Adrenalin Misfits – Recensione Crossboard 7

In prima linea nello sviluppo di videogames per Kinect, Konami presenta una nuova IP, Crossboard 7, che grazie alle funzionalità di “full body motion control” della nuova periferica Microsoft, porta il giocatore nel mondo dello snowboarding.


Storia di un successo mancato

Ad onore del vero, il termine snowboard calza stretto. Le bianche cime innevate, infatti, sono solo uno degli scenari a disposizione, e non sarà raro vedere il proprio personaggio scivolare tra ambientazioni tropicali, cascate, e fiumi di sabbia e lava.
Le prime fasi di gioco, dopo le consuete raccomandazioni sull’uso di Kinect, sono tutte dedicate all’apprendimento dei movimenti base, perché nonostante lo “stile” consista nel mimare le movenze di un surfer, alcuni comandi necessitano di un approfondimento, dato che l’uso del joypad non è contemplato neppure per la navigazione dei menu.
Solo dopo aver superato il tutorial, avremo accesso alle sfide vere e proprie, e grazie alle prime vittorie, aggiungeremo alla collezione nuove piste, nuovi scenari, personaggi e tavole con caratteristiche differenti.

Neve, acqua, fuoco…

Graficamente é da considerare nella media, niente di meno rispetto a quanto Xbox 360 ci ha abituato nel corso degli anni, effetti luce gradevoli, framerate stabile e nessun rallentamento sono tra i punti di forza; i personaggi, di pregevole fattura, stravaganti e fantasiosi si integrano bene nel quadro estetico del titolo, che si completa con la possibilità di scendere in pista con il nostro Avatar personale.
L’ambientazione, di qualunque natura sia, è varia ma tuttavia confinata a mero ruolo di “cornice scenica”, dove l’interazione con il mondo che ci circonda è limitata a pochi ostacoli “a tema” e la differenza tra il tipo di superficie solcata è semplicemente visiva.

Jump!

Il sottofondo musicale che ci accompagna per tutto il gioco ha sonorità tipicamente Rock, e contribuisce a creare l’atmosfera giusta per le nostre discese. Particolare è poi la voce fuori campo del nostro istruttore MC Ricky, che commenterà per noi tutti i momenti importanti, esaltandosi per una prima posizione o un trick riuscito, disperandosi viceversa per una posizione persa o una rovinosa caduta. Ad ogni modo, la stanchezza per l’uso continuato del Kinect giunge prima che tutto ciò diventi noioso o ripetitivo.

Chi la fa l’aspetti

Nel gioco sono presenti 6 diverse modalità di gioco, “Super G”, “Volo continuo”, “Trick”, “Caccia ai palloni”, “Discesa libera” e “Stadio dei giochi”, il nostro compito non sarà solo quello di arrivare primi, ma anche restare in aria il più possibile, raccogliere il maggior numero di palloncini, infilare tutte le porte e creare il maggior numero di “manovre” (Trick) per raggiungere il punteggio più alto; inoltre, facendo un po’ il “verso” al celeberrimo Mario Kart, passando attraverso particolari checkpoint sparsi qua e là per il tracciato, acquisiremo un bonus attivabile a comando (battendo il piede sul pavimento), che se usato nel momento opportuno ci renderà più facile la gara.
L’aspetto più importante di un titolo del genere è sicuramente quello del sistema di controllo: se l’interpretazione dei movimenti nel menu è intuitiva, rapida e precisa, non possiamo dire altrettanto di quelli in game, che sono spesso imprecisi e con un tempo di risposta tra il movimento del giocatore e quello del personaggio (input-lag)  che vizia l’esperienza di gioco. Non di rado infatti capita di voler fare un rapido cambio di direzione ed il risultato purtroppo non é mai all’altezza delle aspettative, in più è doveroso sottolineare che comandi “identici”, vengano mal interpretati o talvolta ignorati, creando nel giocatore sensazioni che vanno dallo smarrimento allo sconforto.

Chi la dura la vince

Il primo impatto é certamente positivo; una grafica accattivante, buone sonorità, l’uso del proprio Avatar, la modalità di gioco multiplayer (in split-screen) e modalità di gioco differenti, sono tutti punti a favore di un titolo che però soffre troppo proprio su quell’aspetto, il gameplay, che dovrebbe essere il cardine di questa tipologia di giochi che puntano tutto sulla praticità e l’immediatezza.
Sebbene la difficoltà cresca con l’aumentare dei livelli e gli avversari si facciano sempre più duri da sconfiggere, la vera sfida è con se stessi e la propria pazienza, messa a dura prova dal sistema di controllo impreciso.

Invertendo l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia

Sviluppare per una periferica innovativa, che rivoluziona il rapporto giocatore-gioco, non e’ sicuramente un compito facile, il rischio é, come in questo caso, quello di avere un prodotto che vale per Konami, come una prova sul campo delle reali potenzialità dell’accessorio di casa Redmond.
Crossboard 7 esce sul mercato in sordina e senza grandi aspettative; se avesse avuto una maggiore precisione nel sistema di controllo sarebbe stato quantomeno un acquisto obbligato per i fan del genere, ma la realtà è ben diversa, e per il momento non ci resta che rinunciare all’idea di vestire i panni di un virtuale Tony Hawk delle nevi.

Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Potrebbe interessarti anche

  • Devil Jam – Recensione

    Devil Jam – Recensione

    Sono poche le software house italiane che riescono a farsi un nome in questo medium chiamato videogiochi. Mi vengono in mente i ragazzi di Milestone con il recente Screamer (qui la nostra recensione del folle anime-racing), oppure Kunos Simulazioni con la serie Assetto Corsa; ma probabilmente quello che ha dato un boost non indifferente al…

  • Death Stranding 2 (PC) – Recensione

    Death Stranding 2 (PC) – Recensione

    Il cerchio si chiude, e l’ultima, visionaria epopea autoriale di Hideo Kojima spezza finalmente le catene dell’esclusività, Death Stranding 2: On The Beach sbarca ufficialmente sulle nostre macchine, e lo fa passando dalla porta principale grazie all’infallibile maestria tecnica di Nixxes Software. Questi autentici maghi dell’ottimizzazione ci consegnano un porting, permettendoci di vivere il nuovo,…

  • Docked – Recensione

    Docked – Recensione

    “Nessuno può davvero voler giocare un gioco che simula un lavoro, no?” Poi Powerwash Simulator di FuturLab fa 17 milioni di giocatori, e si apre il vaso di Pandora. Sicuramente il simulativo di FuturLab non è stato il primo nel suo genere, ma è forse quello che più di altri è riuscito a infrangere la…

  • Crimson Desert – Recensione

    Crimson Desert – Recensione

    Giudicare Crimson Desert, lo ammettiamo, è stata una delle “missioni” più complicate della nostra carriera. E non solo per il suo impatto mediatico e per la risonanza che, inevitabilmente, si è guadagnato già ben prima di approdare sul mercato. Per quanto sia sempre possibile in qualche modo identificarlo come un progetto “totale”, la realtà dei…

  • Disciples: Domination Recensione

    Disciples: Domination Recensione

    Prima di cominciare questa recensione, hai bisogno di conoscere le origini di questa saga dark fantasy: Disciples: Domination è parte di una serie di videogiochi strategici a turni con elementi RPG ambientata nel mondo fantasy oscuro di Nevandaar (chiamato anche Sacred Lands, le Terre Sacre). Questo mondo è tormentato da guerre tra razze, divinità e…

Lascia un commento