WWE SmackDown Vs Raw 2009 – Recensione WWE SmackDown vs. Raw 2009

Time to play the game

Caratteristica comune a tutti i titoli sportivi è il riproporsi anno dopo anno con periodici aggiornamenti, per di più spacciati come giochi nuovi e venduti a prezzo pieno. A volte la cosa è positiva, perché il partire da una base consolidata permette agli sviluppatori di limare i difetti della precedente edizione ottenendo un prodotto sempre più rifinito e privo di magagne, come ad esempio fece Konami con i Pes sulla Play 2. Altre volte invece la sensazione è molto più spiacevole, quasi di deja-vu potremmo dire. Fatta questa doverosa premessa, andiamo ora ad analizzare il nuovo capitolo di Smackdown vs Raw.

Aggiornamento mica tanto aggiornato

Il wrestling è una disciplina (o sport-spettacolo) molto particolare (abbastanza seguita in Italia, anche se negli anni scorsi era molto più famosa grazie anche al boom di Smackdown su Italia1, mentre ora è “relegata” al solo SKY), che non ruota solo intorno alla prestazione degli atleti sul ring, ma punta decisamente sulla storia, sul perché due atleti decidano di affrontarsi in scontri sempre molto coreografici e spettacolari. La WWE è la federazione di wrestling più importante a livello mondiale, grazie alla capacità della famiglia McMahon (da sempre al comando della federazione e talvolta anche direttamente coinvolta nella storyline) di sfornare rivalità interessanti e soprattutto di ingaggiare grandi personaggi come Hulk Hogan, The Undertaker, Shawn Micheals, The Rock, Stone Cold e Triple H, solo per fare alcuni nomi. Questa federazione accoglie sotto la sua ala tre Leghe, ognuna col suo roster (a volte gli atleti lottano anche contro avversari non dello stesso roster): Smackdown, Raw e ECW, ed ognuna di queste leghe ha il proprio titolo del mondo. Oltre alla cintura più importante, le 2 leghe maggiori, Smackdown e Raw, hanno ognuna un titolo di coppia, un titolo secondario (Raw = intercontinentale, Smack = United states) e da poco anche un titolo femminile. Per Smackdown l’istituzione di quest’ultimo è relativamente recente (maggio), ma comunque molto prima della data d’uscita del gioco. Invece nel gioco c’è ancora il titolo pesi leggeri (che prima della cintura femminile era la terza cintura, mentre ora è stato eliminato). Ma non è l’unica nota dolente: non sono presenti alcuni lottatori anche importanti, su tutti Vladimir Kozlov, mentre ce ne sono alcuni non più nei ranghi della federazione. Oltre a questo, alcune musiche d’ingresso non sono corrispondenti alla realtà. Niente di tragico, tra l’altro è presente un ottimo editor che permette anche di creare un personaggio da zero, però per i puristi e per i super affezionati la cosa può essere fastidiosa.
 

Poche ma buone?

Una delle maggiori critiche che venivano mosse ai precedenti capitoli di questa serie riguardava la modalità carriera: non molto lunga, praticamente identica per tutte le superstar e talvolta priva di spunti interessanti, sembrando anche disadatta al wrestler selezionato con situazioni paradossali o prive di una qualsivoglia attinenza con la realtà. Per ovviare a tutti questi problemi, gli sviluppatori hanno pensato di creare una modalità storia diversa per ogni lottatore, ribattezzata “Road to wrestlemania”. I punti positivi sono che gli intrecci sono finalmente convincenti, con riferimenti al vero passato della superstar scelta, e che le situazioni da affrontare sono appassionanti. Purtroppo quelli negativi sono molto più pesanti: le superstar con la loro “storia” sono poche (Triple H, HBK, Undertaker….) e di conseguenza quelle non scelte son state relegate tutte in una modalità carriera priva di intreccio (costituita da una sequenza di match per i vari titoli); inoltre le storie sono si più particolareggiate, ma decisamente più brevi che in passato (dalla royal rumbe di gennaio a Wrestlemania di Aprile). Era ora di qualche aggiustamento, ma il tentativo non è riuscito in pieno. Ultima nota (questa positiva): è presente una “storia” cooperativa per 2 giocatori, ma solo se impersonerete Batista e Rey Mysterio.
 

WWE HD

A livello tecnico il gioco si attesta, come sempre per la serie, a livelli molto buoni. In particolar modo i modelli degli atleti migliorano sempre di più edizione dopo edizione. Molto curato anche il contorno, con arene molto belle ed un pubblico discretamente realizzato e abbastanza partecipe.
Quello che non convince ancora è la gestione delle animazioni, talvolta un po’ troppo legnose. Il sonoro compie bene il suo lavoro, sia come effetti ambientali che per le musiche, anche se latita un po’ (troppo) sulla telecronaca, che è in inglese ma della quale noterete comunque la scarsissima varietà. Giudizio positivo, ma con qualche riserva.


Più reale del reale

Se ci pensate bene, è paradossale che un videogioco sia più veritiero e incerto della realtà, ma per i giochi di wrestling è così. Infatti i match nella realtà sono già decisi in partenza (no, Moggi non c’entra) per esigenze di copione, mentre nel videogioco, per ovvie ragioni, questo non accade. Questo non vuol dire però che i match del videogioco siano sempre divertenti. Anzi, è probabile che le scelte degli sviluppatori scoraggino alcune persone, specie chi in questo titolo cerca un picchiaduro tradizionale. Infatti il ritmo degli scontri è molto lento e le mosse devono essere sempre ben pianificate, perlomeno nelle sfide multiplayer, dato che purtroppo il titolo mantiene sempre un livello di difficoltà non altissimo. C’è da dire, però, che alla fin fine la formula funziona ancora, specie per gli appassionati che conoscono ogni singola mossa di ogni wrestler (per chi non lo sapesse, le mosse migliori di ogni lottatore hanno un proprio nome). Il problema è che rischia di stancare presto chi si è già spupazzato le precedenti versioni, per loro non bastano nemmeno i miglioramenti nell’I.A. dei match a coppie (finalmente!) e l’introduzione di nuove stipulazioni (i tipi di match) come l’Inferno match (dove bisogna dare fuoco all’avversario per vincere) ad affiancare tutte quelle (tante) già presenti da anni.
 

Sindrome da Pes

Nel primo paragrafo facevo riferimento alla serie di Pes e alla sua evoluzione: questo però è successo fino al 5. Da lì in poi è come se gli sviluppatori si siano “rilassati” e “impigriti” una volta raggiunto un risultato eccezionale. Ciò è dovuto anche al fatto che la serie di Fifa stentava. Ora che anche Fifa si è rifatto sotto, gli sviluppatori di Pes si sono un poc(hin)o ridestati. Forse il vero problema di Smackdown Vs Raw è l’assenza di un concorrente serio (il gioco della TNA, altra federazione, ha deluso molto), che invogli gli sviluppatori a pensare a cose nuove e li spinga a studiare delle novità veramente incisive, senza farci mangiare la solita minestra anno dopo anno. Certo il piatto, specie per gli appassionati, è sempre buono, quindi è giusto che venga premiato, ma il rischio che prima o poi ci si stanchi della stessa portata è dietro l’angolo.

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