo essere crudele, che ci tolse felicità e gioia di vivere.
Ma miei fedeli lettori, io non lascerò che il diavolo vinca, io indosserò i miei fedeli boxer con cuoricini rossi, regalatomi dalla mia dolce metà, la mia fedele armatura e andrò a salvarla."


PER AMOR TUO SONO RIMASTO IN MUTANDE

Da qui in avanti inizia la nostra avventura, impersonando il prode Sir Arthur. 
Ultimate Ghost’n Goblins è l’ennesima incarnazione di Ghost’n Goblins, action platform creato da Capcom negli anni 80 in versione coin-op, convertito poi in versione “pompata” sul glorioso Super Nintendo, fino ad approdare ai giorni nostri sulla consolina Sony, ovvero la Psp. Saremo impegnati a personificare Sir Arthur nei vari livelli per salvare la nostra donzella, affrontando zombie e amenità varie d’ogni genere. In nostra difesa ci sarà solo la nostra fida armatura che equivale anche al nostro status energetico, infatti, ad ogni colpo che riceveremo, il protagonista perderà parti della stessa armatura, fino a rimanere letteralmente in mutande, diventando vulnerabili ad ogni colpo che ci verrà inferto, causandoci morte certa. In quest’incarnazione PsP è proprio l’armatura che ha acquisito un valore aggiunto, seguendo il filone della versione Super Nintendo. Infatti, ora la nostra tunica di metallo sarà upgradabile. Oltre a quella classica il cavaliere senza macchia (usa ace color), potrà sfoggiare armature d’oro con una resistenza maggiore, armature alate per poter correre più velocemente ed infine armature con abilità varie incorporate, tipo quella di evitare di essere trasformato in animale qualora si venga colpiti da incantesimi avversari. Si avete letto bene. Sir Arthur fin dalla versione coin op poteva essere trasformato in diversi animali, che non avevano abilità offensive, ma dovevano solo scappare dal nemico di turno finché l’incantesimo non era terminato. Questa feature per fortuna è rimasta inalterata su Psp, in modo da lasciare intatta quell’ironia macabra che ha sempre contraddistinto il titolo. Mutande a cuoricini e animali vari sono lì a mostrarlo.
Ancora una volta Capcom è riuscita a stupire l’utente con un gameplay vecchio, ma ben collaudato, confezionando un prodotto che risulta allo stesso tempo ancorato al passato e proiettato nel futuro. La formula base del gioco è rimasta invariata, ma nel gioco sono state introdotte novità di rilievo che hanno reso il titolo appetibile anche a chi, a suo tempo, lo aveva finito.
Oltre ai vari tipi d’armatura, è stato introdotto il doppio salto, utilissimo per sopperire alla più gran difficoltà innata del titolo e cioè quella di dover fare salti millimetrici per raggiungere l’altra piattaforma.
E’ stata aggiunta la possibilità di poter sparare in verticale, con tutte le varianti d’attacco del caso, potersi aggrappare ai bordi delle piattaforme, di potersi difendere con lo scudo, di poter usufruire d’attacchi magici, ed infine la novità forse più importante: cioè la possibilità di poter rigiocare per intero i livelli superati, in modo da poter recuperare con calma i tesori lasciati incustoditi.
Insomma nel calderone ludico, Capcom ha saputo metterci un sacco di begli ingredienti.


CAMERIERE! MI PORTI UNA ZUPPA DI 2D CON 3D E, MI RACCOMANDO, TANTA CIPOLLA!

Con l’avvento delle nuove generazioni di console, il 3d è stato il precursore tecnologico, sostituendo pian piano il vecchio (ma glorioso) 2d.
Capcom aveva già sperimentato la grafica tridimensionale con il suo Maximo, gioco che omaggiava in maniera gloriosa il qui citato Ultimate Ghost’n Goblins, al punto che da molti è ancora considerato il Ghost’n Goblins in 3d.
Ma le gesta di Sir Arthur nascono in 2d, renderle in 3d avrebbe voluto dire sconvolgere interamente lo spirito della serie, si necessitava di trovare un giusto compromesso. Allora cosa s’inventa la mamma di Ryu e Ken? Il misto 3d e 2d. Personaggi interamente in 3 dimensioni messi su uno sfondo bidimensionale, con un risultato visivo incredibile, rendendo il tutto più definito e pulito, con ombre curatissime e animazioni molto fluide. Insomma i vostri occhi vi chiederanno l’autografo, perché vi reputeranno un Dio per aver visto cosi tanta bellezza artistica.
Sul lato musicale Capcom ha preferito non azzardare. In fondo squadra che vince non si cambia e se le musiche originali erano adattate all’atmosfera, non era il caso di sostituirle. Ecco allora che il gioco ci propone le stesse musiche di tutti gli episodi fin’ora usciti, sia coin op che Super Nintendo.


GALLINA VECCHIA FA BUON BRODO

Siamo giunti alla conclusione e solo una cosa posso dirvi: le cose belle non invecchiano mai, conservano per sempre il loro fascino e Ultimate Ghost’n Goblins e lì a farci da promemoria ogni qual volta penseremo che un gioco sia brutto soltanto perchè vecchio.
Elogio a Capcom, che ancora una volta riesce a fare centro, sapendo rinnovare ma senza stravolgere una formula di gioco collaudata, per la gioia dei vecchi veterani e dei nuovi adepti che aiuteranno per la prima volta Sir Arthur.

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