Metro 2039, First Look
Il ritorno di Metro si fa ancora più oscuro e cupo.
Ho avuto l’occasione di assistere a un primo sguardo esclusivo su Metro 2039, il nuovo capitolo della celebre saga sviluppata da 4A Games. A ormai sette anni di distanza da Metro Exodus, la serie torna con un’impronta chiara e l’intenzione di evolversi senza tradire le proprie radici e ciò che hanno reso così celebre e apprezzato il franchise.
Il First Look si apre con immagini forti, quasi disturbanti, che restituiscono immediatamente il tono del progetto. Maschere antigas, radiazioni e tunnel opprimenti fanno il loro ritorno, accompagnati da un senso di controllo e oppressione che appare molto più marcato. Il mondo di Metro sembra aver trovato quindi una nuova e inquietante forma di ordine che prende il nome di Novoreich, un regime che domina le stazioni della metropolitana di Mosca.
Le sue fondamenta si basano su propaganda e paura, con slogan che promettono aria pulita e un futuro luminoso per la civiltà, mentre la realtà mostra catene, deportazioni e violenza sistematica nei confronti dei sudditi. Metro 2039 non si nasconde e il contrasto tra promessa e verità è immediato e volutamente destabilizzante.
Le sequenze mostrate suggeriscono una forte componente narrativa legata alla repressione. Si intravedono bambini sottratti alle loro famiglie, apparentemente per essere indottrinati e trasformati in soldati. Solo un uomo tenta disperatamente di opporsi, in un contesto che richiama chiaramente regimi totalitari del passato senza la necessità di esplicitarli.
A capo del Novoreich troviamo una figura centrale, il Führer Hunter, un nome che i fan della saga riconosceranno immediatamente. La sua presenza aleggia costantemente sulle vicende, anche quando non è direttamente in scena, incarnando in sé un potere assoluto che ha l’obiettivo di tenere unita e schiacciata l’intera comunità della metropolitana.
La Mosca sotterranea rimane quindi il cuore pulsante dell’esperienza e rispetto ai capitoli precedenti sembra esserci una maggiore concentrazione sugli spazi chiusi, sui tunnel e sulle stazioni, con una riduzione delle aperture più ampie viste in Exodus, manifestando dunque una scelta che sembra voler rafforzare il senso di claustrofobia.
Il protagonista rappresenta una delle novità più significative. Non si tratta più di Artyom, figura iconica della serie, ma di un individuo che il team rivela chiamarsi Lo Straniero. Un personaggio tormentato, segnato da incubi e flashback che si manifestano in tempo reale e suggeriscono una forte componente psicologica legata al disturbo post traumatico.
Il tono generale di Metro 2039 appare decisamente più cupo rispetto al passato. Dopotutto, la serie ha sempre avuto sfumature horror, ma qui si parla apertamente di horror psicologico. L’angoscia non deriva solo dalle creature o dall’ambiente, ma soprattutto dalla mente umana e dalle conseguenze di una vita trascorsa sotto pressione costante della metropolitana.

Gameplay e comparto tecnico di Metro 2039
Dal punto di vista tecnico, il gioco continua a utilizzare il 4A Engine, motore proprietario dello studio. Già in Metro Exodus aveva mostrato risultati impressionanti, introducendo tecnologie come il ray tracing ma in questo nuovo capitolo l’obiettivo dichiarato dal team è spingere ancora oltre il realismo visivo e soprattutto fisico.
Le sequenze (brevi) di gameplay mostrate confermano una fedeltà visiva di altissimo livello, complice una illuminazione che appare coerente e naturale, con giochi di luce e ombra che contribuiscono a creare tensione nel giocatore. Anche la fisica degli oggetti sembra curata nei dettagli, aumentando la sensazione di trovarsi in un mondo credibile e tangibile, come dichiarato dal team di sviluppo.
Non mancano i nemici iconici della serie, con creature mutanti che tornano a infestare i tunnel e inseguire il giocatore per le strette vie della metropolitana. Allo stesso tempo i volti umani intravisti suggeriscono anche un lavoro notevole sul lato delle animazioni e delle espressioni, fondamentali per sostenere il peso emotivo della narrazione.
Particolarmente interessante risulta essere l’approccio alla narrazione ambientale, aspetto su cui il team ha insistito nel corso della presentazione. Gli sviluppatori puntano a raccontare storie attraverso gli ambienti senza ricorrere necessariamente ai dialoghi, facendo si che oggetti, stanze e dettagli visivi possano diventare strumenti per ricostruire eventi passati e lasciare al giocatore il compito di interpretare.
Sul fronte del gameplay, Metro 2039 sembra quindi mantenere la struttura da sparatutto in prima persona tipica della serie, senza rivoluzioni radicali. L’impressione è quella di un perfezionamento generale, con un’attenzione maggiore al ritmo e all’immersione piuttosto che alla quantità. Un aspetto che potrebbe far discutere riguarda la struttura del mondo di gioco.
A differenza di Metro Exodus, infatti, l’impressione (stando alle parole del team e alle poche sequenze viste) è che non dovrebbe trattarsi di un open world, né di un sistema a mappe aperte, con il ritorno a un’esperienza più lineare e guidata che potrebbe rappresentare una scelta deliberata per rafforzare la narrazione e l’immersione del giocatore in Metro 2039.
Il peso della realtà e la storia del team
Un elemento particolarmente interessante riguarda il legame con la realtà. 4A Games ha dichiarato di aver subito direttamente le conseguenze dell’invasione russa del 2022 e questo si riflette chiaramente nel tono e nei temi del gioco perché paura, instabilità e resilienza diventano elementi centrali dell’esperienza degli sviluppatori e di gioco.
Il team ha condiviso dettagli sulla propria vita quotidiana durante lo sviluppo, tra interruzioni di corrente e necessità di utilizzare generatori o batterie, fino al rischio concreto di attacchi con droni o missili. Tutto ciò certamente influisce nel rendere Metro 2039 un’opera che vuole trasmettere sensazioni autentiche e quasi vissute in prima persona.
Una connessione con il presente che si traduce in una narrazione più cruda e consapevole, all’interno di un gioco che non si limita a raccontare un mondo post apocalittico, ma cerca di esplorare il prezzo della libertà, le conseguenze della guerra e il peso psicologico che queste esperienze lasciano sugli individui.
In definitiva, questo primo sguardo a Metro 2039 restituisce l’immagine di un progetto ambizioso, che punta a evolvere la formula senza snaturarla. L’enfasi su tematiche mature, l’ispirazione alla realtà contemporanea e un comparto tecnico solido lo rendono uno dei titoli più interessanti in arrivo e il ritorno a un’impostazione più chiusa e narrativa potrebbe rappresentare una scelta vincente, soprattutto per chi ha amato le atmosfere più oppressive dei primi capitoli.
Allo stesso tempo, resta da capire come verranno bilanciati ritmo e varietà nel corso dell’esperienza. L’uscita è prevista per questo inverno su Xbox Series, PC e Playstation 5, anche se al momento non è stata comunicata una data precisa. Una finestra di lancio che lascia spazio a ulteriori dettagli nei prossimi mesi e che basta già ora a far salire l’attesa per un ritorno che si preannuncia particolarmente intenso.