In questo articolo
È stato applicato uno strano cambiamento a un genere già di suo strano, ovvero quello dei soulslike. Valor Mortis vuole provare a cambiare qualcosa: diversamente dagli altri souls, questa volta il gioco sarà interamente in prima persona.
Un cambio un po’ strano, almeno teoricamente parlando. One More Level, già noto per aver realizzato Ghostrunner (che io non ho mai giocato), ha voluto tentare questo esperimento e, a detta degli sviluppatori, l’obiettivo è proporre qualcosa di nuovo senza modificarne troppo il genere.
Valor Mortis Recensione – Simile a un Lies of P
Le vibes che Valor Mortis mi ha subito trasmesso, e che sono state confermate man mano che andavo avanti con la run, sono quelle di un Lies of P. Quest’ultimo, almeno per quanto mi riguarda, è il gioiellino che non avevo chiesto, o, per meglio dire, il titolo che si avvicina di più alla perfezione di questo genere.

Magari perché i due titoli sono molto simili sotto tanti aspetti: la suddivisione in capitoli, la scelta di prendere una storia famosa e rimodellarla a proprio piacimento, alcune mosse e forse anche il movimento un po’ legnoso. Chi lo sa? Fatto sta che, per entrare nel DNA del titolo, non ci ho messo tantissimo, anche se si potrebbe fare un po’ di fatica a digerire la prima parte. Non perché sia pessima, ma perché il gioco è diretto fin dall’inizio.
Anche il level design, devo dire, è tanta roba e mi ha sorpreso: il posizionamento dei nemici è buono, le scorciatoie sono più che azzeccate e le zone sono diverse tra loro, senza però andare fuori contesto. I famosi falò, che qui in Valor Mortis sono delle lampade, sono pochi nelle varie zone, ma ci sono moltissime scorciatoie che permettono di utilizzare più volte lo stesso punto di riposo.
L’unica nota che devo fare è che, a un certo punto, ho perso quasi completamente la voglia di uccidere i nemici. Questo perché in certe aree, soprattutto in quelle finali, sono numerosi e credo servano, in alcuni casi, solamente ad allungare inutilmente il tempo necessario per completare il percorso.
Un altro motivo per cui questo titolo mi ha ricordato molto Lies of P è il sistema del parry. Credo infatti che Valor Mortis diventi più difficile del 99%, o comunque avete capito cosa intendo, senza il parry. Non dico che non si possa finire senza parare, ma che, se non si impara questa meccanica fin da subito, si avranno un bel po’ di problemi.

Anche la schivata è importante, ma non tanto quanto il parry, e il titolo te lo fa capire fin dalla primissima ora o, per meglio dire, fin dai primissimi momenti di gameplay. Imparate il parry se non volete soffrire. Buona anche la scelta dei potenziamenti, con la possibilità di salire di livello scegliendo non solo le solite cose, come la vita e la stamina, ma anche dei “bonus”.
Oltre alle classiche armi, troveremo anche delle “magie” nel corso della run, che mi hanno ricordato in parte BioShock. Durante la mia run, dove non era ovviamente necessario usarle per proseguire, non mi è capitato di usarle spesso, ma è vero anche che se le avessi usate fin da subito contro i nemici, mi avrebbero dato una varietà al gameplay che non avrebbe potuto far altro che migliorare.
L’area principale di Valor Mortis, per intenderci la zona dove avremo tutti i personaggi riuniti e dove potremo potenziarci e riposarci, si sbloccherà dopo un bel po’ di tempo. Le prime ore sono risultate, a parer mio, le più pesanti. Solo dopo aver superato il primo vero boss posso dire che il gioco abbia cominciato a mostrare il suo reale potenziale.
Una piccola nota, invece, sui boss: sebbene molti siano belli, li ho trovati estremamente facili. Sarà perché ho platinato tutti i Souls di FromSoftware (permettetemi questo piccolo vanto ironico), ma credo che il boss più difficile sia stato il primissimo, quello che si incontra poco prima di accedere alla chiesa dimenticata. Più ci avviciniamo alla fine, più la difficoltà dei boss aumenta, ma senza vederne troppo il cambiamento.
Non voglio dire che i boss di Valor Mortis siano brutti, anzi: molti sono anche divertenti e ben fatti, con un buon moveset e in alcuni casi anche “unici”. Il problema è solo il rimpianto di averli battuti molto velocemente, perché avrei voluto decisamente di più da questi scontri, come il boss finale, contro cui sono morto una sola volta.
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Non so cosa pensare della storia

