Collector’s Cove – Recensione PS5 Pro

Recensito su PlayStation 5

Editoria & Trasparenza

Codice digitale fornito gratuitamente dal produttore/editore per fini editoriali.

Collector’s Cove – Recensione PS5 Pro (6)

Sviluppatore: Voodoo Duck
Publisher: Voodoo Duck
Piattaforme: PS5, PC (e altre, da verificare)
Testato su: PlayStation 5 Pro
Genere: Farming Sim / Cozy
Giocatori: 1

Hai presente quei giochi cozy che ti tengono per mano lentamente, svelando un sistema dopo l’altro nell’arco di decine di ore?

Ecco, dall’altro lato c’è Collector’s Cove, che invece preferisce metterti tutte le carte sul tavolo nelle prime due o tre ore e poi chiederti, implicitamente, se ti basta così. Lo sviluppo di Voodoo Duck porta in scena un farming sim con una variazione sul tema non banale: la tua fattoria non è piantata nella terra, ma sulla schiena di un plesiosauro gigante e amichevole che ti trasporta di isola in isola.

Ci ho passato diverse ore piacevoli sulla PS5 Pro, ed esco dall’esperienza con un giudizio sereno ma con qualche riserva precisa su quanto questo loop sia disposto a crescere insieme a te.

Collector’s Cove – Recensione PS5 Pro

La premessa narrativa è leggera quanto serve: i tuoi genitori sono partiti per Collector’s Cove, un luogo riservato esclusivamente ai collezionisti più bravi e ossessionati, ossia la categoria più prestigiosa tra i raccoglitori. Per raggiungerli, devi costruirti una reputazione esplorando isole, catalogando pesci e colture, e crescendo di livello. Ad accompagnarti in questo viaggio ci sono tre fratelli (forse lo stesso personaggio con cappelli diversi, suggerisce ironicamente il gioco) che fungono da mercanti, fornitori di risorse e dispensatori di indizi.

Il vero protagonista emotivo del gioco, però, è la creatura marina che trasporta la tua barca-fattoria.

Collector’s Cove – Recensione PS5 Pro (5)

Personalizzabile in ogni dettaglio estetico, dagli occhiali ai cappelli alle texture della pelle, il plesiosauro reagisce con animazioni tenere quando lo nutri o lo accarezzi, e prendersene cura non è solo un vezzo cosmetico: è il fulcro della progressione, perché sbloccare nuove abilità e nuove aree dipende anche dal rapporto che costruisci con lui. È una trovata semplice ma efficace, ed è probabilmente l’elemento di design più riuscito dell’intero gioco.

Quattro biomi, quattro identità

Il viaggio ti porta attraverso quattro biomi ben distinti, sia visivamente che meccanicamente: tropicale, fantasma, ghiacciato e un’area dal sapore giapponese, punteggiata di torii e fiori di sakura. Ogni area ha la sua palette, la sua illuminazione, il suo set di colture e pesci nativi, e questa varietà estetica è uno dei punti più convincenti dell’intera esperienza. Esplorare un nuovo bioma resta piacevole anche dopo ore di gioco, perché Voodoo Duck ha avuto la cura di rendere ogni ambientazione riconoscibile e diversa dalle altre, sia nell’aspetto che nell’atmosfera sonora.

A questa varietà ambientale si affianca un comparto di personalizzazione estetica solido, sia per il personaggio giocante che per il plesiosauro e l’arredamento della barca. Non è un sistema rivoluzionario, ma è abbondante e ben fatto, e per chi ama questo tipo di espressione creativa nei cozy game rappresenta un buon motivo per fermarsi a curare i dettagli invece di correre verso il prossimo obiettivo. Riferisco certo qualche incertezza e momento di legnosità nel dover piazzare oggetti su una griglia, ma un aggiornamento QoL potrebbe risolverlo senza troppi sbattimenti.

Raccolti “pazzi”

L’idea meccanica più originale di Collector’s Cove riguarda le colture e i pesci “leggendari”, le versioni leggendarie e completamente “impazzite” dei prodotti normali.

Collector’s Cove – Recensione PS5 Pro (4)

Per scoprirle, bisogna raccogliere o pescare ripetutamente la versione base di un determinato elemento finché il gioco non rivela le condizioni necessarie per ottenere la variante “magica”: a volte basta avere tre fonti di luce sulla barca, altre volte serve un fertilizzante che richiede ingredienti da biomi diversi, altre volte ancora bisogna semplicemente camminare tre volte attraverso una coltura prima di raccoglierla.

