Starfield – Recensione

Recensito su PlayStation 5

Starfield recensione

Alla fatidica domanda “che lavoro vorresti fare da grande?” rivolta durante la nostra infanzia, scommetto che gran parte di voi avrà risposto “l’astronauta”.  Come ben sappiamo si tratta di un percorso complesso che non tutti possono ragginugere: quindi Bethesda ha deciso di dare a tutti l’opportunità di realizzare parzialmente questo sogno, dando vita a Starfield. L’ultima, mastodontica, creazione partorita dai genitori delle serie The Elder Scrolls e Fallout, ora disponibile anche per PlayStation 5.

Si tratta di un’opera enorme, che mira in tutti i sensi alle stelle. Affiancare la progettualità e lo stile di un gioco Bethesda alle dinamiche dello spazio inevitabilmente ha solleticato e non poco il palato di gran parte dell’utenza. Tuttavia, nella sua tracotanza spesso si perde con alcuni dettagli poco incisivi che vanno ad intaccare l’esperienza di gioco.

Ci troviamo di fronte ad un prodotto valido ma che in più di un’occasione ci ha lasciato con l’interrogativo “era possibile fare di più?”. Nella maggior parte dei casi la risposta che ci siamo dati è “probabilmente sì”. Nonostante questo, è giusto sottolineare come Starfield possa garantire un’avventura longeva, ricca e che può regalare momenti emozionanti e divertenti.

Vogliamo precisare che al momento questa e una versione parziale della recensione, che vedrà completezza con l’aggiunta dei due DLC: Shatterd Space e Terran Armada.

Un mistero tra le stelle

Con Starfield veniamo catapultati in un futuro lontano – nel 2330 per l’esattezza – in un universo dove il pianeta Terra è divenuto inabitabile e l’umanità è stata costretta a colonizzare altri pianeti per poter sopravvivere. In questa avventura vestiremo i panni di un minatore, creato interamente da noi tramite l’editor iniziale, con cui potremmo decidere non solo le caratteristiche fisiche che avrà ma anche il suo background che andrà ad influenzare le possibilità di azione in determinate circostanze.

Suo malgrado, il protagonista si imbatte in un manufatto alieno che gli causerà delle visioni impossibili da decifrare. Questo avvenimento attirerà sul nostro personaggio l’interesse da parte di un gruppo di esploratori spaziali chiamato Constellation. Da questo momento in poi ci uniremo a questo gruppo alla ricerca degli altri manufatti, cercando di scoprire il segreto che si cela dietro questi strani oggetti.

Nonostante l’incipit narrativo non brilli in quanto ad originalità, la storia scorre in modo piacevole con anche qualche colpo di scena decisamente interessante. Se si passa sopra ad un modo di rappresentazione dei dialoghi alquanto macchinosa, la loro struttura può essere considerata decisamente interessante. Le scelte morali tipiche dei giochi Bethesda non mancheranno, con molte digressioni che ci porteranno a riflettere su temi molto più complessi come i concetti di infinito, di giustizia e soprattutto del viaggio.

Starfield editor personaggio
Editor iniziale con cui creeremo il nostro personaggio

Volti e storie nell’universo di Starfield

Nel corso dell’avventura sarà possibile instaurare relazioni con i membri di Constellation, svolgere missioni in loro compagnia e non solo. Potremmo infatti avere relazione con una grandissima varietà di personaggi che abbiamo trovato tutti ben caratterizzati e con linee di dialogo ben strutturati. Sarà possibile anche reclutare gran parte di essi ed assegnarli o all’equipaggio della nostra nave o a gestire gli avamposti che abbiamo creato in giro per l’universo.

Navi e avamposti: la – limitata – libertà di creare

All’inizio della storia ci verrà fornita la nostra prima nave spaziale, la Frontier, che potremmo migliorare modificando i suoi componenti – a vostro rischio e pericolo data l’interfaccia a dir poco complicata – oppure acquistandone direttamente una nuova.

In più sarà possibile creare nei vari pianeti che visiteremo degli avamposti, gestiti interamente da noi o da altri NPC per nostro conto. Questo dà la possibilità di ricavare materiali extra rispetto a quelli trovati saccheggiando avamposti o acquistati dai mercanti. Anche qui vale lo stesso discorso fatto per l’editor delle navi, una meccanica interessante sulla carta che però è penalizzata da un sistema di gestione confusionario che scoraggia il giocatore.

Starfield interfaccia di navigazione

Un universo di possibilità

Per quanto riguarda la struttura delle missioni, al fianco della quest principale si stagliano una serie di quest secondarie attraverso cui potremmo: affiliarci con le varie fazioni all’interno del mondo (Freestar, UC, Ryujin e la Flotta Cremisi), ricoprire il ruolo di cacciatore di taglie o banalmente svolgere delle attività che ci sono state assegnate durante l’esplorazione.

