Schrödinger’s Call – Recensione

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Schrödinger’s Call Recensione cover

Ormai è diventata quasi una tradizione vedere le visual novel in cima alla classifica annuale di OpenCritic. Tre anni fa uscirono Slay the Princess e Witch on the Holy Night, son poi seguiti Tsukihime Remake e il suo fratello minore Fate/Stay Night Remastered, entrambi con dei prepotenti 92, e nel 2025 Scarlet Hollow e Fate/Hollow Ataraxia son stati limitati solo dal loro essere Early Access il primo ed un Fandisk il secondo, motivi per cui non han accumulato molte recensioni.

Quest’anno, nel mezzo di un trend di rimasterizzazione dei classici degli anni 2000, Schrödinger’s Call punta a ritagliarsi un piccolo spazio. Dopo una lettura piuttosto breve, posso dire che non solo l’opera di debutto dello studio Acrobatic Chirimenjako merita uno spazio, merita tutto il pubblico possibile.

Con uno stile grafico molto gradevole, una presentazione costantemente dinamica e una scrittura più che solida, Schrödinger’s Call è probabilmente la miglior visual novel “per principianti” disponibile sul mercato. I nomi altisonanti di brand come Steins;Gate e Danganronpa potrebbero attirare la vostra attenzione quest’estate, ma se volete iniziare a leggere visual novel, fatevi un favore. Iniziate da qui.

Schrödinger’s Call Recensione

Schrödinger’s Call inizia subito col piede giusto. Essendo una visual novel, la sua componente più importante è la storia, di cui parlerò, ma tanti dimenticano che questo è pur sempre un genere videoludico. Il che non implica la necessità di interazione forzata, ma fa sì che la prima impressione sia data dall’estetica del gioco, più che dalla sua prosa.

E l’estetica di Schrödinger’s Call è eccezionale. Con un forte uso di colori scuri e scale di viola, attira subito l’occhio. Tutto sembra disegnato a mano e uscito da un libro di fiabe, il che si sposa bene con i design animaleschi dei vari personaggi con cui la nostra protagonista interagirà.

Inoltre il gioco sfrutta a pieno il suo essere prodotto multimediale, usando la presentazione videoludica per essere costantemente interessante. Non si tratta del classico schema visual novel nel quale due sprite statici parlano attraverso finestre di dialogo fisse.

Invece le parole si muovono, mutano, cambiano costantemente gli sfondi, seguendo le emozioni dei personaggi e accompagnate da una colonna sonora molto ridotta, ma comunque efficace quando necessario. Ciò aiuta a mantenere alta l’attenzione e può essere un buon aiuto a superare lo scoglio intrinseco ad ogni visual novel, la necessità di dover leggere tanto.ù

Schrödinger’s Call Recensione Violet
Il fatto i personaggi non siano umani d’aspetto è una scelta molto più calcolata del previsto.

Anche per questo trovo sia un’ottima visual novel “per principianti”, riesce a presentarsi in un modo che alleggerisce le strutture rigide del genere, senza però sacrificare né la qualità della scrittura, né travestirsi da “videogioco normale” , come fanno per esempio i Danganronpa.

Sotto questo punto di vista, è simile a Slay the Princess di cui vi parlai ormai tre anni fa. Dove però le due opere differiscono è nell’obiettivo. Dove Slay the Princess è la miglior visual novel a molteplici route per principanti, Schrödinger’s Call è la miglior visual novel a storia singola per principianti.

Non solo perchè è ben presentata. La durata non è eccessiva, attorno alle 9 ore, meno se siete lettori particolarmente veloci (il gioco non ha doppiaggio, quindi non c’è una voce a scandire il ritmo di lettura), il ritmo della storia è rapido e l’interazione presente non è forzata.

Un ultima chiamata prima della fine del mondo.

L’incipit di Schrödinger’s Call è molto interessante. La protagonista si risveglia senza ricordi in una stanza con un telefono ed un gatto nero. Questo le spiega la situazione, la luna è caduta sulla Terra, il mondo sta per finire, loro si trovano in una stanza ove il tempo non scorre, ferma 21 nanosecondi prima dell’apocalisse.

