Order 13 – Recensione
Il genere horror, nello specifico il videogioco horror, ha subito un’affascinante evoluzione nel mondo post-internet. Dove una volta c’erano due grossi pilastri rappresentati da filmoni di serie B con i mostri di turno (i Resident Evil) e esperienze più complesse e sperimentali, ma allo stesso tempo inevitabilmente più grezze (i Silent Hill, Fatal Frame, Haunting Grounds etc…), ora c’è una più varia pletora di esperienze a contendersi l’attenzione mainstream.
Potrei parlare a lungo di come il format dei saggi video abbiano portato al successo di giochi come Fear and Hunger, Look Outside, Mouthwashing e molti altri, ma questa è una recensione di Order 13 quindi dobbiamo concentrarci su una conseguenza più semplice, ma anche più di successo, della fusione tra horror e condivisione mondiale.
Order 13 Recensione
Essenzialmente, l’esistenza di Youtube e Twitch ha portato ad un genere nuovo di horror, più superficiale ma allo stesso tempo più catartico da vivere momento per momento. Un tipo di gioco basato su elementi basilari e tenuto interessante da costanti jumpscare o gimmick peculiari atte a renderlo interessante da vedere, più che da giocare.
Tutto questo preambolo per dire che Order 13 è essenzialmente uno streamer game. Un gioco pensato più per essere condiviso online che per regalare un’esperienza memorabile. Nello specifico, si tratta di una fusione tra un life simulator e uno stalker horror, con abbondanti jumpscare sparsi per l’intera avventura.
Un trucco semplice
La premessa di Order 13 è semplice. Sei un magazziniere addetto alle spedizioni, devi prendere gli ordini, ricodarti numero e password dello scaffale con la merce corretta, andare a prendere quanto richiesto, impacchettarlo e spedirlo.
Ogni giorno hai un obiettivo da raggiungere, spedire una certa quota giornaliera che aumenta giorno dopo giorno. Ogni ordine concluso aumenta i guadagni che possono essere spesi in potenziamenti vari, i quali permettono di spedire più ordini in meno tempo e così via.
Il finale si raggiunge o arrivando al giorno 13 o trovando una via d’uscita, la quale necessita di denaro per essere raggiunta. Il loop è onestamente molto basilare, ma a suo modo rilassante ed è tramite questo dettaglio che Order 13 riesce nel suo trucco: il jumpscare a tradimento non appena abbassi la guardia.
La giornata si struttura così: ti svegli, compri i potenziamenti, scarichi l’ordine ( o più ordini se hai gli equipaggiamenti corrispondenti) e parti. Il primo ordine andrà bene, dal secondo comincerai a sentire dei passi pesanti o dei passi leggeri.
Nel primo caso, un nemico stalker è presente nel livello e dovrai giocare a nascondino nel mentre consegni i pacchi, nel secondo cominceranno ad esserci eventi casuali e jumpscare, roba come scatole che cadono, nemici che compaiono urlando per poi scomparire e così via.

Ah già, il gatto
E hai un gatto. La gimmick del gioco è che devi anche accarezzare un gatto prima di partire. L’animale da compagnia funge da countdown giornaliero, se lo si lascia solo troppo tempo, muore di solitudine. Quindi una parte dei potenziamenti è atto ad aumentare il tempo di solitudine sopportabile dal gatto.
Non ha altre funzioni, è essenzialmente un bel travestimento per la meccanica di scorrimento del tempo, nulla più, nulla meno. Si può personalizzare prima dell’inizio di una partita e lo si deve accarezzare ogni mattino per avere un po’ di tempo extra.

Il problema Jumpscare e la semplice additività dei life simulator
Probabilmente lo avrete già capito dalle mie parole, non sono particolarmente entusiasta della mia esperienza con Order 13. Si tratta di un gioco in cui non c’è nulla di interessante da scoprire, basato su un semplice trucco che può avere il suo effetto o meno.
Purtroppo, qualcosa nel mio cervello è rotto e i jumpscare non mi han mai fatto paura. Probabilmente quel video “trova le differenze” in cui usciva il jumpscare di un mostro urlante che spopolava a inizio anni 2000 mi ha traumatizzato al punto da rendermi completamente apatico davanti alla combo “mostro improvviso più rumore forte”, quindi tutto ciò che ho potuto tratte da questo gioco è il suo lato life simulator.
Che a sua difesa è carino, nella sua semplicità ho trovato una certa soddisfazione nel prendere pacchi e spedirli, sbloccando sempre più roba, sempre più mappe ed eventualmente fuggendo dal magazzino. Però è ovvio come la formula di Order 13 mi si sia palesata in tutti i suoi limiti.
Avrei potuto soprassedere sulla banalità dei jumpscare o sulla stupidità del nemico stalker, se ci fosse altro in cui affondare i denti. Ma non c’è molto. Order 13 è uno streamer game che penso avrei potuto apprezzare di più se visto tramite Yotobi che giocato in prima persona.

Order 13 Recensione di un gioco molto semplice, una fusione tra life simulator e horror, pieno di jumpscare e con poco da offrire al di fuori di qualche spauracchio. Fa ciò che si premette abbastanza bene, ma non ha nulla di interessante al di fuori della possibilità di portarlo in streaming, magari giocato da qualcuno più bravo ad urlare davanti ad un modello standard di Unreal Engine che urla davanti alla camera.
Order 13 è un gioco pensato per gli streamer, e solo questo
Pro
- Consegnare pacchi può divertire
- Porting Console ben fatto
Contro
- Ha un trucco, una volta visto, rimane poco