The Duskbloods – Anteprima
Un anteprima a 4 mani: le impressioni di due redattori di Gamesource sul nuovo e atteso titolo di FromSoftware
Cominciamo con le impressioni del nostro redattore Alessando Tosoni.
Se tornassimo indietro di appena due anni, non avrei mai potuto immaginare di vedere FromSoftware pubblicare due titoli multigiocatore di seguito. Dopo Elden Ring Nightreign, ora è il momento di capire qualcosa di più su The Duskbloods, probabilmente il progetto più strano e controverso mai intrapreso dalla compagnia.
La formula PvPvE è molto strana e in pochissimi sono riusciti ad azzeccarla, tra questi pochi, tutti nell’ambito dello sparatutto. Ovviamente vengono alla mente Arc Raiders, con i suoi due mesi di strabiliante gloria, e Escape from Tarkov, molto più longevo ma anche controverso, tuttavia The Duskbloods non solo non è un titolo sparatutto, ma nemmeno un gioco ad estrazione.
The Duskbloods – Anteprima
La verità è che l’acronimo PvPvE ci ha tratti tutti in inganno, facendoci immaginare la nuova opera di Miyazaki come una variante di qualcosa già esistente. Invece, il Network Test ci pone davanti un titolo strabiliante nella sua unicità, ricorda tante cose diverse nei suoi singoli elementi ( e ne parleremo) ma nel complesso, non esiste un’altra esperienza come The Duskbloods.
In un mercato dove i titoli multigiocatore stanno facendo sempre più fatica a brillare, From potrebbe aver trovato, per la seconda volta di seguito, una formula che tanti altri studi pagherebbero a peso d’oro per riuscire a replicare con successo.
Quindi, cos’è The Duskbloods?
Essenzialmente The Duskbloods è un duello prolungato tra otto giocatori. Si inizia la partita e si viene scaraventati nella mappa di gioco (nel Network Test c’è un solo livello, nel gioco completo saranno almeno tre) con l’obiettivo di diventare più potenti ottenendo Virtù.
Per accumulare Virtù si possono utilizzare diversi approcci, attaccare altri giocatori, andare a caccia di boss o completando obiettivi particolari nascosti nella mappa (solitamente rappresentati da oggetti collezionabili). Ottenere Virtù non indica semplicemente la “forza” ma è un vero e proprio punteggio che indicherà chi potrà continuare la partita e chi no.
Questo perché un timer di 8 minuti scandisce tre diverse fasi della partita. Dopo la prima fase, tutti gli otto giocatori potranno continuare a giocare normalmente, alla seconda, i due giocatori con meno punti verranno eliminati, alla conclusione della terza, altri tre saranno sconfitti, lasciando i sopravvissuti ad affrontare la fase finale.
Nel contesto del Network Test, la fase finale rappresenta una battaglia tra i sopravvissuti. In quest’ottica è essenziale trovare alleati evocabili, sigilli di potenziamento e potenziare il proprio personaggio in modo da essere pronto a sconfiggere i giocatori rimasti.

Ma quindi, un Battle Royale?
Proprio per questo ho definito The Duskbloods un duello prolungato. Volendo, si potrebbe parlare di una Battle Royale, ma ho evitato di usare questo termine fino a quando non avessi già descritto la struttura perché la mente va ovviamente a giochi come Fortnite e Apex Legends.
E il paragone può starci, in The Duskbloods come nei battle royale l’obiettivo è quello di girare per la mappa, trovare potenziamenti e prepararsi a combattere contro altri giocatori… solo che FromSoftware ha ideato un approccio completamente diverso al lato PvP.
Prima dello scontro finale, la morte non vale come una sconfitta. Semplicemente, si ritorna in vita ad un checkpoint, in modo simile a quanto accade in Nightreign. L’unico momento in cui attaccare altri giocatori è essenziale è alla fine della partita, prima è solo uno dei vari approcci.
