In questo articolo
Incredibile: nonostante gli annunci di Blizzard, l’uscita di Diablo IV: Age of Hatred Collection su Nintendo Switch 2 mi era quasi sfuggita. Così, non appena l’ho visto apparire sull’e-Shop non ho potuto fare altro che fiondarmici.
Si tratta della versione completa: Diablo IV, Vessel of Hatred e Lord of Hatred tutto in un solo pacchetto; parlo di oltre 70 giga di download più il pacchetto lingua dedicato e no, purtroppo non esiste edizione fisica, quindi ho liberato un po’ di spazio e ho cominciato a scaricare il tutto.

Un riassunto veloce
Non starò a tediarvi con la storia completa di Diablo IV: tanto è stato scritto e per quello che ci riguarda potete trovare tutto a questo link. Mi concentrerò quindi sull’ultima espansione e su un veloce recap delle attività endgame.
Con Lord of Hatred non sparisce nulla del ciclo endgame costruito da Diablo IV fino a Vessel of Hatred: Dungeon, Marea Infernale, Boss Mondiali, Orde Infernali, Sussurri e la Fossa restano tutti giocabili, e anzi sono stati nerfati e ampliati nei contenuti.
Il cambiamento arriva solo con War Plans, il nuovo sistema a “playlist“ pensato per sostituire la classica macinata su una singola attività.
Questo nuovo sistema consente di creare una sequenza di sfide che comprendono fino a cinque attività endgame da completare una dietro l’altra, incassando una ricompensa maggiore a fine ciclo tramite il Forziere di Guerra.

Ogni attività ha ora un proprio albero di potenziamenti dedicato, gli Activity Skill Tree, che sbloccano modificatori permanenti capaci di cambiare spawn dei nemici, tipologia di ricompense e meccaniche di sfida, con effetti che restano attivi anche fuori dal War Plan attivo.
Accanto ai War Plans arriva Echoing Hatred: si tratta di una sfida per chi ha già provato e consumato ogni build.
Qui si combatte senza tregua contro orde demoniache pressoché infinite: si può attivare da modalità tormento in su, sperando di trovare nei drop dei dungeon un oggetto raro, la Traccia degli Echi, per poi usarla nella capitale Temis.
Da qui accederemo a un regno dove i nemici non smettono mai di arrivare, fino a distruggere anche il giocatore più preparato. Più resisti e maggiore sarà la tua ricompensa.
Sul fronte più rilassato debutta il Pescare: una pausa letterale dal massacro di demoni, da praticare lungo le coste e i corsi d’acqua di Skovos, con la possibilità di scambiare i pesci pescati con altri giocatori per completare la propria collezione.

Tornano poi due grandi classici della serie riadattati al loot di Diablo IV: il Cubo Horadrico, che introduce un nuovo sistema di crafting dell’equipaggiamento, e il Talismano, un nuovo slot che sfrutta Sigilli e Amuleti per aggiungere affissi e poteri, portando per la prima volta il concetto di bonus da set dentro Diablo IV.
Sinceramente ne sentivo la mancanza, perché quella dei set è in assoluto la meccanica che maggiormente aspettavo da Diablo 3: l’avrei preferita sulle armature piuttosto che su un set di rune da inserire in un talismano, ma mi dovrò accontentare.

Da segnalare che il roster di boss da endgame si allarga: ai boss di covo storici si aggiungono quattro nuovi Lair Boss pensati apposta per il post-campagna, da intrecciare con le altre attività. Ah dimenticavo: un Lair Boss può comparire a sorpresa dentro un’Orda Infernale o nella Fossa.
Infine, ma non meno importante, il roster si allarga includendo il Paladino e il Warlock. Entrambe le classi meriterebbero un articolo a parte, ma per ora vi dico solo di provarle che non ve ne pentirete.

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Il porting per Switch 2
E adesso vediamo di scoprire insieme quello che realmente molti vogliono sapere: come gira Diablo IV: Age of Hatred Collection su Nintendo Switch 2.
Premetto che giocare a Diablo IV: Age of Hatred Collection in portabilità è favoloso e che ho esperienza in merito avendo già spolpato il titolo su Steam Deck prima dell’ultima espansione. Inoltre ho anche potuto gioire dell’esperienza completa su PC a settaggi elevati.
Tutto questo per dirvi che ho accumulato ore in game a sufficienza per valutare il comparto tecnico del titolo, ma quello che mi preme evidenziare è l’esperienza che Diablo IV: Age of Hatred Collection offre sulla console Nintendo.

Il perché è ovvio: su un PC di fascia medio-alta il gioco dà il suo meglio senza ombra di dubbio e senza possibilità di paragone con l’esperienza che si ottiene in portabilità.
Diablo IV: Age of Hatred Collection offre 30 FPS pressoché stabili in portabilità e in dock con un dettaglio grafico molto più che accettabile. Praticamente zero rallentamenti e nessun input lag nei comandi.
In questa stessa modalità su un televisore grande e con la possibilità di giocare usando i comandi mouse della Switch 2 il risultato è eccellente.
Anche se esiste un compromesso grafico, vi assicuro che a meno che non abbiate un termine di paragone proprio di fianco non è possibile cogliere la differenza.

Anche in portabilità il risultato è più che eccellente, ma per chi volesse Blizzard permette di salire a 40 FPS riducendo ulteriormente il dettaglio grafico.
In realtà questa funzione ha un solo vantaggio: graficamente la maggior frequenza di aggiornamento non produce effetti apprezzabili – dato che non percepivo nessuna differenza ho chiesto anche a mio figlio, che sicuramente ha occhi migliori dei miei, di darmi la sua opinione senza che cogliesse differenze – portando di fatto all’unico plus di garantire un leggero risparmio di batteria.
Insomma stiamo parlando un lavoro di porting davvero ben fatto, anche se devo segnalare due problemi: il primo è che durante le orde più concitate, con veramente tanti, ma tanti e – lasciatemelo dire ancora una volta – tanti nemici a schermo allora qualche tentennamento lo vedi, in qualsiasi modalità.

Questo non pregiudica l’esperienza ma è un problema che esiste, soprattutto dato che Diablo IV: Age of Hatred Collection spingerà in più occasioni sul numero di nemici da affrontare.
Il secondo problema, che non appartiene a Switch 2 ma a tutte le console portatili, è che Diablo IV richiede costante connessione online.
Diablo IV: Age of Hatred Collection in conclusione
Comprerei a prezzo pieno Diablo IV: Age of Hatred Collection su Switch 2? Se non ho il titolo assolutamente sì; se ho il titolo solo per una console o PC fisso assolutamente sì; se ho già il titolo su un’altra console portatile, non lo so.
L’ottimo porting e la facilità di fruibilità del titolo in giro mi fanno propendere per il sì anche in questo caso.
I pochi difetti non pregiudicano l’esperienza del titolo e i costanti investimenti in termini di aggiornamenti di Blizzard lo rendono un titolo dall’alta rigiocabilità e con un sacco di cose da fare.
Potete acquistare il titolo direttamente sull’e-Shop seguendo questo link.
L'inferno si apre su Nintendo Switch 2
- In portabilità Diablo è grandioso
- Ottimo Porting
- Esperienza completa
- Qualche lieve rallemtamento nei momenti con più nemici a schermo
- Richiede costante connessione online