Valor Mortis è ambientato in una versione alternativa della storia dell’inizio del XIX secolo, un’epoca in cui tutta l’Europa è messa a ferro e fuoco dalle ambizioni di potere di Napoleone Bonaparte. È il 1820, quindi parliamo di cinque anni dopo la più grande vittoria di Napoleone nella battaglia di Waterloo. La propaganda imperiale attribuisce il merito al suo genio militare, ma il suo trionfo è stato in realtà reso possibile da una misteriosa sostanza.
Vestiremo i panni di William Dowsett, un giovane ufficiale britannico privato dei suoi ricordi e della propria identità. In circostanze straordinarie, Will si unisce alla Legione straniera della Guardia imperiale e viene inviato in queste terre devastate dalla guerra. Non è, però, del tutto solo: al suo fianco ci sono alleati ispirati a personaggi storici e ai classici della letteratura europea.
La storia ci ha messo un po’ a catturarmi e non vi nascondo che, nelle prime ore di gioco, o, per meglio dire, nei primi capitoli, per quanto mi sforzassi, non riuscivo a entrare davvero nel DNA della lore di Valor Mortis. Solo dopo aver superato la metà di gioco sono riuscito, almeno in parte, a godermela per bene. Forse mi aspettavo di più, ma la storia non mi ha né sorpreso né deluso, risulta abbastanza intuitiva sotto certi aspetti, anche se ci sono molte note sparse in giro per i capitoli, e tante quest secondarie legate ovviamente a tutto quello che sta succedendo in queste terre, in modo da poter approfondire e di non poco la lore di Valor Mortis.
Tenendo conto del fatto che, come vi dirò a breve e capirete perché, ho rushato molte aree, Steam indica che la mia run di Valor Mortis è durata circa 11 ore, mentre gli sviluppatori hanno promesso più volte un titolo in grado di offrire dalle 15 alle 20 ore di base.
Se non siete troppo esperti del genere souls, o comunque non fate come ho fatto io, posso confermare sicuramente la durata promessa di Valor Mortis. Soprattutto considerando che, volendo, si può fare backtracking ed esplorare molte aree rimaste inesplorate perché, in precedenza, non si disponeva dei poteri necessari.
Ancora Unreal Engine 5…

Gli sviluppatori hanno già confermato una patch del day one con cui risolveranno alcuni problemi già noti. Uno di questi, che tra l’altro mi è capitato spesso durante la mia run, riguarda il frame rate: almeno una volta per capitolo si verificava un forte calo, che lo portava anche sotto i 10 fps per diversi minuti.
Purtroppo, anche dopo aver aggiornato i driver della scheda video, la situazione non è migliorata di una virgola. Tenete conto che i nuovi driver erano usciti proprio quando ero a metà gioco. Ho dovuto giocare moltissime aree in queste condizioni e, purtroppo, ne ho anche saltata qualcuna proprio per questo motivo. Per ricollegarmi al discorso dei troppi nemici, confermo nuovamente che certe aree ho proprio voluto rusharle.
Inoltre, per cercare di risolvere questo problema, ho provato ad abbassare un po’ la qualità grafica, ma vi avviso che non ci sono molte opzioni a disposizione. Il ray tracing, per esempio, si può solo attivare o disattivare: non ci sono impostazioni per ridurne il livello. Anche questa limitazione è già nota ed è voluta, almeno stando a quanto mi è stato comunicato dai dev, e al day one ci saranno più scelte grafiche.
Per ora, quindi, il titolo è un po’ povero sul piano tecnico. Tra l’altro, parliamo di Unreal Engine 5, quindi non c’è da meravigliarsi da questo punto di vista: bello a prima vista, ma con problemi su molti fronti, e perdonate la pessima battuta.
Parlando sempre di problemi, ne ho riscontrati non pochi durante la mia run. Sebbene fossero piccoli e di poca importanza, hanno avuto un impatto significativo sul risultato finale. Mi riferisco, per esempio, a problemi legati al lock di certi nemici, all’impossibilità di effettuare alcune scelte con il controller, che mi costringeva a usare mouse e tastiera, oppure al salto, che molte volte sembrava non funzionare come avrebbe dovuto.
Un altro problema che mi ha fatto rosicare, e non poco, è che spesso, quando uccidevo un nemico, il lock automatico mi spoilerava la posizione di quelli vicini, rovinandomi così la “sorpresa” di un nemico studiato e piazzato bene, e ovviamente per “bene” intendo per farmi sclerare.
Comunque, per farvi capire meglio, a parer mio il problema maggiore era che, pur tenendo premuto il tasto per attaccare, alcune volte il gioco sembrava non registrare l’input. Come dicevo, non mi sono capitati episodi di out of the map o bug che mi costringessero a riavviare la run, ma tanti piccoli bug che, uno dopo l’altro, creano una serie di problemi fastidiosi e impossibili da non notare.

Valor Mortis Recensione – Conclusione
Un gioiellino che non avevo chiesto, nel vero senso della parola, e questo è quello che penso di Valor Mortis. Se i vari problemi con la patch del Day One verranno risolti, allora potrò consigliarlo sicuramente agli amanti dei souls, ma con i problemi tecnici in quello stato, mi dispiace dirlo, ma certe volte era proprio ingiocabile. Forse è meglio aspettare un attimo e vedere se effettivamente i problemi verranno risolti prima di comprarlo, tanto il mese di ottobre è comunque ricco di titoli importanti.
Ne sono uscito soddisfatto, anche se avrei voluto vivermi un’esperienza del titolo sicuramente migliore. Valor Mortis uscirà il 13 ottobre alle 19:00 ora italiana su PS5, Xbox Series X/S e PC al prezzo di 40,00 € e, tra l’altro, se avete l’iscrizione all’Xbox Game Pass ci potrete giocare “gratuitamente”.
Un gioiellino che non avevo chiesto
- Sistema di combattimento.
- Posizionamento dei nemici.
- Aree di gioco belle da vedere e da giocare.
- Una buona mappa e un'ottima direzione artistica
- Ottimizzazione pessima.
- Cali di Frame assurdi.
- Piccoli bug ma tanti.