A differenziale The Duskbloods dall’idea classica di Battle Royale videoludico è anche la gestione della mappa. Nel corso delle fasi, ci saranno molti eventi casuali che cambieranno completamente l’approccio alla partita, a volte impedendo l’accesso ad alcune parti, altre incentivando il PvE o il PvP e altre ancora…non le sappiamo bene, in quanto il Network Test è comunque limitato in contenuti.
Inoltre durante la partita sarà anche possibile dedicarsi ad obiettivi specifici in cambio di grande quantità di Virtù, allo stesso tempo, ci saranno dei premi quasi “alla Mario Party” in cui sarà donata Virtù ai giocatori che uccidono più nemici, più boss o raccolgono più oggetti.
Insomma, le partite sono estremamente dinamiche e il timer costante di 8 minuti le rende sempre divertenti. Non c’è mai tempo per prendere il respiro ed è completamente assente tutta la parte più lenta del modello Battle Royale classico, dove si corre da punto A a punto B sperando di non essere ucciso da un cecchino.
In questo modo, The Duskbloods sembra essere l’altra faccia della medaglia di Elden Ring Nightreign. Se Nightreign prendeva meccaniche come il “gas tossico” e l’ottenimento di armi da zone specifiche prima che diventino inaccessibili, The Duskbloods prende un altro lato dei Battle Royale e lo integra nella classica formula Souls-like, creando un’esperienza che si può paragonare a tanto ma non è veramente uguale a niente.
Esattamente come Nightreign, ma in un panorama diverso.

La Salsa From
Considerando che questa è un’anteprima e non una vera e propria recensione, non ero sicuro di voler parlare del lato estetico del gioco. Tuttavia, ho deciso comunque di dedicarci un pezzettino. The Duskbloods è stupendo, non c’è modo di girarci attorno.
FromSoftware continua a dimostrare di avere gli artisti migliori dell’industria o perlomeno di avere la miglior sinergia tra concept artists e modellatori. La mappa disponibile è bellissima, ovviamente molto reminiscente di Bloodborne ma allo stesso completamente originale, il che pone l’esclusiva Switch 2 un po’ al di sopra di Nightreign, il quale invece sembra sempre un’accozzaglia di modelli presi da Elden Ring (perché lo è).
La colonna sonora, libera dalle restrizioni solite del genere Souls-like, mostra i muscoli come raramente ho sentito in un’opera From. Ci sono molte tratte, tutte d’impatto e senza che siano relegate alle sole bossfight. The Duskbloods dopotutto è una Battle Royale frenetica, non c’è il bisogno di restare minimalisti sulla musica per favorire l’immersione.
E ovviamente, non posso non citare i Sanguinatori, i personaggi utilizzabili, uno col design più memorabile dell’altro.
Combattere…volando?
Purtroppo, tra orari scomodi e Nintendo Switch Online poco cooperativo, son arrivato al Network Test dopo rispetto a molti altri giocatori. Nel mentre continuavo a ripetere il processo per entrare, incontrando lo stesso fallimentare messaggio d’errore, vedevo le prime impressioni di altri giocatori arrivare online.
Quasi tutte molto positive, anche grazie al combattimento, paragonato spesso a Bloodborne. Ora, io non so bene se questa opinione sia da folli o se il tempo mi darà ragione, ma The Duskbloods non somiglia a Bloodborne, piuttosto, ad un altro titolo From, forse il più influente nel design dei combattimenti di questa nuova opera.
Andiamo con ordine, un po’ come se vi stessi narrando un mistero di Agatha Christie. The Duskbloods è un gioco molto rapido, i cui colpi però han molto peso. Non si tratta di una situazione alla Nightreign, dove l’esperienza del giocatore è quella di essere parte di uno sciame di locuste che consumano i boss con una miriade di attacchi leggeri.
Il combattimento è più considerato e appunto pesante. Inoltre, c’è una varietà d’approcci notevole, con personaggi come Layla la cecchina che si basano praticamente solo sul ranged o Zork in grado di prendere il volo per un periodo, ma anche molto più lento, con la predisposizione a subire qualche danno in più pur di punire con attacchi pesanti.
