GTA 6: nuovo leak, gli hacker dichiarano guerra a Rockstar contro l’addio alle copie fisiche
Il gruppo Cyberleek diffonde materiale inedito accompagnato da un manifesto: sotto accusa i preordini digitali, i contenuti tagliati per le edizioni costose e la totale assenza del disco nei negozi.
A pochissimi giorni dall’attesissimo sguardo esteso organizzato da Rockstar Games in partnership con Netflix su GTA 6, una nuova ondata di fughe di notizie torna a colpire il titolo. A differenza del clamoroso leak di qualche anno fa, frutto dell’azione isolata di un singolo, quest’ultimo attacco assume i contorni di una vera e propria protesta ideologica collettiva.
A rivendicare l’azione è un collettivo che si fa chiamare Cyberleek, il quale ha accompagnato la diffusione di video e immagini a un comunicato stampa ufficiale che elenca tre “comandamenti” rivolti direttamente alle scelte commerciali dell’editore Take-Two Interactive.
Il manifesto in tre punti
Il gruppo ha marchiato ogni fotogramma diffuso con watermark che inneggiano alla “lotta per i diritti dei giocatori”, motivando il furto di dati come una reazione alle recenti politiche dell’azienda. I tre punti cardine del loro messaggio contestano apertamente:
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I preordini esclusivamente digitali: Una pratica ritenuta dannosa per i consumatori e priva di tutele.
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I “finti DLC” per il single player: Un chiaro riferimento all’edizione Ultimate da 100 euro, che riserva contenuti cosmetici come acconciature, tatuaggi e l’accesso ad alcuni negozi solo a chi acquista questa versione.
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La preservazione del gioco: La decisione di lanciare il titolo senza una versione fisica su disco rappresenta il punto più critico. Gli hacker denunciano il rischio che, una volta chiusi i server o terminato il ciclo vitale del prodotto, l’accesso alla campagna single player possa andare irrimediabilmente perduto. Magari non sarà il caso di GTA, ma chi ci assicura che per i titoli più piccoli ciò non accadrà?
Il documento pubblicato sul portale del gruppo si conclude con un avvertimento diretto anche al resto dell’industria videoludica, minacciando ulteriori fughe di notizie per qualsiasi publisher decida di seguire le orme di Take-Two abbandonando il supporto fisico.
Ideologia o trovata per monetizzare?
Nonostante le “buone intenzioni” del manifesto, online ci sono forti perplessità sulla reale natura della protesta. Sul subreddit r/GamingLeaksAndRumours ad esempio viene smontata la retorica da “paladini dei videogiocatori”, sottolineando come i filmati diffusi contengono watermark promozionali legati a criptovalute.
Rockstar Games si ritrova così per l’ennesima volta al centro del mirino dei gruppi informatici. Nei mesi scorsi era stata tentata da un altro collettivo un’estorsione ai danni dello studio, minacciando la divulgazione di dati riservati. la software house aveva scelto di non cedere al ricatto. L’invito è di aspettare pochi giorni per poter vedere ufficialmente nuove immagini e video del gioco.