Fire Emblem Fortune Weave – Recensione Switch 2
Codice digitale fornito gratuitamente dal produttore/editore per fini editoriali.
Fire Emblem Fortune Weave è un titolo che ha divorato parecchio del mio tempo durante gli ultimi mesi, tra l’anteprima di agosto 2026 e i due editoriali pubblicati nei mesi passati, però prima di passare a parlare del titolo voglio fare un disclaimer, durante la mia avventura tra le terre di Dagsion ho avuto un lutto nella mia famiglia, la mia cagnolina è passata a miglior vita, e il dolore potrebbe aver cambiato la mia percezione di alcune parti del gioco. Ma non voglio annoiarvi oltre, andiamo a parlare del motivo per cui siete tutti qui.
Fire Emblem è sempre stata una delle mie saghe preferite. Fin da piccolo giocavo i titoli di Intelligent Systems e solo l’usura delle mie console sa quante ore ho passato su Advance Wars a muovere i miei piccoli carri armati. Quando ho scoperto Fire Emblem me ne sono innamorato, Advance Wars ma con le spade? Non ci ho pensato due volte a prendere in mano i vari giochi e giocarli qualche ora per poi lasciarli lì perché non ci capivo molto.
Ma per fortuna il mondo ha deciso di farmi interessare di nuovo alla saga in una seconda occasione durante l’era 3DS, con l’uscita di Fire Emblem Awakening, e da lì gli ingranaggi hanno cominciato a girare e a farmi appassionare a questa meravigliosa saga, con i titoli successivi e le centinaia di ore perse su Fire Emblem Heroes (che a oggi reputo ancora il miglior gacha che abbia mai giocato), che ha già accolto i protagonisti di Fire Emblem Fortune Weave per un evento a tema per festeggiare il rilascio del gioco. Ma penso che tutti voi vogliate sapere di più sul nuovo titolo che delle mie esperienze, quindi andiamo a parlarne.
Fire Emblem Fortune Weave Recensione | Che i giochi abbiano inizio
Per chi conosce la saga di Fire Emblem sa che il titolo è sempre stato uno strategico a turni classico, con i nostri personaggi messi su una griglia di dimensioni variabili che si muovono per sconfiggere tutti i personaggi avversari e portare il proprio generale alla vittoria. Normalmente i titoli erano delle storie super lineari, dove si passava da mappa a mappa seguendo la trama del titolo.
Con il tempo questo stile di gioco si è evoluto e, con Fire Emblem Three Houses per Nintendo Switch, è stato aggiunto un sistema di Calendario che scandiva le giornate di gioco al Monastero di Garreg Mach e ci permetteva di compiere diverse azioni per reclutare nuovi personaggi alla nostra causa e migliorare le statistiche dei nostri pezzi degli scacchi.
Fire Emblem Fortune Weave è esattamente questo, uno strategico a turni su griglia con elementi di gestione del tempo. Fin dalle prime ore il titolo ti abitua a imparare e gestire i tuoi eroi e le loro abilità per creare il tuo esercito come preferisci. Dai primi momenti in cui metteremo piede nella città di Dagsion per partecipare al Torneo dei Gladiatori, tutte le nostre decisioni saranno scandite da un sistema di tempo noto come “Turni”. Un turno equivarrà a circa 6 ore di tempo, quindi dobbiamo fare delle scelte prima di ogni deadline per massimizzare tutti i miglioramenti che riceveranno i nostri combattenti e, soprattutto, con chi andare a formare dei legami per farli entrare nel nostro esercito.
Le deadline di ogni parte di storia non saranno tutte uguali: a volte avremo a disposizione centinaia di turni, altre volte invece saranno più strette, obbligandoci a decidere fin dal primo giorno se preferiremo fare esperienza o dedicarci a completare le missioni secondarie che ci verranno date. Io, durante il mio playthrough, ho sempre trovato abbastanza tempo per completare tutte le sidequest e poi dedicarmi al potenziamento dei miei personaggi e, giocandolo completamente blind, a parte qualche errore di calcolo sono sempre riuscito ad arrivare al livello giusto per le missioni di storia successive.
Una piccola chicca legata ai comandi è che Fire Emblem Fortune Weave supporterà i comandi mouse, quindi potrete trattare il titolo come un vero e proprio strategico, muovendo le vostre unità con i click del Joy-Con. Ho giocato tantissimo al gioco in questo modo e l’ho trovato estremamente intuitivo e comodo, per quanto i Joy-Con di Nintendo Switch 2 non siano il massimo dell’ergonomia.

Raccontiamo quattro storie con quattro protagonisti
La trama di Fire Emblem Fortune Weave inizia dalla parte finale, mostrandoci un mondo distrutto ma non spiegandoci il perché. Toccherà a noi e al nostro personaggio giocante, che prende il nome di Eshmel, Herald of the Pale Raven, tornare nel passato e cambiare il fato di quattro eroi per far sì che ci possano aiutare a salvare il mondo e sarà qui che decideremo quale storia principale intraprendere.
Ma non preoccupatevi, una volta scelta una storia, il gioco vi permette in qualsiasi momento di metterla in pausa e di cambiare e giocare una delle altre tre. Quindi, al contrario di Fire Emblem Three Houses, dove ogni storia era una run separata, qui saranno tutte giocabili nello stesso momento senza la presenza di salvataggi separati. Questo potrebbe far storcere il naso ad alcune persone che non vogliono perdere il proprio salvataggio quando andranno a fare altre run, quindi lo metto come possibile lato negativo del titolo.
Le quattro storie di cui avevamo già parlato nel primo editoriale del gioco avranno come protagonisti Leda, Dietrich, Theodora e Cai, quattro contendenti per gli Heroic Games, un torneo organizzato dalla città di Dagsion che concede un desiderio al vincitore di quest’ultimo. Durante il mio playthrough io ho vissuto la trama seguendo la storia di Leda e, al momento della mia scrittura, non ho ancora approfondito le trame degli altri tre Lord.
La trama di Leda partirà dalla sua giovane età, quando, a causa di una battaglia scoppiata in città, il padre della ragazza viene assassinato da un uomo di nome Bertrand. In quel momento la ragazza giura vendetta contro l’uomo, che però morirà qualche anno dopo. La ragazza, dopo aver perso ogni scintilla di speranza, riceve una lista di nomi dei complici che hanno organizzato l’attacco alla città e così decide di riprendere in mano la sua vita, giurando di vendicarsi di tutti loro.
Proprio per questo motivo parte il viaggio di Leda, che incontra dei nuovi compagni sulla sua strada, personaggi come Buccar, guardia del corpo personale di Leda, Syrocco, un giovane dedito alla dea Kalla, Mu, una ragazzina in cerca di sua madre che è stata imprigionata da una delle persone sulla lista di Leda e Olympia, un’amica d’infanzia di Leda e sua principale Rivale. Nascerà così un rapporto di amicizia tra i vari personaggi, che si uniranno al gruppo fino all’arrivo a Dagsion, dove Leda si unirà al torneo per scoprire di più sulla morte di suo padre.
Sappiate che questo è solo l’incipit della storia, quindi nulla di avanzato, e non vi racconterò altro sulla trama del titolo. A livello di qualità della trama siamo a un buon livello, intrigante quando deve esserlo, con i suoi colpi di scena, anche se alla fine della fiera il gioco è un Fire Emblem, quindi potete già capire dove vorrà andare a parare la storia con un po’ di esperienza.

Tanti Personaggi da Reclutare
Senza le sue unità, Fire Emblem sarebbe solo scacchi, quindi andiamo a parlare di questi. Il titolo ha dei bei personaggi che splendono molto bene chiusi nelle loro storie, ma qui purtroppo abbiamo il primo grande “ma”: i personaggi secondari non avranno nessun ruolo nella storia, salvo alcuni più importanti. Mi dispiace molto perché il cast legato a Leda è piccolo e mi sarebbe piaciuto vedere di più esplorato il suo rapporto con personaggi esterni alla sua storia, per scoprirne sfaccettature, ma purtroppo, da quello che ho visto, le grandi interazioni sono solo con il proprio gruppo, quindi Leda interagirà principalmente con il suo cast, Dietrich con il suo e via così.
Solo durante le missioni di trama vedremo il nostro cast interagire con personaggi esterni o con i Paralogues, delle missioni speciali secondarie legate a personaggi non reclutabili durante la parte 1 del gioco, che serviranno ad approfondire meglio il background di alcuni personaggi più importanti, accompagnandoli in missioni abbastanza complicate.
All’inizio della storia ovviamente si partirà con solo il cast base del proprio Lord scelto, ma una volta arrivati a Dagsion si potranno reclutare quasi tutti i personaggi del gioco. I requisiti per farli passare sotto la nostra bandiera sono tra i più disparati: alcuni richiederanno solo il raggiungimento di un certo livello di riconoscimento in città, che otterremo completando le varie missioni secondarie e principali che ci verranno fornite. Questo fa sì che le unità più forti possano essere messe dietro livelli più alti di riconoscimento.
Oltre al riconoscimento, i personaggi ci richiederanno anche un certo livello di amicizia. Questa sarà una barra di esperienza che potrà andare da 0 a 3 a seconda di quanto interagiremo con il personaggio e potrà essere aumentata facendo doni o invitando i personaggi a fare attività insieme a noi. Ogni personaggio avrà i suoi gusti, quindi starà a noi capire quali doni saranno più appropriati da dare a un determinato personaggio, e aggiungo che i doni saranno una risorsa piuttosto limitata nel gioco, quindi dovremo prendere delle scelte su chi reclutare prima.
Durante la mia run sono riuscito a reclutare parecchi personaggi facendomi giusto una minima programmazione, quindi penso che non sia troppo difficile reclutarli praticamente tutti in una sola run con la giusta preparazione (penso sia impossibile farlo durante una prima run totalmente blind).

Potenziamenti e Strategie
Una volta reclutati, i personaggi andranno fatti salire di livello (anche se, a seconda del momento di trama in cui li recluteremo, saranno già più o meno al nostro livello) e andranno equipaggiati con armi e oggetti che potremo reperire durante le nostre esplorazioni del mondo di gioco tramite la mappa del mondo, di cui parleremo dopo.
Inoltre, ovviamente, i personaggi impareranno anche delle abilità a seconda delle classi che gli assegneremo. Sarà quindi poi possibile creare delle build, selezionandone alcune di esse, per creare le nostre unità più feroci. Non sarà presente nel gioco il triangolo delle armi classico della serie e tutti i personaggi avranno a disposizione varie armi in cui saranno più o meno specializzati, ma grazie al nostro tempo libero si potrà migliorare la loro proficienza in esse. Inoltre, le armi avranno una durabilità e potranno essere migliorate e aggiustate attraverso il fabbro del gioco, che ci richiederà però oggetti raccolti nella mappa di gioco per farlo.
La varietà di strategie e build applicabili nel gioco è quasi infinita, anche se poi sono sicuro che i giocatori più accaniti sapranno trovare cosa funziona meglio per completare tutto il gioco con una singola unità sotto steroidi. Tutto sommato, comunque, il sistema non ha grosse novità, se non le Blaze Arts, che sono delle abilità che avranno solo alcuni personaggi, in grado di cambiare le sorti dei combattimenti. Per esempio, Leda può usare la sua abilità per dare dei buff ai propri compagni grazie alla sua Vihuela.