A tutto ciò, aggiungiamo una mobilità altissima per ogni personaggio, con altissimi salti tripli, molte mosse speciali esplosive e un sistema di stun che lascerà i personaggi fermi per qualche secondo…probabilmente o avete capito qual è il gioco From più simile al combattimento di The Duskbloods oppure non l’avete giocato.

Se siete nel secondo gruppo, dovreste rimediare, perché Armored Core VI Fires of Rubicon è un capolavoro e vi insegnerà molto su come approcciare il PvP di The Duskbloods. Già, il combattimento della nuova opera di Miyazaki ha preso tanto dal titolo mecha uscito ormai tre anni fa.
Cosa che in realtà sorprende fino a un certo punto, dato che si tratta del gioco FromSoftware con la modalità PvP più complessa fino ad ora, altro esempio di come la filosofia del “tutto fa brodo” della compagnia giapponese continui a funzionare estremamente bene, sia il gioco diretto da Miyazaki o meno.
Va bene, ma cosa può non funzionare?
Il Network Test ha fatto esattamente quello che temevo, mi ha messo una voglia assurda di giocare The Duskbloods. Un male, dato che non sappiamo nemmeno la data d’uscita! Sicuramente lo avrete già capito dall’anteprima, ma sono molto positivo sull’esperienza.
Questo è potenziale GOTY, se non uscisse Trails in the Sky 2nd Chapter metterei la mano sul fuoco dicendo che sarà il mio GOTY. Però, ci sono ovviamente degli aspetti che potrebbero andare male oppure deludere alla lunga.
Miyazaki si è dilungato tanto in questi giorni su cosa ci sarà in più nel gioco finale, andremo nel dettaglio delle sue interviste in separata sede. Basandomi sul Network Test, ci sono alcune preoccupazioni non da poco. La prima è la più palese, i server.
Già Elden Ring Nightreign ebbe un avvio molto traumatico, nonostante fosse su infrastrutture più solide rispetto alle notoriamente scricchiolanti infrastrutture online di Nintendo. A differenza di quanto han detto in tanti, non penso sia un male l’esclusività Nintendo di The Duskbloods, penso sia parte del motivo per cui Miyazaki ha potuto realizzare un progetto tanto originale.

Tuttavia, è un gioco online e non posso esimermi dal notare come anche il Network Test abbia avuto enormi problemi. Io stesso non ho ricevuto la mail di accesso al gioco…solamente per scoprire che ero stato accettato per il test, ma Nintendo non aveva recapitato la mail e dovevo recarmi sul sito ufficiale.
La prima sessione di Test è stata un disastro e nemmeno durante la seconda ho potuto accedere. Al momento della stesura di questa anteprima, la terza si è appena conclusa e ci sono stati moltissimi errori nel matchmaking.
Insomma, i dubbi sulla solidità dell’online ci sono e rimangono. Nightreign eventualmente è arrivato ad una solidità pressoché perfetta, con ancora decine di migliaia di giocatori online nonostante l’aggiunta di nuovi boss, quindi rimane uno spiraglio di speranza, ma se dovessi puntare soldi su quale sarà il problema principale di The Duskbloods, li punto su questo.
Inoltre, devo sottolineare come, nonostante tutto il Network Test, ancora non sappiamo quasi niente di questo gioco. Tutto ciò che esula dalla partita basilare è ancora avvolto nell’ombra. Ci saranno modalità duo, modalità con un boss cooperativo a fine partita piuttosto che PvP (quindi, Nightreign?), molti più personaggi, una storia vera e propria, modificatori alle abilità base di ogni personaggio, diversi tipi di obiettivi…
Ma non sappiamo ancora niente di tutto questo. Mentre il Network Test di Nightreign aveva dato un’idea precisa del progetto e il Network Test di Elden Ring era essenzialmente una gigantesca demo, questo è più riservato e se l’uscita di The Duskbloods è ancora prevista per quest’anno, è strano sapere ancora così poco.
