In questo articolo
La mia esperienza con la saga di Tales of è sempre stata un po’ al contrario, avendola vissuta a ritroso attraverso il recupero dei capitoli usciti sulle vecchie generazioni di console. Negli ultimi anni, Bandai Namco ci ha proposto diverse riedizioni dei titoli più famosi della serie, come Tales of Xillia Remastered e Tales of Berseria Remastered, opere tuttavia ancora ben accessibili e recuperabili su piattaforme non particolarmente datate, quindi completamente inutili dal punto di vista del giocatore moderno.
Quella di Tales of Eternia Remastered, invece, mi sembra un’operazione molto più sensata e logica, vista anche l’irreperibilità dell’originale risalente alla prima PlayStation (e PSP nel caso della versione europea). Con l’arrivo di Tales of Eternia Remastered, uno dei primi capitoli della saga fa finalmente il suo ritorno su tutte le piattaforme moderne, PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2 e PC via Steam, offrendo sia ai veterani sia alle nuove generazioni l’opportunità di vivere, o rivivere, questa fantastica avventura.
Tales of Eternia Remastered – Recensione PS5
La trama nei titoli della serie Tales of ha sempre rivestito un’importanza centrale, distinguendosi sia per la cura registica che per un profondo sviluppo dei personaggi. I temi affrontati nei singoli capitoli toccano spesso argomenti di grande rilevanza sociale, filosofica e geopolitica: dalla convivenza tra razze diverse al pregiudizio, fino ai dilemmi morali legati alla giustizia, al sacrificio personale e all’accettazione della diversità.
Queste tematiche sono ricorrenti nei vari capitoli, come anche nel caso di Tales of Eternia Remastered. Questo titolo, in particolar modo, vede due realtà completamente diverse tra loro e in perenne conflitto. Ci troviamo a Eternia, un mondo diviso in due regni speculari e contrapposti: Inferia e Celestia, che vivono in una condizione di precario equilibrio.
La vicenda prende vita quando nel regno di Inferia il protagonista Reid Hershel, un cacciatore pacifico e metodico, e la sua amica d’infanzia Farah Oersted, una ragazza energica e determinata, assistono alla caduta di un misterioso oggetto dal cielo. Tra le macerie incontrano Meredy, una ragazza enigmatica proveniente dal mondo superiore di Celestia, la quale parla una lingua del tutto incomprensibile (il Melnics).

Ben presto i protagonisti apprenderanno dell’arrivo di una catastrofe, nota come il Grande Impatto, che minaccia di far collidere i due mondi, portando alla distruzione totale di Eternia. Ha così inizio un lungo e pericoloso viaggio per impedire la fine di entrambi i regni. La forza della trama risiede tutta nella caratterizzazione e nel legame crescente che si sviluppa tra i componenti del party, portando sullo schermo temi immortali come l’empatia, il superamento delle barriere linguistiche e culturali, la cooperazione e la crescita interiore.
Sebbene l’incipit racconti una classica avventura di formazione basata sulla risoluzione dei conflitti tra due popoli, sul viaggio e sull’esplorazione, la sceneggiatura dimostra una matura capacità di caratterizzazione, specialmente per il periodo in cui è uscito il titolo. Il gruppo di viaggiatori cresce gradualmente, integrando personaggi dotati di motivazioni personali ben definite e mai del tutto banali.
Le interazioni tra i componenti della squadra offrono momenti di grande leggerezza alternati a riflessioni sul valore della diversità culturale, sulla paura dell’ignoto e sulle conseguenze dei pregiudizi tra popoli storicamente divisi. Pur mantenendo i toni tipici delle produzioni animate dell’epoca, l’intreccio sa regalare colpi di scena ben architettati e un ritmo narrativo che si mantiene costante per l’intera durata del gioco.
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Il ritorno dell’Aggressive Linear Motion Battle System
Sul fronte del gameplay, ritroviamo il leggendario Aggressive Linear Motion Battle System. A differenza di molti JRPG dell’epoca basati sui combattimenti a turni, la serie Tales of ha fatto della dinamicità in tempo reale il suo tratto distintivo, e Tales of Eternia ne rappresenta uno dei primi esempi nella classica veste bidimensionale.
I combattimenti si svolgono su un piano a scorrimento orizzontale dove il giocatore prende il controllo diretto del leader del gruppo, ovvero Reid (unico personaggio giocabile), mentre i compagni agiscono in base alle impostazioni tattiche predefinite. L’azione si rivela veloce, viscerale e fortemente incentrata sulle combinazioni. È infatti possibile concatenare gli attacchi fisici standard con potenti arti marziali e magie per mantenere i nemici costantemente sotto pressione.
Allo stesso tempo, mantenere il giusto posizionamento tattico sul campo e difendere i membri delle retrovie dedicati alle magie risulta fondamentale negli scontri più complessi. L’assenza di menu durante l’esecuzione delle mosse garantisce un ritmo sempre frenetico e appagante. Di contro questo sistema è figlia di una generazione ormai passata e superata, pertanto potresti ritrovare questo sistema di combattimento piuttosto vetusto e rigido in alcuni momenti.