Questi buff andranno sbloccati e potenziati durante la storia completando le sidequest principali di Leda. Le Blaze Arts saranno estremamente forti durante le battaglie e, soprattutto, quelle di Leda mi sono tornate estremamente utili nella seconda metà del gioco, ma non bisogna abusarne perché ogni uso riempirà la barra del Blaze, che avrà diversi effetti. Quando arriverà al 50%, il personaggio entrerà nello status di Overblaze, potenziandosi, mentre quando sarà riempita al 100% il personaggio andrà in Burst e perderà tutti i bonus precedenti, facendo tornare il personaggio a una versione normale senza buff.
Il gioco quindi offrirà a tutti pane per i loro denti e, se non volete impiegare del tempo a buildare voi i vostri personaggi, potete scegliere che sia il gioco a ottimizzarli per voi, anche se questo vorrà dire non essere sicuri al 100% che le armi siano quelle giuste per quel personaggio, ma comunque vi aiuterà a raggiungere il vostro obiettivo.

Arte e Design
Uno degli aspetti che mi ha sempre colpito di più dei vari capitoli di Fire Emblem è sempre stato il loro character design e devo dire che anche su questo titolo Chinatsu Kurahama si è dato da fare a creare dei design molto accattivanti che ricordano moltissimo quelli di Fire Emblem Three Houses. Infatti, ci sono moltissimi personaggi che strizzano l’occhio ad altri visti nel vecchio capitolo di Fire Emblem. Lontani parenti? Fratelli nascosti? Non lo sapremo mai.
Il character design di questo titolo gira molto intorno al guerriero greco-romano, come la sua ambientazione, ma quello che mi ha colpito di più è vedere che comunque il titolo sfrutta molto bene l’incipit del torneo dei gladiatori per portare dentro un sacco di etnie di lottatori diverse. Personaggi con stili più africani, personaggi con influenze cinesi e molti anche di design di ispirazione spagnola e messicana.
Il titolo è veramente un festival di personaggi diversi, così tanto che potrei scommettere che è difficile non trovare un personaggio che vi piace davvero tanto e che volete avere assolutamente in team. Per esempio, uno dei miei personaggi preferiti di questo nuovo titolo è Ninae, una ragazza lanciera a cavallo proveniente da una terra lontana che ricorda molto Flayn e Seteth di Three Houses, con i suoi capelli verde acceso raccolti in uno chignon e un’armatura nera che le fa da complemento.
Una novità che non mi ha convinto a pieno di questo nuovo titolo è l’utilizzo della tecnica del Live 2D nei mugshot dei dialoghi dei vari personaggi. La tecnica consiste nel dividere un disegno in diverse parti per poterle animare singolarmente. Questa tecnica viene spesso usata per animare le VTuber e di solito funziona molto bene se un design ha molti elementi diversi per coprire il più possibile le varie giunture tra i pezzi. Qui mi sembra sia stata una decisione presa tardi nello sviluppo e quindi non tutti i personaggi si sposano bene con essa e sembrano deformarsi un po’ quando parlano.
A livello grafico, invece, il titolo fa un ottimo lavoro per quanto riguarda i modelli dei personaggi, facendo un passo avanti ulteriore rispetto ai vecchi capitoli, ma il mondo di gioco è ancora molto low quality per un titolo Switch 2, soprattutto dopo aver visto negli ultimi giorni la vera potenzialità della console. Il colpo d’occhio non è brutto di per sé, le mappe hanno comunque una bella direzione artistica, ma si nota molto che si è investito molto meno tempo a lavorare sui modelli dell’environment, che restano ancora un pochino indietro.

Mappe, Strategie e Deadline
Come abbiamo raccontato prima, la storia di Fire Emblem Fortune Weave è divisa in deadline. Ogni volta che finiremo il tempo libero durante un capitolo arriveremo a dover giocare la mappa di fine capitolo per passare al prossimo. Secondo me, qui è dove il gioco splende di più, perché ogni mappa durante la parte 1 del titolo sarà interessante da giocare, con ognuna la propria gimmick.
