Disgaea D2: A Brighter Darkness – Disgaea D2: A Brighter Darkness

Dieci anni fa usciva “Disgaea: Hour of Darkness”, capostipite di quattro fortunati, ma poco conosciuti, capitoli di una delle serie di giochi strategici targata “Nippon Ichi”.
“Disgaea D2: A Brighter Darkness” festeggia in grande il ventennale della casa di produzione e riporta alla riscossa i tre personaggi principali del primo capitolo, che dopo numerosi ruoli secondari, spin-off e porting vari sono protagonisti indiscussi di un secondo prodotto dedicato a loro.
 
Il duro mestiere dell’Overlord
 
Chi ha giocato il primo “Disgaea”, riconoscerà fin da subito la schermata del titolo con il castello di Laharl in sfondo e l’invariato tema musicale che riporta nostalgicamente al 2003, un omaggio ai fans di vecchia data.  
 
 
Il nostro protagonista Laharl è riuscito finalmente a diventare “Overlord”, ovvero il sovrano del regno demoniaco.
Tutto sembra proseguire secondo i suoi malvagi piani, finché un giorno scopre che molti demoni non contemplano minimamente la sua esistenza, di conseguenza non riconoscono la sua autorità. Inizia così la nuova avventura del trio Laharl, Etna e Flonne per fermare le ribellioni interne a suon di spadate, pugni e attacchi magici, il tutto sotto forma di gioco di ruolo tattico.
 
Uno strategico non per tutti
 
Per i neofiti giocare a Disgaea equivarrà ad essere sommersi da informazioni su informazioni intelligentemente distribuite in semplici, ma anche tediosi, tutorial.
Diventare dei buoni strateghi richiede attenzione e impegno, molti potrebbero trovarsi in difficoltà fra statistiche, classi, armi e abilità speciali, ma una volta padroneggiati, il titolo può regalare infinite soddisfazioni.
 
 
Per i veterani invece, le basi sono rimaste invariate, escluse alcune nuove funzioni come la possibilità di poter far cavalcare alle unità umane i mostri e far sviluppare intesa fra le proprie truppe, facendole combattere vicino per devastanti combo.
In modo da facilitare l’allenamento delle unità, è stato anche introdotto un “cheat shop” insieme ad un dojo per potenziare specifiche statistiche dei personaggi.
 
 
Le memorie di Disgaea
 
Per quanto possa risultare piacevole un remix della OST del primo capitolo, musicalmente c’è stato fin troppo riciclo dei passati brani, così come degli elementi grafici ripresi dai precedenti Disgaea per PS3.
Il lato tecnico continua a rimanere il “tallone d’Achille” della serie, per quanto il risultato finale possa risultare piacevole con la sua grafica semplice e colorata, è un vero peccato che dopo cinque anni Nippon Ichi non abbia colmato questa lacuna.
 
 
Fra le opzioni è anche presente il “dual audio”, aggiunta sempre gradita ai più visto l’ottimo doppiaggio giapponese, contrariamente a quello inglese che purtroppo ha voci non sempre azzeccate.
 
 
Conclusioni finali
 
Chi ha apprezzato il primo capitolo non potrà lasciarsi sfuggire questo sequel ricco di citazioni, nuove features, personaggi inediti e vecchi ritorni. 
I nuovi arrivati potrebbero trovarsi spiazzati trattandosi di uno dei titoli meno accessibili della serie, ma il consiglio migliore sarebbe di recuperare il precedente, vista anche la totale assenza di un riassunto degli eventi passati a quelli di Disgaea D2. 
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