Zheros – Recensione

Quando si va a parlare di videogiochi è piuttosto difficile ricordarsi che esiste effettivamente anche un panorama videoludico italiano. Che siano indie o titoli tripla A, non capita mai di pensare che dietro allo schermo possano nascondersi sviluppatori nostrani, e il solo fatto che questi esistano dovrebbe riempirci d’orgoglio. Purtroppo nella maggioranza dei casi i titoli italiani non vengono quasi calcolati (che sia per la qualità o meno), con conseguenti vendite scarne e team di sviluppo sempre più rari.

Quello di cui parliamo oggi però potrebbe essere un caso diverso, una mosca bianca che potrebbe ripristinare la fiducia nel videogioco italiano. Rimlight Studios, azienda di Catania fondata nel 2014, ci offre Zheros, il suo primo titolo, che è addirittura finito nell’offerta Games with Gold di Xbox Live alla sua uscita. Oggi Zheros si ripropone anche su Playstation 4, aggiungendo alla propria longevità il nuovissimo DLC: The Forgotten Land.

Zheros

Botte come quelle di una volta

Ai videogiocatori di vecchia data, quelli che si riunivano nelle sale giochi il pomeriggio, quasi sempre torna alla mente un genere tanto amato e allo stesso tempo estremamente diffuso, forse troppo. Stiamo parlando dei picchiaduro a scorrimento, che hanno visto la luce con titoli quali Double Dragon per poi arrivare a picchi come Final Fight o Il Punitore. C’è stato un periodo di alcuni anni in cui questi titoli spopolavano, mangiando gettoni a non finire, finendo poi come killer application delle console come NES o SNES, per poi finire nel dimenticatoio più o meno assoluto, a parte qualche rara eccezione.

Rimlight Studios decide di abbandonare questo vuoto cosmico, riempiendolo con un titolo che prende a piene mani dalla semplicità dell’epoca: abbandoniamo storia complicata e tanti orpelli e passiamo direttamente al divertimento vero e proprio. Così come un tempo la storia dei videogames era principalmente “la fanciulla è stata rapita”, anche in Zheros il canovaccio ci viene presentato con una cutscene veloce e priva addirittura di voci: il Dr.Vendetta sta cercando di conquistare l’universo con i suoi pericolosi robot, e gli Zheros (cioè noi) hanno la missione di fermarlo una volta per tutte.

Il level design presenta degli stage tridimensionali ma giocati, proprio come un tempo, in movimenti da sinistra a destra variegati unicamente dalla profondità. Il giocatore, che può scegliere se interpretare un personaggio maschile o uno femminile (che si distinguono tra loro per una leggera disparità di forza e agilità, ma ben poca cosa), avrà a sua disposizione una lista di combo usufruibili tramite i tasti di attacco leggero e attacco pesante, un tasto per sparare con la pistola a munizioni limitate, e infine le opzioni per saltare e parare i colpi avversari (che parati al momento giusto possono dare la chance per un contrattacco). Nella sua semplicità, Zheros è tutto qui. L’unica cosa che lo allontana dai giochi di un tempo, a parte ovviamente il comparto grafico, è la possibilità di spendere i globi energetici accumulati durante i livelli in potenziamenti di attacco, di sparo, o di allungamenti della lista di combo che diverranno sempre più lunghe e letali.

Zheros

Lungo e tosto?

Per quanto possa essere tutto forse “banale”, in Zheros riscopriamo allegramente il piacere di giocare a un arcade nudo e crudo come tanti anni fa. I nostalgici sicuramente lo ameranno, i più giovani potrebbero scoprire qualcosa di ben sopito in loro. In ogni caso Zheros fa della semplicità il suo punto forte: non vi è bisogno nemmeno di un tutorial a inizio partita poiché basta provare i tasti per i primi secondi per comprendere come va giocato il tutto.

Graficamente Zheros si presenta in maniera veramente accattivante: i personaggi sono puliti e ben rifiniti, con un character design che non è né anonimo né troppo dettagliato. Gli stage sono un po’ spogli e i nemici sono forse un po’ troppo ripetitivi, ma nonostante ciò questa è una produzione che fa già troppo per il prezzo a cui viene distribuito. Peccato per alcuni problemi di tearing e sgranature che a volte lasciano un po’ perplessi, senza comunque rovinare la godibilità del titolo. Punto debole è sicuramente il comparto audio, che non penalizziamo per la mancanza di voci nelle cutscene, quanto invece per diverse tracce niente affatto orecchiabili.

Fortunatamente la longevità è molto buona: Zheros offre una ventina di livelli completabili in 6-7 ore, senza contare il divertimento immancabile di completare il titolo con un amico in cooperativa o di sfidare la modalità difficile.

Zheros
Zheros mostra, senza ombra di dubbio, che nel panorama videoludico italiano c’è speranza. Gli sviluppatori di questo titolo hanno dato prova del loro talento e della loro inventiva, strizzando l’occhio anche alle generazioni passate che avevano senz’altro bisogno di ritrovare la loro identità di fronte a una console. Consigliamo a tutti di provare questo titolo, grazie anche al DLC che aggiunge un nuovo personaggio giocabile, nuove mosse, e nuovi livelli molto interessanti.

7

Pro

  • Il ritorno dei picchiaduro a scorrimento
  • Un DLC interessante e corposo
  • Divertimento tutto italiano
  • Semplice e immediato

Contro

  • Privo di voci
  • Character design un po' scialbo
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