The Duskbloods si presenta come un’esperienza unica. Un’ennesima evoluzione del modello Souls-Like, stavolta applicato ad un genere simile alla Battle Royale ma comunque molto diverso. I server non sono stati solidi, ma quando la partita inizia, il gioco è tra i più divertenti che abbia mai giocato. In un periodo impegnatissimo per i videogiochi, The Duskbloods si propone come uno dei possibili GOTY, specie per i possessori di Nintendo Switch 2 alla caccia di un’esperienza diversa dalle proposte Nintendo.
E proseguiamo con le impressioni di Matteo Cadeddu.
Sono riuscito anche io (a parte qualche problema tecnico) a giocare a The Duskbloods partecipando appunto al network test a numero chiuso e non nego che si tratta di uno dei titoli che maggiormente attendevo e su cui nutro grandi speranze per cui sono davvero felice di avervi potuto partecipare.
Questa esclusiva per Nintendo Switch 2, al tempo dell’annuncio, ha lasciato tutti sorpresi, proprio per questa volontà dei dev di far uscire il titolo unicamente sull’ammiraglia di casa Nintendo.
Ma le atmosfere alla Elden Ring in combo con un forte accento alla Bloodborne hanno conquistato sin da subito me e una folta e nutrita pletora di amanti dei souls, la cui scimmia multiplayer ha subito dato di matto.
In pratica ho un hype pazzesco per Duskbloods anche se devo ammettere che questa cosa del PvPvE non mi convince appieno: dalla scoperta dell’obbligo al solo game online ho davvero patito per la mancanza di una campagna in singolo, magari alla Elden Ring, ma tant’è, e quindi non piangerò sul sangue versato.
Quindi mi sono preparato, ho aspettato pazientemente il momento indicato e ho tentato di fare l’accesso al server. E qui le prime bestemmie: server bloccato per le intere prime due sessioni di gioco. Poi per fortuna FromSoftware ci ha messo una pezza e ho potuto finalmente farmi valere.
La storia di sangue di The Duskbloods
La trama di The Duskbloods nel network test è volutamente a malapena accennata. Il protagonista fa parte dei Sanguinatori che in virtù del loro sangue speciale sono chiamati a confrontarsi nel Crepuscolo dell’Umanità al fine di eccellere per ottenere non si sa bene cosa.
Detta così sembra poca roba ma unita alle atmosfere di FromSoftware basta e avanza credetemi.
Quindi questo spoglio filmato mi ha introdotto in una magione da cui ho potuto accedere al menù di sistema e a poco altro, dato che per il test un altro paio di aree e la personalizzazione erano precluse.

I Sanguinatori
Dal menu si ha subito la possibilità di scegliere tra una serie di sei personaggi:
- Albert: uno spadaccino bilanciato, abile sia negli attacchi corpo a corpo che in quelli a distanza.
- Jan dei Mano di sangue: spoglio protagonista del prologo, rigorosamente in pigiama e con un’ascia enorme, lenta e letale.
- Trang Lanh: eroina femminile armata di Chakram e davvero, davvero letale nel corpo a corpo.
- Layla la cecchina: personaggio che come potrete intuire combatte meglio sulla lunga distanza.
- Senatore Samir Patres: un maestro di fioretto, regale, fiero e letale.
- Zork: che cosa sia in realtà non lo so, è un tank lento e inesorabile.
Questa breve presentazione dei personaggi lascia il tempo che trova, a parte la scelta ovvia di puntare su Albert per le prime run, dato che il suo bilanciamento lo rende estremamente versatile, per tutti gli altri è una mera questione di trovare quello più adatto al tuo stile di combattimento.
Per fare un paragone pensate alle build di Elden Ring. O puntate sui martelloni e scudo, o sulle lame veloci, o sulla magia. Qui è la stessa cosa ma i personaggi sono preimpostati e qui ho il primo dubbio.
Se il sistema di personalizzazione – precluso in questo test – non permetterà di buildare il nostro personaggio come si deve (cambiando armi, accessori, armature), ho paura che il roster presentato possa portare alla noia velocemente.