La protagonista di chiama Mary ed è l’ultimo Confidante della Terra. Il suo compito è chiamare gli spiriti con problemi irrisolti e aiutarli a raggiungere la pace. Facendolo, Mary ri-acquisirà i propri ricordi e potrà a sua volta affrontare i dolori della sua vita.

Schrödinger’s Call Recensione diario
Il diario dove Mary tiene i suoi appunti funge da principale metodo d’interazione col gioco

Immediatamente vengono posti molti misteri: chi è Mary? Cosa è un confidente? Dove si trova? La luna è veramente caduta sulla Terra? Tanto basta per motivare alla lettura e mettere la storia sui binari in cui vuole viaggiare. La struttura è episodica, con ogni episodio concentrato su un’anima sofferente e su una loro chiamata telefonica irrisolta a causa dell’apocalisse.

Mary deve riuscire a scoprire quale sia il dolore di ogni anima e il suo unico mezzo per farlo è il dialogo. L’intera storia di Schrödinger’s Call, fatta eccezione per alcuni brevissimi intermezzi, è dialogata, senza un narratore vero e proprio. Lo schema è semplice, Mary ottiene il numero di un’anima e un concetto legato al suo dolore, ci parla, scopre degli indizi e poi usa questi indizi per chiamare una o due persone correlate all’anima sofferente di turno e scoprire la verità.

Schrödinger’s Call Recensione temi
La presentazione è molto dinamica, con sfondi sempre in movimento e tante animazioni differenti.

Una volta arrivata alla verità, può ascoltare la chiamata interrotta e mettersi nei panni del ricevitore per aiutare l’anima addolorata a raggiungere la pace e passare all’altro mondo. Il giocatore aiuta Mary scegliendo gli argomenti di cui parlare e con delle semplici scelte binarie, ma in realtà l’interazione è pressoché inesistente.

Non importa cosa scegli, Schrödinger’s Call ha una storia e una storia soltanto. I dialoghi reagiscono con molta naturalezza anche alle scelte sbagliate ma il gioco ti riporterà sempre sui binari che deve seguire. Non ci sono Bad Ending, non ci solo molteplici route, non ci sono nemmeno finali multipli.

Schrödinger’s Call è essenzialmente una versione molto semplificata di House in Fata Morgana. Questo, per chi non avesse giocato il capolavoro di Novectacle e non avesse capito, è un complimento enorme. L’opera prima di Acrobatic Chirimenjako riesce ad offrire un’esperienza paragonabile ad una delle migliori storie dell’era moderna, senza raggiungerne i picchi, ma durante un quinto del tempo.

La scrittura è gradevole sia a livello di prosa, che non posso giudicare in lingua originale ma posso confermare l’adattamento inglese sia molto gradevole, sia a livello di contenuti. I vari misteri sono tendenzialmente più semplici rispetto a quanto si trova in altre visual novel simili, come appunto Fata Morgana o i When They Cry, ma sono strutturati in modo molto intelligente.

Ogni episodio nasconde molti più indizi di quanto non sembri e ha anche un valore tematico forte verso la risoluzione finale della storia. Certo, probabilmente arriverete alla verità molto facilmente, specie se avete già dimestichezza col genere, ma l’impatto emotivo nascosto dietro al mistero è notevole e mi son ritrovato commosso dalle scene finali.

Schrödinger’s Call Recensione estetica
I temi sono pesanti, ma la storia in sè non arriva mai a trattarli con pesantezza.

Schrödinger’s Call Recensione di una visual novel genuinamente ottima. Un gioco veramente difficile da criticare perchè fa tutto bene. La sua unica pecca è il non riuscire a raggiungere le vette di altri suoi competitor, come House in Fata Morgana o i When They Cry. Tuttavia è anche una storia molto più corta e molto meglio presentata. Acrobatic Chirimenjako ha creato la visual novel per principianti definitiva (per quanto ancora debba leggere Z.A.T.O. anch’essa molto amata) e devono essere fieri del loro lavoro. Specie come debutto.

 

9
Schrödinger's Call è una visual novel solida a tutto tondo e dalla durata contenuta

Pro

  • Ottima storia
  • Presentazione interessante
  • Durata abbordabile

Contro

  • Poche tracce nella colonna sonora
  • La durata abbordabile ne limita l'impatto emotivo
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