Mystery Case Files: The Malgrave Incident – Recensione Mystery Case Files: Il Caso Malgrave

Mystery Case Files è una serie molto particolare. A prima vista sembra una normale avventura grafica, con una componente narrativa di rilievo e un gameplay che si basa sulla soluzione di enigmi utilizzando oggetti trovati lungo il cammino. Il modo in cui si trovano questi oggetti è però molto particolare: bisogna infatti fare dei minigiochi in cui bisogna trovare dei particolari elementi in uno scenario pieno di oggetti. Dopo diversi capitoli per PC, e uno poco fortunato uscito per DS, la serie di Big Fish Games ritorna con questa nuova avventura, sottotitolata "Il caso Malgrave".

Un caso particolare

La storia è di sicuro il punto cardine dell’intera esperienza di gioco.
Siamo un detective dell’agenzia investigativa "Mystery Case Files" e ci viene recapitata una lettera d’aiuto da Winston Malgrave, proprietario dell’isola omonima. Ciò che rende quest’isola così misteriosa sono le acque termali che sgorgano dalle fonti del luogo. Si dice che queste acque abbiano poteri curativi e siano in grado di cancellare i segni del tempo e ridare al corpo piena giovinezza. L’inquietudine dell’isola è dovuta però a particolari eventi che hanno portato la gente ad abbandonare le proprie abitazioni e lasciare solo il signor Malgrave, che è rimasto nella sua residenza. Per riuscire a risolvere l’intrigato groviglio di misteri e segreti abbiamo a disposizione solo un oggetto recapitato insieme alla lettera; ed è proprio quest’ultimo uno dei punti cardine del gameplay.
Bisogna dire che l’intreccio narrativo messo in piedi funziona e invoglia il giocatore a continuare nonostante alcune scelte di gameplay poco felici che potrebbero traviare i videogiocatori non interessati alla trama.

Cerca cerca

Il particolare oggetto che ci viene messo a disposizione sin dall’inizio ha due funzioni: quella di ricetrasmittente per tenerci in contatto con Malgrave e di raccoglitore per una speciale polvere utile a sbloccare certe porte che precludono l’avanzare dell’avventura. Per raccogliere questa sostanza particolare bisogna portare a termine delle schermate (quasi del tutto statiche) dove bisogna trovare, utilizzando il solo Wii-mote, gli oggetti nominati nella parte bassa dello schermo. Tali ricerche possono mettere anche in seria difficoltà i giocatori, visto che alcuni oggetti sono davvero mimetizzati bene tra il mucchione di roba presente a scherno, e proprio per evitare che ci si "blocchi" è stato messo a disposizione un sistema di aiuti che evidenzia la zona dello schermo in cui è presente un oggetto a caso della lista; l’unica restrizione nell’utilizzo di questi aiuti sta in un lasso di tempo da attendere per poter usufruire di un altro aiuto, cosa che capiterà molto spesso, credeteci.

Risolvi l’enigma

L’incedere dell’avventura è in pieno stile avventura grafica, ma sfortunatamente non c’è la stessa importanza data all’esplorazione come in altri esponenti dello stesso genere; il ritmo di gioco, inoltre, pare ancora più basso rispetto a giochi simili a causa della presenza delle fasi di "ricerca" sopra illustrate. Gli enigmi ambientali sono anche qui presenti, anche se non richiedono molte combinazioni di oggetti per essere risolti; proprio la raccolta di questi oggetti, che sono essenziali per proseguire e rendere un tantino più spesso il gameplay, è abbastanza criticabile: ciò avviene dopo la conclusione di una fase di "ricerca" e, a nostro avviso, risulta abbastanza lento (forse anche fin troppo) tale genere di raccolta. Per diversificare leggermente il gameplay sono presenti anche altri tipi di rompicapo.

Un’isola misteriosa

Insieme alla storia, l’altro punto di forza del gioco è l’ambientazione e l’atmosfera che si respira. L’isola, come detto, è completamente disabitata (a eccezione di Malgrave) e questo senso di abbandono è perfettamente ricreato grazie a un buon lavoro audio-visivo, con paesaggi disastrati ben accompagnati da musiche malinconiche che ne sottolineano la desolazione.
Se dobbiamo andare a valutare il gioco sotto il profilo prettamente tecnico, bisogna dire che scendiamo a livelli solo discreti. La longevità dell’avventura si attesta anch’essa sugli stessi livelli.
Segnaliamo infine la modalità multigiocatore, sia cooperativa che competitiva, dove è possibile sfidare i propri amici nella ricerca degli elementi richiesti su schermo.

Commento

Il vero problema di "Mystery Case Files: il caso Malgrave" non sta nel gioco in sé, ma nella serie stessa. Il gameplay si basa in maniera troppo forzata sulla ricerca di elementi a schermo, dando un senso di vecchio e banale difficilmente cancellabile. Tale idea poteva essere sfruttata per variare un po’ l’incedere dell’avventura, ma farne un gioco diventa abbastanza difficile, e stancante per il videogiocatore. Ci fosse stato un sistema esplorativo meglio studiato, e soprattutto più armonioso, forse avremmo avuto tra le mani un piccolo gioiello. Peccato, la storia e l’atmosfera c’erano, e piange il cuore a vederle buttate via così.

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