Personalizza la tua avventura
Bandai Namco ha comunque svolto un ottimo lavoro di ammodernamento su questo specifico titolo, sia a livello di accessibilità che di personalizzazione. Ci sono diversi aspetti che possono essere modificati a nostro piacimento, anche a partita già avviata. Sul fronte dell’accessibilità troviamo anche l’inserimento della lingua italiana sottotitolata, un aspetto non da sottovalutare in questi tempi.
Il resto dei ritocchi riguarda l’aspetto grafico e di giocabilità, andando a eliminare quella macchinosità del passato ma senza snaturare l’opera originale. Uno dei problemi principali dei titoli dell’epoca era il rischio di perdersi o non sapere come proseguire. Tales of Eternia Remastered introduce nuove icone di destinazione sull’interfaccia che indicano chiaramente il prossimo obiettivo, sia per le missioni principali che per le secondarie. Tuttavia, questo sistema non è infallibile e mi sono ritrovato in alcuni casi senza l’indicatore (magari un bug?), ma rimane un’aggiunta utile per non girare a vuoto.
Anche sul fronte degli spostamenti e dei combattimenti troviamo delle novità non da poco. In Tales of Eternia Remastered sono stati inseriti il movimento veloce, che accelera il passo del nostro protagonista nel mondo aperto, e i combattimenti automatici che consentono di superare rapidamente le battaglie in completa autonomia, utili per superare gli scontri minori.

Un’altra novità fondamentale riguarda la gestione dei combattimenti casuali, croce e delizia dei JRPG classici, che ora possono essere liberamente attivati o disattivati. Questa opzione permette di esplorare i dungeon e mappare gli ambienti in totale serenità quando si desidera seguire la storia, per poi riattivare i nemici quando ci si vuole dedicare al grinding.
Per rendere l’avventura fruibile a qualsiasi tipologia di giocatore sono stati introdotti vari strumenti di supporto, tra cui le opzioni di Potenziamento, il Recupero veloce per curare il gruppo e la possibilità di effettuare un Riprova battaglia immediato in caso di sconfitta. Per chi cerca una vera prova di abilità, Tales of Remastered aggiunge due nuove impostazioni di difficoltà: la difficoltà Estremo, selezionabile fin dal primo avvio del gioco, e la difficoltà Ignoto, pensata per offrire una sfida definitiva ai veterani più esperti e sbloccabile solamente dopo aver completato il gioco almeno una volta.
Rispetto per l’opera originale
Avere una scelta, anche nel caso di una remastered, è sempre cosa buona e giusta. Un elemento particolarmente apprezzabile di questa riedizione è, infatti, l’attenzione riservata alla conservazione storica dell’opera. Nelle opzioni di gioco è presente una funzionalità che permette di passare liberamente tra le impostazioni grafiche e audio rimasterizzate e quelle classiche dell’originale.
Questo permette ai puristi di rivivere l’esperienza di Tales of Eternia esattamente come si presentava sulle piattaforme originali, mentre chi preferisce una resa visiva più pulita ed adattata ai display moderni può godersi le migliorie grafiche e sonore rinnovate. Il restyling grafico è comunque molto conservativo, puntando più su una pulizia generale dell’immagine (meno pixellosa) piuttosto che un rifacimento completo dei modelli e degli elementi bidimensionali. Stesso discorso vale per la mappa esplorabile in 3D, davvero mediocre dal punto di vista grafico e che mostra tutti i limiti tecnici dell’epoca in cui è uscito.

Il comparto audio beneficia della presenza sia del doppiaggio originale giapponese sia di quello inglese, consentendo di scegliere il cast vocale preferito per accompagnare lo svolgimento della storia. Come già anticipato prima, la localizzazione garantisce la presenza dei sottotitoli in italiano, rappresentando un’ottima notizia per la fruizione della trama da parte del pubblico nostrano.
Una remastered convincente
Tales of Eternia Remastered rappresenta un’operazione di recupero riuscita ed estremamente rispettosa. Bandai Namco è riuscita a preservare la magia di un JRPG fondamentale degli anni 2000, smussandone i punti critici legati all’invecchiamento delle meccaniche tramite opzioni di modernizzazione intelligenti e mai invasive.
Sul livello prettamente grafico si poteva fare decisamente meglio, specialmente per quanto riguarda la mappa 3D. Il sistema di combattimento è soddisfacente, ma è chiaro che alla base c’è una struttura antiquata nata in un’epoca ormai passata. Potrebbe non piacere a tutti questo sistema di combattimento.
Sia che vogliate ritornare ad esplorare i regni di Inferia e Celestia per pura nostalgia, sia che affrontiate per la prima volta il viaggio di Reid, Farah e Meredy, questa Remastered si conferma un acquisto caldamente consigliato a tutti i fan della saga e agli appassionati di JRPG in generale.
Un titolo imperdibile per tutti i fan della saga.
- Storia coinvolgente e cast memorabile
- Operazione di ammodernamento riuscita e con diversi miglioramenti
- Localizzazione in italiano
- Rigidità strutturale di fondo nei combattimenti 2D
- Lo spostamento nella mappa 3D mostra i limiti tecnici dell'epoca
- Restyling grafico piuttosto pigro
