Starbites Recensione

Recensito su PlayStation 5

starbites recensione cover

Sviluppato dallo studio coreano Ikinagames e pubblicato da NIS America, Starbites promette di condurre il giocatore in un mondo desolato, dove permangano però un senso di avventura e di speranza. Vediamo come se la cava nella nostra recensione di Starbites!

Starbites Recensione – Un’oasi nel deserto

Starbites è ambientato sul remoto pianeta Bitter, desertificato in seguito ad una grande guerra e costellato di relitti di astronavi, popolato quasi unicamente da gruppi di banditi o razziatori che si guadagnano da vivere rovistando tra le rovine.

Il giocatore riveste i panni di Lukida, una ragazza con il sogno di abbandonare il pianeta per viaggiare tra le stelle ma intrappolata da un enorme debito ereditato dai genitori nei confronti della gelida Fennec, sovrana de-facto del pianeta.

Il proseguire della trama porterà Lukida e i suoi amici ad allontanarsi sempre di più dalle mura amiche di Delight, utopica città costruita da Fennec come oasi di pace e tranquillità, alla ricerca di una verità che cambierà la sua concezione del mondo e di sé stessa.

starbites recensione storia
La trama di Starbites è generalmente piacevole e interessante.

Un’esplorazione piuttosto lineare

Partiamo dalla nota dolente; la mappa di Starbites è suddivisa in micro e macro-aree, esplorabili in un’ordine ben preciso legato al proseguimento della trama, a parte rarissime eccezioni. Non sono presenti aree secondarie, e l’esplorazione è dunque limitata alla classica scelta tra la strada che porta a un forziere e quella che porta nella direzione “corretta”.

Si tratta di una concezione piuttosto vetusta e limitata di level design, ascrivibile solo in parte alla chiara ispirazione ai JRPG classici e non giustificata dai pochi e semplici puzzle ambientali, limitati alla ricerca di chiavi o all’interazione con pulsanti e leve in un certo ordine.

A questi elementi si aggiunge la limitata varietà di ambientazioni, la maggior parte delle quali può facilmente essere ricondotta a due singole categorie, il deserto e le rovine di strutture o astronavi abbattute.

E’ un peccato, perché al di là della ripetitività visiva delle ambientazioni, il setting della storia è molto buono, così come lo è l’idea di collegare ogni personaggio giocabile ad un proprio mecha personalizzabile tramite pezzi di equipaggiamento, necessario per attraversare l’ambiente ostile di Bitter e nel contempo finestra delle preferenze e della personalità di ciascun personaggio.

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L’estetica di Starbites punta molto su tre elementi: deserto, rottami e mecha.

Il sistema di combattimento

Starbites adotta un classico sistema di combattimento a turni, che riprende con successo elementi di vari JRPG classici e moderni, come un contatore di scudi (simile ad Octopath Traveler, qui la recensione) che permette di rompere la guardia del nemico dopo aver colpito ripetutamente sue debolezze elementali e infliggere grandi quantità di danni.

L’ordine di azione dei personaggi è deciso dalle statistiche di alleati e nemici e può essere modificato da una sorta di “ultimate” che, una volta carica, permette a ciascun personaggio di ignorare l’ordine e giocare immediatamente il proprio turno, con abilità modificate.

Questo sistema, unito ad una buona varietà di skills e di potenziamenti e modifiche alle stesse, contribuisce a creare un sistema di combattimento ben riuscito, che porta il giocatore a creare sinergie sempre più efficaci e ricercarne di nuove con l’aumento dei personaggi giocabili.

Una piccola nota dolente; alcuni boss hanno meccaniche di insta-kill su tutta la squadra, non segnalate né intuibili in alcun modo allo stato attuale, se non tramite trial and error. Per quanto contribuiscano certamente a costringere il giocatore a gestire in modo sempre diverso questi combattimenti, magari cambiando i personaggi attivi o le loro abilità, ci sono modi meno ingiusti e forzati per ottenere un risultato simile.

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Il sistema di combattimento è uno degli aspetti più riusciti di Starbites.

Conclusione

Pur essendo ampiamente sopra la sufficienza, Starbites lascia un forte senso di occasione sprecata; gli elementi per un ottimo JRPG ci sono tutti, ma il titolo di Ikinagames dà a tratti l’impressione di voler nascondere i propri punti di forza per mettere in primo piano le debolezze, talvolta letteralmente, come nelle cutscenes cinematografiche che insistono su modelli poligonali francamente insufficienti, specialmente per quanto riguarda le ambientazioni e i personaggi secondari.

Si tratta però di un primo passo in un setting che potrebbe essere fonte di grandi sorprese, e che speriamo possa essere esplorato e rilanciato in futuro.

Starbites è disponibile per PlayStation 5, Xbox Series X|S , Nintendo Switch e PC. Se sei interessato all’acquisto del gioco, puoi farlo seguendo questo link su Steam!

6.9
Un JRPG ambizioso

Pro

  • Sistema di combattimento ben strutturato
  • Trama curata e interessante...

Contro

  • ...ma a tratti troppo spezzettata
  • Level design e ambientazioni un po' blande
  • Il taglio cinematografico delle cutscenes mette in maggior risalto le incertezze grafiche
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