Durante gli incontri del torneo, infatti, verranno applicate delle regole speciali per aiutarci a comprendere meglio alcune meccaniche e come creare delle strategie efficaci per contrastare i vari tipi diversi di unità che incontreremo nel gioco. Tra unità corazzate, volanti e anche non morti ci saranno un sacco di variabili da mettere in conto, ma la parte 1 fa un ottimo lavoro a spingere il giocatore a creare le proprie strategie con i personaggi che ha reclutato.
Durante, invece, la parte centrale del gioco, le mappe più strategiche diventeranno dei veri e propri assalti, con mappe enormi piene di nemici che, se giocate a livello di difficoltà più alta, sicuramente potrebbero mettervi in difficoltà, ma per fortuna qui entrano in gioco i bonus delle divinità, ovvero i bonus che potremo attivare attraverso una risorsa se abbiamo prestato abbastanza servizio alla chiesa durante il nostro tempo libero.
Questi bonus saranno diversi, ma tutti dureranno solo per un round, con un costo variabile di una risorsa disponibile in modo limitato per ogni capitolo, quindi starà a noi scegliere quando è meglio usarla. Tra i vari buff troviamo aumentare la chance di schivata, aumentare la possibilità che un attacco vada a segno o possa essere critico, aumentare il movimento e, tra questi, appare anche la tanto discussa abilità di poter tornare indietro con le azioni nei turni che sarà gratuita e senza limiti per questo nuovo Fire Emblem.
Ovviamente il gioco, come gli altri Fire Emblem moderni, offre la possibilità di scegliere all’inizio se vogliamo giocare a modalità classica o moderna che, per i meno avvezzi al titolo, è una scelta se vogliamo che, una volta che una nostra unità cadrà in battaglia, questa non sarà più utilizzabile fino alla fine del gioco o se vogliamo che le unità cadute tornino in piedi alla fine di ogni missione. Questa scelta di stile è sempre stata molto discussa tra i fan di vecchia data e quelli nuovi, perché ovviamente cambia drasticamente come approcciamo la difficoltà del gioco ancora prima del selettore di difficoltà.
Io personalmente ho trovato la difficoltà standard del titolo abbastanza interessante, con situazioni dove ho dovuto riprovare diverse volte alcune parti di battaglia per cercare di finire con 0 morti tra i miei ranghi. Non ho ancora provato le difficoltà più alte, ma vedendo come sono strutturate le mappe potrebbero rappresentare una grande sfida per chi ha voglia di affrontarle.

La Mappa esplorabile
Durante i momenti di tempo libero del gioco, le attività che potremmo svolgere e le sidequest non saranno rinchiuse solo a un hub di gioco, come succedeva per Fire Emblem Three Houses. Infatti, uscendo da Dagsion, quello che ci verrà presentato davanti è un’intera mappa della regione, completamente esplorabile tramite una griglia che collega le varie location, con dei punti dove raccogliere materiali che possono essere utili per potenziare/riparare le armi o completare le missioni secondarie del titolo.
I vari movimenti sulla mappa ci costeranno un tot numero di turni a seconda della distanza da percorrere. Infatti, bisogna stare molto attenti ad avere abbastanza turni disponibili per muoversi verso l’esterno e poter tornare verso Dagsion, altrimenti rischieremo di perdere del tempo e potenziamenti preziosi.