Quando questi pesci e queste colture finalmente si trasformano, il risultato è quasi sempre un piccolo trionfo di game design comico: un pesce pagliaccio che diventa un pesce comico vero e proprio, una patata dolce che diventa una patata acida, una cipollina che, se fatta girare con la telecamera, assume la forma di una molla.

È la parte del gioco in cui la personalità di Voodoo Duck emerge con più chiarezza, ed è anche la componente che mi ha spinto più a lungo a continuare a giocare.

Le meccaniche di pesca, al contrario, sono il punto più debole del pacchetto. Funzionano, sono comprensibili, ma non riescono mai a diventare davvero coinvolgenti: restano un’attività meccanica priva di quella scintilla di soddisfazione tattile che il loop di raccolta e scoperta riesce invece a costruire con più efficacia. Ci passi vicino senza fastidio, in un certo senso, ma sicuramente senza un vero entusiasmo.

Un loop che non cresce

Ed eccoci al nodo centrale di questa recensione, quello che distingue questo gioco da altri cozy game come, ad esempio, Thrifty Business. Collector’s Cove ti mostra praticamente tutto quello che ha da offrire sul piano meccanico nelle prime ore di gioco. Raccogli, pesca, esplora le isole per risorse e forzieri, decora la barca, prenditi cura del plesiosauro, scopri le varianti leggendarie.

Collector’s Cove – Recensione PS5 Pro (3)

Sono tutti sistemi piacevoli, ben oliati, mai frustranti. Ma una volta appresi, restano sostanzialmente identici dall’inizio alla fine: non c’è una vera evoluzione del loop, nessuna meccanica aggiuntiva che si sblocchi a sorpresa a metà partita per ribaltare le tue abitudini o aggiungere uno strato di complessità che non avevi previsto.

Questo non rende il gioco brutto, ma lo rende molto onesto riguardo a cosa sia: un’esperienza perfetta da affrontare a cervello spento, con un podcast o una serie in sottofondo, dove la ripetizione del loop diventa quasi un fine in sé, una forma di meditazione interattiva. Funziona benissimo in questo ruolo. Diventa più difficile da consigliare a chi cerca nei cozy game una curva di apprendimento che li tenga sorpresi per le 15 o più ore che il gioco richiede per essere visto nella sua interezza.

Sul fronte tecnico non ci sono grossi problemi da segnalare: l’unico bug ricorrente riguardava un obiettivo nel registro delle missioni che non si chiudeva correttamente anche dopo il completamento, un fastidio cosmetico più che un vero problema. I controlli sul DualSense sono ben mappati e mai frustranti, e il pulsante “sono bloccato” nel menu pausa è un piccolo accorgimento intelligente per chi si incastra nell’esplorazione delle isole. La colonna sonora è gradevole e cambia in base al bioma e all’attività, anche se capita più spesso di quanto dovrebbe di ritrovarsi in silenzio totale per lunghi tratti.

Conclusioni

Collector’s Cove vale quindi il viaggio? Sì, con la consapevolezza precisa di cosa si sta acquistando.

Collector’s Cove è un cozy game che fa esattamente quello che promette: ti regala un loop di raccolta, pesca ed esplorazione piacevole, ambientazioni che cambiano colore e atmosfera ogni poche ore, e un sistema di colture leggendarie che riesce a far sorridere con la sua creatività. Quello che non fa è sorprenderti meccanicamente lungo il percorso, e questo lo rende un’esperienza perfetta per alcune serate rilassate, ma meno indicata per chi cerca un’evoluzione costante del proprio coinvolgimento ludico.

Per chi ama i cozy game come accompagnamento, come quel sottofondo interattivo perfetto per disconnettere il cervello dopo una giornata pesante, Collector’s Cove è una scelta solida e ben confezionata. Per chi invece pretende che ogni decina di ore porti con sé una scoperta meccanica nuova, la delusione, seppur lieve, è quasi inevitabile.

Collector’s Cove – Recensione PS5 Pro (1)

7.5
Un accompagnamento prevedibile ma mai spiacevole

Pro

  • Biomi distinti, vivaci e ben caratterizzati
  • Sistema delle colture/pesci "fabled" creativo e divertente
  • Ottima personalizzazione estetica di personaggio, creatura e barca
  • Loop di base piacevole e perfetto da affrontare in relax

Contro

  • Tutte le meccaniche vengono mostrate troppo presto, senza evoluzione nel tempo
  • Meccaniche di pesca meno coinvolgenti rispetto al resto del loop
  • Qualche periodo di silenzio musicale ingiustificato
  • Bug minore nel registro missioni
Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento