In questo articolo
N.B.: la Redazione e io, il Redattore, abbiamo ricevuto, insieme al codice del gioco, una Strategy Guide dedicata alle prime fasi dell’avventura. Preciso di non averla utilizzata durante la fase di recensione: sta a te fidarti o meno…
Vorrei aprire questa recensione con un invito secco: se siete già fan di Ace Combat, andate a giocare Ace Combat 8 Wings of Theve. Sono sicuro che con la caduta dell’embargo leggerete tantissime opinioni sul gioco, ci saranno quelle positive, ci saranno senza dubbio quelle negative, non hanno importanza.
Giocatelo, fidatevi quando vi dico che se già avete amato Ace Combat 7 o se siete fa della saga da prima, volete vivere Ace Combat 8 Wings of Theve sapendo il meno possibile. Project Aces non ha mancato il bersaglio, anzi, si sono superati andando a creare l’Ace Combat migliore dai tempi della Playstation 2 e un fortissimo candidato al migliore della saga.
Ace Combat 8 Wings of Theve – Recensione PS5
Se non avete mai giocato un titolo della saga e siete intrigati da Wings of Theve, magari grazie alla stupenda colonna sonora dei trailer (della quale parlerò fin troppo a lungo a breve), sappiate che sì, questo è un buon punto di partenza.
Personalmente, vi consiglio di giocare prima al settimo capitolo, non perché l’ottavo sia più ottuso ma perché Wings of Theve è un titolo che punta ad essere meglio in tutto rispetto al predecessore, quindi vi consiglio di andare a recuperare l’ottimo Ace Combat 7 per approcciarvi alla saga, così da poter godere dell’evoluzione di quest’ultimo gioco.
Detto questo, sono pronto a parlare nel dettaglio di cosa renda speciale l’ultimo “simulatore di volo” di Project Aces e Bandai Namco.
Al limite del Character Action
Sono sicuro che, leggendo varie recensioni o anche solo articoli propedeutici all’acquisto di Ace Combat 8, vi imbatterete in frasi come “è molto realistico”, “simula le battaglie tra aerei con una grande dose di realismo” o cose del genere. Mettiamo le cose in chiaro, Ace Combat non è davvero un simulatore di volo, è piuttosto un gioco action adrenalinico in cui impersoni un pilota irrealisticamente invincibile.
In un modo o nell’altro, tutti i videogiochi sono dei “power fantasy”. Non importa quanto siano difficili o quanto siano pacifici, ogni videogioco nasce come prodotto d’intrattenimento atto a rendere realtà una situazione impossibile o improbabile. In Dark Souls ciò si manifesta con un piccolo non morto che riesce a uccidere mostri maestosi, in Animal Crossing con una persona che riesce ad estinguere un mutuo senza arrivare all’età pensionabile.
Non importa quanto “realistico” o “simulativo” sia un videogioco, la componente di fantasia c’è sempre ed è importante non perderla di vista. Ace Combat non solo non la perde di vista, ma la abbraccia pienamente. Il gioco di Project Aces non ti dice “sei uno dei tanti piloti”, ti dice “vai, sei il migliore, devi solo dimostrarlo”.
Se cercate un’esperienza alla Microsoft Flight Simulator ma a tema militaristico, sarete delusi. Piuttosto, Ace Combat 8 Wings of Theve è paragonabile, molto da vicino, a Bayonetta 2. Si tratta di un gioco d’azione adrenalinico, senza freni, con una ventina d’ore di campagna dove affronterete situazioni estremamente varie e armamenti al limite del comico, tutto in funzione di farti diventare il migliore pilote delle FCU.

E il risultato è uno dei giochi più divertenti, ma al contempo stancanti che abbia giocato negli ultimi anni. Comandare gli aerei non è difficilissimo, grazie alle diverse modalità di controllo integrate da Project Aces in grado di aiutare con la stabilità del veicolo, ma richiede comunque una concentrazione superiore rispetto al combattere usando un personaggio umano.
Questo significa che una missione di mezz’ora può contemporaneamente pompare l’adrenalina a mille e stancare fisicamente il giocatore che deve tenere sott’occhio moltissimi fattori, tra le decine di avversari aerei e terreni, il costante pericolo di stallo, la possibilità di congelare il motore all’interno delle nuvole e l’ovvio game over istantaneo in caso di schianto.
Ace Combat 8 Wings of Theve è un gioco impegnativo, complesso, ma profondamente arcade. Richiede concentrazione costante ma al contempo è sempre divertente e ricompensa costantemente l’impegno richiesto al giocatore, sia con il soddisfacentissimo sound design che con il costante miglioramento intrinseco (cioè il giocatore che diventa un pilota migliore) che estrinseco (cioè con nuovi aerei, sempre più forti e sempre più belli).
Inoltre è un titolo diretto magistralmente. Una campagna di circa venti ore riesce a non essere mai ripetitiva, persino missioni molto simili tra loro su carta si rivelano profondamente diverse nel pratico, questo grazie ad un mix tra nemici, situazioni e mappe in costante cambiamento.
Una missione di distruzione su ampia scala può sembrare simile ad un’assalto ad una gigantesca base navale, ma nella prima il titolo crea un senso di onnipotenza, facendoti sentire come un falco che caccia le sue prede e dandoti come unica preoccupazione il raggiungimento di un punteggio alto, l’altra si trasforma in una battaglia di difesa disperata, con le truppe di terra costantemente decimate nel mentre cerchi di aprire loro un passaggio il più in fretta possibile.

Wings of Theve, ancor più del già ottimo Skies Unknown, riesce a rendere ogni situazione unica e memorabile. Al punto che, dopo le prime 10 missioni e il primo mega-boss, ero sicuro il titolo stesse per finire o che perlomeno il meglio fosse alle mie spalle.
Invece, il meglio doveva ancora arrivare. Missione dopo missione il gioco non ha fatto altro che stupirmi, facendomi pensare più volte di aver appena visto “il picco” solo per poi sorprendermi la missione dopo con qualcos’altro di altrettanto memorabile.
Propone sia i boss enormi da smantellare pezzo per pezzo, come la ridicola nave di terra già mostrata in vari trailer (che sì, è una bossfight e sì, è al livello dell’altrettanto ridicolo, ma memorabilissimo aereo porta aerei di Skies Unknown), sia i duelli con altri assi, con Shadow 22 come rivale principale.
Al di fuori di un piccolo problema relativo alla difficoltà, la quale può calare un po’ troppo nella parte centrale dell’esperienza, specie se riuscite a sbloccare aerei come il Rafale o il Typhoon, l’esperienza di gioco è immacolata e ogni situazione riesce nell’esaltare il gameplay e soprattutto nel pompare adrenalina, anche grazie a due pilastri di sostegno essenziali: la storia e soprattutto la musica.
Le ali della speranza – Wings of Theve
La storia di Ace Combat 8 ha inizio dopo un rapido ed efficace attacco della nazione di Sotoa verso la federazione delle nazioni unite, la FCU. Noi prendiamo il ruolo di Rex, un pilota disperso in mare che viene riciclato come secondo per il leggendario Wings of Theve, Cope, un asso sul quale si basano tutte le speranze di rivalsa delle FCU.
Solo che…Cope non è veramente un asso. Vola bene, ma come esca. Non solo non ha mai abbattuto un solo altro aereo, durante la prima battaglia assieme a Rex, viene abbattuto e perde la vita, diventando una voce narrante nella testa del protagonista (si, un setup molto strano).
Wings of Theve non esiste, Cope era solo una figura di comodo sfruttata da D.D., un impiegato della multinazionale Enso Order che ha piani per far continuare la guerra trasformando la leggenda del “Wings of Theve” in una macchina di propaganda che spinga le FCU ormai sconfitte a combattere.
Anche la morte del pilota associato con la leggenda non ferma la macchina delle bugie. Rex verrà costretto a prendere il posto di Cope e così inizia il percorso del giocatore verso la riconquista delle FCU, ma soprattutto verso l’obiettivo di diventare un vero asso e trasformare le Wings of Theve in un simbolo di vera libertà.

Come potete vedere, ci sono tanti pezzi in movimento nella storia di Ace Combat 8. Non solo è la storia di una riconquista continentale, di un conflitto tra un popolo nomade alla ricerca disperata di una terra da chiamare casa e un popolo invaso deciso a riprendersi la liberta, di un asso dal nulla per arrivare alla gloria, di una bugia costretta a diventare verità e di una multinazionale in grado di manipolare interi stati, è anche una storia nella quale lo spirito di un pilota deceduto cerca di trovare la pace osservando le tue azioni.
C’è veramente tanto da gestire e Ace Combat non si è mai contraddistinto per avere una scrittura particolarmente competente. Ace Combat Zero, il mio preferito per sceneggiatura fino ad ora, funziona perché usa una gimmick molto precisa per raccontare la storia di Cipher. Ma una cosa da sottolineare è che questa gimmick non porta la storia ad essere meno incasinata, ha invece come obiettivo farti appassionare ad uno specifico filone della narrazione per poi farvici girare tutti gli altri attorno.
Ace Combat 8 Wings of Theve fa una cosa simile. Gli sceneggiatori sono consapevoli di quanto arzigogolata sia la storia del mondo di Strangereal, sanno anche che i fan di vecchia data sono affezionati alla lore e soprattutto sanno dei limiti al cui devono stare per non intralciare la strada al ritmo di gioco.
Quindi, han deciso di fare una cosa semplice: stabilire un nucleo emotivo. Sebbene all’inizio ti venga detto che Rex è Wings of Theve, presto sarà chiaro che l’intero team “Joker” rappresenta le ali della speranza. I piloti alleati vengono stabiliti come personaggi veri e propri, con pregi, difetti, opinioni e hobby.
Il tutto con un minutaggio molto limitato di video e tanto dialogo tramite radio. Un approccio che si sposa bene con la caoticità di Ace Combat, ma che sicuramente non convincerà chi già non è fan della serie (e su questo, ci torniamo durante la conclusione).

Ho intuito subito l’obiettivo degli scrittori e sinceramente, lo davo per destinato a fallire. Invece, mi sbagliavo. I dialoghi non sono incredibili e spesso soffrono a causa del protagonista muto, ma presto mi son trovato ad affezionarmi allo squadrone Joker, così come al capo dello squadrone Queen, spesso a supporto delle Wings of Theve.
Il motivo è da trovare non nella scrittura superficiale, dialoghi, video o altro contenuto scritto, ma nel fatto che il rapporto con il team Joker viene sviluppato anche tramite il gameplay. Non solo sono tornati i comandi di squadra, già di per sé utili a farti ricordare che stai volando in gruppo, ma Baxter, Tasha e Coster sono costantemente presenti nei momenti più memorabili della tua avventura e vi partecipano.
Sono con te, a pregare che il piano per neutralizzare la nave di terra abbia funzionato, sono con te a festeggiare le prime piccole vittorie dopo mesi di ritirate, sono con te ad aiutarti a sopravvivere i temibili Lux Lunae. Non solo ti parlano alla radio, ti cambiano la musica, ti avvertono di attacchi in arrivo, ti coprono dai pericoli, ti chiedono aiuto o di potersi staccare dal gruppo per salvare altra gente a loro cara.
Verso metà gioco ero già affezionato a tutti loro e questo ha solo aiutato la storia a raggiungere il suo vero obiettivo, non essere un thriller politico o un dramma militare, ma essere un supporto per ciò che interessa davvero a Ace Combat 8 Wings of Theve, creare momenti da pelle d’oca.
E man mano che le missioni si susseguono, le Wings of Theve diventano sempre più simbolo di speranza e il giocatore migliora, nello sfondo si apre anche uno scenario inverso. Le Wings of Theve diventano anche un simbolo di disperazione, delle dita aperte verso il cielo che significano l’arrivo della morte.
Le dita della disperazione – The Terminus Fingers
Perchè c’è sempre l’altro lato della medaglia, un lato che Ace Combat non è sempre interessato a esplorare. Perché le guerre son sempre tra più fazioni e la speranza di una è la disperazione dell’altra. Le Wings of Theve eventualmente acquisiscono un altro nome: Terminus Finger.
A dirlo sono gli avversari, man mano più disperati e inesperti, lasciati a morire in una guerra da cui dovrebbero solo ritirarsi. Con un terzetto di missioni estremamente inaspettato, Ace Combat 8 Wings of Theve mostra tramite il gameplay il disgusto del combattere, con battaglie contro ragazzini poco più che cadetti, utilizzo di armi di distruzione di massa solo per vendetta e armate impreparate devastate.
