Elite: Dangerous – Horizons || Provato

Quello dell’early access è un espediente che da un paio d’anni a questa parte sta acquisendo una certa popolarità tra l’utenza, ma che se non sfruttato bene può rivelarsi un’arma a doppio taglio nelle mani degli sviluppatori. Ora, con Horizons in giro per le galassie da poco più di un mese, vediamo se Frontier Developments sta dando un degno seguito al successo di Elite: Dangerous.

Come è stato l’approdo sui pianeti?

Il client di Horizons, poco collaborativo e assai ostinato nella sua incapacità di scaricare i files di gioco in una volta sola, permette comunque di avere sia l’espansione di cui porta il nome che il gioco base Elite: Dangerous, giustificando in qualche modo il prezzo di 55€ per chi non ha il gioco originale.

Horizons prosegue sulla rotta tracciata dal predecessore, ma introduce alcune novità, tra cui la più importante è l’esplorazione delle superfici planetarie. Ma se pensate di girovagare col vostro rover sui pianeti più interessanti visti finora, sappiate che non si può. Scordatevi in primis i pianeti di fattezza terrestre: allo stato attuale si atterra di solito su palle di roccia, di polvere o di ghiaccio perlopiù deserte, in cui raccogliere una manciata di materiale commerciabile e magari ottenere una missione da cacciatore di taglie o da corriere, due attività che non soddisfano pienamente, anzi, dopo un po’ finiscono per venire a noia. Tra i contenuti da aggiungere si vocifera di pianeti vulcanici, acquatici e comunque più dinamici di quelli attuali, ma purtroppo il vero problema almeno per ora è che l’IA non utilizza i rover per cui, finchè un altro giocatore non atterrerà nello stesso punto in cui si sta giocando, il pianeta rimarrà privo di vita, e lo stesso dicasi per gli spazioporti, che per di più non è possibile segnare sulla mappa come già visitati o memorizzarne le rotte.


Non solo rover

Tra le altre novità degne di nota troviamo la possibilità per le navi più grandi di portare a bordo dei vascelli più piccoli dedicati espressamente al combattimento, e l’opzione multi-crew per avere fino a 4 amici contemporaneamente a bordo della propria nave, nessuna attualmente funzionante. A proposito di multiplayer, i due giochi di Frontier Developments li incrociano, per cui potremo trovare un amico che gioca a Elite: Dangerous ma che ovviamente non potrà seguirci mentre atterriamo su un pianeta, e questo è un altro dei problemi principali del gioco, la concentrazione multiplayer nelle zone più interessanti del gioco base, a scapito di Horizonsche quindi è penalizzato da zone completamente deserte. Sullo stesso piano di scarsa varietà troviamo anche la manciata di update alle navi e le nuove stazioni in cui attraccare, tutte con lo stesso aspetto, le stesse merci in vendita e gli stessi effetti sonori. Si segnalano poi comportamenti del gioco abbastanza bizzarri, come una nave che viene polverizzata dall’autorità competente per aver infranto un limite di velocità in una certa zona, mentre tutto attorno imperversano morte e pirateria…

Per assurdo si trae una qualche soddisfazione maggiore giocando in single player, perchè il commercio diventa vantaggioso sia negli acquisti che nelle vendite, slegando così il gioco da quel farming ossessivo tipico del multiplayer dove i potenziamenti delle navi a volte tocca sudarseli in maniera eccessiva. Si tratta comunque di un’espansione ancora allo stato grezzo, molte delle nuove feature non sono ancora state implementate e, tolti gli aspetti che funzionavano in Elite: Dangerous, si può dire che delle novità praticamente nessuna sia una vera aggiunta al gioco base. Un universo povero e spopolato, in cui il giocatore parte con una nave molto elementare e si ritrova catapultato d’improvviso nel vuoto, con zone di missione molto distanti tra loro che richiedono tempi lunghissimi per essere raggiunte o viaggi tramite i ben noti “jumps” che un nuovo giocatore però non può permettersi di pagare. A ciò uniamo qualche chiusura inaspettata del gioco e qualche freeze durante le missioni, e per di più una certa difficoltà a riconoscere i comandi dopo averli rimappati.


Rimandato a settembre

Come dicevamo, l’early access è una moneta, e per una faccia fin qui poco riuscita, ve n’è una dagli spunti interessanti. Troviamo un sistema di crafting discreto ma su cui c’è molto da lavorare, la faccenda del multi-crew potrebbe essere una variazione di gameplay geniale se sviluppata a dovere, ma sopratutto tutto il sistema di missioni e ricompense è stato rivisto, patchando quindi anche quello di Elite: Dangerous e rendendo il tutto più coerente e anche più appagante dal punto di vista della progressione della nostra nave. Da notare anche un menù più pulito in cui compare ora una barra di progresso della missione e una generale consultabilità migliorata.

Insomma, dovendo sbilanciarsi, allo stato attuale non vale la pena comprare Horizons, specie se avete già Elite: Dangerous (nel qual caso avete comunque uno sconto del 25%). Però non è un gioco da bocciare almeno per il momento, e se Frontier Developments riuscirà a correggere i problemi maggiori ma sopratutto a dare sostanza e vivacità alle novità introdotte, potrebbe essere nuova linfa per uno dei titoli di maggior successo dello scorso anno. Non ci resta che aspettare.

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