CRIMSON MOON – Anteprima – GAMESCOM 2026

ProbablyMonsters porta a Colonia il suo action RPG gotico da giocare da soli o in coppia, a pochi giorni dall'uscita.

CRIMSON MOON – Anteprima – GAMESCOM 2026

Crimson Moon è uno dei pochi giochi che a gamescom 2026 arrivano già a ridosso della propria uscita: lo studio ProbablyMonsters lo pubblicherà infatti il 1° settembre, appena qualche giorno dopo la chiusura della fiera. Io ho potuto mettere le mani su una missione della versione quasi definitiva, ed è il momento ideale per capire se vale la pena inserirlo nella tua lista d’acquisto di inizio autunno.

Crimson Moon è un action RPG in terza persona ambientato in un mondo gotico dal gusto rinascimentale, sviluppato da ProbablyMonsters, la compagnia fondata con l’obiettivo dichiarato di costruire IP originali con un modello produttivo più snello rispetto ai tripla A tradizionali. La città di Gildenarch, un tempo splendente, è stata invasa da una corruzione demoniaca nota come Hellgrowth: demoni, non morti, vampiri e abomini ne hanno fatto terra di caccia.

Il giocatore veste i panni di un Nefilim, un ibrido umano-angelico appartenente all’Ordine della Luna Cremisi, incaricato di liberare i vari distretti della città e affrontarne i boss. Il combattimento è corpo a corpo, brutale e ispirato ai souls-like, ma con un’attenzione particolare al flusso e al ritmo più che alla punizione fine a sé stessa. Il gioco supporta sia la modalità in singolo, pensata per essere completa e autosufficiente, sia il co-op online a due giocatori, con un sistema di salute condivisa tra i partecipanti che obbliga a coordinarsi strettamente durante gli scontri.

Crimson Moon uscirà il 1° settembre 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC via Steam ed Epic Games Store, con un’edizione standard e una deluxe che aggiunge contenuti cosmetici e un’espansione futura.n un genere affollato di souls-like ambiziosi. Mancano pochi giorni al lancio del 1° settembre, per cui la risposta arriverà comunque a breve.

CRIMSON MOON – Anteprima – GAMESCOM 2026 2

CRIMSON MOON – Anteprima – GAMESCOM 2026

La parola che mi si è piazzata davanti alla faccia mentre giocavo a Crimson Moon è una: immediatezza.

È una keyword che credo fosse piuttosto palese anche nei momenti di gameplay visti nello scorso trailer, in fondo: un action 3D con molti richiami all’eterna armonia dei souls, al quale Probably Monsters ha aggiunto una componente coop. Ah, e tanto tanto rosso.

Il combat system è un’equazione nota: attacco leggero, attacco pesante e pesante caricato, backstab, roll, parry. La finestra di quest’ultimo è meno generosa di quanto mi aspettassi, e confesso di non averci completamente preso la mano, ma non do colpa al gioco per questo, lasciando nelle mani del poco tempo, il vero crimine.

Dopo mezz’ora passata ad agitare la spada e a cercare di non sfigurare di fronte al community manager, quella parola chiave, quel ritmico rintocco non mi ha mai lasciato. Immediatezza.

Non mi ha mai lasciato perché l’equilibrio di gioca non ruota attorno all’oscurare le proprie meccaniche, la propria profondità o, perché no, la sua decisionali ludica. Anzi, sembra voler esporre da subito che il loop che abbiamo davanti non vuole troneggiare sopra ad altri grazie a qualche astuta mossa di game design, quanto più dimostrare quanto a volte un “compito ben fatto” possa essere un ottima base dalla quale snellire ancora di più l’offerta.

Non posso vederci un blocco di marmo michelangelesco dal quale Probably Monsters ha solo tolto quello che non era Crimson Moon, in parte. Ti muovi e il personaggio risponde subito, anche se è un po’ lento e la stamina non ti fa mai dimenticare quanto… beh, quanto non devi dimenticarti della stamina! Non è una immediatezza che infatti si traduce in un gioco facile, anzi: la stamina stessa è un sensibile ostacolo al button mashing senza remore che un gioco meno elegante si sarebbe concesso.

