Spider-Man: Edge of Time – Recensione Spider-Man: Edge of Time

Spider-man è probabilmente il supereroe Marvel più amato in assoluto. Questo è il secondo anno consecutivo in cui esce un episodio videoludico dell’uomo ragno. Ormai, quindi, si sta andando oltre il classico titolo sviluppato per sfruttare l’ondata commerciale del film in uscita nelle sale: ovviamente il lucro è lo scopo primario di questi titoli, e ciò ci fa capire che il personaggio è talmente forte da non aver bisogno più di fattori esterni per poter vendere. Purtroppo, però, la qualità di questi giochi non è sempre accettabile; andiamo a vedere cosa offre al giocatore Spider-man: Edge of Time.

Ai confini del tempo

La storia è molto particolare. Spider-man è morto. Quello del futuro, però, per sventare i piani di distruzione del dottor Sloan ed evitare la morte dello Spider-man del passato, utilizzando dei portali torna indietro nel tempo e avvisa il vecchio eroe del pericolo. Così ha inizio l’avventura, che si rivela molto intricata per via dei continui salti temporali e le implicazioni che portano determinate azioni sul futuro o sul passato. Purtroppo, però, la trama non è nulla di eccezionale, e finisce per rivelarsi abbastanza banale e scontata. Sembra quasi che le scelte narrative effettuate siano tutte a vantaggio delle meccaniche di gioco implementate che si basano sulla dualità tra Amazing Spider-man e Spider-man 2099. Il primo vive negli anni settanta e il secondo è alle porte del ventiduesimo secolo. 

Un gameplay duale

Il gioco è fondamentalmente un action game che riprende le meccaniche classiche del genere. Un po’ tutti i videogiochi dedicati ai supereroi riprendono questo tipo di meccaniche, infatti lo stesso Spider-man, che inizialmente aveva una struttura free-roaming, sono diversi anni che propone ai giocatori un gameplay più lineare, anche se non sempre adatto alle caratteristiche dell’eroe Marvel. Abbiamo quindi detto che c’è una pesante dualità in tutto il gameplay; tale scelta porta sicuramente a una maggiore varietà, viste le ambientazioni tra le due epoche molto differenti e le caratteristiche dei due Spidey per alcune cose apparentemente differenti. Purtroppo il problema è che questa varietà è solo fittizia: lasciando stare le ambientazioni, il gameplay proposto nelle due varianti offre pressappoco le stesse mosse; forse solo qualche abilità appare ben utilizzata e differenziata tra le due esperienze di gioco, ma per il resto non siamo su alti livelli di differenziazione. Ciò che appare molto chiaro sin da i primi minuti di gioco è la scelta degli sviluppatori di dare un taglio cinematografico al tutto; molto spesso, infatti, la telecamera si sposta in modi molto particolari e rende davvero immersive alcune fasi: soprattutto quando ci sono situazioni in cui bisogna arrampicarsi lungo un condotto particolarmente lungo o mentre si porta in braccio Amazing Spider-man ferito. Queste ultime fasi ricordano molto quelle viste in Metroid: Other M, con la telecamera che si sposta verso destra; anche in questo caso, però, tali situazioni sono utili solo ad aumentare l’immersività e a creare atmosfera.

Il ritmo è la chiave del successo

Il punto di forza di Spider-man: Edge of Time è il ritmo di gioco, soprattutto nella prima parte dell’avventura: si viene catapultati da un’epoca all’altra, da un personaggio all’altro, con una fluidità e una coerenza con quel che accade intorno ai personaggi davvero incredibile. Anche nello sviluppo della trama la prima parte è senza dubbio la migliore, nonostante poi si perda e sfoci nella banalità. Ritornando al gameplay vero e proprio, il sistema di combattimento è alla God of War, con combo da sbloccare utilizzando i punti guadagnati durante il combattimento. Per il resto il tutto funziona abbastanza bene, ma il problema maggiore sta nelle situazioni proposte: inizialmente interessanti, sia nei "puzzle" ambientali che nei combattimenti, ma che tendono a ripetersi all’infinito. Purtroppo è davvero un peccato, perchè alcune scelte sono davvero interessanti. 

Il problema sono gli alti e i bassi

Il comparto grafico, invece, si mantiene discreto nella maggior parte delle situazioni, apparendo in alcuni casi ottimo e in altri abbastanza scadente. Le diverse ambientazioni, che seguono due stili completamente diversi, quelli di Spider-man 2099 e Amazing Spider-man, purtroppo cominciano ad essere ripetitive dopo poco. Alcune texture, soprattutto nelle fasi in cui la telecamera si sposta molto vicino al giocatore, non appaiono eccezionali e anzi mostrano il fianco a diverse critiche. La colonna sonora è discreta e il doppiaggio in inglese si mantiene sugli standard medi di questo tipo di produzioni. La longevità è nella media per gli action game, e non è presente alcun tipo di multiplayer, ma solo sfide che possono portare il giocatore a potenziare al massimo il proprio personaggio.

Commento

Spider-man: Edge of Time è un prodotto discreto, che solo i fan più accaniti potranno apprezzare nella sua interezza. Purtroppo il vero problema sta nella eccessiva ripetitività che impedirà ai meno pazienti di finire l’avventura. Tutto il resto si attesta su livelli medi e ciò non aiuta il gioco a ergersi tra la massa. Probabilmente è anche la struttura di gioco a non sposarsi bene con Spider-man, a nostro avviso; per il prossimo capitolo dedicato all’uomo ragno sarebbe molto interessante ritornare a delle meccaniche free-roaming, ovviamente stando ben attenti a non rendere tutte uguali le varie mappe e variegare il più possibile le missioni. Anche se difficile, questa è la scelta migliore e che più si adatta al personaggio di Spider-man.  

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