I punti sulla mappa si dividono in diverse categorie:
- I punti di raccolta: prendono la maggior parte del mondo;
- I punti di carrozza: permettono, una volta sbloccati, di muoverci tra alcuni punti specifici della mappa;
- I villaggi: saranno punti principali dove comprare armi, oggetti e regali esotici. Alcuni di essi sono proprio delle mappe esplorabili dove interagire con alcuni NPC e con alcuni shop un po’ più nascosti;
- I templi: saranno dei punti molto simili ai villaggi;
- Le caselle sfida: se ci andremo sopra, partirà una mappa di combattimento contro il tipo di nemico incontrato (queste saranno randomiche e si aggiorneranno ogni tot con livelli variabili);
- Le caselle dungeon: ultime ma non per importanza ovviamente, non sono altro che dei veri e propri labirinti esplorabili. Una volta scelta una casella dungeon sulla mappa, ci trasporterà in un luogo esplorabile in terza persona con il nostro personaggio e alcuni suoi compagni che potremo scegliere all’inizio. All’interno di questi dungeon troveremo ovviamente oggetti e armi rare, quindi vale sempre la pena esplorarli tutti per racimolare oggetti in più per il nostro viaggio. Troveremo anche dei nemici che, una volta venuti in contatto, faranno partire un combattimento a turni, solo che questa volta non sarà su griglia, ma un vero e proprio combat system da JRPG a turni, con il nostro party messo in riga contro i nemici. Questi combattimenti non saranno mai troppo difficili e spesso si risolveranno in una manciata di turni, rendendoli quasi più che altro un piccolo inciampo nel nostro cammino per guadagnare dell’esperienza gratis.
Ma per chi effettivamente non ha molto a cuore l’affrontare uno stile di combattimento diverso dal normale, state tranquilli, sarà presente la possibilità di attivare il combattimento automatico o addirittura di poter saltare totalmente l’intero combattimento andando alla schermata finale. Il combattimento sarà comunque avvenuto e tutti riceveranno esperienza normale, ma voi risparmierete del tempo prezioso.
Dopo avervi detto questo arriva un mio spunto di riflessione. Hai voluto mettere questi strani combattimenti a turni? Perché non ampliarli e crearci delle vere meccaniche dietro? Perché l’hai aggiunta se mi dai la possibilità di ignorarla completamente? A oggi non so darvi una risposta su come verrà recepita, e sono ancora in dubbio se il gioco cambierebbe con o senza questa meccanica.

La Musica
Fire Emblem è da sempre accompagnato da una grande colonna sonora, con brani estremamente memorabili come “God Shattering Star” di Fire Emblem Three Houses o “Twilight of the Gods” di Fire Emblem Echoes, per citarne alcuni tra i più famosi. Fire Emblem Fortune Weave non sarà da meno in questo. Il titolo, infatti, prende la sua ispirazione greco-romana, con brani molto pomposi, cori degni di un torneo e la mischia a un’ispirazione molto spagnoleggiante, con strumenti come nacchere e vihuele che contorneranno il gran lavoro fatto con questo titolo.
Potete già ascoltare una piccola selezione di brani attraverso l’applicazione Nintendo Music e nei trailer pubblicati attraverso i canali ufficiali per sentire la bellezza di questa colonna sonora, che mostra un lavoro magistrale anche nelle OST delle boss fight, che vorrei potermi riascoltare in questo momento.
Ovviamente, comunque, Fire Emblem Fortune Weave porta con sé molto dello stile di Fire Emblem Three Houses in alcune tracce, mischiando anche un pizzico di stile moderno dentro di esse. La colonna sonora del titolo è tra le cose che più vi resteranno impresse e secondo me completa veramente bene il vibe del gioco anche nei suoi momenti più scuri.
Il gioco è adatto a un neofita della serie?
Una domanda che mi è stata spesso fatta riguardo a Fire Emblem e le sue 17 iterazioni (18 con Fire Emblem Fortune Weave) è “Ma da dove posso iniziare a giocare Fire Emblem?” e “Quali sono i titoli migliori per farlo?”. E io, a oggi, rispondo sempre con Fire Emblem Three Houses: è il migliore per iniziare. Il titolo ha una buona trama, dei bei personaggi a cui ti puoi affezionare e una difficoltà giusta per un neofita. Altrimenti, per farti prendere dalla saga, vanno bene anche i titoli per 3DS (tutti stand alone tra di loro) che sono degli ottimi punti di ancoraggio per iniziare la serie (tranne le tre edizioni di Fire Emblem Fates).
