Dragon’s Dogma 2 Dark Arisen – Anteprima Gamescom 2026
Durante questa Gamescom 2026 mi è stata data l'opportunità di provare la nuova espansione di Dragon's Dogma 2, Dark Arisen l'esperienza però mi ha lasciato con molti dubbi.
Nel cuore pulsante dei padiglioni della Koelnmesse, ad arricchire il già fitto calendario di briefing di questa Gamescom 2026, ho avuto l’inestimabile privilegio di partecipare a un hands-on a porte chiuse dedicato a Dark Arisen, l’attesissima e massiccia espansione di Dragon’s Dogma 2.
Il publisher mi ha concesso l’accesso a una build fieristica sorprendentemente corposa e priva di paletti invisibili, un vero e proprio sandbox esplorativo che mi ha permesso di mappare e sezionare integralmente la nuova, sterminata macro-area introdotta da questo DLC.
Ma a elevare questa press preview da è stato il clamoroso sipario finale: la sessione culminava infatti con una chicca, un cliffhanger sistemico orchestrato ad arte per sigillare l’esperienza e dare un assaggio di quello che sarà questa espansione.
Un area vasta ma non troppo
Sviscerando l’estensione topografica del nuovo bioma, emerge una curiosa discrepanza tra la scala percepita e la sua reale densità ludica.
Sebbene l’interfaccia cartografica suggerisse, a un primo sguardo, una macro-area dalle proporzioni soverchianti, l’economia dell’esplorazione si è rivelata fisiologicamente più contenuta.
Sfruttando i sessanta minuti di timeboxing concessi per testare questa build fieristica di cui una decina rigorosamente allocati per sviscerare le meccaniche della bossfight di chiusura ho impiegato la restante cinquantina per mappare in modo pressoché capillare l’intero perimetro.
In questo lasso di tempo, ho esaurito di fatto tutti i reali Punti di Interesse (POI) che l’ecosistema aveva concretamente da offrire.
Le porzioni di mappa rimaste inesplorate, a una più attenta lettura del level design, sembravano ridursi a mero filler morfologico: catene montuose e anfratti rocciosi che fungono più da dilatatori spaziali e confini naturali che da reale palcoscenico per contenuti di effettivo valore esplorativo.

Una bossfight avvincente ma è solo una gimmick
Alla fine della demo mi è stata data la possibilità di affrontare una bossfight che sarà presente anche nella build finale dell’espansione, in arrivo il 9 ottobre quella contro il cosiddetto Fallen Dragon, un drago non-morto ribattezzato Fimbul, incontrato nella nuova regione di Norgan.
Sul serio però, quella che ho vissuto era più una gimmick narrativa che una bossfight effettiva, lo scontro prosegue infatti anche dopo la decapitazione del drago, che si limita a rigenerare gli arti recisi, e il protagonista si rende conto di non poterlo davvero sconfiggere in quel preciso momento, dovrà invece scoprirne il punto debole nel corso dell’intera espansione.
Non è un caso: gli stessi sviluppatori l’hanno definito un tassello chiave della trama, complice anche il dettaglio, tutt’altro che casuale, che questo drago non abbia un cuore.
Il mio sospetto iniziale trova quindi conferma piena quella sensazione di “gimmick enorme” non era affatto sbagliata, semplicemente perché l’incontro è stato pensato apposta per non poter essere vinto in quella specifica occasione, non per un difetto di bilanciamento.

Contenuti abbastanza risicati
Durante questa demo mi è stata data la possibilità di girare, bene o male, l’intera mappa messa a disposizione, e proprio per questo ho potuto farmi un’idea abbastanza precisa di quanto avevo davanti.
Il punto è che i contenuti presenti al suo interno mi sono sembrati parecchio risicati: gli unici veri punti di interesse erano la città in cui si iniziava, che faceva da hub di partenza, e il castello dove alla fine si è svolta la bossfight.
Nel mezzo, il tragitto che collegava i due poli si è rivelato piuttosto avaro di sorprese, l’unico incontro degno di nota è stato un gigante da abbattere lungo la strada, e poco altro a spezzare il ritmo dell’esplorazione.
Per un’espansione che dovrebbe far leva proprio sulla scoperta di una nuova regione, una densità del genere lascia qualche dubbio.
Voglio comunque sperare di essere incappato semplicemente in una serie di limitazioni imposte da questa build da esibizione, pensata per essere completata in una finestra di tempo ristretta, e che quello che ho visto non rappresenti minimamente tutto il contenuto finale dell’espansione.

Un’esperienza che poteva fornire di più
In conclusione, provando questa espansione di Dragon’s Dogma 2 ho sentito sì riaccendersi la voglia di rimettere le mani sul titolo, ma al contempo anche una sensazione di vuoto generale che di sicuro non ha giovato alla mia percezione finale di questa prova da esibizione.
La bossfight era divertente, su questo non ci piove, e da sola è bastata a ricordarmi perché la serie sa ancora colpire nel segno; il problema è tutto il resto, che mi ha lasciato un amaro in bocca che la maggior parte delle esperienze provate qui a Colonia non mi ha lasciato.
È una sensazione strana, soprattutto per un’espansione da cui ci si aspetta di essere travolti dalla voglia di esplorare, e che invece qui è rimasta un po’ a metà del guado.
Voglio solo sperare che tutte le limitazioni incontrate in questa demo siano legate esclusivamente al fatto che si tratta di una versione da fiera, pensata per essere consumata in pochi minuti, e non a una overview generale ma fedele di quello che sarà davvero quest’espansione una volta arrivata sugli scaffali.
Detto questo vi invito a leggere la nostra scorsa anteprima di questa Gamescom 2026 su Chronoscript, e vi lascio la pagina steam del titolo.