Una delle cose che preferisco nei titoli FromSoftware è la crescita del personaggio tramite le build, ma non credo di essere il solo a pensarla così quindi aspetterò l’uscita ufficiale del titolo per esprimere un parere completo.
Le run di The Duskbloods
The Duskbloods sembra pensato per sessioni molto veloci, una trentina minuti al massimo. Ogni Run è difatti composta di 4 fasi che nel test duravano al massimo 5-8 minuti e a cui partecipano 8 giocatori.
Nella fase 1 abbiamo la possibilità di esplorare la mappa di gioco, livellare uccidendo i nemici che troviamo in giro, raccogliere oggetti e, se le regole della partita lo consentono, stringere alleanze o inimicarsi tutti cominciando a rompere le balle agli altri Sanguinatori.
Qui potremo anche trovare punti in cui assoggettare – e in seguito evocare – dei servitori, che potremo anche potenziare. I servitori si possono sostituire con altri, e ne esistono di vari tipologie: da difesa, attacco e supporto. In base al personaggio conviene avere un servitore idoneo alla tattica di gioco.

Esiste la possibilità, uccidendo e dissanguando i nemici maggiori di assoggettare anche gli avversari comandati dal gioco, fino ad avere un piccolo esercito fedele e pronto a morire per noi in battaglia.
La seconda e terza fase servono ad accumulare punti virtù e in base ai punti accumulati, verremo ammessi alla fase successiva o eleminati.
Come si accumulano punti virtù? Semplice, uccidi i nemici, più grandi sono e meglio è, uccidi gli altri Sanguinatori, porta a termine i giuramenti sparsi per l’area di gioco, accendi le fiamme per primo, conquista la pietra del sangue (uccidi più nemici dei tuoi avversari) o la pietra d’oro (difendi la postazione e sii l’ultimo ad averla acquisita).
A grandi linee gli obiettivi sono questi per l’accumulo di punti, ma ci sono delle varianti. Avremo difatti, grazie ai marchi la possibilità di scegliere una partita online in coppia, i cui punti virtù vengono condivisi, e una partita nemesi dove avremo un avversario specifico da far fuori.
Il vostro stile di gioco e la vostra indole saranno quindi sempre soddisfatti in The Duskbloods.
È anche possibile stringere alleanze in game in queste prime tre fasi, così come potremmo essere chiamati per sconfiggere gli avversari più ostici. Strategicamente conviene decidere di volta in volta come comportarsi in base alla virtù accumulata in quel momento.
Nella quarta e ultima fase per conquistare il crepuscolo dell’umanità dovrete solo farvi fuori a vicenda. I tre che hanno accumulato maggior virtù se la vedranno uno contro l’altro in un duello all’ultimo sangue.
Un paio di eccezioni: durante la seconda e terza fase eventi casuali saranno scelti dal software e varieranno le regole di gioco e l’accumulo dei punti. Suona la campana della torre, proteggi la pioggia di stelle e i detriti atterrati, fai attenzione alla tempesta di fulmini che ti porta in luoghi random della mappa, e così via.
Immagino che questi eventi siano stati introdotti per evitare troppa ripetitività al titolo, e comunque riescono nell’intento andando ad aumentare l’adrenalina in circolo mentre cerchi di salvarti la pelle.
Il gameplay
I Sanguinatori dispongono di un’arma a corta distanza che possiede un attacco veloce e uno forte che può essere caricato. Inoltre posseggono un’arma a lunga distanza che stravolge le regole di gioco: per esempio la cecchina se si apposta in cima a un campanile colpisce a distanza e ti servirà qualche secondo per capire dov’è, come raggiungerla e come farla fuori.
Ogni Sanguinatore ha tre salti a mezz’aria e un salto caricato oltre a un dash sia aereo che terreno. Questo ti permette di raggiungere verticalmente anche le vette degli edifici maggiori o di coprire distanze considerevoli in un lampo.
È un’ottima strategia anche quella di non dimenticarsi di questo salto triplo durante gli scontri che, almeno nel The Duskbloods Network test ver., sono davvero molto concitati. Gli altri player non fanno sconti e i nemici del sistema hanno una buona intelligenza: tenere d’occhio tutto non è affatto semplice e richiede una buona dose di lucidità.
