Riviera: The Promised Land – Recensione Riviera: The Promised Land

Presentazione

Riviera: The Promised Land viene prodotto per la WonderSwan Color e sviluppato originariamente dalla Sting Entertament, studio giapponese rinomato per le mille e più cooperazioni con altre compagnie e altrettanti remake di giochi per nuove piattaforme, tra i quali Baroque, rimesso a nuovo dopo dieci anni dalla nascita, e l’incantevole saga di Dept.Heaven, rpg tattico bidimensionale. Introdotto dapprima su GameBoy Advance e poi, ad un anno di distanza, su Playstation Portable, il titolo riesamina (è un vizio di questi tempi….) il concetto di Ragnarok, Asgard, Yggdrasil e altre fonti primarie della mitologia nordica, accentuandole pesantemente in tono cartoonesco.


Musica

Con i brani composti da Minako Adachi e Shigeki Hayashi è stato possibile pubblicare una impressionante compilation composta da tre cd (uno della versione PSP, uno della versione GBA e uno della versione WSC) contenenti 111 brani tra nuove versioni e tracce esclusive, e dalla durata complessiva di tre ore. Impresa davvero notevole di questi tempi, soprattutto la "resurrezione" degli antichi brani stile arcade, ma purtroppo molti di questi non potranno essere etichettati come "brani da ricordare". Quello che invece farà sicuramente piacere agli amanti di questa serie è la voluta ripresentazione di molti dei doppiatori originali della versione per GBA, ovviamente in lingua giapponese. La Atlus ha optato per la scelta azzeccatissima del linguaggio che ha salvato la reputazione del titolo, dacché il doppiaggio americano, affidato ad attori sconosciuti, non pare troppo studiato e in tono con le caratteristiche dei personaggi.

Storia

La storia di Riviera è, per qualche aspetto, il punto di debolezza del gioco, anche se va perlomeno apprezzata poiché esploratrice e rivisionatrice dei miti nordici a cui ultimamente numerose case sviluppatrici fanno la corte. Sebbene questo titolo rimescoli il solito pappone di una fine planetaria inevitabile ed eroi coraggiosi pronti a sventarla, riesce ad utilizzare originali accenti sull’impostazione degli eventi. Tralasciando i vari nomi, luoghi compresi, modificati, ciò che ci viene proposto è l’identificazione di un mondo immaginario dove i sopravvissuti al Ragnarok, il destino degli dei, dopo un lungo periodo di pace incappano in nuove minacce che potrebbero presto evolversi in un secondo Ragnarok. Ovviamente molto più complessa è la trama avviluppata intorno a questi epocali avvenimenti, e sarebbe un vero peccato rovinarvi tutte le sorprese presenti fin da subito… Vi farà comunque piacere sapere che, prendendo spunto da altri rpg prestigiosi, a seconda di come si imposteranno domande e risposte nel corso del gioco, si potrà accedere a diversi finali segreti ed annessi colpi di scena.
 

Gameplay

Così come i finali segreti, anche altre scene del gioco saranno un gradito extra se consideriamo che questo è diviso in più capitoli e sottocapitoli che andranno ad intricare sempre più i racconti, passo dopo passo. Riguardo al sistema di battaglia, non si prospetta niente di nuovo all’orizzonte. Tanto per cominciare, durante gli scontri il gruppo si compone di tre membri da posizionare adeguatamente in prima o seconda linea in base alla strategia più opportuna per i suddetti scontri; oltre ciò vi è la possibilità di usare differenti oggetti di attacco o potenziamento, stando bene attenti a non esagerare nell’usarli, onde evitare che essi non possano essere riutilizzati in seguito. Grazie a ciò è inoltre attivabile l’abilità chiamata Overdrive, la quale dona al personaggio una carica speciale tramutata in un potente attacco (nel nostro gergo si può anche definire Limitbreak). Banale dire che questa Overdrive è caricabile soltanto dopo il pieno raggiungimento di una barra annessa e, quindi, non è presente dall’inizio della battaglia. Divisa in tre segmenti, essa viene consumata in base ai requisiti dell’attacco speciale scelto, dacché alcuni consumano soltanto uno o due dei segmenti totali. Carina l’idea dei TP (trigger points), guadagnati come premio della vittoria in battaglia, che permettono al giocatore di guardarsi intorno durante le scorrazzate nei dungeon e di individuare forzieri e altre chicche nascoste che ad un primo sguardo potrebbero sfuggire.
 

Conclusione

D’accordo che per l’ennessima volta calcheremo le sponde nordiche e che per l’ennesima volta esse sono state ritoccate in un modo non troppo classico ma… beh, cavolo, a noi finora sono sempre piaciute queste iniziative! Riviera è senza dubbio un’esperienza appagante, con una storia simpatica e coloratissima. Se siete amanti della buona atmosfera retrò ma con l’aggiunta di scene alla Disgaea, questo è un titolo ASSOLUTAMENTE imperdibile!

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