Nonostante in alcune missioni si può percepire un senso di ripetitività tra un’attività e l’altra, abbiamo trovato che alternando la principale con le secondarie, queste strutturate molto bene, si può dare vita ad un’esperienza divertente e stimolante.

Un gameplay tra luci e ombre

Possiamo dire abbastanza tranquillamente che il punto centrale dei giochi Bethesda non è mai stato creare titoli con gameplay avvincenti. Sicuramente ben strutturati, sicuramente ben inseriti nella lore di gioco – vera protagonista delle produzioni – ma decisamente non paragonabili ad altri titoli in cui questo aspetto ricopre un ruolo fondamentale.

Constellation e i vari personaggi in Starfield

Tuttavia, abbiamo notato un salto in avanti, una volontà da parte del team di sviluppo di creare qualcosa di diverso. Infatti, il gameplay di Starfield strizza decisamente di più l’occhio a dinamiche action che rendono i combattimenti e l’esplorazione del mondo più dinamica. L’inserimento del jet pack, ad esempio, ne è una dimostrazione lampante.

Tutto questo al netto, e lo sottolineiamo con forza, di un’IA dei nemici decisamente rivedibile: è capitato che nel bel mezzo del combattimento questi ci ignorassero, quasi fossimo invisibili, riducendo notevolmente il livello di sfida. In questo senso, essendo un GDR, la costruzione del nostro personaggio risulterà determinante nella progressione e nell’approccio alle varie situazioni, richiedendo al giocatore diversi l’utilizzo di diversi stili di gioco

Ad influenzare il gameplay c’è anche la dinamica dei poteri, sbloccabili risolvendo degli “enigmi” all’interno dei templi che troveremo. Si tratta di una serie di abilità speciali con le quali sarà possibile rendere un po’ più variegato il gameplay e in grado di aiutare nelle – poche – situazioni di difficoltà in cui ci imbatteremo.

Esplorazione: tra meraviglia e limiti

L’esplorazione è uno dei tratti su cui Bethesda fa più leva all’interno del titolo e complessivamente il lavoro può ritenersi appena sufficiente. A fronte di un mondo costruito bene e graficamente valido, si stampa un sistema di viaggio poco incisivo.

Esplorazione poco convincente in Starfield

Gli spostamenti, nonostante il grande aggiornamento a cui è stato sottoposto rispetto alla prima versione per Xbox, si riducono ad una serie di viaggi rapidi da un sistema all’altro che riduce il grado di immersività che un titolo come questo dovrebbe avere. Questo rende gli spostamenti da un mondo all’altro vuoti, senza eventi significativi o sorprese in grado di dare un cambio di ritmo all’esplorazione e che suscitino senso di stupore.

Comparto tecnico e artistico: l’inciampo più evidente

Arrivando alle note meno liete, parliamo del comparto tecnico. Nonostante il grande aggiornamento ricevuto e il passaggio ad un nuovo hardware, Starfield presenta grandi limiti sotto il punto di vista tecnico. Su PS5 base e impostato in modalità performance, il gioco ha più volte subito crash improvvisi e frequenti cali di frame soprattutto nelle aree ad alta densità di NPC. Elementi che penalizzano e non poco la godibilità del titolo in più di un’occasione.

Sotto il punto di vista grafico Starfield è decisamente gradevole da vedere, niente che però faccia urlare al miracolo a differenza delle aspettative che si erano create, ma comunque valido sotto questo aspetto. Stessa cosa non si può dire per il comparto sonoro che non brilla per particolare iconicità, risultando decisamente anonimo e poco incisivo.

Comparto tecnico di Starfield

Conclusioni

Tirando le somme, Starfield è un progetto ambizioso, forse anche troppo. Un titolo enorme, ricco di contenuti e possibilità, che cerca di unire molte anime diverse senza riuscire sempre a farle convivere in modo armonioso. Gli inciampi sotto il punto di vista tecnico e l’esplorazione che da punto di forza diventa quasi una zavorra abbassano notevolmente il livello qualitativo del titolo.

Il risultato è un’esperienza affascinante, capace di regalare momenti di grande coinvolgimento, ma che allo stesso tempo lascia la sensazione di non aver espresso fino in fondo tutto il proprio potenziale. Starfield guarda costantemente alle stelle, ma nel tentativo di raggiungerle finisce spesso per perdere qualcosa lungo il viaggio.

7.5
Starfield guarda costantemente alle stelle, ma nel tentativo di raggiungerle finisce spesso per perdere qualcosa lungo il viaggio.

Pro

  • Esperienza enorme e ricca di contenuti
  • Buona componente GDR
  • Gameplay dinamico...

Contro

  • Esplorazione poco immersiva
  • Problemi tecnici evidenti
  • ...ma un'IA dei nemici debole
Vai alla scheda di Starfield
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