Completa il quadro degli attacchi un’abilità propria di ogni Sanguinatore, che ha un utilizzo limitato e richiede tempi di ricarica. In alcuni casi fa la differenza, dato che permette per esempio di rendersi invisibili, di attaccare ad area, di eseguire attacchi letali e così via.
Livellando nel corso delle prime fasi, il giocatore ha la possibilità di far evolvere la sua abilità speciale, portandola a diventare veramente devastante se usata bene.
Gli oggetti sono vari e possono essere equipaggiati a dovere, dopo essere stati raccolti dal terreno di gioco. Avremo oggetti che potenziano gli attacchi, altri che spostano l’aggro, altri che curano e tanto altro ancora.
Infine abbiamo le cure: paletti da conficcare dentro il corpo, ad uso limitato, e che si rinnovano solo nella fase successiva. Utili ma da usare saggiamente.

Il mondo di gioco di The Duskbloods
Il mondo di gioco visto in questo The “Duskbloods Network test ver.” è incredibile. L’interazione dell’unica mappa a disposizione (per ora) è limitata ma il poterla sfruttare verticalmente rende la limitata estensione praticamente ininfluente in termine di gameplay.
Le atmosfere sono alla Bloodborne, quel gotico inquietante e mostruoso a cui FromSoftware è molto legata. In ogni caso sia i panorami che i dettagli sono curati e il mondo appare sempre vivo anche grazie ai molti nemici che popolano il terreno di gioco.
Esteticamente The Duskbloods è semplicemente magnifico su Nintendo Switch 2 sia in portabilità che sul grande schermo.
Tutto oro quel che luccica?
Affrontare questo paragrafo è una pugnalata. Molti problemi, molte possibili soluzioni, molto poco quello che si è potuto vedere.
Prima di tutto l’assenza di una storia principale in single player mi disturba, sarò vecchio ma secondo me con una campagna principale il titolo avrebbe spaccato.
E poi i PvPvE nascondono delle insidie a priori. Ci sarà di sicuro una nutrita schiera di giocatori che vivrà per far fuori gli altri, ma questo è risolvibile dalla casa di produzione con regole, eventi e altri escamotage.
Certo rimane il fatto che uccidere tutti è l’obiettivo del titolo, infatti è gia presente una modalità classifica, per ora inaccessibile ma che sono certo fa gola a chi non vede l’ora di uccidere qualunque cosa si muova.
Anche la progressione del personaggio in The Duskbloods e l’apparente scarsa personalizzazione mi lasciano perplesso: ci saranno altre armi? Altri bonus? Qualcosa ti rimarrà dopo ogni run? Il roster si allargherà nel tempo? Tutte domande a cui ora non so come rispondere purtroppo.
Infine il test non è stato favoloso sotto l’aspetto connessione. A parte il problema di accesso che mi è costato 2 sessioni di gioco, le cose non filano sempre lisce.
A volte sei tu a essere sconnesso a caso, a volte lo sono i tuoi compagni di avventura e in entrambi i casi vieni semplicemente portato all’hub principale con un sottofondo di tue bestemmie variopinte. Inoltre per essere un test chiuso ho passato troppo tempo in attesa di un matchmaking, ma forse questo è un problema dato dal numero limitato di giocatori online.
Per il resto la Switch 2 regge botta bene, senza cali particolari ma con qualche input lag che devo essere sincero, magari è solo colpa mia. Ogni personaggio ha un suo set di mosse e frame in cui deve completarle: mi sarebbe servito più tempo per assimilare a livello fisico i tempi corretti.

In pratica cosa ne penso finora?
Questo titolo ha in sé il potenziale per diventare una bomba ma potrebbe trovarsi con i server vuoti nel giro di qualche mese. Dipende come sempre solo da FromSoftware. Io intanto mi preparo per qualche rituale propiziatorio nella speranza di vedere i miei sogni di Sanguinatore avverarsi.