Grazie anche ad un colpo di scena molto prevedibile riguardante la Enso Order, il gioco riesce non ad umanizzare l’esercito di Sotoa, ma perlomeno a mostrarne la tristezza e la paura. La storia generalmente non è Metal Gear Solid, fatica a spiegare alcune dinamiche politiche, a volte ha dialoghi che finiscono prima di quanto non dovrebbero e non si pone obiettivi complessi di rappresentazione psicologica della guerra.
Ma riesce a sostenere il gameplay, dove secondo sì che Ace Combat 8 Wings of Theve riesce a farti vivere dei momenti speciali. Il tutto, ovviamente, sostenuto dall’argomento che ho faticato ad ignorare fino a questo momento e al quale dedicherò le prossime (troppe) parole: la musica.

Intermissione – Zero
Solitamente non parlo mai dei bonus delle varie edizioni di un videogioco. Sia perchè normalmente i contenuti extra sono essenzialmente inutili, sia perché non mi piace recensire prendendo in considerazioni cose esterne al software sotto analisi.
Stavolta farò un’eccezione. Se acquisterete Ace Combat 8 Wings of Theve, in qualsiasi edizione, riceverete gratuitamente un porting in 16:9 HD di Ace Combat Zero, un altro dei migliori capitoli della serie, invecchiato molto bene e un perfetto secondo (o terzo) step per appassionarvi alla serie.
Per Caelum Vola
Se siete nuovi al franchise, potrebbe sorprendervi sapere che Acce Combat ha tra le migliori colonne sonore videoludiche mai composte. Non solo, la musica è una parte importantissima dell’identità del franchise, ogni gioco dall’epoca Playstation 2 ha una traccia iconica che lo rappresenta in toto.
Una storia molto celebre sul franchise riguarda Ace Combat 7 Skies Unknown, rimandato all’ultimo minuto per permettere al compositore di comporre il tema Daredevil in modo da sincronizzare i dialoghi di una bossfight importantissima con la canzone.
Come potrete immaginare, questa storia non è verificata, ma anche solo il fatto che sia sopravvissuta a quasi 10 anni di discussioni su internet (il rinvio risale al 2017) racconta molto di quanto la musica sia importante per un Ace Combat. Questa leggenda è facile da credere proprio perchè chiunque abbia giocato Skies Unknown SA quanto perfetto sia il momento in cui il coro di Daredevil si sincronizza con un certo evento di trama.
E più ascolto Daredevil, più mi viene da pensare alla situazione in cui è stato sviluppato Ace Combat 7 Skies Unknown. Dopo un passaggio all’era HD molto turbolento, a causa di un Fires of Liberation ricevuto benino ma molto criticato a livello di storia e una serie di spin-off traballanti, culminati nel fallimento di Ace Combat Infinity, Project Aces doveva riuscire a sfondare il tetto che sembravano aver raggiunto durante la generazione Playstation 2.
L’interesse dei fan verso il franchise c’era, ma Ace Combat 7 aveva l’aria di una scommessa. Creativamente, il team aveva di fronte una strada complessa ma eventualmente sono riusciti a creare un gioco veramente ottimo, arrivando a delle vette di successo mai raggiunte prima dal franchise.
Ascoltando Daredevil si può percepire tutta l’insicurezza, l’anima di Ace Combat che continua a schiantarsi contro un tetto, ogni melodia tagliata proprio quando stava per alzarsi. Fino al coro, che spezza la barriera e tutti gli strumenti interrotti precedentemente possono finalmente mostrare il loro meglio, in una canzone che trasmette la forza di volontà di un team che ama Ace Combat e pensava meritasse una vera seconda chance.
Wings of Theve si trova in una situazione diversa, perchè è il sequel proprio di quel successo, di quella liberazione creativa. Non solo, nel tempo Ace Combat 7 Skies Unknown è stato persino rivalutato in meglio, con le recensioni del recente porting switch che ne han sottolineato tante delle qualità poco considerate dai recensori nel 2017.
Insomma, i fan di aspettano che Wings of Theve possa volare anche oltre, si aspettano di vedere cosa è in grado di sfornare un Project Aces libero dal fardello di dover riportare in vita la serie. La risposta, la si trova sempre lì, nella musica, nel tema principale di cui ancora non conosciamo il nome ufficiale.

