Blood Alloy: Reborn - immagine della recensione

Sulle piattaforme di crowdfunding esistono due tipi di sviluppatori: quelli che avviano la campagna con un’idea che esiste solo sulla carta e quelli hanno già materiale sufficiente per farci un gioco. La differenza in genere è che, se la campagna non va a buon fine, i primi spariscono insieme alla loro idea, mentre i secondi semplicemente ridimensionano il progetto. Questo è ciò che è successo con Blood Alloy: Reborn, originariamente concepito come una complessa avventura single-player in stile Metroidvania e poi diventato un frenetico gioco score-attack arcade ad arene. Sarà rimasto ugualmente interessante?

Blood Alloy: Reborn - immagine 1 della recensione

La parola chiave di Blood Alloy: Reborn è “velocità”: il giocatore controlla una cyborg dotata di incredibile agilità che può correre lungo le pareti e i soffitti, compiere balzi enormi e schivate rapidissime. Solo due armi, una lama e una pistola a energia, ma molti attacchi diversi: si possono compiere attacchi in rapida successione e addiruttura a mezzaria, o colpi caricati molto potenti, con differenti combo possibili. La difficoltà sale di pari passo col tempo: più tempo si passa nell’arena più numerosi e ostici sono i nemici che appaiono, e allo stesso tempo più nemici si abbattono in sequenza più il multiplicatore di punti aumenta.

Blood Alloy: Reborn - immagine 2 della recensione

La sensazione di azione frenetica è solida e davvero ben riuscita, complice anche una colonna sonora dal gusto new retro wave che dona il giusto ritmo – senza contare la presenza di artisti del calibro di Perturbator (chi ha giocato Hotline Miami dovrebbe conoscerlo bene). Il problema di Blood Alloy: Reborn è che quanto abbiamo descritto racchiude tutto il gioco: non esistono modalità differenti e vi sono solo tre arene, e nel giro di poche decine di minuti si può già dire di aver visto tutto.

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Blood Alloy: Reborn - immagine 3 della recensione

La preponderanza degli smartphone nelle nostre vite e il successo dei titoli mobile (molto spesso semplici e senza pretese) ci spingono a essere più accondiscendenti verso giochi poco impegnativi e che concentrano un’esperienza appagante all’interno di pochi contenuti, tuttavia Blood Alloy: Reborn fallisce in questo a causa di contenuti davvero esigui e assenza di elementi di contorno fondamentali per questo genere di giochi, come gli achievements o una leaderboard online. Da acquistare solo se vi piace il genere e solo a prezzo scontato.

6−Insufficiente
Il voto di GameSource
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L'autore

Impegnato a ignorare i giochi popolari, rovinare il proprio fegato, portare Gamesource in giro per le fiere italiane e viaggiare per il mondo in cerca di giochi sconosciuti da spacciare per capolavori.

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