Sicuramente mi è mancata una certa sensibilità rispetto ai limiti del mio personaggio, ma queste sono abitudini che si fanno presto ad imparare, quando davanti abbiamo il gioco completo e non un accenno di esso ad un evento che chiamare caotico è dir poco.

Nemmeno la sua componente estetica è superficiale: si, il richiamo tematico è sempre quello di un mondo che va avanti senza di noi, anzi ostacolandoci nel nostro percorso. Non chiedermi certo cosa mi restituisce o racconta la narrazione, perché Gamescom non è sicuramente il luogo nel quale la complessità di una storia può palesarsi. Ma il mondo di Crimson Moon non è il solito decadente impero dark fantasy che, in termini eleganti, ha visto i suoi giorni migliori millenni fa.

Pensiamo ad ogni soulslike più centralmente tale: l’environment è in una perenne decadenza alla quale noi non poniamo rimedio e nemmeno freno, ma che solo assecondiamo alla nostra voglia di operare un cambiamento ad uno status quo che ormai ha “spacciato” il resto del mondo. Non guariamo nulla, non rivendichiamo nulla: togliamo solo l’ultima mano, più fresca, di violenta vernice. La vera sorpresa di Crimson Moon è questa: il mondo non è fisicamente decadente, ma la sua decadenza sembra appena iniziata.

Sì, ci sono palazzi distrutti e mostri scheletrici e bolle di corruzione organica che sembrano sempre lì lì per esplodere, ma il fuoco della resistenza al periodo di declino del mondo di Crimson Moon arde di una gioventù inaspettata. C’è fatiscente, c’è luce, c’è – ironicamente – ancora speranza. Ecco, delle lamentele che stamattina ho rivelato di Minecraft Dungeons 2 alla mia prova nello stand XBOX di questa Gamescom 2028, qui non c’è nemmeno l’ombra. Crimson Moon offre una solida – seppur non estremamente innovativa – esperienza anche in solitario, lasciando alla componente coop, che purtroppo non ho potuto esperire, un valore aggiunto e non un pilastro inscindibile del godimento offerto.

L’unico punto critico è proprio il momento in cui inevitabilmente muori. C’è qualche secondo di imbarazzo, dopo che stramazzi a terra, come se stessi aspettando l’intervento di un compagno che sta venendo a resuscitarti, in un certo senso. L’hub di gioco offre una incerta risposta a questa domanda, dato che della meccanica di drop-in e drop-out nelle partite altrui richiedeva più tempo di quello che già mi era stato concesso. Hai 3 vite, e solo al terzo respawn la prossima morte è la definitiva, cosa che ti toglie tutto l’equipaggiamento ottenuto, quindi lo spazio di manovra per un’esperienza che un po’ è in grado di chinare la testa – e non farla a chinare a te – c’è, in Crimson Moon, ma non aspettarti troppa clemenza dal resto.

Morto 2 volte per aver sottovalutato un bruto dotato di un enorme martello, di quelli che non vorresti incontrare a prescindere da location e orario, mi sono ritrovato di fronte al boss finale con l’ultima vita… e mi ha massacrato. C’era poca pulizia a livello di telecamera e di lock del nemico, ma una buona percentuale di colpa era la mia: mai correre contro un demone cornuto senza abbastanza stamina da poter rollare via, se necessario.

CRIMSON MOON – Anteprima – GAMESCOM 2026

Nonostante la linearità dell’esperienza, insomma, Crimson Moon è un gioco che già così in single player è godibile, e che credo proprio nella sua componente coop troverà la giusta intensità ludica. Per il giudizio definitivo rimando a quel momento, ma per ora ti dico senza problemi che Crimson Moon è sicuramente uno di quei giochi da tenere d’occhio da qui in avanti, soprattutto nel range del doppia A che sembra voler essere – e che naturalmente veste.

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