Una canzone divisa in tre sezioni, la prima, con una limpida voce femminile canta in inglese a raccontare le gesta di Rex, una parte di canzone carina, forse un po’ troppo ruffiana. Un lato di Ace Combat che sembra strizzare l’occhio ad un pubblico più ampio, nella speranza di riuscire a superare le cinque milioni di copie di Skies Unknown.
Poi, la seconda sezione, dove un coro latino sembra introdurre l’anima della serie, l’adrenalina, gli strumenti di supporto che sostengono il coro, sembra una dichiarazione d’intenti; quella di rimanere fedeli a sé stessi. In questo modo, il tema presenta due anime in contrasto difficili da far combaciare.
Poi arriva la sezione finale, dove il compositore ha fatto esattamente ciò che ho appena definito difficile. La voce femminile si unisce al coro, lo guida, cantando in latino, mentre gli strumenti danno il meglio per creare un insieme spettacolare, una melodia che lancia tutto ciò che ha all’ascoltatore, ma anche una canzone che continua a costruire su sé stessa fino ad un incredibile climax.
Non potrei sintetizzare meglio l’esperienza di Ace Combat 8 Wings of Theve di quanto non faccia il tema principale. Il gioco inizia con missioni molto semplici, ma subito divertenti, un modo per tenere immediatamente incollata l’attenzione. Arriva ad un primo climax, sembra aver detto ciò che deve, invece continua e comincia a costruire un altro lato di sé.
Per altre 10 missioni si concentra più sul worldbuilding, propone le tanto amate missioni a punteggio, diventa un gioco che sembra più “per i fan” rispetto a “per tutti”, poi arriva ad un secondo climax. Ti sembrerà di aver visto tutto, potresti pensare “forse sta durando qualche missione di troppo”.
Fin quando una missione di routine si trasforma in una situazione disperata, il tuo capitano di missione ti illustrerà l’unico modo perché le Wings of Theve ne escano vive, ti dirà che è un pessimo piano ed è per questo che non voleva suggerirtelo.
Ma arrivato a quel punto, Rex è già un Asso. Tu, sei già un Asso. Ti girerai, partirà il terzo atto del tema principale e inizierai il fortissimo arco finale del gioco, con missione incredibile dopo missione incredibile, fino al boss finale che riesce ad alzare ancora l’asticella, vantando non uno, non due, ma tre diversi temi di battaglia che uniti riflettono l’intera esperienza di gioco.
Ace Combat 8 Wings of Theve è un sequel di Skies Unknown che vuole costruire sull’ottimo lavoro già fatto per elevare la serie verso nuovi picchi. Per me, ci riesce alla perfezione. Nonostante tutto il mio sproloquio, ci sono così tante cose di cui vorrei parlare ma che non posso sviscerare quanto meritano perché troppo spoiler.
C’è tutto un tema musicale dedicato alla fazione nemica, anch’esso sempre più ricco man mano che si avanza nella storia, ma con un “twist” opposto rispetto alla gloriosa determinazione del tema di Theve. Vorrei parlare singolarmente di tutti quei momenti incredibili che mi han lasciato a bocca aperta, di quanto stupido sia come concetto la nave di terra e di quanto amo quella stupidità, di come Baxter, Tasha e Coster rappresentino i dilemmi morali di generazioni diverse.
Ma c’è un limite a quanto posso raccontare prima del rilascio. Posso solo concludere che Ace Combat 8 Wings of Theve è un gioco speciale. Con diversi difetti, alcuni lati ottusi e dei dialoghi che palesemente necessitavano di un protagonista non muto. Ma nonostante ciò, è uno dei giochi migliori della generazione. L’unico titolo, non chiamato Final Fantasy XIV Endwalker, che mi abbia fatto tentennare verso un dieci.
Voto che alla fine non gli ho assegnato, non perché non meriti tutti gli elogi (penso di aver sprecato fin troppo tempo a elogiarlo dopotutto) ma perché non credo sia un’esperienza irripetibile. Project Aces c’è, è un team vivo, incredibile, che tiene al franchise. Sono contento di aver potuto giocarre Ace Combat 8 Wings of Theve, amo i videogiochi. Aspetto Ace Combat 9.
Ace Combat 8 Wings of Theve è il mio nuovo Ace Combat preferito
- Gameplay divertente e accessibile
- Graficamente strepitoso
- Colonna sonora capolavoro
- Momenti incredibili su momenti incredibili
- Non son riuscito a provare l'online