Ad oggi sono certo che continuerò a consigliare Fire Emblem Three Houses come un ottimo punto di entrata, ma se avete una Switch 2, Fire Emblem Fortune Weave, nonostante una buona difficoltà nella gestione del tempo, è un ottimo secondo punto di entrata che poi vi può collegare direttamente a Three Houses, visto che i due giochi sono ambientati nello stesso mondo, anche se in due periodi storici differenti. Quindi non abbiate paura: se questo sarà il vostro primo Fire Emblem, siete in buone mani.

Pareri Finali
Tiriamo quindi le somme su questo nuovissimo capitolo della saga. Fire Emblem Fortune Weave è un ottimo titolo che, anche se con qualche difetto, rientra tra i migliori giochi per Nintendo Switch 2. Il titolo ha tantissimo contenuto da spulciare, un sacco di bei personaggi da scoprire e esplorare, ma non è un titolo perfetto. Graficamente risulta un po’ arretrato rispetto al resto dei titoli Switch e alcune scelte di game design, come l’introduzione di un combat system diverso, totalmente skippabile, sono molto dubbie.
A livello artistico Fire Emblem Fortune Weave fa centro in quasi tutto quello che fa, che sia musica o arte, e anche le mappe che affronteremo durante i capitoli principali del gioco ci faranno mettere in moto le rotelle nel cervello. Per me personalmente, durante le mie 55 ore di gioco con il titolo, mi sono divertito parecchio, anche se durante la parte finale cominciavo a sentire un po’ il peso di avere ancora contenuti da esplorare.
Questa è un’opinione a cui non darò troppo peso, in quanto potrebbe essere stato solo il periodo. Il titolo è estremamente valido e, secondo il mio modesto parere, se avete una Switch 2 e vi piacciono i giochi strategici è un Must Buy per perdersi decine e decine di ore nelle arene di Dagsion.
Fire Emblem Fortune Weave sarà rilasciato il 17 settembre 2026 in esclusiva per Nintendo Switch 2. Potete acquistare il titolo tramite il sito ufficiale Nintendo e risparmiare 10 euro con la sua versione digitale. Se invece volete leggere altri articoli dal nostro sito, io vi consiglio l’editoriale di analisi del nuovo trailer del Remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time per Nintendo Switch 2, scritto dal buon Alessio.
Fire Emblem Fortune's Weave - RECENSIONE (un must buy per Switch 2?)
Fire Emblem Fortune Weave è il nuovo capitolo della saga strategica di Intelligent Systems, in arrivo il 17 settembre 2026 in esclusiva Nintendo Switch 2. In questa recensione vi parliamo del nuovo sistema di gestione del tempo, delle quattro storie giocabili, del reclutamento dei personaggi e vi diciamo se è un buon punto d'ingresso alla saga. Il gioco è disponibile dal 17 settembre 2026 su Nintendo Switch 2. 👉 Seguici su [https://www.instagram.com/gamesource.it/] ---- #FireEmblem #FireEmblemFortuneWeave #NintendoSwitch2 ---- Per tutti gli aggiornamenti e le novità sui vostri videogiochi preferiti seguite il sito di GameSource.it
Un Nuovo must buy per Nintendo Switch 2
Pro
- Quattro protagonisti creano diversità nel titolo
- Un Comparto Artistico che brilla di varietà
- Le Mappe di Storia sono piene di gimmick interessanti
- Le Gestione del Tempo rende tutte le decisioni importanti
- I Comandi Mouse sono un ottima aggiunta
Contro
- I Mugshot in live2D sono un po' disturbanti
- Il Combattimento a Turni non su griglia non brilla come dovrebbe e può essere totalmente ignorato
- Il Comparto grafico non è del tutto all'altezza di Nintendo Switch 2
- I personaggi secondari brillano solo nelle loro storie