Year Walk – Recensione

Year Walk

La Year Walk è una pratica divinatoria che affonda le sue radici nella tradizione svedese: praticabile solo in alcuni giorni dell’anno, in particolare quelli invernali, richiede di chiudersi in casa per un giorno intero senza cibo o persone accanto e, allo scoccare della mezzanotte, uscire e compiere una sorta di pellegrinaggio verso una chiesa, durante il quale diverse creature soprannaturali attenteranno alla salute fisica e mentale.

Un viaggio pericoloso e affascinante che ha già mietuto diverse vittime su smartphones: Year Walk è infatti un puzzle game dalle tinte horrorche ha già stregato il pubblico su iOS, grazie al suo misticismo e il fascino di una cultura raramente menzionata e, proprio grazie al suo potenziale touch, non poteva esserci miglior console di Wii U per ospitare un porting di un’avventura estremamente affascinante e tutta da scoprire.

Scoprire il futuro è sempre pericoloso…

La trama del gioco è incentrata su Daniel Svensson, un ragazzo innamorato di una compaesana, Stina, già promessa in matrimonio ad un altro uomo. A causa di questo amore apparentemente impossibile,Daniel decide di compiere la Year Walk così da scoprire il suo futuro e quello di Stina e poter rimediare alla situazione con tutti i rischi che ne conseguono, dalla morte all’effetto straniante che potrebbero avere le rivelazioni che scoprirà.

Year Walk si basa sostanzialmente sull’esplorazione di varie microaree che compongono la mappa di gioco, alla ricerca dei diversi enigmi che dovremo risolvere per portare avanti il nostro pellegrinaggio: l’inizio del gioco risulterà sicuramente straniante ai più ed è anche per questo che il gioco ci offre una piccola enciclopedia leggibile da Gamepad dove potremo raccogliere informazioni sia sul folklore svedese in generale, sia degli indizi che ci aiuteranno a capire come proseguire. Avremo inoltre una minimappa dell’area con i nomi delle aree e un foglio dove annoteremo le cose che scopriremo e che ci serviranno per avanzare: molti enigmi del gioco, infatti, sono spesso e volentieri collegati tra loro e dunque sarà essenziale segnarsi alcune soluzioni per comprendere il funzionamento di altri.

Il punto forte del titolo, però, è la sua atmosfera: la mitologia svedese non è particolarmente celebre tra i giocatori (no, Ikea non fa parte della mitologia svedese) e dunque l’approcciarsi ad un mondo composto da creature tanto diverse da ciò che siamo abituati ad affrontare risulta affascinante e dona una freschezza non da poco, come se la neve invernale non bastasse. Anche il fattore horror ne giova: l’aspetto creepy del gioco rende il nostro pellegrinaggio notturno emotivamente forte, tenendo sempre alta l’asticella della tensione e permettendo alla nostra mente di amalgamarsi in questo universo totalmente ignoto e originale.


Il contrasto è sempre vincente

Anche l’aspetto tecnico fa del suo per creare il massimo impatto possibile: uno stile quasi papercraft in due dimensioni che gioca moltissimo sui contrasti di colore per ricreare una vallata svedese in pieno inverno bellissima e inquietante al tempo stesso. Pur spostandoci solo a destra o a sinistra il senso di paura che avremo nell’arrivare in un’altra area sarà sempre palpabile, segno che la direzione artistica ha fatto davvero un gran lavoro.

Il comparto audio allo stesso tempo è quasi assente, eccezion fatta per effetti sonori di base che comunque contribuiscono a rafforzare il già citato effetto creepy di base.

Sembrerebbe tutto perfetto se non fosse per alcune sbavature: la conversione su Wii U è ottima, certo, eppure si poteva fare di meglio, anche solo partendo dalle frecce di navigazione che permettono di passare da un’area all’altra, non sempre di facile visibilità e che ci porteranno spesso a guardare il Gamepad per metterci in posizione, cosa che spezza un po’ il ritmo. Altro problema poi sono le interazioni che avvengono tenendo premuto il tasto ZL e muovendo il puntatore con i giroscopi del Gamepad, una soluzione che personalmente trovo scomoda anche a causa dell’estrema sensibilità del cursore.

A parte ciò, però, Year Walk si rivela una solida esperienza di gioco, coinvolgente e fuori dai canoni a cui siamo abituati e con un setting inusuale che saprà conquistare anche chi non è solito concedersi avventure horror, un altro titolo consigliato per gli avventurieri dell’E-Shop.

 Year Walk è il classico titolo indie che sprizza qualità da tutti i pori. Un gioco dal setting davvero affascinante e con delle venature horror che rendono il tutto abbastanza unico. Inoltre, non avendolo giocato su smartphone, per me è stata un’assoluta sorpresa.
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