Yakuza 5

Ci sono giochi molto famosi, giochi attesi in tutto il mondo e che, giunti all’epoca in cui siamo adesso, escono effettivamente nello stesso giorno in contemporanea mondiale, in tutte le lingue. Poi ce ne sono altri che magari sono più di nicchia fuori dal Giappone a causa dei loro contenuti che rimangono estremamente ancorati alla loro cultura, e che qui in occidente escono in terribile ritardo o rischiano di non uscire affatto. Questo è ciò che è accaduto con Yakuza 5, giunto su Playstation 3 (senza nemmeno uno straccio di conversione Playstation 4) con 3 anni di ritardo rispetto all’uscita originale. Tuttavia, considerata la bontà del titolo, dovremmo essere comunque grati almeno del fatto che, alla fine, sia arrivato nelle nostre mani, piuttosto che non uscire minimamente.

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Cinque per uno, uno per tutti

La storia di Yakuza 5 è ambientata dopo gli eventi del quarto capitolo.
Il clan Tojo e il clan Ueno Seiwa, dopo una travagliata avventura che ha palesato la presenza di una cospirazione da parte della polizia, hanno finalmente emesso una tregua e ottenuto una pace duratura. Il clan Tojo si è rinnovato del tutto sotto la guida di Daigo Dojima, formando anche una tregua con il clan Omi. Tuttavia, passati 2 anni da allora, il capo del clan Omi è morto lasciando le redini a qualcuno che potrebbe ben presto far scoppiare una guerra tra le due bande rivali. Per prepararsi all’eventualità, i Tojo sono costretti a formare alleanze con clan con cui hanno buoni rapporti sparsi per tutto il Giappone, così da creare un esercito che possa eguagliare se non superare quello della banda nemica.
Questi eventi sono il sottofondo delle avventure di 5 protagonisti, ognuno di loro con la sua storia, con le sue motivazioni, ma con un destino che finirà con l’intrecciarsi. Abbiamo il protagonista di tutta la serie, il famoso e amato Kazuma Kiryu, che si fa ora chiamare Suzuki Taichi ed è diventato un tassista. Altri ritorni da Yakuza 4 sono Taiga Saejima, che sta scontando una pena di 2 anni in prigione, e Shun Akiyama che si trova ad Osaka per lavoro. Gli altri 2 personaggi giocabili sono nuovi per il controller: uno di essi è Haruka Sawamura, una vecchia conoscenza del primo Yakuza dove era ancora una bambina e che sta cercando di diventare una idol, mentre l’altro è Tatsuo Shinada, ex giocatore di baseball che è stato radiato dall’albo con l’accusa di avere imbrogliato.
Cosa accomuna questi 5 personaggi e la guerra tra yakuza che sta per scoppiare?

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Botte, videogiochi, karaoke e flirt.

Se la saga di Yakuza, tanto tempo fa su Playstation 2, era partita come un semplice beat’em up che voleva semplicemente evolvere il concetto di ciò che furono, ai bei tempi, titoli come Final Fight o Double Dragon, con il tempo si è evoluta fino a diventare qualcosa di veramente enorme e caratteristico. Non siamo di fronte a un titolo che prevede solo picchiaggi a rotta di collo, ma abbiamo tra le mani qualcosa che espande questo concetto fino a farlo diventare quasi una vita di tutti i giorni, per un mafioso giapponese.
Yakuza 5 usa un nuovo motore grafico rispetto a Yakuza 4 e Yakuza Dead Souls, regalandoci una grafica davvero sorprendente per quella che era Playstation 3. E’ chiaro che Yakuza 5 spinge il motore della console fino al suo massimo possibile, e il risultato finale lascia basiti a dir poco.
Non andremo a discutere riguardo le fasi di gameplay in maniera dettagliata, perchè finiremmo a scrivere un poema che non interesserebbe a nessuno. Tuttavia basti sapere che il combattimento, che è la parte centrale dell’opera, raggiunge in Yakuza 5 il suo picco. Ogni personaggio ha il suo stile di battaglia, le sue mosse, le sue “finisher”, così come svariate skill da imparare e missioni da svolgere. Non si ha la sensazione nemmeno una volta che il tutto sia legnoso, e persino le battaglie random mentre giriamo per la città sono divertenti e ben accette, soprattutto considerando il fatto che potremo sfruttare quando vogliamo l’ambiente per suonarle ai nemici in maniera ancor più violenta. Motocicli o sedie sono ottime per spaccare la schiena a Yakuza troppo sicuri di sè, e i pali della luce sono messi lì appositamente per mandarci contro le teste di avversari troppo avventati.

Tuttavia, in Yakuza 5, potremo fare ben altro che menar le mani. La città è perfettamente riprodotta nelle sue fattezze tipicamente giapponesi ma soprattutto nelle sue possibilità culturali. Potremo entrare in un ristorante per mangiare qualcosina, potremo entrare nei negozietti per osservare tutto il loro materiale e addirittura leggerci qualche manga, potremo andare in giro per la città nel nostro taxi, frequentare club e flirtare con le ragazze che più ci piacciono. Ma questa è solo la punta dell’iceberg: in sala giochi avremo modo di perdere ore anche in giochi completi (come Virtua Fighter 2), potremo divertirci in rhythm game ballati e cantati con la nostra idol (così come tentare una strada manageriale nell’organizzazione dei suoi eventi), o anche finire in uno stealth hunting andando a caccia con il nostro personaggio uscito di prigione.  Insomma, le cose da fare in questo titolo sono tantissime, divertenti e variegate, a patto che siate fan della cultura giapponese. In caso contrario molte di queste cose non vi faranno alcun effetto.

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Ore a picchiare e non solo

Yakuza 5 riesce a portare a livelli incredibilmente alti ogni sezione della sua pagella. Il comparto grafico è incredibile, se consideriamo che è un gioco Playstation 3 di tre anni fa, e le musiche sono adrenalitiche e sempre ottime in ogni situazione, compreso il fantastico doppiaggio giapponese, accompagnato da sottotitoli purtroppo solo in inglese. Le cutscene sono lunghe e i dialoghi interessanti, cose che portano il conteggio delle ore a schizzare verso l’alto, raggiungendo anche il centinaio nel caso volessimo completare tutto il possibile del titolo. Numero che, per una produzione di questo tipo, lascerebbe chiunque a bocca spalancata.

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[signoff icon=”quote-circled”]Yakuza 5 è un titolo che se fosse uscito qui da noi al suo momento di picco, 3 anni fa, avrebbe ricevuto senz’altro voti pieni. Quel poco di meno che prende qui è dovuto al suo svecchiamento, e al fatto che potrebbe non dare l’effetto sperato a chi non ama la cultura giapponese. Ma se siete amanti di manga e anime, o comunque sia vi piace la cultura giapponese in ogni suo aspetto, Yakuza 5 diventa non solo un picchiaduro, ma quasi un simulatore di vita.[/signoff]

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